A causare o aggravare l’asma e le altre patologie respiratorie possono essere diversi fattori interconnessi, ed è necessario prenderli tutti in considerazione. Per alleviare questi problemi potrebbe essere indispensabile cambiare alimentazione, assumere integratori, imparare tecniche di respirazione e di riequilibrio del corpo.


di Steven Rochlitz 


       L’asma è una malattia tanto comune quanto grave. Gli studi recenti rivelano un aumento allarmante dell’incidenza dell’asma in molti paesi, con una prevalenza maggiore fra i bambini piuttosto che fra gli adulti. In Australia, soffre di asma circa il 15% dei bambini. In Nuova Zelanda la percentuale è del 20%, un quinto della popolazione infantile, forse a causa del maggiore uso della lana e del consumo di carni ovine.
       È probabile che numerosi soggetti soffrano di un’asma da lieve a moderata mai diagnosticata e non ne siano a conoscenza. Si tratta di persone che magari non producono sibili udibili ma soffrono di affaticamento, ansia, depressione, intolleranza all’attività fisica o sedentarietà, capogiri o altri disturbi ancora. Sono effettivamente numerosi i casi in cui l’asma rimane “nascosta” a causa di diversi fattori. I soggetti con asma non diagnosticata possono avere bassi livelli di ossigeno senza però produrre sibili. A quanto pare, ignorando molti medici questa possibilità, non chiedono ai pazienti di farsi auscultare mentre espirano energicamente. Tutti i dottori dovrebbero tenere nel proprio studio uno spirometro in cui far espirare il paziente per testare una possibile asma nascosta. Se l’esito è dubbio, si può prescrivere un test più completo della funzionalità polmonare (PFT).

       A mio parere, la percentuale di popolazione che soffre di asma, anche in forma lieve, nella società occidentale “civilizzata” (tossica) è decisamente maggiore del 10-20%. Alcuni allergologi sostengono addirittura che chi ha una leggera sinusite soffra con ogni probabilità almeno di un’asma lieve.
       In parte, la difficoltà nel diagnosticare questa patologia comune deriva dall’esistenza di diverse varianti di asma. In molti casi, esiste una costrizione toracica che, generalmente, non produce però rumori respiratori. Questo tipo di asma può attivare dei trigger point nei muscoli di qualsiasi zona del petto.
       Le informazioni che seguono non possono sostituire totalmente la normale assistenza medica, e occorre tenere sempre con sé un inalatore di emergenza se si soffre di asma. Detto questo, tuttavia, è anche importante notare come molti medicinali orali o inalanti per l’asma, o i conservanti o le altre sostanze chimiche in essi contenuti, possono anche costituire una causa dell’asma. In aggiunta, oltre a causare dipendenza, questi medicinali quando sospesi possono indurre l’asma per effetto rebound. Per questo, imparare diverse alternative olistiche può rivelarsi cruciale. Tutte le idee contenute in questo articolo possono portare benefici a chi soffre di altre patologie respiratorie, fra cui bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (COPD), bronchite, polmonite ed enfisema.


Fattori che causano o aggravano l’asma

       Questo elenco, mi auguro esauriente, di fattori che causano o aggravano l’asma è già stato pubblicato in precedenza.(1) Tali fattori (in ordine sparso) includono: allergie ad alimenti, pollini, animali domestici, polvere, muffe, agenti chimici, profumi, integratori, ecc., acido sialico, porfiria (generalmente non diagnosticata), carenza di ioni negativi, disidratazione (alla Batmanghelidj), carenze nutrizionali, mastocitopatie, ipocapnia (bassi livelli di CO2 alla Buteyko), trigger point, ernia iatale/sindrome vagale, gas gastrointestinale, forame ovale pervio (PFO), insufficienza surrenale o tiroidea, proliferazione di microrganismi (funghi, batteri, virus) nei polmoni, sensibilità ai campi elettromagnetici (EMFS) e kindling, ipoglicemia, infiammazioni e iperattività del sistema nervoso. Questi fattori sono interconnessi.


Reazioni alimentari

       Dall’elenco precedente di malattie o fattori che scatenano l’asma si possono dedurre dei metodi per alleviarla o curarla. Naturalmente, la prima cosa da fare sarà individuare e poi eliminare gli alimenti che causano l’asma in ciascun individuo. Questi alimenti dannosi potrebbero provocare le classiche reazioni allergiche mediate da IgE con conseguente rilascio di istamina, oppure potrebbero causare una reazione porfirica o ancora semplicemente non essere digeriti e provocare una reazione tossica o infiammatoria diretta. La presenza di cibi non digeriti può essere accertata dall’odore nell’urina o nelle feci (o da un’ispezione visiva delle feci). L’odore può indicare due cose: una carenza di enzimi digestivi e/o la carenza di uno specifico enzima CYP450 per la scomposizione della stessa sostanza (alimento) di cui si avverte l’odore.
       Comunemente possono indurre l’asma il glutammato monosodico (MSG), il frumento, il mais, i latticini, le patate, i lieviti, la frutta secca, i pomodori, le carni di pollo, tacchino, bovino, il cioccolato, l’eccesso di zuccheri e l’eccesso di sale. La reattività agli alimenti può essere immediata, ma a volte la reazione è ritardata di 12-24 ore e rende più difficile l’individuazione di un nesso di causalità.
Talvolta i cibi che inducono l’asma provocano anche una grave dipendenza. Lo stesso vale per alcune sostanze che vengono inalate, come il fumo di tabacco o altri tipi di fumo. Ancora una volta, la dipendenza si crea perché la fase di astinenza – anche da sostanze inalate – induce nel soggetto un malessere peggiore di quello dato dalla fase di mascheramento.

       Alcune classi o tipologie di alimenti sono indicate come possibili cause dell’asma: cereali contenenti glutine/gliadina e latticini sono da tempo considerati fra questi. Una buona idea è quella di eliminare gli alimenti che notoriamente causano infiammazione: frutta secca, cereali, carni, latticini e solanacee. Anche altri tipi di alimenti sono stati collegati all’insorgenza o all’aggravamento dell’asma o di altre reazioni di ipersensibilità. Una nota causa dell’asma sono gli alimenti contenenti lo zolfo, che includono uova, cipolla, aglio e altri ancora. Recentemente sono stati correlati all’asma i cibi ricchi di ossalati, fra cui fragole, spinaci, barbabietole, cioccolato, frumento integrale (crusca) e patate dolci. Oltretutto, una dieta che ecceda in carne e cereali può rendere l’organismo troppo acido, creando infiammazione. Mangiare più frutta e verdura contribuisce invece ad alcalinizzare il corpo. Eliminare l’MSG dall’alimentazione può essere difficile ma fondamentale. L’MSG è un insaporitore che si trova praticamente in tutti i cibi industriali e che provoca dipendenza. Sarebbe necessario evitare del tutto le carni di pollo e tacchino per via del fattore triptofano (o altri). È bene praticare la rotazione degli alimenti. Se siete molto “allergici”, usate la Dieta Diversificata a Rotazione dei cinque giorni. Tutto – dalle vitamine, all’acqua, al dentifricio – deve essere sottoposto a un accurato test muscolare. Anche il dentifricio può causare l’asma, in quanto si continua a respirarne i residui per molte ore dopo essersi lavati i denti. Un’alternativa è lavarsi i denti con il bicarbonato. Potete anche provare i nuovi “dentifrici ionici” che fanno staccare elettricamente la placca dai denti: funzionano!


La dieta vegetariana aiuta gli asmatici

       Uno studio svedese ha riscontrato dei miglioramenti nei soggetti asmatici sottoposti a una dieta vegetariana e biologica. (2) Lo studio concludeva sottolineando come: 

“[…] il 71% riportava un miglioramento dopo 4 mesi e il 92% dopo un anno. Si osservava un miglioramento significativo per diverse variabili cliniche, quali capacità vitale, volume di espirazione forzata a 1 sec, capacità di esercizio fisico[...] I pazienti che temono gli effetti collaterali dei farmaci e sono interessati alle cure alternative potrebbero riscontrare miglioramenti e sostituire i trattamenti convenzionali con questo regime alimentare.”


Acido sialico

       Per chi soffre di asma e di numerose malattie infiammatorie potrebbero rivelarsi di grande importanza le recenti ricerche del Dott. Ajit Varki, che ha studiato le differenze fra le patologie che colpiscono gli scimpanzé e quelle che colpiscono gli uomini. (3) Gli scimpanzé non si ammalano di asma né di artrite reumatoide, nonostante il DNA delle due specie sia al 99% identico. Si è riscontrata una differenza che riguarda l’acido sialico, uno zucchero che si trova nella superficie cellulare e nelle proteine secrete. L’uomo non è in grado di sintetizzare una forma di acido sialico, il Neu5Gc; tuttavia consumando carne rossa o latticini, questa forma di acido sialico viene in realtà assorbita dalle cellule endoteliali umane, anche in quelle che rivestono l’intestino e i vasi sanguigni (un vero esempio di “sei quello che mangi”). In molti soggetti, il corpo (paradossalmente) a questo punto produce anticorpi contro il Neu5Gc, nonostante questo sia stato assorbito nell’organismo. In tal modo si possono venire a creare infiammazioni, malattie croniche e alcuni tipi di cancro. Finora sono state trovate più di 10 differenze relative all’acido sialico fra umani e scimpanzé: ciascuna può essere correlata a una malattia o a un gruppo di malattie nei soggetti che mangiano carne rossa e latticini. Il Dott. Varki ritiene che ci sia una relazione anche con la suscettibilità all’Escherichia coli che negli ultimi anni ha imperversato con diverse epidemie.

       Varki ha riscontrato livelli molto elevati di Neu5Gc nella carne bovina, suina, ovina e caprina, e livelli moderati nel latte e nel formaggio. Se ne trovano livelli minori nelle carni e nelle uova di tacchino, anatra e pollo, mentre quantità trascurabili sono state rilevate nei vegetali e negli alimenti ittici.
       Potrebbe essere questo il legame con lo studio svedese sopra citato, che mostrava miglioramenti negli asmatici che rinunciavano a carne e latticini? In effetti, sono tante le persone che godono di  una salute migliore dopo essere diventate vegetariane. C’è un nesso con la questione dell’acido sialico? Il nuovo studio forse indica forse che per i vegetariani occorre fino a un anno per liberare le proprie cellule dall’acido sialico? Nel 2010, i ricercatori hanno scoperto che l’alpha-gal, un carboidrato della carne, potrebbe essere la “causa non identificata delle gravi reazioni allergiche [anafilassi] ricorrenti in alcuni pazienti”.4 Questo fenomeno è legato all’acido sialico.

       Una riserva sulla dieta vegetariana biologica, apparentemente ideale, è che prevede il consumo di vegetali biologici, fertilizzati con concimi animali, generalmente ricchi di microorganismi opportunistici che in alcuni soggetti si attaccano all’intestino, proliferano e causano gravi malattie (ciò è più probabile nei soggetti che non sono stati allattati al seno e/o presentano “geni porfirici”). Se c’è una proliferazione di microorganismi, alcuni individui si ammalano diventando “allergici al mondo”.


Il legame con la porfiria

       Alcuni asmatici, durante gli attacchi, lamentano un senso di costrizione o dolore toracico o addominale, come se ci fosse sopra di loro “una tonnellata di mattoni”. Molti porfirici soffrono di difficoltà respiratorie durante gli attacchi di porfiria e inoltre lamentano dolore o costrizione addominale. Per molti asmatici e porfirici, il fattore che in assoluto contribuisce maggiormente a far manifestare la loro malattia è lo stress. Per entrambe le malattie, alcuni pazienti indicano che saltare un pasto, o mangiare di meno, induce rapidamente un attacco di asma o porfiria o entrambe, per chi sa di avere tutte e due le malattie. In questo caso si parla di fattore dell’ipoglicemia. Un fenomeno correlato è il sollievo che prova chi soffre di entrambe le malattie quando ingerisce cibi o bevande zuccherini. Lo squilibrio relativo all’ipoglicemia si può risolvere rapidamente attraverso la kinesiologia. (5)

       Alcuni soggetti che sanno di avere queste malattie segnalano che quando mangiano gli stessi cibi problematici hanno attacchi sia di asma che di porfiria. L’amminoacido essenziale triptofano, presente nel pollo o nel tacchino, è un noto fattore causativo degli attacchi in molti soggetti asmatici. Ma i medici che trattano la porfiria sanno da diverso tempo che i cibi contenenti molto triptofano causano comunemente anche attacchi di porfiria in chi ne è affetto. Ci fu addirittura un momento in cui si pensò che la porfiria fosse esclusivamente un disturbo metabolico della digestione del triptofano. In seguito, naturalmente, si arrivò a capire che era molto più che questo. Alcuni asmatici e porfirici segnalano che respirare certi agenti chimici induce un attacco di asma o porfiria, o entrambe. Vari specialisti delle due malattie hanno pubblicato studi su come la dieta vegetariana sia benefica per questi disturbi.

       La seconda parte del mio articolo sulla porfiria [Il sistema imunitario e la porfiria nascosta, pubblicato su NEXUS NEW TIMES nr. 101] dimostra l’esattezza della mia ipotesi sul legame fra asma e porfiria. A vari medici britannici ci sono voluti 40 anni per dichiarare, dopo aver esaminato i casi della famiglia inglese Dobson di Chester, che una storia familiare di asma e atopia (ipersensibilità allergica) può essere segno di una porfiria familiare nascosta. Chi non sa di avere la porfiria in genere soffre di gravi ipersensibilità chimiche che rendono ancor più difficile la cura dell’asma: ad esempio, i concentratori di ossigeno e persino i tubi e le cannule contengono ftalati, che notoriamente causano reazioni di ipersensibilità e dunque aggravano qualsiasi disturbo respiratorio. Un valido sostituto sono i tubi Tygon® o in acciaio, e per chi ha bisogno dell’ossigeno sono preferibili le bombole ai concentratori.


Carenza di ioni negativi

       Un altro aspetto importante è assicurarsi di inspirare sempre una quantità sufficiente di ioni negativi. La carenza di ioni negativi può causare o peggiorare asma, sinusite, depressione, ansia, mal di testa, affaticamento, insonnia, ipotiroidismo e altri sintomi. Se vi sentite molto meglio dopo una doccia, vicino a una cascata o all’oceano, è probabile che abbiate l’esigenza di respirare ioni negativi.
       Ci sono in commercio generatori di ioni negativi per ambienti, tuttavia alcuni potrebbero emettere livelli di ozono non trascurabili. Ci sono anche modelli portatili che si possono indossare o usare durante i viaggi. I generatori di ioni negativi possono essere benefici per gli asmatici, specialmente per chi è circondato da troppi ioni positivi, ad esempio se vive in climi desertici o in ambienti con sistemi di ventilazione forzata.
Naturalmente, gli asmatici dovrebbero respirare il più possibile aria pura, priva di fumi industriali o fumo di sigarette, residui di insetti o scaglie di animali. In molti casi la presenza di animali domestici ha un effetto nocivo. Inoltre è meglio vivere in aree con pochi pollini, in quanto i pollini delle erbe e degli alberi possono causare o peggiorare l’asma così come altre condizioni allergiche. Tutte le fragranze dovrebbero essere testate, inclusi i cosiddetti oli essenziali. Se avete l’asma smettete di usare qualunque cosa contenga fragranze, fra cui sapone, shampoo, detergenti da bucato e cosmetici.

       Se l’aria troppo secca può causare l’asma, anche l’aria troppo umida può dare problemi, direttamente o per mezzo delle muffe che si formano. Può essere utile filtrare l’aria in tutta la casa o in singoli ambienti. I filtri HEPA e altri recenti sistemi di filtraggio sono in grado di rimuovere una buona parte del particolato. I carboni attivi e altri sistemi riescono a ridurre i livelli di molte sostanze chimiche. Sarebbe buona norma eseguire un test muscolare accurato per l’aria ottenuta con questi dispositivi. Una maschera antigas ai carboni attivi può impedire a molti agenti chimici ambientali – ma non tutti, dato che non è ermetica – di arrivare nei polmoni. Può anche agire da “rebreather” e innalzare i livelli di CO2, oltre a fornire aria più calda. Può essere utile per l’asma e/o le patologie reattive delle vie respiratorie (RAD), anche quando si sta fuori casa.


Il legame con la disidratazione

       Da tempo si conosce l’esistenza di un legame fra la disidratazione e l’asma e vari altri disturbi, ma a sottolinearlo è stato il Dott. Fereydoon Batmanghelidj. Imprigionato dal nuovo regime iraniano dopo la caduta dello Scià, diventò il medico de facto dei detenuti. Per curare i pazienti, non aveva a disposizione nient’altro che l’acqua. Sviluppò un protocollo per cui varie condizioni o sintomi si potevano trattare con un dato numero di bicchieri d’acqua. La sua raccomandazione era di bere ogni giorno una quantità d’acqua (in once fluide) pari a metà del proprio peso (in libbre), ovvero una persona di 200 libbre [90 kg] doveva bere 100 once [3 litri] d’acqua al giorno. Un aspetto fondamentale è bere due bicchieri d’acqua (grandi) al risveglio, prima della colazione, per compensare l’acqua espulsa di notte con la sudorazione.

       Ciò è importante e consigliabile, tuttavia, come ho detto in precedenza e in altri miei scritti, quando si parla di asma e degli altri problemi citati, la disidratazione non è l’unico fattore... altrimenti tutti avrebbero l’asma e gli altri problemi, dato che la maggior parte delle persone non beve abbastanza acqua. Tuttavia, la maggior parte delle persone mangia in modo tale da causare una disidratazione cronica: mangia troppo – troppe proteine, troppi grassi, troppa carne, troppo sale – o mangia troppi cibi tossici o che danno allergia.
       La “cura dell’acqua” può anche avere dei risvolti negativi. Qualcuno si convincerà di poter continuare a mangiare cibi dannosi purché beva acqua in abbondanza, ma troppa acqua può avere un effetto diuretico e causare una perdita di importanti elettroliti come il sodio, il potassio e altri minerali. Il Dott. B cercò di contrastare l’effetto diuretico consigliando di aggiungere del sale all’acqua da bere, tuttavia un eccesso di sale può aggravare l’asma. Imparare e attuare una sola modalità per risolvere un problema può essere pericoloso.


Gli integratori possono fare bene o male

       Alcuni asmatici presentano varie carenze di nutrienti la cui integrazione può dare grandi benefici, purché gli integratori per via orale o endovenosa vengano prima sottoposti a un accurato test kinesiologico. Fra le sostanze da integrare possono esserci vitamina C, vitamine del gruppo B (B6, B5, B12, e talvolta anche B1 e B2) e magnesio. Prese tutte insieme, sotto forma di integratori liposomiali o flebo per endovena, costituiscono il cosiddetto cocktail di Myers, dal nome del medico che per primo l’utilizzò per l’asma e altri problemi come affaticamento e allergie. Il magnesio può fare bene ad asmatici e porfirici, ma anche a chi soffre di fibromialgia e sindrome da fatica cronica; può rilassare ed energizzare i muscoli, tuttavia chi ha problemi renali potrebbe non tollerarlo. La vitamina C può non essere tollerata dai porfirici e/o da chi reagisce agli ossalati. Altri nutrienti, come le vitamine A e D, possono essere d’aiuto per gli asmatici, ma non essere tollerati in presenza di porfiria o altre intolleranze. Chi soffre di asma o di porfiria spesso presenta livelli bassi di vitamina D nel sangue, ma molti porfirici potrebbero non riuscire ad assumere la vitamina D (a livelli sufficienti) nonostante la carenza. Nella migliore delle ipotesi, i porfirici potrebbero riuscire a tollerare piccole dosi assunte a rotazione, indipendentemente da quanto sia grave la carenza. Talvolta la luce del sole è tollerata, ma anche in questo caso la porfiria può dare difficoltà. Alcune vitamine possono causare reazioni asmatiche.

       Qualsiasi sostanza venga ingerita ogni giorno deve essere sottoposta ad accurato test muscolare per essere certi che non causi asma o dipendenze. Non fanno eccezione tutti gli integratori, che raramente vengono testati da chi li prescrive e spesso si rivelano allergenici o persino porfirogenici. Effettuando il test su molti pazienti attraverso metodi di mia creazione, ho scoperto che la maggior parte degli integratori dava reazioni avverse.


Mastocitopatie

       Alcune vitamine del gruppo B, come la B12 e l’acido folico, derivano dalla fermentazione batterica. È stato dimostrato che l’acido folico, aggiunto ai cibi o sotto forma di integratore, comporta un rilascio di istamina. Potrebbe trattarsi della manifestazione di una mastocitopatia (MCD) non diagnosticata (NEXUS NEW TIMES nr. 97). Le MCD implicano la presenza di mastociti in eccesso oppure una degranulazione prematura degli stessi. Tra le cause alimentari delle MCD possono figurare MSG, legumi, solanacee, cereali, carni e AGE (prodotti avanzati della glicazione), che si formano riscaldando gli alimenti con alto contenuto di carboidrati. La quercetina pura e la benfotiamina (una forma della vitamina B1) possono dare beneficio a chi soffre di MCD.


Bassi livelli di CO2 e due metodi di respirazione

       Almeno in parte, l’asma può essere dovuta a una bassa concentrazione di anidride carbonica (CO2) nel sangue. Questa condizione si chiama ipocapnia, e come ho già detto in passato, è una parte integrante della porfiria. Il professore sovietico Konstantin Buteyko 50 anni fa sosteneva che i bassi livelli di CO2 potessero causare o aggravare centinaia di sintomi o disturbi. Scoprì che, per l’asma e gli altri problemi citati, l’uso di tecniche di respirazione per innalzare i livelli di CO2 alleviava i sintomi. Questi metodi si rifanno alle antiche tecniche di respirazione yoga.

       Il metodo Buteyko si fonda principalmente sulla respirazione poco profonda e sul trattenere il respiro. Occorre esercitarsi per diverse settimane, quando non si hanno attacchi d’asma, dopodiché risulterà naturale. Riuscirete a trattenere il respiro e respirare superficialmente per tempi sempre più lunghi, godendo di un miglioramento sempre maggiore. In genere, è presente un problema respiratorio se non riuscite a trattenere il respiro per almeno 45 secondi. Inspirate a fondo, poi espirate metà dell’aria e trattenete il respiro. Riuscire a trattenere il respiro per meno di 30 secondi indica una leggera asma; meno di 20 secondi implica un’asma moderata; meno di 10 secondi indica che al momento sono presenti un’asma grave o altri problemi respiratori.
       Dieci anni fa ho riscontrato la validità dei metodi Buteyko quando ho notato che fra i vari “problemi causati da bassi livelli di CO2” è indicata la sinusite. All’epoca avevo una narice intasata e decisi di provare a trattenere il respiro. Dopo un certo tempo, forse una ventina di secondi, un grumo di muco partito dai seni nasali mi scese nella gola finendo nello stomaco. Il naso non era più intasato. Da allora ho iniziato a praticare i metodi Buteyko per i miei problemi respiratori. Personalmente li trovo utili, ma non sono una cura. Un errore che a volte commette chi soffre di sensibilità chimica multipla (MCS) è trasferirsi ad altitudini maggiori – verosimilmente per allontanarsi dagli inquinanti chimici – dove i livelli di anidride carbonica sono ancora minori. Spesso, di fatto,  questi soggetti non riscontrano miglioramenti. Esporsi all’ossigeno non aiuta a contrastare i bassi livelli di CO2. Un dispositivo rebreather può essere utile, ma di recente in molti paesi è diventato difficile procurarsene uno.

       L’altro metodo respiratorio adottato dalla medicina ortodossa per gli asmatici è corrugare le labbra come per dare un bacio ed espirare lentamente. Si consiglia di espirare per il doppio del tempo dell’inspirazione. Ad esempio, si inspira contando fino a quattro, si fa una pausa e si espira contando almeno fino a otto corrugando le labbra come per dare un bacio. Inoltre io consiglierei, una volta che si riesce a fare questo, di cercare di espirare lentamente con le labbra corrugate il più a lungo possibile, continuando a contare per vedere fino a dove si arriva. L’asma è definita una malattia ostruttiva, nel senso che avviene un’espirazione insufficiente ma i polmoni si espandono più del normale.


Trigger point

       Il dolore o senso di costrizione che molti asmatici sentono al petto o nell’addome offre un’indicazione per alleviare la sofferenza. A causare dolore o costrizione possono essere alcuni alimenti: provate a eliminarli. Dei “colpevoli” comuni in questo caso sono patate, frumento e mais. Il dolore o senso di costrizione potrebbe essere causato da trigger point, e in effetti i cibi appena menzionati – ma anche altri – sono associati al dolore perché provocano proprio trigger point. I trigger point agiscono irrigidendo i muscoli e ostacolandone il normale funzionamento. I trigger point sul diaframma, la scapola, le costole, la spina dorsale o altri punti del petto possono causare o aggravare l’asma.
       Il Dott. Harry H. Philibert era diventato famoso per la sua terapia con iniezione nel trigger point del muscolo infraspinato della scapola: il riflesso respiratorio infraspinato di Philibert. Se presente, è un fascio muscolare rigido sul retro della scapola (da un solo lato o entrambi). Spesso si trova molto vicino al punto di agopuntura 11 dell’intestino tenue (SI 11). Servirà un partner che prema con forza sul trigger point oppure un apposito strumento di riabilitazione curvo per applicare da soli la pressione sul punto sulla schiena. In genere fa male! Fatelo su entrambi i lati: la respirazione dovrebbe diventare più rilassata.

       I trigger point si possono correggere facilmente, ma in molti soggetti si ripresentano, sempre innescati dagli stessi fattori, fra cui allergie, porfiria, carenze nutritive, squilibri del nervo vago, agenti infettivi, problemi fisici, intolleranza a carni, grassi, oli, solanacee e altri gruppi alimentari, oltre a diversi altri fattori. Alcuni soggetti hanno reazioni avverse all’iniezione di lidocaina o procaina, fra cui reazioni asmatiche o porfiriche. Questi punti possono essere trattati con l’agopuntura intramuscolare o manipolati manualmente. Maggiori informazioni sulla manipolazione dei trigger point sono disponibili nel mio articolo “La Terapia dei Trigger Point” [pubblicato su NEXUS NEW TIMES nr. 100] e nel mio libro Porphyria.


Gas, ernia iatale e sindrome vagale

       Alcuni soggetti soffrono di attacchi di asma in presenza di gas o altre irritazioni gastrointestinali. La presenza di gas o l’irritazione innesca quindi il dolore o senso di costrizione addominale e l’asma. A volte, dopo questi eventi, si verifica una forte e rumorosa eruttazione che può durare minuti o anche ore. Emesso l’ultimo rutto, il soggetto torna a respirare normalmente. Spesso, insieme all’asma e alle difficoltà respiratorie, si presentano anche tachicardia e ipertensione, finché tutto il gas non viene rilasciato. Ciò evidenzia come il gas gastrointestinale bloccato nel corpo può essere letteralmente letale, soprattutto negli anziani. Se continua a causare asma o problemi cardiaci, può avere effetti disastrosi o provocare una lenta degenerazione del cuore e dei polmoni. In ultima analisi, è un probabile indice della presenza di un forte squilibrio del nervo vago. Molte persone soffrono di flatulenza/eruttazione senza che ciò solleciti il cuore o provochi l’asma. Con ogni probabilità, questi soggetti hanno una vera e propria ernia iatale e forse anche un difetto cardiaco, e avranno bisogno di apportare dei cambiamenti nella dieta e nello stile di vita [cfr. "L'ernia iatale con sindrome vagale", pubblicato su NEXUS NEW TIMES nr. 93]. Dovranno consumare pasti piccoli, assumere enzimi digestivi indicati e tollerati, assumere carbone e imparare delle tecniche per fare “scendere” lo stomaco nella giusta posizione.

       Sono collegabili a questi problemi anche i “pulsanti del rutto”: dei trigger point nella parte bassa della schiena scoperti dalla Dott.ssa Janet Travell. Si trovano sui due lati sotto le costole inferiori, e variano da individuo a individuo.
       Se l’asmatico ha tendenzialmente un’iperattività del sistema nervoso, un fattore potrebbe essere la carenza di GABA. Può essere utile un integratore di GABA o il nuovo PharmaGABA™, iniziando l’assunzione al mattino per prevenire gli attacchi. L’iperattività del sistema nervoso può anche essere la manifestazione di un’infiammazione generale e/o di altri fattori, fra cui porfiria, PFO, MCD o EMFS. Anzi, a volte quello che viene scambiato per un attacco di panico in realtà non è che il primo segnale di un attacco d’asma.6 È possibile ripristinare l’equilibrio del nervo vago premendo il punto PC 6 dell’agopuntura su di un braccio o su entrambe le braccia.


Il forame atriale pervio (PFO)

       Sono personalmente convinto che l’asma, e in particolare l’asma da sforzo (EIA), sia legata al PFO [cfr. l'articolo "Il foro nel cuore e la barriera emato-encefalica", pubblicato su NEXUS NEW TIMES nr. 92 che puoi leggere integralmente anche qui]. Nei sintomi causati dal PFO è coinvolta un’insufficienza della cosiddetta filtrazione polmonare. Così, nel 30% della popolazione che ha il PFO, spesso non diagnosticato, i polmoni – così come il cuore – funzioneranno in modo subottimale. Il PFO, come altri problemi cardiaci, può anche essere esacerbato dalla sindrome vagale e da aspetti correlati come la presenza di gas gastrointestinale o di altre infiammazioni.

       È possibile alleviare i problemi relativi al PFO trattando l’intera sindrome dell’ernia iatale e mantenendo in equilibrio il nervo vago. I problemi indotti dal PFO sono legati ad una maggiore permeabilità della barriera emato-encefalica, che rende il cervello più sensibile a diversi fattori, quali i campi elettromagnetici.


Disfunzioni surrenali e tiroidee

       In genere le disfunzioni surrenali e tiroidee vanno di pari passo. Quando le surrenali e la tiroide sono sane e in equilibrio, l’asma non sussiste perché i livelli ottimali dei relativi ormoni “puliscono” lo stomaco e i polmoni prevenendo le reazioni allergiche o infiammatorie. È un circolo vizioso, in quanto uno stress respiratorio (o altro stress cronico) nascosto prima o poi potrebbe causare un’insufficienza surrenale, almeno parziale. Ancora una volta, ciò accadrà più probabilmente in un soggetto che senza saperlo ha anche una “predisposizione” alla porfiria, in quanto gli ormoni delle surrenali e della tiroide sono elaborati dagli enzimi CYP450.
       Una volta indebolite le ghiandole surrenali, l’asma può peggiorare notevolmente. A questo punto è cruciale il riposo, il sonno e la riduzione dello stress. Fra i nutrienti necessari per le surrenali figurano il sodio e le vitamine C e B5 (la forma migliore è la pantetina), e possono essere utili anche le altre sostanze del cocktail di Myers. Vari rimedi erboristici possono dare beneficio, ma potrebbero anche indurre allergie o porfiria. Individuare e trattare gli altri problemi medici nascosti – come le apnee notturne [cfr. l'articolo "Apnee notturne, cardiopatie e cancro", pubblicato su NEXUS NEW TIMES nr. 102... che potrete presto leggere integralmente anche su questo sito] – può essere cruciale. Negli anni passati erano disponibili iniezioni di estratto di corteccia surrenale, ma la FDA statunitense le ha proibite cosicché venissero prescritti farmaci come il prednisone, somministrato da taluni medici come se fosse acqua. Nei porfirici, l’aggiunta di ulteriori ormoni surrenali nell’organismo può causare reazioni gravi. Se gli esami medici rivelano bassi livelli di ormoni surrenali, in particolare il cortisolo, si può utilizzare l’equivalente umano, l’idrocortisone (disponibile nelle farmacie con laboratorio galenico).

       Negli asmatici può essere debole anche la tiroide. Ciò si può valutare misurando la temperatura, per diverse volte al giorno. Se varia più di mezzo grado rispetto ai 37 ºC (in più o in meno), è possibile che ci sia un problema di tiroide. È bene sottoporsi a un test kinesiologico completo per le intolleranze alimentari. Ci sono alcuni alimenti che vengono detti “antisurrenalici” o “antitiroidei”. Una recente scoperta indica che in alcuni soggetti i cibi ricchi di ossalati interferiscono con la tiroide e hanno un legame con l’asma. Migliorare la funzionalità tiroidea e surrenale può essere di grande aiuto per l’asma, ma se è presente anche la porfiria i problemi saranno maggiori, soprattutto per via delle intolleranze alimentari più numerose.


Proliferazione di microorganismi

       Recentemente la medicina ha osservato il ruolo delle proliferazioni di microorganismi direttamente nei polmoni degli asmatici. Possono essere di natura micotica, batterica o virale. Questa possibilità, com’è ovvio, deve essere esaminata e testata individualmente e, se presente, va trattata in modo adeguato. Naturalmente, la medicina ortodossa vorrà utilizzare gli antibiotici, il che può essere un bene ma anche un male. La medicina alternativa propone altri tipi di trattamenti, come la medicina elettrica, secondo cui i campi elettrici o magnetici possono indurre l’eliminazione dei patogeni nel sistema circolatorio o linfatico o in tutto l’organismo. Ricordiamo che nel 1991, la medicina elettrica si è rivelata efficace contro il virus dell’AIDS. I dispositivi usati prendono diversi nomi, fra cui zapper, apparecchi a impulsi, dispositivi di Rife: per questi scopi si dimostrano efficaci, così come la kinesiologia avanzata. Alcuni dispositivi, però, possono dare problemi perché rendono temporaneamente le cellule più permeabili. Non dovrebbero essere usati dai soggetti con sensibilità ai campi elettromagnetici.


Campi elettromagnetici e kindling

       Ho visto pazienti asmatici reagire in vicinanza di campi elettromagnetici o persino guardando lo schermo del computer e del televisore. Quest’ultima reazione probabilmente è associata allo stato di iperattività del cervello noto come kindling. Si sa che i campi elettromagnetici influiscono sugli enzimi citocromo P450 [cfr. l'articolo "Gli importantissimi enzimi cito cromo P450", pubblicato su NEXUS NEW TIMES nr. 99], dunque la reazione potrebbe essere la manifestazione di una porfiria o mastocitopatia latente.


Conclusione

       Abbiamo visto numerosi fattori fra loro correlati che possono avere un ruolo nel causare o aggravare l’asma e le altre malattie respiratorie, come la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva e patologie reattive delle vie respiratorie. Dato che il trattamento di un solo fattore potrebbe provocare crisi inattese, è consigliabile esplorare tutte queste possibilità e apportare i cambiamenti necessari, che possono riguardare alimentazione, integratori, stile di vita, ambiente, qualità dell’aria, respirazione e riequilibrio del corpo. Lavorando su tutti questi fattori si possono ottenere grandi miglioramenti, o anche la guarigione completa da una malattia comune ma potenzialmente grave.

Il presente articolo è stato pubblicato originariamente su NEXUS NEW TIMES nr. 104 (la ripubblicazione è gradita, previo riferimento all'originaria fonte cartacea e al link corrente dell'articolo).



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L’autore:
Il Dott. Steven Rochlitz è un ex professore di fisica e autore di 10 libri su diversi argomenti. Dal 1980 svolge ricerche sulle malattie croniche e ambientali e tiene seminari in tutto il mondo. Il suo sistema esclusivo integra innovative scoperte di kinesiologia, alimentazione ed ecologia umana.
La versione in lingua originale di questo articolo è tratto da Porphyria: The Ultimate Cause of Chronic and Environmental Illnesses, che è stato lodato come un’importante conquista nel campo della salute. Per ulteriori informazioni si visiti http://www.wellatlast.com. Il Dott. Rochlitz può essere contattato all’indirizzo info@wellatlast.com.

Note

  1. Rochlitz, Steven, Porphyria: The Ultimate Cause of Common, Chronic, and Environmental Illnesses. With Breakthroughs in Diet, Supplements, and Energy Balancing, 2011, 2a edizione, http://www.wellatlast.com
  2. Lindahl O. e all., “Vegan regimen with reduced medication in the treatment of bronchial asthma”, Journal of Asthma 1985; 22(1):45-55
  3. http://tinyurl.com/anys7th
  4. http://tinyurl.com/aczdsjf
  5. Rochlitz, Steven, Allergies and Candida: with the Physicist’s Rapid Solution, 5a edizione, 2012, http://www.wellatlast.com
  6. Goodwin, R.D. e all., “Asthma and Panic Attacks Among Youth in the Community”, Journal of Asthma 2003; 40(2):139-145