Un paio di settimane fa ho avuto il grande privilegio e l’enorme piacere di “assaggiare” su strada in anteprima la nuova “Model S”, berlina totalmente elettrica prodotta dalla Tesla Motors e finalmente disponibile anche sul mercato italiano. Non è facile trasmettere a parole le sensazioni che quest’auto letteralmente rivoluzionaria è in grado di trasmettere al guidatore, ma cercherò di farlo in un articolo che pubblicheremo sul prossimo numero della rivistaPuntoZero; in questa sede mi limiterò ad attingere dall’aviazione (il mio più grande amore) un paragone che mi sembra appropriato, ovvero che la rivoluzione “elettrica” alla quale stiamo assistendo in campo automobilistico mi ricorda assai da vicino il passaggio dalla propulsione ad elica ai moderni jet. Ci sarà pure un motivo se la Tesla Motors ha ormai accumulato un valore azionario pari a 8,8 miliardi di dollari, una cifra notevole se si considera che quello di un colosso come il Gruppo Fiat si aggira attorno ai 7,8 miliardi…
Ad ogni buon conto, al convegno Nuove Energie per un Mondo Nuovo in programma alle Terme di Galzignano il prossimo 2 giugno abbiamo invitato con la sua splendida Roadster bianca Paolo Vanzetto, uno dei primi proprietari di Tesla del nostro paese con ormai più di 100.000 chilometri percorsi, che durante la mattinata sarà disponibile a condividere le sue esperienze e a soddisfare tutte le curiosità del pubblico presente. Ci vediamo lì…

Tom Bosco

Paolo Vanzetto: «Vi racconto i miei 100.000 km su un’auto elettrica» 

In occasione dell’anteprima italiana della nuova Tesla Model S, la berlina 100% elettrica ad alte prestazioni presentata a Milano alla fine del mese di novembre e che arriverà sul nostro mercato entro la primavera, abbiamo avuto modo di parlare a lungo con Paolo Vanzetto, che ormai da alcuni anni utilizza esclusivamente mezzi elettrici alimentati a batterie per spostarsi quotidianamente.

In particolare Vanzetto è il felice possessore, da circa due anni e mezzo di una Tesla Roadster, la vettura elettrica più veloce al mondo, con cui percorre in media 200-250 km al giorno e di uno scooter elettrico prodotto dall’Azienda americana Vectrix. Quale occasione migliore quindi per conoscere direttamente da chi l’ha sperimentato in prima persona come cambia la vita quotidiana a bordo dei veicoli elettrici e quanto si risparmia effettivamente senza essere più dipendenti dal distributore di carburante.

Com’è cambiata la vita a bordo di Tesla e quali limitazioni si incontrano in termini di autonomia?

Paolo Vanzetto a bordo della sua Tesla Roadster

«Potrei rispondere in una frase sola dicendo che di sicuro non torno più indietro, non voglio più sentir parlare di motori a scoppio! Anche solo per il tempo che si perde fare benzina. Facendo 200-250 km al giorno con un’auto tradizionale mi toccava fermarmi a fare rifornimento ogni 2-3 giorni perdendo un sacco di tempo inutilmente. Con la Roadster invece è sufficiente fare il gesto di attaccare la spina di corrente la sera e di staccarla la mattina seguente. La gestione della batteria infatti è molto efficiente e completamente automatica. È possibile connettere alla corrente elettrica l’accumulatore in ogni momento, non occorre fare i cicli di ricarica, né aspettare che la batteria sia completamente scarica prima di attaccare la spina. Nemmeno staccando la corrente prima di aver completato un’intera ricarica si arrecano danni alle batteria. Anzi più la si ricarica spesso, meglio è! Dal momento che ogni giorno devo percorrere massimo 250 km e la Roadster mi garantisce quasi 400 km di autonomia, per me è sufficiente mettere in carica l’auto la sera, proprio come faccio con il cellulare».

«Con un’auto elettrica non cambia la vita solo per l’aspetto del carburante di cui si fa completamente a meno ma anche per quanto riguarda la manutenzione. Un’auto elettrica infatti non ha praticamente bisogno di alcun tipo di intervento. Non serve il cambio olio e anche le pastiglie si consumano in maniera limitatissima dal momento che gran parte delle freanate vengono effettuate dal sistema Regen che recupera preziosa energia da immagazzinare nella batteria. Inoltre la Roadster è un’auto piacevolissima perché la guida è incredibilmente fluida. L’auto elettrica non ha vibrazioni, non ha cambi marcia continui e variazioni di coppia e reagisce sempre in maniera immediata. Quando si schiaccia sul pedale dell’acceleratore l’auto parte subito perché non c’è un vero e proprio sistema di trasmissione. Su una Porsche Carrera 4S o su una Ferrari ci sono sistemi di trasmissione velocissimi ma comunque ci sono le cambiate ed è inevitabile sentirle quindi non è possibile avere l’immediatezza regalata da un’auto elettrica che ha una presa diretta».

Spesso si dice che un’auto elettrica non riesca a garantire lo stesso coinvolgimento in termini di piacere di guida di una vettura sportiva tradizionale con motore termico. Dalle sue parole sembrerebbe il contrario invece…
«Questa è la critica che mi sono sempre sentito dire da chi non aveva altri argomenti per attaccare un’auto elettrica. Mi è capitato di staccare in accelerazione una Porsche o una Lamborghini con la mia Roadster. Quando poi mi fermavo a spiegare ai legittimi proprietari che ero riuscito a star loro davanti con un’auto elettrica l’unica cosa che mi sentivo dire era che non faceva rumore. Un’auto elettrica invece ce l’ha eccome il suo rumore. È un sibilo che tra l’altro è in grado di trasmettere un grande senso di potenza, anche se questa sensazione deve ancora entrare a far parte del senso comune, perché siamo nel bel mezzo di una svolta epocale nel mondo della mobilità. Questo sibilo secondo me è una cosa stupenda, dà l’idea di un’astronave in partenza, di pura potenza senza quel contorno di rumore (tipico dei motori a scoppio, ndr) che alla fine non serve a niente».

Paolo Vanzetto insieme alla sua Tesla Roadster, con cui parteciperà al Convegno "Nuove Energie per un Mondo Nuovo", che si terrà il 2 Giugno prossimo a Galzignano Terme (Pd)

«Un altro aspetto molto vantaggioso della Roadster è che quando non si preme a fondo sull’acceleratore i consumi di energia sono molto limitati nonostante la presenza di un motore elettrico davvero potente. Al contrario un propulsore a benzina paragonabile in termini di prestazioni anche quando gira a regimi molto bassi continua inevitabilmente a consumare un grande quantitativo di carburante per via della cubatura e di tutte le dispersioni di energia tipiche dei motori termici. Questo è il bello della Roadster: ha un motore potentissimo ma quando la si guida piano consuma esattamente come la Panda elettrica, che ha un motore però dieci volte meno potente. Il miglior vantaggio di un’auto elettrica come la Tesla in ogni caso sottolineo ancora una volta che sono le prestazioni di cui è capace. Quando senti un’auto che parte come un razzo e non molla mai in accelerazione secondo me non te ne importa più nulla se viene alimentata a benzina, a corrente elettrica o a frullati. Bisogna tenere presente però che è vero che la Roadster eroga 288 CV ma copre lo 0 a 100 km/h in 3,9, praticamente lo stesso tempo che necessita una Ferrari California, (che però ha un V8 da 490 CV, ndr).

Non le è mai capitato di rimanere “a secco”, senza più carica nelle batterie?
«Sulla Roadster è praticamente impossibile rimanere a piedi a meno che uno proprio non se la vada a cercare. L’auto avvisa mentre sta scendendo la carica, quando si sta per esaurire l’autonomia si accendono delle spie e viene tagliata una parte di potenza. Quando la carica si esaurisce non c’è problema, perché si preme un pulsante che sblocca altri 40 km di “riserva”».

Che auto utilizzava prima di passare all’elettrico e come è venuto a conoscenza del marchio Tesla?
«Facendo molta strada per lavoro ho sempre utilizzato le tipiche auto di rappresentanza Audi o BMW con motorizzazione da 3.0 litri turbo diesel. Era da tempo però che desideravo staccarmi completamente dai combustibili fossili, un po’ per ragioni ambientali, un po’ per una mia passione legata alle nuove tecnologie e un po’ anche perché faccio veramente una marea di strada in auto. Nel 2006-2007 ho iniziato quindi a cercare le Case che stavano investendo nella mobilità elettrica e Tesla mi è sembrata la più affidabile anche perché aveva già delle vere auto sul mercato. Poi mi sono tenuto molto aggiornato con i forum. Anch’io vedevo l’auto elettrica lenta e con poca autonomia. Avevo scoperto invece che Tesla era riuscita non solo ad offrire molta più autonomia ma anche regalare alte prestazioni.  Ho così ordinato l’auto su internet e lo store tedesco me l’ha consegnata direttamente a casa, diventando il primo, o comunque uno dei primi italiani ad entrare in possesso di una Tesla Roadster».

Quanto hai risparmiato utilizzando un’auto elettrica?
«Nel mio caso ho risparmiato circa 10.000 euro all’anno di gasolio, ma bisogna considerare più che altro che oltre a spendere molto di più per il carburante prima avevo un’auto che andava la metà di quella che utilizzo ora! Per fare la stessa strada di prima ora con la Roadster spendo 1.500 euro di corrente elettrica all’anno. Per ricaricare completamente i 54 kWh del pacco batterie occorrono mediamente 6-7 euro. Spesso non si tiene conto però di quanto si risparmia in manutenzione».

«Da quando sono in possesso della Roadster ho cambiato solamente le lampadine degli anabbaglianti a 70.000 km e le pastiglie dei freni posteriori a 80.000 dal momento che si consumano pochissimo grazie al Regen. Poi ho ricaricato il liquido del climatizzatore che si esaurisce come su una qualsiasi auto. Basta, i costi di manutenzione che ho dovuto sostenere finiscono qui».

«Inoltre la Roadster pur essendo un’auto con prestazioni da sportiva non paga il bollo perché è elettrica. Un’auto tradizionale con le prestazioni della Roadster pagherebbe cifre elevatissime a causa del superbollo (In Lombardia un’auto di pari potenza, Euro 4, è costretta a pagare circa 700 euro di bollo all’anno, mentre una vettura con prestazioni analoghe alla Roadster come una Ferrari California pagherebbe circa 1.300 euro ndr). Un altro vantaggio dell’auto elettrica è l’ottima tenuta del valore di mercato. Questo perché in un’auto elettrica non sono importanti i km percorsi, ma solamente lo stato di salute del pacco batterie. Una volta sostituiti gli accumulatori l’auto elettrica torna praticamente ad essere nuova perché non c’è frizione, non c’è il cambio».

È vero che si paga una RC Auto molto ridotta con un’auto elettrica in Italia? E il bollo?
«Il mio profilo è molto comune. Uomo, 35 anni, provincia di Vicenza. Se avessi una BMW M5 pagherei solo di RC Auto sicuramente più di 1.000 euro all’anno in Classe 1. Con la Roadster pago 120 euro all’anno, senza usufruire di particolari sconti. Un’auto elettrica nel nostro Paese è esentata dal pagamento del bollo per i primi 5 anni. Dal sesto anno si paga un bollo del valore di ¼ rispetto a quello di un’auto con motore a scoppio».

Grazie a tutto questo risparmio si può quindi affermare che gradualmente si recupera la spesa iniziale (non indifferente nel caso di una Tesla) sostenuta al momento dell’acquisto?
«Considerando anche l’assenza di perdita del valore, ho calcolato che in due anni e mezzo di utilizzo sono già rientrato dell’80% del valore della Tesla Roadster, (sommando tutte le voci di risparmio che garantisce quest’auto elettrica, ndr)».

Come funziona il discorso legato all’assistenza dal momento che Tesla non possiede una rete di concessionarie e officine autorizzate?
«Il tagliando viene fatto da un tecnico che viene direttamente a casa che necessita solo di un computer per aggiornare il software e di un compressore. Un’officina serve solo nel caso in cui si necessiti di cambiare il gas del climatizzatore. Inoltre a parte il motore, le batterie e l’inverter su cui non deve mettere mano nessuno al di fuori di un tecnico Tesla, tutto il resto dell’auto può essere riparato da un qualsiasi meccanico come su una vettura tradizionale. Con la Model S inoltre per alcuni tipi di intervento non servirà nemmeno il tecnico. L’aggiornamento software si potrà fare a distanza in qualsiasi momento».

Si è quindi convinto a comprare la nuova Tesla Model S. È vero che sarà il primo italiano a possederla?
«Sì, sono stato il 34° in Europa a confermare l’ordine e il primo in Italia. La consegna è prevista per il mese di marzo».

Dal momento che utilizza spesso anche uno scooter elettrico viene naturale chidesrsi se per Lei è importante spostarsi quotidianamente muoversi a bordo di veicoli elettrici anche per motivi di immagine legati per esempio alla sua professione. E proprio così?
«Per quanto riguarda il discorso legato all’immagine posso dire che alcuni clienti si sono messi in contatto con me perché ero in possesso di una Roadster, quindi mi è servita comunque anche per farmi un po’ di pubblicità».

Ci si sente gratificati al volante di un’auto elettrica?
«Io ho la fortuna di vivere in un posto con tanto verde. Quando sei a bordo di un veicolo elettrico, sei da solo, senti che non fai alcun rumore, vedi che non emetti fumo alle tue spalle, ti senti diverso e gratificato per quello che stai facendo per l’ambiente che ti circonda».

Com’è nata l’idea di muoversi a bordo di un due ruote elettrico? È stato l’acquisto della Roadster a convincerla di questa opportunità?
«La mia passione per i veicoli elettrici mi ha portato ad interessarmi sia alle due che alle quattro ruote alimentate a batterie. Inizialmente però non c’erano sul mercato vetture elettriche realmente utilizzabili che avevano costi spropositati e autonomia ridicola. Gli scooter invece erano ad uno stadio di sviluppo più avanzato. In particolare ho scelto l’Azienda americana Vectrix che proponeva uno scooter con valori seri in termini di prestazioni ed autonomia. Dal 2007 ad oggi ho avuto due scooter Vectrix con cui ho percorso fino ad oggi circa 70.000 km. Specialmente quando non possedevo ancora la Roadster infatti prendevo lo scooter ogni volta che potevo pur di evitare di utilizzare l’auto con motore a scoppio».

Dalle sue parole sembra che abbia sviluppato quasi una sorta di repulsione verso l’auto con motore a scoppio…E così?
«Non è una vera e propria repulsione però se pensiamo ai progressi fatti in 100 anni dal motore a scoppio vediamo che sono inezie. Tesla invece realizzando la Model S in quattro-cinque anni di sviluppo ha già superato un’auto come la BMW M5 che però alle sue spalle ha ben 29 anni di sviluppo e che viene considerata spesso la berlina sportiva migliore mai costruita! (Paolo Vanzetto si sta riferendo ad un celebre filmato di Youtube dove una Tesla Model S si dimostra più veloce di una BMW M5 F10 in uno scatto con partenza da fermo, ndr). Questo esempio dimostra perfettamente quando margine di miglioramento c’è sull’auto elettrica».

Se è vero che una vettura alimentata a batterie non emette emissioni localmente durante la fase di funzionamento è altrettanto vero che per produrre l’energia elettrica necessaria per ricaricarla da qualche parte nel mondo sarà stata immessa nell’ambiente della CO2. Non è propriamente corretto quindi affermare che l’auto elettrica non inquina, giusto?
« È vero che si produce CO2 per generare energia elettrica. Anche nel remoto caso in cui tutta l’energia necessaria per una ricarica venisse realizzata sfruttando carbone o combustibili fossili bisogna però tenere presente che una centrale è dotata di sistemi di smaltimento dell’inquinamento migliori se paragonati a quelli di ogni singola auto».

«Quindi si parla comunque di livelli di inquinamento inferiori per oltre la metà se paragonati a quelli provocati dalla normali automobili. Inoltre l’energia elettrica oggi non viene prodotta solo con combustibili fossili, ma si sta passando gradualmente alle rinnovabili. Io inoltre mi sto attrezzando per montare in casa mia dei pannelli solari in modo tale da ricaricare i miei veicoli elettrici a costo zero, senza emettere CO2 nell’atmosfera».

La seconda critica forte nei confronti dell’auto elettrica è legata alle batterie che, com’è noto, contengono un alto livello di metalli inquinanti. Ipotizzando un futuro dove l’auto elettrica sarà predominante si potrebbero verificare grossi problemi legati allo smaltimento di queste batterie?
«Le batterie contengono metalli e materiali rarissimi in natura. I giacimenti di queste materiali così preziosi sono concentrati in Paesi come la Cina ed è noto che gli Stati occidentali vogliano dipendere il meno possibile da quelli orientali per l’approvvigionamento dell’energia e dei metalli preziosi».

«Per questo ci sarà una caccia per recuperare e riciclare i materiali rari e preziosi che sono contenuti nelle batterie. Tesla per esempio si occupa di smaltire direttamente il pacco batterie usato quando se ne acquista uno nuovo. Riciclandolo Tesla non fa solo un favore all’ambiente ma recupera materiali assolutamente preziosi. Il riciclo delle batterie della auto elettriche è già iniziato oggi, nessuno se lo vuol far scappare».

Articolo di Matteo Valenti

Fonte: automoto.it


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