Il Dott. Luc Montagnier, le armi biologiche e le imminenti rivoluzioni nella biofisica ottica

Il 16 aprile 2020, il dott. Luc Montagnier è diventato un nome familiare in tutto il mondo. Ciò si è verificato quando il controverso virologo ha deciso di dichiarare pubblicamente il suo sostegno alla teoria secondo cui il COVID-19 è di fatto una creazione originata in laboratorio e non un effetto naturale dell’evoluzione virale.
Facendo riferimento a uno studio pubblicato dalla Kusama School of Biology di New Dehli il 31 gennaio, Montagnier (vincitore del Premio Nobel 2008 per la sua scoperta del virus HIV nel 1983) ha sottolineato che la specifica comparsa di segmenti virali di RNA dell’HIV innestati chirurgicamente all’interno del genoma COVID-19 non avrebbe potuto avere origine in modo naturale e la descrisse con le seguenti parole:
“Abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus RNA. Non siamo stati i primi, un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che dimostra come il genoma completo di questo virus abbia all’interno delle sequenze di un altro virus: quello dell’HIV.”
Mentre il team indiano è stato indotto a ritirare la sua pubblicazione sotto l’immensa pressione dell’establishment medico tradizionale (che non si è mai preso la briga di confutare seriamente il contenuto della ricerca dello studio, ma ha piuttosto usato l’argomento “la mutazione casuale rende tutto possibile”), Montagnier ha dichiarato che “la verità scientifica emerge sempre”.

 

Non in Cina: Montagnier ha diagnosticato erroneamente il colpevole

L’ignoranza politica di Montagnier divenne fin troppo chiara quando gli fu chiesto chi potesse essere il colpevole.
Affermando la sua convinzione che il laboratorio cinese BSL4 a Wuhan fosse la fonte, Montagnier è caduto in una trappola creata dai circoli dell’intelligence anglo-americana che hanno promosso per lungo tempo un confronto militare tra Stati Uniti e Cina.
Ora, anche se Montagnier nega che la Cina abbia rilasciato questo virus con intenti maliziosi (a differenza di molti fanatici neo-conservatori che attualmente bramano la guerra), l’ipotesi “origine dal laboratorio di Wuhan” ignora completamente l’esistenza dei 25 laboratori di armi biologiche a livello globale del Pentagono che hanno apertamente creato il novello coronavirus, comprese le varietà nate nei pipistrelli, come ha dimostrato il notevole articolo del giornalista Whitney Webb del febbraio 2020.
Anche se alla ricerca americana sulle armi biologiche venne imposto un divieto temporaneo 2014-2017 al finanziamento del “doppio uso”, nulla ha impedito che questo lavoro si svolgesse a livello internazionale o addirittura nascosto negli 11 laboratori militari sul suolo americano stesso e legato a quel Fort Detrick che è stato chiuso a luglio 2019 in circostanze sospette. Come ho sottolineato nel mio recente articolo, “The Project for a New American Century, 9/11 and Bioweapons”, dal 2001 sono stati spesi oltre 50 miliardi di dollari in ricerche sulle armi biologiche che il manifesto del Progetto per un Nuovo Secolo Americano sosteneva avessero un ruolo importante nell’arsenale della guerra del 21° secolo affermando: “… forme avanzate di guerra biologica che possono ‘colpire’ genotipi specifici potrebbero trasformare la guerra biologica dal regno del terrore in uno strumento politicamente utile.”


La terapia con onde di Luc Montagnier: ciarlataneria o genialità?

L’aspetto più potente dell’intervento del 16 aprile di Montagnier sulla politica mondiale secondo me non si trova davvero nel suo appoggio alla teoria delle origini in laboratorio, ma piuttosto nella proposta spesso trascurata dello scienziato per un programma internazionale di emergenza, qualcosa chiamato terapia ad onde elettromagnetiche. Piuttosto che investire in vaccini, Montagnier ha spiegato come sia molto più saggio per le nazioni del mondo lanciare un programma d’urto con un approccio ai trattamenti virali molto diverso rispetto a quanto è attualmente comune nella società civile dicendo:
“Penso sia possibile creare onde di interferenza dietro le sequenze di RNA che possono eliminare quelle sequenze con onde e di conseguenza fermare la pandemia.”
Prima di liquidare questo come “ciarlataneria” come molti sono soliti fare, occorre tenere presente che il presidente Trump stesso ha manifestato il proprio interesse per l’approccio di Montagnier nel suo briefing del 23 aprile; parlando con Bill Bryan (capo della divisione scientifica e tecnologica del dipartimento di sicurezza nazionale), Trump ha detto:
“Supponiamo di colpire il corpo con una tremenda… che sia ultravioletta o solo una luce molto potente. Credo tu abbia detto che non è stato verificato, ma che stai per farlo… Allora ho detto, supponiamo di portare la luce all’interno del corpo, il che si può fare attraverso la pelle o in qualche altro modo. E credo tu abbia detto che proverai a farlo.”
Mentre Trump è stato vilmente attaccato come “non scientifico” per queste espressioni, è solo a causa della vasta ignoranza sulle incredibili scoperte di Montagnier in merito alle proprietà elettromagnetiche della vita che tale dileggio può rimanere incontrastato. Le innovazioni di Montagnier nella “terapia di candeggio” a cui Trump faceva riferimento nello stesso discorso sono anche molto più complesse di quanto credano i detrattori tradizionali e non hanno nulla a che fare col semplice “iniettare” disinfettanti nel flusso sanguigno. Queste terapie sono altamente interconnesse con le onde elettromagnetiche emesse da alcuni tipi di batteri che Montagnier ha scoperto essere il meccanismo più probabile che innesca molte malattie, sia croniche che acute, le quali affliggono l’umanità. Diremo di più in merito qui sotto.


Cos’è la biofisica ottica e cosa ha scoperto Montagnier?

La biofisica ottica è lo studio delle proprietà elettromagnetiche della fisica della vita. Ciò significa prestare attenzione alle emissioni di luce e alle frequenze di assorbimento da cellule, DNA e molecole di materia organica, come queste si interfacciano con l’acqua (che costituisce oltre il 75% di un corpo umano) e vengono moderate dala matrice nidificata di campi magnetici situati al livello quantico e che si estendono fino al livello galattico.
Per non minimizzare la natura biochimica della vita che è egemonica nel regno delle scienze della salute, il biofisico ottico si chiede: quale di questi è prioritario nella crescita, nella replicazione e nella divisione del lavoro delle singole cellule o di intere specie di organismi? Sono gli attributi chimici della materia vivente o le proprietà elettromagnetiche?
Lasciate che vi spieghi un po’ meglio il paradosso.
Ci sono circa 40 trilioni di cellule altamente differenziate nel corpo umano medio, ognuna delle quali svolge funzioni molto specifiche e richiede un immenso campo di coerenza e intercomunicazione. Ogni secondo muoiono circa 10 milioni di quelle cellule, per essere sostituite da 10 milioni di nuove cellule che nascono. Molte di queste cellule sono costituite da batteri e gran parte del DNA e dell’RNA all’interno di tali cellule è costituito da virus (per lo più dormienti), ma che possono essere attivati /disattivati con una varietà di metodi sia chimici che elettromagnetici.
Ecco la grande domanda:
In che modo questo complesso sistema può essere mantenuto dai soli processi chimici, nel corso di un giorno, un mese o un’intera vita?
La semplice fisica del movimento degli enzimi che trasportano informazioni nel corpo da una posizione all’altra semplicemente non si avvicina alla spiegazione del coordinamento delle informazioni richiesto tra tutte le parti. È qui che entra in gioco la ricerca di Montagnier.
Dopo aver vinto il premio Nobel 2008, il dott. Montagnier ha pubblicato un documento rivoluzionario ma eretico nel 2010 chiamato “DNA Waves and Water”che ha preso d’assalto la comunità medica. In questo articolo, Montagnier ha dimostrato come le radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza all’interno della porzione delle onde radio dello spettro venissero emesse dal DNA batterico e virale e come tale luce sia in grado di organizzare l’acqua e trasmettere informazioni! I risultati dei suoi esperimenti sono stati dimostrati meravigliosamente in un video di otto minuti.
Usando un dispositivo di foto-amplificazione inventato dal Dr. Jacques Benveniste negli anni ‘80 per catturare le emissioni di luce ultra-bassa dalle cellule, Montagnier filtrava tutte le particelle di DNA batterico da una provetta d’acqua e scoprì che le soluzioni post-filtrate, le quali non contenevano più particelle di materiale, continuavano ad emettere onde a bassissima frequenza! Ciò divenne ancor più affascinante quando Montagnier mostrò che in condizioni specifiche di un campo di sottofondo di 7 Hz (la risonanza di Schumann è 7,83 Hz e si verifica naturalmente tra la superficie terrestre e la ionosfera), la provetta d’acqua non emittente, che non aveva mai ricevuto materiale organico, poteva essere indotta ad emettere frequenze quando posta in prossimità della provetta emittente! Ancora più interessante è che quando proteine di base, nucleotidi e polimeri (elementi costitutivi del DNA) venivano immessi nell’acqua pura, si formavano i cloni quasi perfetti del DNA originale!
Il dottor Montagnier e il suo team hanno ipotizzato che l’unica possibilità per cui ciò potesse accadere era che la matrice del DNA fosse in qualche modo impressa nella struttura stessa dell’acqua, risultando in una forma di “memoria dell’acqua” che era stata precedentemente anticipata dall’immunologo Jacques Benveniste (1935- 2004), i cui risultati sono presentati nell’incredibile documentario del 2014 “Water Memory”.
Proprio come Benveniste subì una delle più brutte cacce alle streghe dei tempi moderni (capitanata in larga misura da Nature Magazine nel 1988), il premio Nobel di Montagnier non lo ha protetto da un destino simile, allorché una campagna diffamatoria internazionale lo ha accompagnato negli ultimi 10 anni della sua vita. Quasi 40 vincitori del premio Nobel hanno firmato una petizione denunciandolo per la sua eresia, e il grande scienziato è stato persino costretto ad abbandonare l’Europa per sfuggire a quella che ha descritto come una cultura del “terrore intellettuale”. In risposta a questa calunnia, Montagnier dichiarò alla rivista LaCroix:
“Sono abituato agli attacchi di questi accademici che sono soltanto burocrati in pensione, chiusi ad ogni innovazione. Ho le prove scientifiche di ciò che dico.”
Descrivendo le maggiori sfide all’avanzamento di questa ricerca, Montagnier affermò:
“Abbiamo scelto di lavorare con il settore privato perché nessun finanziamento potrebbe mai provenire da istituzioni pubbliche. Il caso Benveniste ha fatto in modo che chiunque si interessi alla memoria dell’acqua sia considerato… Voglio dire, puzza di zolfo. È L’inferno.”


L’onda lunga della scoperta (e lo scontro di due scienze)

La lotta di Montagnier è semplicemente l’ombra di uno scontro molto più ampio all’interno della stessa scienza occidentale. Laddove molte persone pensano semplicisticamente che esista un unico ramo della scienza da Galileo a Descartes a Newton fino ad oggi, ad un esame più attento la realtà ci mostra che in effetti vi sono due paradigmi opposti, uno dei quali è stato sistematicamente oscurato da una caccia alle streghe motivata politicamente da ancor prima dei giorni dell’X Club di Huxley e della fondazione della rivista Nature nel 1869.
Dal momento che questa lotta è così spesso trascurata, alcune parole dovrebbero essere dette qui ed ora.
In opposizione alla tradizione materialista che ha tentato di imporre “cause materiali” ai fenomeni naturali, la più potente scuola di biofisica ottica incarnata da Montagnier è stata messa in moto da nientemeno che Louis Pasteur. Sebbene famoso per la sua intuizione sulle vaccinazioni, la teoria batterica della malattia e il processo di riscaldamento che porta il suo nome, il precedente lavoro rivoluzionario di Pasteur è stato modellato dalle scoperte sulle proprietà ottiche della vita e sui fenomeni del suo equilibrio. In breve, usando un polarimetro (vedi immagine sotto), Pasteur ha scoperto che le soluzioni che avevano il materiale organico disciolto al loro interno avevano l’incredibile proprietà di ruotare la luce polarizzata a “sinistra”, mentre le soluzioni liquide prive di materiale organico non possedevano tale capacità.
Questa proprietà sinistrorsa della vita confonde ancora gli astrobiologi oltre un secolo dopo.
Mentre la Prima guerra mondiale fece deragliare questo corso di indagine, l’argomento fu ripreso da due scienziati russo-ucraini che lavorarono a stretto contatto presso l’Università di Crimea: Vladimir Vernadsky, padre della scienza atomica russa e fondatore della scuola di biogeochimica (1863-1945) e il suo amico Alexander Gurwitsch (1874-1954).


La radiazione mitogena di Alexander Gurwitsch

Vernadsky usò ampiamente il lavoro di Pasteur nella sua costruzione della biosfera e fece sempre notare che le proprietà elettromagnetiche della vita fossero la forza trainante della biochimica. Mentre Vernadsky trascorse la propria esistenza concentrandosi sui macro-stati della biosfera e su come interagisse con la litosfera e la noosfera (i domini nidificati di non vita, vita e ragione creativa) all’interno di matrici nidificate di campi magnetici che moderavano il flusso di radiazioni cosmiche attraverso l’Universo, il suo collega Gurwitsch si concentrò sull’intersezione di campi luminosi e magnetici all’interno dei microstati di cellule viventi.
Descrivendo la sua scoperta in uno studio del 2011 sulla bio-radiazione cosmica,  il ricercatore Cody Jones ha descritto l’intuizione di base di Gurwitsch:
“Gurwitsch sviluppò tre livelli nidificati di strutture di campo, disposti in base alla complessità e all’estensione dello spazio, che vanno dal molecolare (costellazioni molecolari), al cellulare (relazioni tra cellule), ai livelli organismici (i diversi organi e sistemi che costituiscono un singolo organismo). Ogni campo nidificato potrebbe essere descritto in termini di meccanismi diversi di come la morfologia progrediva per una particolare struttura, tuttavia erano tutti unificati verso la realizzazione di un futuro stato di esistenza definito.”
Gurwitsch rivoluzionò per primo le scienze della vita modellando un elegante esperimento che ha mostrato come le cellule emettano deboli scariche di luce ultravioletta durante la mitosi. Per dimostrare la sua teoria, Gurwitsch predispose due radici di cipolla che crescevano in direzioni perpendicolari e scoprì come i più alti tassi di emissione di luce che si verificavano sulla punta più nuova delle radici inducessero una crescita cellulare del 30-40% quando essa veniva collocata in prossimità di una radice di cipolla più vecchia. Sebbene durante la sua vita non esistessero strumenti abbastanza sensibili per captare queste frequenze ultra-deboli, Gurwitsch dimostrò che la luce dallo spettro ultravioletto dev’essere generata da cellule nuove separando le vecchie e nuove radici di cipolla tramite vari tipi di lenti che bloccano parti diverse dello spettro, e scoprì che solo quando la luce UV veniva bloccata l’effetto dell’aumento della crescita cellulare del 30% si concludeva. Gurwitsch la chiamò “radiazione mitogena”. Mentre Gurwitsch fu ostracizzato dall’establishment scientifico durante la sua esistenza, negli anni ‘50 presso la comunità astrofisica nacquero tecnologie che permisero agli scienziati di misurare frequenze di luce estremamente deboli nella gamma della radiazione mitogena di Gurwitsch (ovviamente utili per rilevare deboli segnali da altre galassie nella profondità dello spazio).
Quando alcuni team di astronomi italiani applicarono le loro attrezzature a materiale organico, la scoperta di Gurwitsch venne verificata sperimentalmente per la prima volta. Si sarebbe pensato che una tale scoperta avrebbe rivoluzionato tutta la biologia, la medicina e le scienze della vita. Tuttavia, dopo un breve picco di interesse, la scoperta venne presto dimenticata e relegata ad una funzione secondaria e “trascurabile” della vita che non aveva alcun ruolo causale da svolgere in nessuno dei meccanismi o comportamenti dell’attività organica. I materialisti e i riduzionisti che desideravano sostenere che tutta la vita fosse semplicemente la somma delle parti, vinsero la battaglia.
Poi entrò in scena un altro biofisico di nome Fritz-Albert Popp.

 


Le scoperte biofotoniche di Fritz Popp

Durante gli anni ‘70, Popp era un ricercatore che cercava di capire perché solo uno dei due isomeri del benzopirene causasse il cancro. A volte un isomero risulta come una configurazione speculare di unamolecola: questi due sono chimicamente identici, ma le loro proprietà possono differire notevolmente.
Secondo la logica del materialista/riduzionista, non vi era alcun motivo per cui un isomero (3,4-benzopirene) che si trova nelle sigarette e nel catrame avrebbe indotto la crescita del cancro nel tessuto polmonare mentre un altro isomero (1,2-benzopirene) sarebbe completamente benigno.
Dopo aver scoperto il lavoro di Gurwitsch, il dott. Popp ha iniziato a misurare le emissioni di luce ultra-debole delle molecole di benzopirene e i loro effetti sulla crescita cellulare nei tessuti epatici, e ha scoperto che le proprietà di assorbimento/emissione di luce estremamente elevate del 3,4-benzopirene fossero la causa della disarmonia nella regolazione delle cellule. Misurare l’attività dei fotoni nella crescita cancerosa rispetto a quella sana delle cellule del fegato è un modo sorprendente per vedere chiaramente che la crescita cancerosa coincide con le emissioni esponenziali di fotoni mentre le emissioni di fotoni di un fegato sano sono molto stabili.
Nel corso della sua esistenza altamente produttiva, il dott. Popp ha scoperto che queste emissioni luminose si verificavano a lunghezze d’onda diverse a seconda del tipo, funzione e specie di cellula. Quando Popp portò in prossimità due campioni biologici, le cose divennero ancora più interessanti, poiché il “ritmo” delle loro emissioni di fotoni si sincronizzava magnificamente quando si avvicinavano e andavano fuori sincrono quando separati. Ciò è stato delineato nel suo documento “On the Coherence of Biophotons”.
Questo modo di pensare alla vita vede la mente dello scienziato avvicinarvisi in modo più simile a un musicista che accorda il suo strumento con un’orchestra o un direttore che gestisce simultaneamente più onde sonore nella propria mente, come un’intera idea musicale che è maggiore della semplice somma delle sue parti. È un modo di pensare molto più naturale ed efficace dell’approccio materialista/riduzionista oggi dominante nella maggior parte delle università occidentali, il quale tratta l’organismo come una macchina e il tutto come una somma di parti chimiche.


Mettere la ricerca di Montagnier in una nuova luce

Tornando nuovamente a Luc Montagnier con un rinnovato apprezzamento per l’onda più lunga di tradizione scientifica della quale egli è parte dell’amplificazione, possiamo apprezzare alcune delle conclusioni che ha tratto dalle proprietà spesso ignorate, ma completamente verificabili, di onde luminose, acqua strutturata, batteri e DNA che possono farci ridefinire per sempre la nostra comprensione di “vita”, “malattia” e “medicina”. Questo esercizio ci consentirà probabilmente di apprezzare l’importanza di un programma internazionale di emergenza nella ricerca sulla biofisica ottica e nella terapia con le onde/interferenze luminose per il trattamento di malattie che affliggono l’umanità, incluso COVID-19.
In un’intervista del 2011, il dott. Montagnier ha ricapitolato le conseguenze delle sue scoperte:
“L’esistenza di un segnale armonico emanato dal DNA può aiutare a risolvere le questioni di vecchia data sullo sviluppo delle cellule, ad esempio come l’embrione è in grado di effettuare le sue molteplici trasformazioni, come se fosse guidato da un campo esterno. Se il DNA può comunicare le sue informazioni essenziali all’acqua mediante radiofrequenza, allora all’interno dell’ambiente acquoso dell’organismo vivente esisteranno strutture non materiali, alcune delle quali nascondono segnali di malattia e altre sono coinvolte nel sano sviluppo dell’organismo.”
Con queste intuizioni in mente, Montagnier ha scoperto che molte delle frequenze delle emissioni elettromagnetiche provenienti da un’ampia varietà di DNA microbico, si trovano anche nei plasma sanguigni di pazienti affetti da influenza A, epatite C e persino molte malattie neurologiche che comunemente non si ritengono influenzate da batteri, come il Parkinson, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide e l’Alzheimer. Negli ultimi anni, le équipe di Montagnier hanno persino trovato alcuni segnali nei plasma sanguigni di persone con autismo e diverse varietà di tumori!
Oltre una dozzina di medici francesi hanno preso abbastanza sul serio le idee di Montagnier, tanto da prescrivere antibiotici per curare l’autismo nel corso di sei anni e in opposizione alle teorie convenzionali, scoprendo che tra 240 pazienti trattati, quattro su cinque hanno visto i loro sintomi regredire drammaticamente o scomparire completamente!
Questi risultati implicano ancora una volta che alcune specie di microbi che emettono luce, difficili da rilevare, sono più vicine alla causa di questi mali di quanto la moderna industria farmaceutica vorrebbe ammettere.


Un nuovo dominio di pensiero: perché Big Pharma dovrebbe avere paura

Come dimostrato dall’esperimento filmato del 2014, Montagnier è andato anche oltre nel dimostrare che le frequenze delle emissioni delle onde all’interno di un filtrato situato in un laboratorio francese potevano essere registrate e inviate via e-mail a un altro laboratorio in Italia, dove quella stessa registrazione armonica è stata infusa in provette di acqua non-emittente, facendo sì che le provette italiane iniziassero lentamente a emettere segnali! Queste frequenze di DNA furono pertanto in grado di strutturare le provette dell’acqua italiane dalla fonte madre a migliaia di miglia di distanza con una replica del DNA esatta al 98%!
Trovandoci così, sull’orlo di tante scoperte eccitanti nella scienza medica, dovremmo chiederci: cosa potrebbero significare questi risultati per il complesso farmaceutico-industriale da miliardi di dollari che si basa sul mantenere il mondo bloccato in una pratica di farmaci chimici e vaccini?
Parlando di questo punto, Montagnier dichiarò:
“Il giorno in cui ammetteremo che i segnali possono avere effetti tangibili, li useremo. Da quel momento in poi saremo in grado di trattare i pazienti con le onde. Pertanto è un nuovo dominio della medicina che le persone temono, naturalmente. Soprattutto l’industria farmaceutica… un giorno saremo in grado di curare i tumori usando le onde in frequenza.”
L’amico e collaboratore di Montagnier, Marc Henry, professore di chimica e meccanica quantistica all’Università di Strasburgo, ha dichiarato:
“Se trattiamo con frequenze e non con medicine diventa estremamente conveniente per quanto riguarda la quantità di denaro speso. Spendiamo molti soldi per trovare le frequenze, ma una volta che sono state trovate, trattare non costa nulla.”
Che sia stato prodotto in un laboratorio come afferma Montagnier o comparso naturalmente come dichiarano la rivista Nature, Bill Gates e il dottor Fauci, resta il fatto che l’attuale pandemia di coronavirus ha accelerato il crollo del sistema finanziario mondiale e ha costretto i leader del mondo a discutere la necessità di un nuovo paradigma e di un nuovo ordine economico planetario. Resta da vedere se tale nuovo sistema sarà guidato da cartelli farmaceutici e da finanzieri che gestiranno la politica sanitaria globale o se sarà guidato da stati nazionali che modelleranno i termini del nuovo sistema intorno ai bisogni umani.
Se gli stati nazionali riusciranno a rimanere alla guida di questo nuovo sistema, allora dovranno essere indirizzati da alcuni principi fondamentali come l’assistenza sanitaria per tutti, la riforma della pratica scientifica e una più ampia riforma politico/economica in base alla quale la sacralità della vita umana è posta al di sopra di tutte le considerazioni di natura economica. Alla luce di ciò, tali programmi d’urto in progetti a lungo termine nella scienza spaziale, nella difesa dagli asteroidi e nello sviluppo Lunare/Marziano saranno necessari nel dominio astrofisico come i programmi d’urto nell’energia da fusione nucleare lo saranno nel dominio atomico.
Unendo entrambi i mondi, è il dominio delle scienze della vita che interseca le proprietà elettromagnetiche di atomi, cellule e DNA con le proprietà elettromagnetiche su larga scala della Terra, del Sole e della Galassia nel suo insieme.

NEXUS NEW TIMES N° 144

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