In dodici "scontri", che comprendevano scenari uno-contro-uno, uno-contro-due e due-contro-uno, in ragione di quattro per tipo, i Sukhoi indiani hanno avuto la meglio dodici volte.

Il mondo dell’aviazione militare, già notoriamente vivace, è scosso in queste torride giornate d’agosto da una nuova, turbinante polemica che coinvolge direttamente l’Aviazione Militare Indiana (già al centro delle cronache per la recente cancellazione del contratto ‘Rafale’) e nientemeno che la ‘leggendaria’ aeronautica di Sua Maestà britannica, la RAF, che si considera un po’ “madre” dell’arma aerea dell’ex-colonia (piloti indiani servirono infatti nei suoi ranghi in tutte e due le Guerre Mondiali).

Il motivo della polemica sta nei risultati del recente ‘wargame’ Indradhanush-2015 tenutosi a Coningsby (Lincolnshire) che ha visto i piloti inglesi sui loro Eurofighter Typhoon scontrarsi in dogfight (combattimenti aerei ravvicinati) simulati coi colleghi indiani a bordo dei Sukhoi-30 MKI, punta di diamante dell’aviazione di Nuova Delhi. In dodici “scontri”, che comprendevano scenari uno-contro-uno, uno-contro-due e due-contro-uno, in ragione di quattro per tipo, i Sukhoi indiani hanno avuto la meglio dodici volte.

Il ‘cappotto’ è pesantissimo e, tradendo la regola d’oro della “gentlemanship”, secondo cui l’uomo di mondo deve sapere accettare con grazia ed eleganza tanto la più esaltante vittoria quanto la più bruciante sconfitta, la stampa d’Oltremanica ha subito iniziato a cavillare asserendo (come ha fatto l’ “Independent”, citando una non meglio precisata ‘Fonte RAF’) che la debacle dell’esercitazione conterebbe poco perché i ‘Typhoon’ avrebbero volato “con un braccio legato dietro la schiena”. Con questo modo di dire il giornalista inglese non intende che abbiano partecipato alla disfida con qualche svantaggio (come l’F-16C costretto a volare con i serbatoi ausiliari agganciati contro l’F-35, nelle recenti simulazioni di ‘dogfight’ della Base Aerea di Edwards), ma, semplicemente, che non avrebbero utilizzato i radar BVR (capaci di identificare bersagli e condurre combattimenti al di là del raggio visuale).

Grazie mille, si potrebbe rispondere, le esercitazioni vertevano proprio sullo scenario opposto, uno scontro WVR (entro il raggio visivo) e anche particolarmente ravvicinato in cui normalmente il lancio dei missili veniva simulato ad appena due miglia di distanza tra gli apparecchi.

Questa tendenza a sminuire l’importanza del combattimento aereo ravvicinato é una costante da parte delle aeronautiche occidentali (in ispecie quelle angloamericane) almeno da un quarto di secolo a questa parte, quasi che i comandi aerei dei paesi-cardine della NATO considerino ormai il ‘dogfight’ una pratica ‘incivile’ in cui solo degli arretrati mugiki come i Russi continuino a dedicare attenzione e cura; infatti tutti gli aerei da caccia delle ultime generazioni sovietiche prima e russe poi sono ottimizzati per la cosiddetta “supermanovrabilità”, una peculiare capacità ottenuta mediante l’uso della spinta vettoriale e il controllo dell’apparecchio in post-stallo per ottenere manovre ad altissimo angolo d’attacco che vanno contro l’accettata teoria delle aeronautiche occidentali, secondo cui l’energia cinetica dell’apparecchio in combattimento va conservata a tutti i costi.

Ovviamente un osservatore neutrale potrebbe far notare che se il combattimento aereo a corto raggio fosse così ininfluente, non vi sarebbe stato ‘ab ovo’ alcun motivo perché i comandi della RAF invitassero i colleghi indiani a esercitarsi con loro proprio in quel tipo di confronto così “demodé”. Un osservatore neutrale e bene informato, in second’ordine, potrebbe ricordarsi che solamente tre anni fa i vantatissimi F-22 ‘Raptor’ dell’USAF vennero ‘stracciati’ dai piloti della Luftwaffe a bordo proprio di Eurofighter Typhoon durante simulazioni di combattimento aereo ravvicinato nell’esercitazione “Red Flag Alaska”.

Anche in quel caso i perdenti, (nella fattispecie, gli yankee) si giustificarono dicendo che in una guerra vera non si sarebbe arrivati al dogfight perché in fase BVR tutti i ‘banditi’ sarebbero stati abbattuti a dozzine e dozzine di miglia di distanza.

Ammesso e non concesso che ciò sia vero bisogna sempre tenere presente che in uno scenario in cui le aeronautiche occidentali siano attaccanti (e negli ultimi 30 anni é sempre stato l’Occidente ad aggredire, vedi Irak, Jugoslavia, Serbia/Kosovo, Afghanistan, Irak di nuovo, Libia…più il recente atteggiamento aggressivo nei cieli del Baltico…) l’aeronautica in difesa possa forzare il nemico nello scenario a lui meno favorevole, una cosa che é possibilissimo ottenere in mille modi: sfruttando condizioni atmosferiche, zone d’ombra radar proiettate da montagne ed alture, usando ‘esche’ di vario genere…a quel punto i jet NATO dovrebbero accettare un tipo di combattimento in cui vanno vieppiù dimostrando di essere drammaticamente inferiori o battere in ritirata (se a quel punto i loro avversari glielo concederanno).

Il fatto stesso che da anni e anni, a dispetto delle cassandre che ne dichiarano l’inutilità si continuino a programmare e tenere esercitazioni di combattimento WVR e dogfight dimostra che le aviazioni occidentali dormano sonni tutt’altro che tranquilli riguardo alle proprie percepite ‘superiorità’.

Certamente il 12-0 non é unicamente merito degli apparecchi Sukhoi: i piloti indiani si erano benissimo portati anche durante l’esercitazione “Cope India 04″, a Gwalior (Madhya Pradesh) volando contro gli F-15 americani anche a bordo di Mirage 2000 e persino di MiG-21 modernizzati, risultati poi ribaditi anche l’anno seguente (questa volta già coi Su-30 MKI contro gli F-16 USA) a “Cope India 05″ a Kalaikundi (vicino Kolkhata).

Comunque la reazione un po’ snobbish e un po’ infantile della stampa e dei comandi inglesi tradisce una persistente difficoltà da parte europea e occidentale in generale ad adattarsi a uno scenario geopolitico e geostrategico in rapida evoluzione e trasformazione, dove sarà sempre più possibile, per dirla con Kipling, che i “due forti uomini che vengono dagli estremi opposti della terra” possano avere rapporti di forza radicalmente diversi di quelli dati per scontati ancora all’inizio del Nuovo Millennio.

Fonte: opinione-pubblica.com


Di seguito, un video dell'Aviazione Russa che mostra i Sukhoi in azione:


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