A pagare con la vita sono sempre i civili, soprattutto i bambini. Il pretesto sono le presunte armi chimiche, l'Europa è un deposito atomico nordamericano in barba al Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).

Nessuno rammenta che nel 2014 è stato proprio il Pentagono ad annunciare che le autorità siriane avevano consegnato tutto l’arsenale chimico. Senza indagini internazionali né mandato dell’ONU sabato 14 aprile 2018 è decollata l’ennesima operazione bellica di Trump, Macron e May. Un'iniziativa criminale unilaterale che infiamma con i missili ancora una volta il Medio Oriente. Colpire Damasco, ma il vero obiettivo è l’Iran nel mirino dello zio Sam da un trentennio.

Nell’era della post-verità non occorrono prove, che infatti non sono state rese pubbliche. Non a caso Washington, Londra e Parigi hanno scatenato la guerra fulminea ad effetto “chirurgico” violando ancora una volta impunemente il diritto internazionale.

La disinformazione serve anche a disorientare la già distratta e superficiale opinione pubblica. Per quale motivo Bashar al-Assad avrebbe colpito con le armi chimiche i ribelli di Douma, dopo aver già vinto e averli portati al tavolo dei negoziati? Non ne avrebbe avuto alcuna ragione logica. Anche l’Osservatore Romano condanna: “rappresaglia atlantica senza prove”, mentre il capetto dei grullini – che brama la poltrona di Palazzo Chigi – si professa sempre più filo-Nato. La Merkel ha lodato i bombardamenti e Gentiloni (quello che invoca per l’Italia una “maggiore cessione di sovranità”) ha approvato “l’azione necessaria” senza chiedere prove.


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