Seguendo alcuni indizi trovati in rete, quando tre settimane fa mi sono imbarcato su un volo nazionale di una compagnia aerea italiana, ho cercato di fotografare un dettaglio tecnico assai interessante, nell’ambito della diatriba sulle presunte operazioni di geoingegneria clandestina. Questa è la foto che ho realizzato col cellulare:

Il dettaglio che ha attirato la mia attenzione, e sul quale vorrei indirizzare la vostra, è visibile assai meglio in queste altre foto, scattate in circostanze assai più favorevoli:

In sintesi, viene ipotizzato che quei tre “tubicini” che si vedono spuntare dalla parte posteriore del pilone di supporto del motore, siano il sistema col quale innumerevoli aerei di linea, in volo quotidianamente in ogni parte del globo, sono attrezzati per irrorare composti chimici in corrispondenza del getto di scarico, producendo una parte di quelle scie persistenti non naturali da anni definite col termine di “scie chimiche”. Secondo alcuni, i tre tubicini consentirebbero l’irrorazione e la miscelazione di composti diversi, a seconda delle necessità tecniche del momento. 

Immaginando che la prima contestazione a questa ipotesi potrebbe essere quella del “fuel dumping”, lo scarico di emergenza del carburante evocato da numerosi debunkers per spiegare questo genere di anomalie (anche se la semplice logica escluderebbe il posizionamento di uno scarico del carburante in corrispondenza di un motore potenzialmente in fiamme), ho fatto delle ricerche per scoprire che l’Airbus A-320, il modello di velivolo al quale ho scattato personalmente la prima foto, non è dotato di tale sistema. In altre parole, al contrario di altri generalmente più grossi, questo aereo è in grado di atterrare con lo stesso peso massimo che aveva al decollo, quindi restringendosi il cerchio delle possibili emergenze in cui sia necessario scaricare velocemente il carburante, i progettisti non hanno ritenuto opportuno installarlo.

A questo punto, resta solo da chiedere a qualche pilota di linea, abilitato all’A-320, di spiegare che cosa sarebbero i tre misteriosi tubicini. Mi darò da fare, e appena possibile vi aggiornerò sulla questione. 

(t.b.)

Aggiornamento: grazie alla gentilezza del Comandante Massimo Poggi, un fraterno amico di vecchia data, sono in grado di fornire la spiegazione tecnica per questi tubicini, i quali  sono semplicemente degli sfiati per i vapori del carburante. Per la precisione, dei drenaggi separati per l’acqua, il carburante e l’olio dell’impianto idraulico. Prendo nota di questa preziosa precisazione, anche se di fatto non esclude la possibilità che questi impianti possano essere adattati o gestiti in modo diverso o alternativo alle loro finalità di progetto. Al contrario, sarebbero estremamente funzionali per dissimulare qualche composto non meglio specificato proprio in corrispondenza dell’emissione dei gas di scarico del velivolo, con la produzione di scie anomale, non prodotte a causa della condensazione. Questa ipotesi viene ben documentata in questo video:

In attesa di ulteriori approfondimenti, le operazioni clandestine di geoingegneria, come vengono oggi definite, proseguono senza soluzione di continuità fra l’indifferenza generale, in attesa che il crescente numero di individui consapevoli di questo problema globale raggiunga quella massa critica che potrebbe fare, e infine farà, la differenza.