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E’ di questi ultimi giorni (6 Marzo 2008) che una notizia davvero straordinaria (se confermata nella sua interezza) si è fatta strada nella Comunità Scientifica Mondiale: in accordo ai rilievi sperimentali effettuati dalla Sonda NASA “CASSINI” durante il fly-by ravvicinato del Novembre 2005 con una delle Lune Maggiori di Saturno (Rhea), sembra che essa, al pari del suo Grande Genitore, sia fornita di una debole serie di anelli i quali, formati da polveri, sassi delle dimensioni di pochi centimetri e qualche isolato macigno grande alcuni metri (“…dust, rocks and a few boulders…”) si estenderebbero sino ad oltre 3000 miglia dal suo centro (il che equivale a dire sino ad una distanza pari ad 8 volte il raggio di Rhea – il cui diametro è di circa 570 Km).
Per un maggiore dettaglio sulle diverse tecnicalità che hanno portato a questa potenziale scoperta, Vi rinviamo all’abstract (Release n. 08-074) che potete trovare all’indirizzo: http://www.nasa.gov/home/hqnews/2008/mar/HQ_08074_Rings_Around_Rhea.html
Che dire? Una notizia fantastica, effettivamente, e molto suggestiva.
Una notizia che richiama alla mente le visioni “fiabesche” dello Spazio Interplanetario così come emergevano dall’immaginario di tanti fumetti degli Anni ’60 e ’70 – da “Flash Gordon” ai “Fantastici Quattro” - per poi giungere alle visioni “inquietanti” del Cosmo proposte da memorabili film di Fantascienza quali “Pitch Black”, “Alien” o lo stesso (immortale) “Star Wars”: fumetti e pellicole laddove venivano immaginate (e “disegnate”, letteralmente), accanto a Mondi Anellati, anche delle piccole “Lune Anellate”.
Bellissimo. Affascinante.
Ma…
Non sempre, ma certo abbastanza spesso, c’è/ci sono dei “ma” a guastare i nostri sogni e le nostre immaginazioni.
Quelli/e di tutti e, quindi, anche i sogni e le immaginazioni (che, alle volte, vengono chiamati/e “Teorie”) di Scienziati e Ricercatori eminenti, come lo sono coloro che lavorano per l’Agenzia Spaziale più grande e famosa del Mondo: la NASA.
Ed infatti se io, oggi, mi permetto di scrivere questo articoletto, è solo per segnalare all’attenzione di Appassionati e Cultori dello Spazio un “MA”, forse insignificante e forse no, che, a quanto pare, è “sfuggito” alla NASA ed a tutti gli Astronomi ed Astrofili che si occupano di Ricerca nel Campo delle Scienze Planetarie.
Cerco di spiegarmi…
Rhea, si diceva, così come lo suggeriscono degli elementi (evidenze, se volete) “indiretti” raccolti dalla Sonda Cassini durante il fly-by del Novembre 2005, potrebbe essere circondata da due serie di deboli anelli (o meglio: da una nuvola irregolare di detriti e da – forse – un “embrione” di anelli, molto rarefatti, ma concettualmente e fisicamente assimilabili agli Anelli di Saturno e degli altri Giganti Gassosi).
Ho parlato di evidenza indiretta poiché l’unico elemento effettivamente diretto di cui potremmo disporre ragionando a tavolino e dalla Terra (ossìa l’osservazione immediata di particelle o corpuscoli aggregati a formare anche delle “sezioni di anello” – come ne abbiamo viste per Urano e Nettuno – intorno a Rhea), in vero, ci manca.
Ma non fa nulla: poiché, pure ammettendo che le riflessioni NASA sull’evidenza indiretta ritenuta essenziale (quote:”…Due to a decrease in the number of electrons detected by NASA’s Cassini spacecraft on either side of the moon, scientists suggest that rings are the likeliest cause of these electrons being blocked before they reach Cassini…”) della presenza di “anelli” (anche se forse sarebbe meglio parlare di “detriti orbitali”) intorno a Rhea fosse corretta, c’è un particolare curioso sul quale dovremmo riflettere.
Quale?
Volete sapere qual è l’elemento davvero curioso in tutto questo scenario?
E’ che questi “anelli” (o “detriti”, se sposate la terminologia che suggerisco), in accordo a quanto sancito dalla nostra attuale Scienza Convenzionale (o Scienza Positiva, come si dice per contrapporla alla cosiddetta “Scienza di Confine”) NON POTREBBERO ESISTERE.
Ed il motivo principale è questo (cerco di spiegarmi in maniera lineare, e scusate se opererò delle oversemplificazioni): pensate alla Luna.
Alla nostra cara e vecchia (!) Luna.
Perchè essa non ha né può avere anelli?
Perchè, come ci insegnano le Scienze Planetarie e le Leggi della Fisica dei Corpi Celesti, essa – in primo luogo – possiede solo una “micro-attrazione gravitazionale” (o micro-gravità) la quale NON BASTA, NON E’ SUFFICIENTE per tenere in equilibrio (gravitazionale) perpetuo (e cioè “entro un’orbita stabile”) corpi di dimensioni anche ridottissime.
E questo è il motivo essenziale per cui le Sonde terrestri che studiano la Luna – tipo SMART-1 (ESA) o KAGUYA (JAXA) o CLEMENTINE (NASA) – necessitavano e necessitano di mini-propulsori: perchè, una volte entrate in orbita, esse restano in equilibrio stabile per poco tempo e poi, se non interviene qualche “correzione di rotta” (traiettoria, altitudine e velocità, fondamentalmente), sarebbero finite/finirebbero inevitabilmente con il precipitare/cadere sulla Luna.
D’altro canto, pensate che se la spinta fornita dai propulsori fosse anche solo in minima parte “eccessiva”, ecco che la Sonda in questione sfuggirebbe con facilità all’attrazione lunare, perdendosi nello Spazio.
Come vedete, queste sono due evidenti implicazioni/conseguenze della micro-gravità della Luna e dei Corpi Celesti di “Tipo Lunare” .
Secondo punto: si dice (anzi: si studia) che la Luna non può avere anelli (o micro-corpi in orbita stabile attorno ad essa) a causa degli influssi mareali della Terra, la quale, ora avvicinandosi ed ora allontanandosi, “turba” i già precari equilibri gravitazionali che caratterizzano lo spazio circum-lunare.
Giustissimo: le “Onde di Marea” (Gravitazionale) che arrivano da un Corpo ed incontrano quelle di un altro Corpo fanno proprio questo: interagiscono le une con le altre, disturbandosi vicendevolmente ed alterando la quiete e/o gli equilibri ai quali, come sapete, tende ogni Sistema.
Il Corpo Maggiore (che emana le Onde Maggiori), come ovvio, disturberà di più il Corpo Minore (che emana le Onde Minori), il quale ne “soffrirà” in vario modo e subirà delle conseguenze (la cui natura ed entità varia da caso a caso, ergo da Corpo Celeste a Corpo Celeste e quindi non è prevedibile a livello di teoria generale).
Morale numero 1: la Luna non ha, non ha avuto, né avrà mai “anelli” o altri corpi in equilibrio gravitazionale perpetuo (e “non debitamente supportato/aiutato”!) che le possano orbitare attorno (mini asteroidi o altri oggetti simili – anche man-made).
Non stabilmente, comunque.
Ora trasportate questo ragionamento ed i due principii che ho cercato di esprimere nel contesto Rhea/Saturno, laddove le proporzioni CAMBIANO in maniera sfavorevolissima per Rhea la quale non solo possiede una micro-gravità anch’essa, ma è pure soggetta a perturbazioni mareali – a causa di Saturno – enormemente più grandi di quelle che la Terra cagiona alla nostra Luna (e non pensate che Rhea potrebbe costituire un’eccezione alla Regola poiché molto più lontana da Saturno di quanto non lo sia la Luna dalla Terra: la distanza media Saturno-Rhea, infatti, è di soli 527.000 Km, contro i circa 360.000 esistenti fra Terra e Luna: una differenza, in termini astronomici, assolutamente irrilevante – rectius: trascurabile – e quindi…).
Morale numero 2: ma se la nostra Luna, date le circostanze di cui sopra, non può avere anelli né corpi orbitali stabili intorno ad essa (neppure artificiali e quindi piazzati in orbita da noi e con precisione millimetrica), come potrà mai averli Rhea la quale si trova in una situazione enormemente più SFAVOREVOLE?
Conclusioni.
Mi permetto di fare almeno due ipotesi e poi, in futuro, se ne potrà discutere ancora.
Ipotesi 1: l’evidenza indiretta della presenza di corpuscoli orbitali intorno a Rhea (anelli o sezioni di anelli o detriti) in equilibrio gravitazionale stabile è errata, poiché poggia su basi errate (per la nostra Scienza);
Ipotesi 2: L’evidenza indiretta di cui sopra è ESATTA, ma i “corpuscoli” rilevati da Cassini sono l’evidenza di un fenomeno MERAMENTE TRANSITORIO, il quale svanirà nel giro di poco tempo (settimane, qualche mese al massimo).
Quindi no anelli ma, al limite, (ed in aggiunta alla “pioggia” di detriti che, probabilmente provenienti dagli Anelli di Saturno, batte costantemente tutte le lune – interne – del Gigante Anellato) una temporanea aggregazione di detriti erranti i quali, forse, sono il prodotto della disintegrazione di un mini-asteroide o di una cometa che non ha felicemente superato il Limite di Roche stabilito per Saturno e si è quindi frantumato/a.

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Spero che questa piccola serie di annotazioni interessi i Lettori e faccia pensare a come, alcune volte, i nostri Amici Scienziati (quelli famosi e “certificati”, come gli Scienziati NASA), sebbene sempre “rigidi e dogmatici” quando si parla di Vita nel Cosmo, di Alieni, di UFO, di Velocità Limite nelle crociere interplanetarie/interstellari e di tutto ciò che “non è squisitamente matematico”, talvolta – chissà come mai… – sostengono (quasi con un’allegra leggerezza) delle teorie che, come questa, onestamente (e nonostante la loro “matematicità intrinseca”), appaiono, Logica e Dati alla mano, davvero molto discutibili.
E questa considerazione mi spinge a pormi una domanda: ma che differenza ci sarà mai fra noi, Liberi Ricercatori, e loro, Scienziati ?
Beh, mezzi e competenze a parte (sulle quali non si discute), ne evidenzio una: se una teoria come quella degli Anelli di Rhea l’avessi tirata fuori io, o qualche mio Collega Ricercatore “free“, ci saremmo beccati al volo – molto probabilmente – degli asini ed incompetenti.
Ma se una storia come questa la esprime chi lavora alla NASA, allora, per quanto IMPROBABILE…diventa una Teoria tutto sommato (e per ora) accettabile e (forse) epocale.
O mi sbaglio?
Una precisazione ulteriore (poiché non vorrei essere letto come inutilmente “polemico” o “arrogante”): le considerazioni che ho svolto sono il portato della mera applicazione di due principii di Fisica dei Corpi Celesti e di un principio generalissimo di Logica Astronomica (e non solo) in virtù del quale, “date determinate premesse – in un sistema di riferimento che, nella sua dinamicità (considerate le Forze coinvolte), resta comunque (relativamente) statico (visto che le Leggi che governano tali Forze, si dice, sono le stesse in tutto l’Universo) – devono necessariamente seguire determinate conseguenze“.
Inoltre, una volta riletto (per l’ennesima volta…) l’abstract che ha portato gli Amici di Pasadena a formulare questa affascinante – ma, ripeto, IMPROBABILE – mi sono ulteriormente convinto che essa poggia su basi assai discutibili, viste le attuali conoscenze che abbiamo (o riteniamo di avere) in tema di Fisica e Meccanica dei Corpi Celesti.
Ed allora il mio punto successivo è questo: perchè ci si affanna tanto a dire che
1) le Leggi di questo Universo sono le stesse OVUNQUE al suo interno, eccezion fatta per i Buchi Neri (e questa è già una dichiarazione, in sé, abbastanza discutibile) e che
2) queste Leggi le abbiamo in larga misura afferrate,
quando, come dimostra lo stesso abstract sui presunti Anelli di Rhea, le evidenze che raccogliamo ogni giorno, sia dirette, sia indirette, ci dimostrano che
a) non solo le Leggi di questo Universo potrebbero subire delle (se leggere o pesanti, lo si vedrà in futuro) variazioni in ragione della porzione di Universo considerata ma altresì che
b) la nostra conoscenza di queste Leggi è, a dir poco, approssimativa e scarsa?
Insomma: se le Leggi che abbiamo studiato e ritenuto valide sino ad ora (e che si applicano al nostro caso degli Anelli di Rhea) sono Leggi Esatte ed Assolute, allora Rhea NON PUO’ avere Anelli.
D’altro canto, se Rhea effettivamente possiede degli Anelli STABILI, allora le Leggi che abbiamo studiato e ritenuto valide sino ad ora (e che si applicano al nostro caso), NON SONO Leggi Esatte né Assolute.
L’unica “scappatoia” da questo labirinto logico è data (a mio parere) dalla presenza di elementi peculiari – propri ed unici – del contesto Rhea/Saturno, in virtù dei quali ciò che vale (in termini di Leggi applicabili e relative conseguenze) nei rapporti Terra/Luna, NON VALE (idem c.s.) nei rapporti Saturno/Rhea.
Scusatemi per la lunghezza che ho adottato nell’espressione di questi concetti ma tali tematiche, come sapete, sono non solo affascinanti, ma anche molto delicate e meritano, a mio parere, riflessioni che superano, in determinati casi e contesti, la pura analisi dei dati disponibili ed entrano (a pieno titolo) nel quadro enormemente più vasto della Logica Interna di quelle Leggi che noi riteniamo governino i rapporti fra i Corpi Celesti.
La Logica Interna di quelle Leggi che, secondo i nostri Amici Scienziati, “Sono le stesse ovunque nel Cosmo e che, quindi, dalla Luna all’Infinito, governano l’intero Universo”.
Beh, sarà quel che sarà, ma in ogni caso (ed Anelli di Rhea a parte)  se io fossi uno “Scienziato”, prima di dire una cosa simile credo che ci penserei sopra per qualche secolo…