Cari amici,
il 25 settembre scorso vi ho inviato una mail dal titolo “riflessioni su Grillo e dintorni” con allegate le considerazioni di Paolo Barnard.
Viste le tante risposte e considerazioni ritengo necessario inviarvi le mie, personalissime, riflessioni al proposito.

Quando mi è arrivata la mail di Paolo Barnard l’ho letta velocemente e ve l’ho girata altrettanto velocemente. Mi premeva perché Barnard è un amico che mi ha suscitato un impulso di protezione. Non posso non ricordare la qualità e la profondità delle sue inchieste, il suo coraggio personale, la sua sensibilità, e il vuoto che gli è stato fatto intorno. Non ho fatto in tempo a chiarire il mio pensiero sull’intera questione, il perché non sono sceso al Vaffaday, e dunque lo faccio ora (a parte il fatto che mia moglie Annalisa sostiene che non sono andato al Vaffaday fondamentalmente perché ormai non scendo al di sotto dei 900 metri perché sennò mi sento sradicato …).
2) Le mie critiche al Vaffaday sostanzialmente riguardano l’aria giustizialista, o peggio forcaiola che traspariva tra la gente (mi sono venute in mente le folle di Mani Pulite, i cappi esibiti in Parlamento, le proposte di ristabilire la pena di morte di allora), il considerare alla stessa stregua tutte le condanne giudiziarie dei “nostri dipendenti” indipendentemente dal reato attribuito (poi ho visto che la proposta di legge fa distinzione tra reato e reato, ma purtroppo questo non è emerso), e il fatto di non aver considerato la casta dei magistrati alla stessa stregua di quella dei politici e dei giornalisti. Quello che deve far riflettere nella lettera di Barnard è il pericolo di derive che sono possibili e che vanno al di là della volontà soggettiva di quelli che lui accusa. Tutte le mie critiche stanno in queste righe, ma, per quello che dirò adesso, sono critiche, come si diceva una volta, costruttive.
3) Premetto che, per quanto riguarda sia me personalmente che la piccolissima realtà editoriale (Andromeda) che rappresento io sto con Beppe Grillo, e ci starò, come si usa dire fra persone che si vogliono bene, e che per questo in genere si conoscono bene, nella buona e nella cattiva sorte. Il mio percorso di vita, dal 1968 prima a Potere Operaio e le grandi lotte sul salario, poi nell’Autonomia e a Radio Alice e poi ancora fino ad Andromeda ed alle lotte contro le privatizzazioni, gli inceneritori, il precariato, il lavoro nero, i trattamenti sanitari obbligatori, per la libertà di scelta terapeutica, contro gli imbrogli delle banche e dell’economia finanziaria, per l’energia pulita, insomma per il diritto all’informazione sulla intera ricerca scientifica ed economica e le sue ricadute concrete sull’uomo e sull’ambiente è stata la storia di un continuo mettersi in gioco… un gioco che mi vede oggi incensurato ma che mi è costato ben 5 carcerazioni (per un totale di un anno di galera) e due anni di esilio, oltre a vessazioni sul posto di lavoro. Eppure, dopo tanti procedimenti penali, sono stato sempre assolto. Ma se non finiva così e se fossi stato condannato non mi sarei sentito colpevole ugualmente, ed è in questo senso che vanno le mie critiche alla battaglia per il Parlamento pulito.
4) Ebbene, in questi ultimi dieci anni Beppe Grillo è stata una delle poche persone che su questi contenuti ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, di metterci la sua faccia, la sua persona, la sua straordinaria energia. Alla faccia dell’antipolitica! Grillo è uno dei pochissimi che in Italia HA FATTO E FA POLITICA, che al di là delle denunce dei marciumi vari ha presentato proposte concrete, possibili e praticabili, nei vari campi dell’agire umano; ENERGIA, ECONOMIA, SALUTE, LAVORO, MOBILITA’.
5) Ma, soprattutto, bisogna riconoscere a Grillo di aver approfondito e studiato in questi anni quello che tanti ricercatori di buon senso, inascoltati, gli hanno presentato, bisogna riconoscergli di aver saputo comunicare (COSTRUENDOSI DA SOLO UNO SPAZIO DI INFORMAZIONE AL DI FUORI DEI GRANDI MEDIA!) con un linguaggio semplice, divertente e accessibile a chiunque questioni relative appunto a ENERGIA, ECONOMIA, SALUTE, LAVORO, MOBILITÅ da sempre difficili a comprendersi; bisogna essergli grati per essere stato il detonatore ed il megafono di movimenti di opinione che c’erano ma che erano incapaci di esprimersi; bisogna riconoscergli di aver dato voce e visibilità a ricercatori che non sarebbero mai riusciti da soli a farsi conoscere dalla gran parte delle persone, come è successo per Beppe Scienza, Gianfranco Domenighetti, Maurizio Pallante, Antonietta Gatti e Stefano Montanari… e tanti altri ancora. QUESTO VA RICONOSCIUTO A GRILLO, al di là del disagio che possono provocare le piazze oceaniche, TUTTE LE PIAZZE OCEANICHE, TUTTI I FANATISMI  (ed è questo il disagio alla base delle motivazioni espresse da Barnard che non dobbiamo trascurare nel percorso che facciamo per realizzare i nostri contenuti).
6) Ma quando sento i vari Mastella, Fini, D’Alema, Montezemolo con la loro corte arrogante, incapace, cialtrona e piena di privilegi che si spendono in questo linciaggio forsennato di Grillo mi viene in mente, a me che pur non sono un manicheo, la frase dei minatori inglesi, al tempo delle loro memorabili lotte: WICH SIDE ARE YOU ON ? DA CHE PARTE STAI ?
7) IO STO CON GRILLO, senza alcuna esitazione, con la consapevolezza che queste scelte di coraggio possono farci rischiare la gogna prima o poi… ma è pur vero che “se non ti batti per le tue idee o non valgono niente loro o non vali niente tu”. Guardiamo ai contenuti portati avanti dai meet up di giovani cui Grillo presta faccia e voce, e guardiamo se vale la pena di battersi perché vengano realizzati. IO STO CON GRILLO…
 
 e voi WICH SIDE ARE YOU ON ?

Granaglione, “il mio paesello”, 27/09/2007