Laddove numerose proposte di legge hanno fallito riuscirà il voto dei cittadini.
Ecco perché la Regione Abruzzo, accetta la proposta delle associazioni a Associazione A Sud e Coordinamento Nazionale No Triv e lancia la proposta di indire un referendum abrogativo contro la petrolizzazione in particolare e contro l’art. 35.

L’iniziativa è dell’assessore all’ambiente della regione Abruzzo, Mario Mazzocca e ha trovato il parere favorevole anche del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. È stato fissato un’incontro per il 24 luglio a Termoli con i rappresentanti delle altre regioni adriatiche per un confronto e per approfondire e promuovere nel più breve tempo possibile le azioni da intraprendere sul tema e discutere l’iter amministrativo necessario a deliberare, in almeno 5 regioni, l’indizione del referendum abrogativo delle disposizioni previste anche dallo Sblocca Italia per quanto concerne le concessioni dei titoli minerari. I tempi sono stretti perché la richiesta referendaria deve essere depositata entro il prossimo 30 settembre, affinché si possa andare al voto nella primavera del 2016. In caso contrario i procedimenti per progetti “petroliferi” riavviati dall’art. 35 del “Decreto Sviluppo” arriveranno rapidamente a conclusione, anche grazie all’accelerazione impressa dallo “Sblocca Italia”.

All’opposizione della Regione Abruzzo si è aggiunta oggi anche quella della Regione Veneto.

«Abbiamo già detto no in modo netto alle trivellazioni in Adriatico e continuiamo a ribadire con fermezza la convinta contrarietà del Veneto all’uso delle perforatrici nel nostro mare, anche facendo fronte comune insieme all’Abruzzo e alle altre regioni italiane che si oppongono alle scellerate norme sulle concessioni dei titoli minerari contenute nello Sblocca Italia»,

ha detto il governatore Zaia. Per Zaia, lo sfruttamento petrolifero dell’Adriatico ha rischiosissime conseguenze, sul piano ambientale ed economico, per i territori costieri, a causa soprattutto della subsidenza che le perforazioni provocherebbero e agli enormi danni che subirebbero i settori del turismo e della pesca.
Anche sul Mar Jonio, i Governatori delle regioni si stanno muovendo: Basilicata, Calabria e Puglia hanno chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi di fissare un incontro urgente per discutere del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in mare richiesto dalla società Enel Longanesi Developments Srl.

Fonte: bioecogeo.com