Nei giorni scorsi i mezzi di informazione hanno dato risalto ed importanza alla visita di papa Bergoglio ad Istanbul, dove ha incontrato il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo e pregato nella Moschea azzurra della città turca. In redazione ci siamo chiesti perché tanto risalto ad un gesto di possibile "riunificazione" tra cattolici ed ortodossi, soprattutto alla luce del comportamento della Chiesa Cattolica in un paese ortodosso come l'Ucraina. Infatti, oltre alla breve riflessione di Giulietto Chiesa da noi pubblicata a luglio, nell'ultimo numero di PuntoZero abbiamo riferito, nell'articolo "Frammentazione e Realtà. Perché una guerra in Europa nel XXI secolo?", della lettera aperta inviata proprio a Bartolomeo dal Patriarca di Mosca Kirill, in cui questi denuncia le gravi violenze ed intimidazioni a danno di esponenti del clero o dei fedeli ortodossi e contro le minoranze russe in Ucraina, ad opera anche dei cattolici fedeli al Papato di Roma (uniati), parlando esplicitamente di un tentativo di "sradicamento dell'ortodossia" dall'Ucraina. Nonostante ciò non sembrano esservi state risposte o prese di posizione da parte di Bergoglio. L'articolo che vi proponiamo, allora, può risultare utile a comprendere quanto sta accadendo e se il gesto di Papa Francesco sia davvero di riconciliazione e pacificazione con l'Ortodossia oppure ci sia qualcos'altro, in vero, che viene omesso. Buona lettura ;-) [Redazione NEXUS]


Padre Andrew Phillips ci spiega con la sua consueta chiarezza (ovvero, senza mezzi termini) un po’ di retroscena del recente viaggio di papa Francesco in Turchia, in un articolo sottotitolato “Perché il papa di Roma ha visitato Istanbul, e non Ferguson?

L’incontro con il patriarca Bartolomeo al Fanar può avere rincuorato gli animi un po’ infreddoliti di quelli che pensano ancora che l’unità tra i cristiani possa nascere a forza di abbracci tra leader (eppure quegli stessi abbracci durano ormai da 50 anni, anzi, se possibile, sono diventati col tempo anche un po’ meno decorosi). Ma il Fanar non è stata l’unica meta del viaggio papale. C’è anche una componente islamica da non sottovalutare, e qui la posizione romana (e di riflesso, quella costantinopolitana) è nettamente distinta da quella dell’Ortodossia russa. Scoprite come, nell’articolo di padre Andrew che presentiamo in russo e in italiano nella sezione “Confronti” dei documenti. [Ortodossia Torino]

Guai a voi, scribi e farisei

2 dicembre 2014

Perché il papa di Roma ha visitato Istanbul, e non Ferguson?

Papa Francesco ha visitato la Turchia. Questo è sorprendente: la Turchia è un paese dove storicamente non ha mai avuto un gregge o una qualsiasi giurisdizione. Dal momento che non è andato lì per visitare la manciata di diplomatici cattolici e di stranieri che vi abitano, la sua visita aveva chiaramente motivi politici e non spirituali. Nonostante la pia propaganda applicata alla visita dai suoi esperti di pubbliche relazioni e ripetuta a pappagallo dai servili media occidentali etnocentrici possiamo immaginare che cosa può davvero essere stato il retroscena.

Dalla recente visita del papa al 'parlamento' delle marionette eurocommissarie di Strasburgo e dai suoi recenti contatti con i politici degli Stati Uniti, abbiamo il sospetto che la sua visita sia stata organizzata dai suoi padroni di casa americani. Altrimenti sarebbe andato a Ferguson, dove ci sono veri cattolici residenti e dove i servizi di un pastore sono più urgentemente necessari. Riteniamo che la visita del papa in Turchia abbia avuto due obiettivi:

  1. Garantire che il governo turco, in passato pro-UE e pro-USA, non cada sotto l'islamismo. Questo sembra possibile, dato il suo sostegno al terrorismo imperialista anti-siriano e ora il suo rifiuto di attaccare lo Stato islamico.
  2. Negoziare l'ulteriore uniatizzazione dei resti greco-ortodossi di Istanbul per il loro assorbimento nel tritacarne vaticano.

Questo secondo obiettivo è indicato dalla visita della settimana scorsa a Istanbul dal Patriarca greco-ortodosso da parte di Joe Biden, che ha dato le sue istruzioni per la visita del papa. Infatti, nonostante i canoni della Chiesa ortodossa, che proibiscono le nomine politiche, dal 1948 il patriarcato greco-ortodosso di Istanbul è gestito da Washington.

Qui i lobbisti del mondo abbaiano contro l'albero sbagliato. Il patriarca Bartolomeo non è 'il leader spirituale di 300 milioni di cristiani ortodossi', come riportato dagli ignoranti media occidentali. In realtà, ci sono circa 215 milioni di cristiani ortodossi, 164 milioni dei quali nella Chiesa ortodossa russa, e il patriarca Bartolomeo è solo il rappresentante molto contestato di una piccola minoranza di 3 milioni di greco-ortodossi al di fuori della Grecia e di Cipro, principalmente negli Stati Uniti.

Nonostante le fantasie degli apparentemente incolti mandarini del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, che immaginano il patriarca Bartolomeo come una pedina politica in grado di strappare la Chiesa ortodossa ucraina dalla Chiesa multinazionale russa, contribuendo così a minarla, il piccolo patriarcato greco di Istanbul è in gran parte irrilevante nel mondo di oggi, e lo è stato dal 1453.

Per quanto riguarda il primo obiettivo, la visita del papa ha sicuramente fatto più male che bene. Il Papa ha parlato contro la violenza islamista (che è in parte stata effettuata da migliaia di musulmani nati in Europa ed è stato in gran parte finanziato da alleati degli Stati Uniti, il Qatar e l'Arabia Saudita). Anche noi condanniamo totalmente ogni violenza, compresa quella islamista. Ed è per questo che, a differenza del papa, condanniamo assolutamente anche la violenza occidentale. L'Iraq, l'Afghanistan e la Libia non hanno invaso l'Occidente. L'Occidente li ha invasi e vi ha massacrato centinaia di migliaia di persone, se non milioni. Nel caso dell'Iraq, l'Occidente lo ha invaso per due volte e ora vi si immischia per la terza volta. Questa è la stessa ipocrisia, come in Crimea. Infatti anche l'Occidente ha invaso la Crimea due volte, una volta nel 1854, spinto dal papa di allora, di nuovo nel 1941, e poi ha cercato di intromettersi di nuovo nel 2014, prevedendo di istituire a Sebastopoli una base NATO con cui minacciare la Russia.

Il discorso del papa suona ancor più straniero poiché è il rappresentante della stessa organizzazione che ha massacrato centinaia di migliaia di musulmani (e di cristiani ortodossi) nelle Crociate intrise di sangue. In altre parole, il papa rappresenta il nonno della violenza occidentale contro i musulmani (e anche contro la Chiesa ortodossa). Non possiamo quindi pensare a qualcuno di meno opportuno, per invitare gli islamisti a cessare la loro violenza, di questo papa 'ecumenico', che durante la sua visita ha onorato Kemal Ataturk – in parte responsabile della morte di circa due milioni di cristiani greci e armeni.

Solo quando le bombe occidentali e fornite dall'Occidente, granate e proiettili smetteranno di lacerare i corpi di innocenti uomini, donne e bambini musulmani di tutto il Medio Oriente, i fanatici islamisti smetteranno di massacrare i non islamisti per vendetta. 'Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Poiché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità (Matt. 23, 27-28).

Arciprete Andrew Phillips

Versione in lingua originale tratta dal blog del sito Orthodox England

Versione italiana tratta da Ortodossia Torino