aveva numerosi amici ed estimatori, tra i quali il sottoscritto) che da anni ne seguivano le vicende accademiche e ne apprezzavano la professionalità, il coraggio e l’onestà intellettuale. John è stato uno scienziato nel senso più autentico che si possa attribuire a questo termine, e il suo lavoro ha lasciato un segno indelebile nel campo della ricerca sui cosiddetti “rapimenti alieni”.

Nel commosso editoriale che gli ha dedicato, Maurizio Baiata (www.dnamagazine.it) fra le altre cose ha scritto:

“John Mack è stato il professore docente di psichiatria che ha sfidato la sua università, Harvard, affermando che il fenomeno delle abductions è reale, che le persone non sono allucinate, che vanno aiutate, non derise. Mack ha fatto migliaia di chilometri per parlarne alla gente, ha scritto dei libri, ha accettato di farsi riprendere gratuitamente in decine di interviste filmate, e aveva quel ‘tocco di classe’ che altri non hanno.”

Mi trovo assolutamente d’accordo con Maurizio: ho avuto il privilegio di conoscere John Mack l’anno scorso, a Firenze, e pur rischiando di sembrare retorico devo dire in tutta sincerità che si trattava di un personaggio eccezionale, uno di quelli che incontri una volta sola nella vita. Un animo nobile, un gentiluomo come pochi, un ricercatore lucido e tutto d’un pezzo. Sapere che non è più fra noi mi addolora immensamente, ma sapere che è morto travolto da un’automobilista ubriaco mentre attraversava sulle strisce pedonali di una strada di Londra, dove si trovava lunedì dopo aver partecipato come oratore ad una conferenza su Lawrence d’Arabia tenutasi la domenica ad Oxford, be’, questo mi fa impazzire! Comunque sia, per approfondimenti vi rimando al suo stesso sito (http://www.johnemackinstitute.org).

Passando ad altro, un argomento del quale si vociferava qualche anno fa torna alla ribalta: il 24 settembre la polizia britannica ha arrestato quattro sospetti che apparentemente tentavano di acquistare un ‘materiale radioattivo estremamente potente, di origine russa, conosciuto come Mercurio Rosso’. Sembra che questi quattro individui fossero disposti a pagarlo 541.000 dollari al chilo, per conto di un arabo saudita non meglio identificato.

A quanto si dice, questo esotico materiale fu sviluppato dagli scienziati sovietici durante la Guerra Fredda, allo scopo di realizzare delle “valigette nucleari” in grado di uccidere chiunque entro alcuni isolati di una città.

In proposito Sam Cohen, il fisico che inventò la bomba a neutroni, il 15 giugno 1997 ebbe a dire che la cosa più spaventosa fosse la facilità con cui si potevano creare bombe a neutroni tramite una sostanza chiamata mercurio rosso, il quale è un composto contenente mercurio sottoposto a irradiazione. Esplodendo, crea enorme calore e pressione, dello stesso tipo necessario a innescare un congegno a fusione, come una mini-bomba a neutroni delle “dimensioni di una palla da baseball”.

In precedenza, un ostacolo alla creazione di una bomba nucleare era la necessità di poter disporre di plutonio, il quale esplodendo creasse una reazione di fusione negli atomi di idrogeno; tuttavia questo mercurio rosso ha cambiato le cose: prodotto in Russia a basso prezzo, sarebbe in seguito venduto al mercato nero di tutto il mondo.

Secondo la CIA il mercurio rosso non esiste, eppure un sacco di terroristi in tutto il mondo sembrano disposti a pagare somme enormi per entrarne in possesso… d’altra parte, pur essendo anni che se ne sente parlare, sinora non è mai successo nulla ad indicarne l’uso da parte di qualcuno. Speriamo bene…

Intanto, lontano dai riflettori dei media, tutti puntati sulle vicende irachene, la tensione in estremo oriente sta salendo: qualche giorno fa il vice-ministro degli esteri della Corea del Nord, Choe Su Hon, ha esplicitamente dichiarato che il suo paese ha sviluppato un’arma nucleare e che se venisse attaccato dagli USA verrebbero colpite le basi statunitensi in Giappone.

Nel frattempo negli Stati Uniti stanno circolando documenti e analisi sempre più intriganti a riguardo delle innumerevoli anomalie che circondano i fatti dell’11 settembre 2001 e la versione ufficiale che i media, imperterriti, continuano a propinarci. Un esempio è la questione del “pod”, un oggetto anomalo che si distingue, collocato sotto il ventre, in numerose fotografie e riprese video da svariate angolazioni del secondo aereo, il presunto volo 175 della United Airlines, che va a schiantarsi contro il World Trade Center (vedere il precedente articolo nel quale me ne ero occupato).


Naturalmente sono insorti qua e là dei “debunkers” a spiegare a noi, i “teorici della cospirazione”, che in realtà sotto l’aereo non c’era niente, che si trattava soltanto di giochi di luci e di ombre, che avevamo preso un granchio insomma (salvo poi non saper dare una spiegazione plausibile al “lampo” che si distingue perfettamente in corrispondenza del misterioso oggetto, pardon, ombra, nel momento in cui l’aereo penetra nell’edificio…).

Bene, l’Escola Universitaria Politécnica De Mataró, in Spagna, ha effettuato una dettagliata analisi delle immagini, usando le più sofisticate attrezzature disponibili, ed è giunta alla conclusione che quanto vi si osserva non è frutto di ombre bensì sono oggetti reali, solidi, per quanto non identificabili con certezza.


L’ufficio commerciale della Boeing a Seattle ha esaminato le fotografie per dieci giorni e, pur avendo annunciato una spiegazione per il fenomeno, si è poi rifiutato di rilasciare una dichiarazione. Alla fine un portavoce ha dichiarato che la Boeing non era in grado di offrire un’opinione “per motivi di sicurezza” e perché non aveva partecipato ufficialmente alle indagini sugli attacchi.


In attesa di potervi offrire ulteriori novità, sempre per rimanere in ambito aeronautico, in questi giorni di intensa attività di scie chimiche nei cieli di casa nostra, vi offro una bella immagine proveniente da oltreoceano che mostra in tutto il suo splendore un gigantesco “sprayer” all’opera…


…e poi quella curiosa di un UFO dalla forma insolita: sembra quasi uno sparviero Klingon, o un incrociatore Vulcaniano con le sue due belle gondole di curvatura…


Per lasciarvi, un cartello di avvertimento: a buon intenditor…


Traduzione:

ATTENZIONE

Nuovo Ordine Mondiale

I potenziali rischi includono:

Leva obbligatoria

Terza Guerra Mondiale

Vaccinazioni forzate

Complessi industriali penitenziari

Spopolamento controllato dall’elite