Sembra passata un’eternità da quando redassi il mio ultimo editoriale, e in questo lasso di tempo è accaduto di tutto. Molto ancora sta succedendo e succederà.
Ogni giorno che passa, malgrado i goffi e patetici tentativi dei media generalisti di filtrare le informazioni davvero importanti e proseguire la loro campagna di terrorismo mediatico, la narrativa ufficiale intorno alla presunta “pandemia” CV19 sta letteralmente crollando. Agli italiani viene negata la possibilità di vedere cosa sta accadendo appena al di là dei nostri confini nazionali, e di percepire la reale situazione. In Svizzera, Slovenia, Olanda e in molti altri paesi la situazione è tornata ad una relativa normalità, e in Svezia non c’è nemmeno mai stato un vero e proprio lock-down
L’Italia invece è il paese che sta pagando il prezzo più alto, a causa dei provvedimenti criminali di un governo incapace e totalmente asservito a interessi costituiti e sovranazionali e ad un’agenda eterodiretta e determinata ad instaurare quel “nuovo ordine mondiale” evocato nei decenni passati da una schiera di politici e commentatori delle più varie nazionalità ed estrazioni.
Abbiamo visto una volta di più quanto sia funzionale la strategia del “divide et impera”: cittadini contro cittadini, delatori prezzolati per denunciare il vicino di turno, forze dell’ordine scatenate nel molestare, multare, reprimere persone comuni e soprattutto quelle “fuori dal coro”, sottoposte a TSO. 
Non l’avessi visto con i miei occhi, non l‘avrei mai creduto possibile: e invece le strategie messe in campo da quelle che Falcone ebbe a definire “menti raffinatissime” hanno avuto buon gioco di una popolazione terrorizzata e intellettivamente paralizzata da una martellante campagna di terrorismo mediatico, proseguita per mesi e mesi tramite tutti i canali informativi istituzionali e grazie anche ad una censura di tutti i contenuti scomodi pubblicati nel web, sui social, YouTube, etc.
Il danno presso la collettività è incommensurabile, e non sto qui parlando di quello economico (che richiederebbe un editoriale a parte), bensì di quello sociale: la quasi totalità di un popolo trasformato in una indistinta massa di zombie con la mascherina (anzi, è più appropriato chiamarla per quello che di fatto è: una museruola per imbavagliarci tutti). Una situazione surreale: intere famiglie chiuse in macchina con la mascherina; gente al sole in bicicletta con la mascherina; genitori a passeggio con bambini piccoli con la mascherina; torme di adolescenti con la mascherina, magari griffata (ho sentito di una griffe che ha messo in vendita una collezione di mascherine all’ultima moda a 199 euro, andata venduta in poche ore...). Allucinante pensare, e andrà a finire proprio così, che quella delle mascherine stia progressivamente diventando un’abitudine, un trend, una moda che imperverserà negli anni a venire. Ancor più allucinante è che questa gente totalmente disinformata e ottenebrata nutra la pia illusione di proteggersi, quando in realtà sta facendo l’esatto opposto, come ben spiegato dall’eccellente contributo di Stefano Montanari che potrete leggere in questo numero.
Non ho più alcun dubbio che stiamo vivendo tempi apocalittici, i tempi della Rivelazione, in cui tutto ciò che è rimasto nascosto viene alla luce, in cui “alcuni verranno presi ed altri lasciati”. Ciò avverrà per una nostra scelta, individuale e collettiva. Il mondo è sull’orlo di una trasformazione epocale, e presumo che già nel momento in cui leggerete questo editoriale si saranno verificati alcuni eventi clamorosi. Che la Forza sia con noi.

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