Sì, avete letto bene.
Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.
La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato». Sic.
Fanno i risparmi, e se li mangiano loro.
Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.
Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.
Natale d'oro per i miliardari di Stato.
A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.
Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.
Niente per la ricerca, tutto per i burocrati.

Ma non è finita qui.
La commissione Affari Costituzionali (presidente Violante) ha votato all'unanimità per sopprimere questa gratifica.
Senza esito alcuno.
Nelle intricate 300 pagine del maxi-emendamento, la gratifica è rimasta.
Il che non è affatto strano: il maxi-emendamento è stato stilato dai dirigenti del Tesoro, quelli stessi che godono della gratifica miliardaria.
Nell'opera altamente illegale di vanificare il dettato del potere legislativo si sono distinti i sindacati, CGIL CISl e UIL.
Hanno mobilitato gli impiegati del ministero, che a quanto pare hanno inscenato manifestazioni nei corridoi del palazzo.
Immediatamente, sono stati rassicurati da Visco in persona: la gratifica resta e resterà.
Per quali meriti venga riscossa la super-gratifica è detto chiaro: «per le maggiori entrate dalla vendita degli immobili di Stato, per risparmi di spesa sugli interessi», per le somme riscosse in più nel controllo fiscale.
Dunque, come spiega l'articolo su Dagospia, le riduzioni dei servizi pubblici dati ai cittadini grazie al governo Prodi-Schioppa, si traducono in un vantaggio per i miliardari del Tesoro.
«Meno opere pubbliche, meno incentivi allo sviluppo, più sacrifici, più vendite di beni pubblici [pagati da noi], più ticket, più chiusure di uffici ed ospedali significano più soldi nelle loro tasche».
È la precisa descrizione del regime in cui viviamo: la dittatura totalitaria delle burocrazie inadempienti, che si riempiono i piatti (d'oro) scarnificando le famiglie italiane.
Così si capisce come mai l'introito fiscale aumenta dell'11 % all'anno, mentre l'economia si sviluppa dell'1 %: questi ormai stanno tagliando la polpa all'osso, e l'osso è il nostro.
Così si capisce come mai i finanzieri esibiscano trionfalmente le loro scoperte: beccati 7 mila evasori totali, che secondo loro hanno nascosto un reddito di 15,3 miliardi di euro.
È una cifra puramente fantastica, come spiega l'imprenditore dai pensieri in libertà nel suo blog.

Ciascuno degli evasori, 6950, dovrebbe avere avuto un fatturato di 3 milioni a testa, 6 miliardi di vecchie lire.
«E secondo voi con i tempi che corrono e i continui controlli che ci sono veramente si riesce a mettere in piedi un business da milioni di euro (che comporta parecchi dipendenti, struttura, trasporti, pagamenti, ecc) come evasori totali?».
Di solito, queste scoperte annunciate finiscono poi per recuperare l'1 o il 2 % di quanto annunciato dalla buro-dittatura, con uno strascico costosissimo di ricorsi e cause in tribunale.
Ma non importa.
L'esibizione dei successi nella mitica «lotta all'inflazione» serve, anche per aumentare la gratifica di lorsignori, collegata ai «recuperi fiscali».
E non crediate che, scoperto lo scandaloso trattamento natalizio dei miliardari del Tesoro, esso venga soppresso.
Sta avvenendo il contrario: i dipendenti degli altri ministeri sono in subbuglio per la gratifica dei «furbetti di via XX Settembre», vogliono anche loro la «doppia retribuzione fuori contratto».
Vedrete che CGIL CISL e UIL faranno faville - nei corridoi dei ministeri, fuori dallo sguardo dei contribuenti - per rimediare a questa ingiustizia.
Non a caso, i sindacati dedicano la loro missione alla difesa dei lavoratori.
Visco rassicurerà, perché quelli sono i «lavoratori» secondo lui, e i votanti per la sedicente «sinistra».
Nella prossima Finanziaria, nel maxi-emendamento finale di 300 e passa pagine con migliaia di commi incomprensibili, ci sarà la gratifica anche per l'ultimo archivista di prima nomina di ogni ministero.
E sarà votato con la fiducia, ossia senza discussione né esame.
E poi, protesteranno i dipendenti delle Regioni, delle province, dei consigli di zona.

Ma rallegratevi, o contribuenti dissanguati: non è tutto pubblico nel regime, entra dalla porta principale «il privato», il «mercato».
Provate a indovinare: sotto forma di Goldman Sachs.
Padoa Schioppa ha assunto la Goldman Sachs come consulente per studiare il futuro ruolo della Cassa Depositi e Prestiti.
Perché Prodi, ossia l'ex dirigente Goldman Sachs, vuol trasformare la Cassa Depositi
e Prestiti in una nuova IRI come a lui conviene.
Lo ha dimostrato col suo tentativo di ri-statalizzare Telecom, per ora fallito.
La Goldman dovrà appunto mettere a punto i trucchi e gli inghippi per aggirare le leggi, nazionali ed europee, che ostacolano il piano.
Per esempio, Prodi vuole che i fondi della Cassa raccolti col risparmio postale siano usati per «le infrastrutture» (la legge vieta quest'uso del risparmio postale, risparmio dei poveri).
E Bruxelles ha da ridire sul fatto che la Cassa sia fuori dal bilancio consolidato dello stato: se dovesse entrarci, su ordine europeo, il buco del debito pubblico ora mascherato sarebbe più vasto di quello che appare oggi.
Inoltre, le norme europee ingiungono che le fondazioni bancarie (tutte così amiche di Prodi) escano dalla Cassa Depositi e Prestiti: attualmente ne detengono il 30 % del capitale; dovrebbero scendere al 5 %.
Come ritardare questo evento, o magari impedirlo in eterno?
Questo dovrà pensare la Goldman Sachs, che dei trucchi è la riconosciuta massima competente mondiale: non a caso un suo dirigente altissimo è oggi capo del Tesoro americano, ossia dell'economia più fallita del pianeta.
Quanto ci costerà quella consulenza - che dovrebbe pagare Prodi, visto che è lui il beneficiario - è un segreto di Stato.
Come tutto il resto, per quanto riguarda i privilegi delle burocrazie che ci tengono lo stivale sul collo.

Ecco perché Welby morto, occorre trovarne subito un altro.
È il piacere specifico che Pannella fa al regime: trovare un moribondo, fargli spedire lettere che scrive lui (Pannella), agitare il problema inesistente.
Italiani, non pensate alla gratifica del Tesoro!
Dite piuttosto la vostra sull'eutanasia!
Siete pro o contro? E che ne pensate dei PACS?
Parlate, discutete, dividetevi su questo: siamo o no in democrazia?

(Tratto da www.effedieffe.com)