applicazioni del concetto strategico per cui il controllo climatico del teatro di guerra è un moltiplicatore della forza militare. Il documento, se non è autentico, è verosimile. L'unico aspetto che mi lascia perplesso è quel riferimento al 2025. In realtà mi sembra che il controllo climatico sia stato raggiunto con un certo anticipo. Il file potrebbe anche essere un sofisticato depistaggio, ma la bibliografia allegata mi sembra autentica. Possiamo leggervi lo sviluppo consequenziale delle teorie Anni 50. Ecco alcune citazioni che risalgono alla fine degli Anni 60:

Herbert S. Appleman, An Introduction to Weather-modification. Scott AFB, Ill.: Air Weather Service (MAC), September 1969.

Louis J. Batton, Harvesting the Clouds. Garden City, N.Y.: Doubleday & Co., 1969.

Capt Frank G. Coons, "Warm Fog Dispersal-A Different Story." Aerospace Safety 25, no. 10 (October 1969).

Daniel S. Halacy, The Weather Changers. New York: Harper & Row, 1968.

E. Jiusto James,"Some Principles of Fog Modification with Hygroscopic Nuclei" Progress of NASA Research on Warm Fog Properties and Modification Concepts, NASA SP-212. Washington, D.C.: Scientific and Technical Information Division of the Office of Technology Utilization of the National Aeronautics and Space Administration, 1969

Warren C. Kocmond, "Dissipation of Natural Fog in the Atmosphere," Progress of NASA Research on Warm Fog Properties and Modification Concepts, NASA SP-212. Washington, D.C.: Scientific and Technical Information Division of the Office of Technology Utilization of the National Aeronautics and Space Administration, 1969.

Nei titoli più vicini ai nostri giorni, invece, si colgono chiari riferimenti al controllo della ionosfera (Haarp?) come ad esempio:

Paul A. Kossey et al. "Artificial Ionospheric Mirrors (AIM) A. Concept and Issues," In Ionospheric Modification and its Potential to Enhance or Degrade the Performance of Military Systems, AGARD Conference Proceedings 485, October 1990.

B. N., and J. Troim, Maehlum "Vehicle Charging in Low Density Plasmas" In Ionospheric Modification and Its Potential to Enhance or Degrade the Performance of Military Systems AGARD Conference Proceedings 485, October 1990.

Che dire? Non sono un esperto di tecnologia militare. Se qualcuno vuol divertirsi (mettiamola così...), controlli pure la veridicità di queste citazioni, se è in grado di farlo. Per quanto mi riguarda, non ho bisogno di verifiche. Concordo al 100% con quanto espresso da Cortesi. I "gazzettieri" (Carmelo Bene dixit) tacciano oppure si informino. Il clima terrestre è impazzito per finalità militari e non per la polluzione. Il clima è uscito fuor di senno al pari degli psicopatici che lo manipolano. Force Multiplier? Dementia Multiplier.

Anche prima degli Anni Cinquanta qualcuno aveva notato un rapporto strettissimo tra clima, ecosistema e vari tipi di energia. Mi riferisco a Wilhelm Reich. La storia dei suoi strani (e censuratissimi) accumulatori di energia cosmica risale al periodo 1940-1947. Tali studi sfociarono negli esperimenti di risanamento ambientale condotti in Kansas ed in Arizona tra il 1954 ed il 1955. Reich scoprì il legame tra una sorta di foschia malaticcia (di presunta origine artificiale) e la desertificazione. Tutta questa vicenda viene descritta nel libro di Alessandro Zabini, Wilhelm Reich e il segreto dei dischi volanti. E' un libro fondamentale per capire la vera ragione (secondo Zaini e anche secondo me) per la quale Reich è stato vergognosamente internato dal potere criptonazista americano: non certo perché praticava il "libero amore", ma perché mise il naso in tecnologie segrete. Purtroppo le tesi di Reich sono scomode da maneggiare a causa dei riferimenti alla tematica ufologia. Forse quegli ufo non erano nemmeno di provenienza aliena (o non tutti almeno), ma sconsiglierei di tirare in ballo questa storia con gli abitatori del "campo base" e quelli del "campo radicale". Chi ha letto il Capitolo 16 di "Alice nel paese delle meraviglie e il disastro delle torri gemelle" (David Icke) comprenderà il riferimento. In un prossimo intervento vorrei tornare su questo tipo di difficoltà. Penso di non essere l'unico a doversi mordere la lingua, in certi contesti, pur di evitare il disastro.