PARTE I


Il colonnello De Simone il 19 marzo del 2008 è apparso in televisione nel corso di una puntata della trasmissione Voyager (registrata in realtà nel gennaio dello stesso anno), durante la quale ha mostrato una fotografia di un aereo con scia al seguito. In questa foto (di cui sotto vedete un particolare significativo) egli dichiara di ravvisare delle normali scie di condensa.

    Ma la fisica insegna che ci vuole un certo tempo affinché avvenga la condensazione del vapore, ed quella piccola frazione di secondo l’aereo, viaggiando ad alta velocità, prima che la scia si formi si è già mosso di alcuni metri. Insomma secondo la nota formula spazio uguale velocità per il tempo, con una velocità di 100, 150 metri al secondo, anche se la condensazione avviene in un decimo di secondo la scia si forma ad una distanza di 10-15 metri.

Ad esempio se l’aereo viaggiasse a 600 km/h (166,6 m/s) ed il raffreddamento del vapore avvenisse in 1/10 di secondo, la scia si formerebbe ad una distanza dal motore pari a 16,6 metri: s = v
x t = 166,6 x 1/10 = 16,7 metri.
 

Eppure in questa fotografia si vedono delle scie che partono direttamente dal motore e non qualche metro dietro di esso (fare click sulla figura a fianco per vedere la foto originale a tutto campo).

Ed ecco le testuali affermazioni di De Simone ... giudicate voi stessi quanto siano consistenti con l'immagine esposta; la mia sensazione è che si stia cercando di utilizzare le parole per tranquillizzare la gente più superficiale e più desiderosa di essere rassicurata, mentre le immagini mostrano una realtà ben differente.


“Qui si vede la genesi di una scia, la sua creazione vicino ai motori; ancora i gas sono sufficentemente caldi da non non avere la condensazione. Successivamente avviene la condensazione e assieme alla condensazione c'è l'espansione per diffusione e per turbolenza, infatti la scia da lineare diventa gassosa.”


 

E veniamo adesso a quanto scrive il colonnello De Simone in un suo articolo dal titolo “Le scie di vapore prodotte dai jet”, pubblicato il 2/5/2007 sulla Rivista di Meteorologia Aeronautica e che potete leggere nella sua interezza a questo link

“Il traffico aereo è divenuto sempre più intenso negli ultimi anni e si sviluppa secondo percorsi prestabiliti denominati Aerovie”

Perfetto, è proprio così, così è e così dovrebbe essere: come per le navi così per gli aerei ci sono rotte prestabilite e controllate, studiate in maniera tale da minimizzare o meglio impedire le eventuali collisioni fra due mezzi differenti. Però questa “confessione” del colonnello De Simone sulle aerovie crea non pochi problemi alla “teoria delle scie di vapore prodotte dai jet” dal momento che in tal caso le scie le dovremmo vedere solo lungo queste aerovie e non dovremmo vederle altrove. Invece le scie che vediamo nel cielo coprono l'intera nazione, e persone che hanno vissuto per tutta una vita in zone dove aerei (e quindi scie) non se ne sono mai visti si sono trovati negli ultimi anni ad assistere alla comparsa di un traffico aereo a dir poco anomalo.


    Ad esempio l'immagine qui sopra mostra una carta delle aerovie sopra la Sardegna, per la precisione si tratta di una mappa L, ovvero low altitude, che contraddistingue tutte le rotte sotto i 6450 metri; si tratta di una cartina che mostra aerovie lungo le quali in ogni caso la quota è troppo bassa perchè si verifichi il formarsi di scie di condensa, ma la riporto perchè è per ora l'unica immagine che ho trovato che mostra chiaramente le aerovie sullo sfondo di una cartina fisica. Come si può vedere in questa immagine non esistono aerovie a bassa quota che passano sopra la città di Oristano; ma non esistono nemmeno aerovie a quota superiore, come si può verificare guardando questa mappa relativa alle aerovie italiane di quota H, high altitude, ovvero da 6450 fino a 15180 metri).

In ogni caso Oristano sta dentro una specie di poligono geometrico che delimita una zona interdetta al volo civile. Proprio in quella zona, a 45 miglia fuori Oristano, nel golfo, c'è una zona dove i top gun militari della NATO vanno a farsi la guerra simulata tra cacciabombardieri. Il sistema si chiama ACMI (air combat maneuvering instrumentation) ed ha la sua base nell'aeroporto militare di Decimomannu dove c'è una centrale collegata in tempo reale con gli aerei in combattimento simulato.

Nella figura (all'interno del poligono in rosso) si vede solo una linea curva verde che delimita l’area di pertinenza del controllo della torre di Cagliari. Quindi ribadisco che non esistono rotte né high né low sopra il capoluogo in questione. Il transito civile in tale area è consentito solo in casi eccezionali come per aeromobili in emergenza o durante ore di traffico militare nullo. Molto raramente aerei Ryanair provenienti da Madrid e diretti a Cagliari vengono autorizzati all’attraversamento della zona rossa come riferiscono alcuni passeggeri (profondi conoscitori della geografia della Sardegna) abitué di tale rotta.

L’area all'interno del poligono rosso è zona operativa di caccia di tutta la NATO, i voli civili si devono tenere bene alla larga da essa, e gli aerei militari hanno quote assegnate inferiori ai 6.000 metri, quote non idonee alla formazione di scie di condensa e spesso se ne scorge distintamente il modello (Panavia Tornado, F16). Per capire che ci si trova davanti ad operazioni militari che deliberatamente immettono sostanze chimiche in atmosfera è sufficiente posizionarsi nella zona del porto oristanese e “ammirare” le evoluzioni di decine e decine di aerei (Boeing 767, 757, 747, Md80, Airbus 320, 330, 340) verso ovest, sul mare, ovvero in piena zona rossa militare interdetta al volo commerciale. La zona è prediletta anche durante giornate di forte maestrale nelle quali il vento stesso “aiuta” le sostanze irrorate ad espandersi fino a spalmarsi verso Cagliari (la pianura del Campidano che va da Oristano a Cagliari ha una posizione orientata a nord ovest).

Quella zona all'interno del poligono rosso è zona di transito di caccia di tutta la NATO, i voli civili si devono tenere bene alla larga da essa, e gli aerei militari hanno quote assegnate inferiori ai 6.000 metri, quote non idonee alla formazione di scie di condensa.
 

E allora spiegatemi come sia possibile vedere questo cielo solcato da numerose scie sopra tale città. Secondo l'ammissione (veritiera per altro) del colonnello De Simone sulle aerovie, viste per altro le mappe delle aerovie stesse sopra la zona di Oristano, siamo autorizzati a pensare che quelle scie che si vedono sopra Oristano siano tutte scie chimiche. A questo link potete vedere altre foto del cielo di Oristano solcato da scie nel marzo del 2009.

Ed è proprio per cercare di mettere una toppa su questa madornale incongruenza della patetica “teoria delle scie di condensa” che un controllore di volo, nella fatidica puntata di Voyager del 2008 ha detto che il traffico aereo (causa il suo smisurato aumentato) NON si sviluppa più secondo percorsi prestabiliti come succedeva in passato, e adesso gli aerei coprono anche zone al di fuori di quelli che fino a qualche anno fa erano i corridoi aerei consentiti, le aerovie.

Ecco le testuali parole di Massimo Gardini (responsabile operativo ENAV):
 


“Corridoi veri e propri, nel senso che esistono delle limitazioni alla movimentazione orizzontale degli aeromobili, non esistono più. Esistono delle rotte per le quali gli aeromobili presentano dei piani di volo ma per garantire la massima capacità dello spazio aereo, visto l'aumento veramente significativo di traffico, di domanda di traffico che ha visto negli ultimi 10 anni aumentare del 65%, per esempio in Italia, si è stabilito ormai da circa 5 anni che al di sopra di 6500 metri, in piedi, 20000 piedi, tutto è spazio aereo controllato ed è quindi soggetto alla movimentazione anche tattica da parte del controllo del traffico aereo per garantire la massima flessibilità di uso dello spazio aereo stesso."
 
Insomma, qui ci troviamo di fronte ad affermazioni palesemente in conflitto tra di loro, perchè il traffico aereo o si sviluppa secondo queste benedette aerovie oppure no, tertium non datur.
 
Ma perché tutti questi negazionisti delle scie chimiche non si mettono d’accordo e raccontano la stessa versione dei fatti? Se rilasciassero dichiarazioni veritiere sarebbero presumibilmente concordi, e invece …
 
    Da notare per altro nelle affermazioni qui sopra riportate due particolari:
  • “da 5 anni il traffico aereo non si sviluppa più secondo percorsi prestabiliti”, ovvero essendo l'intervista del 2008 ci si riferisce ad un fenomeno che sarebbe iniziato nel fatidico 2003, anno di stipula dell’accordo Italia–USA per la Cooperazione su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici.
  • “il traffico aereo è aumentato del 65%” dal 1998 al 2008 ... ma dal 2000 al 2007 l'aumento è stato di appena il 23 % come si può verificare guardando i dati tratti dal sito www.assaeroporti.it: i voli del 2000 sono stati 1.395.320 e quelli del 2007 1.723.086. In percentuale l’incremento risultante è del 23,5%. E come se non bastasse nel 2008 e nel 2009 ci sono state delle flessioni nel numero di voli aerei dovute in gran parte alla crisi economica. Basti guardare questo articolo del 26 febbraio 2009 sul sito finanza in chiaro nel quale si legge:
     
    Quinto mese consecutivo di contrazione per il traffico aereo internazionale di passeggeri e nuovo forte calo del traffico merci. Secondo i dati resi noti oggi a Ginevra dall'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), la domanda per il traffico internazionale di passeggeri è scesa del 5,6% nel gennaio 2009 rispetto allo stesso mese del 2008.
     
    E per avere notizie più precise rispetto alla situazione italiana possiamo andare sempre sul sito www.assaeroporti.it, fare click su "riepilogo" e su "progressivi da gennaio al mese richiesto". I dati da gennaio a maggio del 2009 ad esempio evidenziano un calo molto netto, con una diminuzione dei voli totali del 10%, vedi tabella:
     
    TOTALI (Gennaio-Maggio/2009)
    N. Aeroporto Movimenti % Passeggeri % Cargo (tons) %
    1 Alghero 5.404 -2,5 466.144 -3,4 724 141,3
    2 Ancona            
    3 Bari 12.685 -9,0 1.023.392 4,6 982 -45,0
    4 Bergamo 25.555 -4,7 2.637.630 4,4 40.274 -27,0
    5 Bologna 24.767 -1,8 1.693.953 4,4 10.966 20,0
    6 Bolzano 6.712 0,7 23.967 -30,5    
    7 Brescia            
    8 Brindisi 4.326 -10,2 361.865 4,3 37 -15,9
    9 Cagliari 14.851 8,6 1.119.571 5,6 1.713 -19,9
    10 Catania 21.422 -8,2 2.145.023 -7,1 3.501 -0,9
    11 Crotone            
    12 Cuneo 2.680 5,2 44.653 95,0    
    13 Firenze 12.000 -17,1 649.091 -16,6 387 -52,4
    14 Foggia 2.343 76,2 29.190 520,9    
    15 Forlì 2.682 -18,4 167.608 -45,8    
    16 Genova 9.061 -17,2 408.464 -11,8 2.045 -6,9
    17 Lamezia T. 5.248 -4,0 524.043 4,0 834 -4,8
    18 Milano LIN 48.424 -13,1 3.278.571 -17,2 7.378 -14,5
    19 Milano MXP 74.566 -23,2 6.676.997 -18,8 127.129 -36,9
    20 Napoli 24.140 -9,3 1.893.477 -12,8 2.426 -15,8
    21 Olbia 6.655 -11,0 411.139 -5,3 60 -87,8
    22 Palermo 19.769 1,5 1.618.033 -2,4 1.486 -28,0
    23 Parma 4.176 -8,1 91.625 -17,2    
    24 Perugia 2.390 -22,3 41.130 11,0    
    25 Pescara 3.612 -17,2 106.833 -25,0 1.028 -32,8
    26 Pisa 14.403 -11,0 1.397.622 -1,7 2.453 -54,0
    27 Reggio Cal. 2.870 -25,5 197.742 -2,7 32 -67,0
    28 Rimini 2.332 -13,1 78.092 -28,7 490 -22,8
    29 Roma CIA 22.921 -7,4 1.880.461 -3,3 6.799 -19,5
    30 Roma FCO 132.286 -6,3 12.782.011 -5,6 51.410 -17,3
    31 Siena 1.062 -29,9 1.582 -26,9    
    32 Torino 25.313 -0,4 1.366.570 -10,1 2.812 -52,4
    33 Trapani 3.025 -4,5 306.677 56,3 5 -50,0
    34 Treviso 6.874 -14,2 609.413 -6,0 1.165 -83,4
    35 Trieste - Ronchi dei L. 6.475 -18,1 269.932 -9,1 399 -12,9
    36 Venezia 29.279 -8,8 2.431.203 -8,6 12.200 23,9
    37 Verona 14.329 -9,5 1.037.204 -13,9 2.707 -24,1
      Totali 594.637 -9,8 47.770.908 -8,0 281.442 -29,0

    Che dire? I "conti" di chi nega le scie chimiche non tornano, non tornano proprio ...

    Per altro se aumentasse il numero di automobili in circolazione (come in realtà è successo realmente in questi ultimi decenni) quale sarebbe la risposta di chi sovrintende al traffico e lo vuole regolamentare? Quella di aprire nuove strade asfaltate e regolamentate dalla segnaletica e dai semafori ovviamente (anche se personalmente preferirei vedere meno auto e meno strade). Perchè mai per gli aerei dovrebbero scegliere una deregolamentazione selvaggia che porterebbe ad un aumento del rischio di incidenti?

     

    Sempre nel medesimo articolo il colonnello De Simone afferma che:

    “Esistono inoltre punti di riferimento a terra al di sopra dei quali le aerovie hanno variazioni di direzione anche ad angolo retto. A un osservatore sottostante, le scie appaiono curvare bruscamente”

     
    Chissà come classificherebbe il colonnello De Simone questa scia, chissà se direbbe ancora che tutte quelle evidenti curve sono solo angoli retti che per un effetto ottico sembrano linee curve ... beh, chissà quanti angoli retti in questa ... aerovia (l'istantanea qui a fianco è stata tratta da questo filmato) Una simile affermazione sull'esistenza di cambiamenti di direzione lungo le aerovie non è di per sè falsa, ma che possa giustificare tutte le scie curve che vediamo nei nostri cieli, sistematicamente, guarda caso, sopra i centri abitati è quanto meno discutibile. Ovunque mi sposto nella mia regione vedo scie curve, e quante diavolo sono allora queste aerovie che curvano? Sono davvero aerovie o percorsi tortuosi e sinuosi?
     
     
    Oppure (vedi l'immagin qui sotto catturata nei cieli di Savona) dobbiamo pensare che i piloti per esercitarsi compiono queste manovre sopra un centro abitato?




    E che dire di questa ulteriore immagine? L'ennesima aerovia ad angoli retti che sembrano curvi? Un'esercitazione pericolosa su un centro abitato? Scegliete voi ... quello che è sicuro è che qualcuno scrive, scrive, cercando di farci credere che ciò che si può vedere chiaramente (e sempre più spesso) nei nostri cieli sia “assolutamente normale”, o addirittura che certe immagini che vediamo nel cielo siano “illusioni ottiche”. Chissà se anche il rombo continuo degli aerei che si sente in certe giornate di cielo nuvoloso sia una “illusione acustica” ...

     
     
     
    Io ho personalmente notato che in giornate in cui gli aerei che passano sul mio paese sono molto meno numerosi, il traffico aereo manifesta una rapida impennata non appena il cielo si copre di nuvole: ecco allora che arrivano gli aerei con le loro scie (dissimulati agli occhi dei più), ed ecco che, quando il cielo è completamente coperto, il rombo dei motori si fa sempre più forte. Tutto sembra mostrare che il piano di irrorazione clandestina riprende a funzionare a pieno regime (ed anche a quote molto più basse) una volta che lo schermo nuvoloso impedisce alla popolazione colpita di vedere chi la sta avvelenando; come del resto avviene di notte quando a volte si percepiscono rombi di aereo spaventosamente forti nonostante la chiusura delle ante e delle finestre con doppi vetri. Un semplice calcolo logaritmico mostra come questi rombi corrispondano ad aerei che volano a quota intorno ai 1500 metri.
     
     
    PARTE II 
     
    A proposito di alcune particolari scie il colonnello De Simone (sempre nell'articolo “Le scie di vapore prodotte dai jet” già citato nella prima parte dell'articolo) afferma che:

    “Quelle brevi ed effimere (…) sono dovute alla condensazione rapida dell’umidità propria dell’aria, raffreddata istantaneamente nei due processi di rapida compressione generata dal passaggio del velivolo e nella successiva ancor più rapida espansione che ne segue”.

    Esatto, brevi ed effimere, come dovrebbe capire al volo chi conosce un minimo di fisica, di termodinamica: questi sbalzi di pressione vengono rapidamente annullati una volta passato l’aereo e tutto rapidamente torno allo stato precedente.
     
     
     
     
    Che questo particolare tipo di scie (non legate al vapore prodotto dai motori) siano molto fugaci abbiamo una conferma diretta persino da un sito che nega le scie chimiche, meteoromagna.com (vedi figura a fianco) ove è stato pubblicato un lungo documento negazionista dal titolo L'annosa questione delle scie di condensazione a firma di Pierluigi Randi.

    [Per cercare di capire meglio il fenomeno in questione possiamo semplificare la questione dicendo che si tratta di una sorta di "effetto frigorifero" che però si manifesta all'aria aperta. Nel frigorifero il lavoro compiuto dal motore causa un passaggio di calore dall'interno all'esterno, e la differenza di temperatura che si crea può essere mantenuta solo grazie all'isolamento termico dell'ambiente interno (coibentazione e guarnizioni). Nel caso in oggetto invece il lavoro è compiuto dall'aereo che ad alta velocità crea una compressione dell'aria, e sebbene ciò possa innescare poi (con la successiva espansione dell'aria precedentemente compressa) un raffreddamento locale, la differenza di temperatura tra due zone adiacenti dell'atmosfera non si può mantenere che per un tempo molto breve, non essendoci ovviamente nessun isolamento termico.]

    E allora come mai il ministro La Russa attribuisce a questo tipo di scie “BREVI ED EFFIMERE” l’aspetto del cielo che in seguito al passaggio degli aerei assume una consistenza gelatinosa? Il cielo sembra una gelatina per effetto di un fenomeno breve ed effimero legato ad un fenomeno di condensazione rapidamente reversibile?

    Devo dire per altro che nella risposta ufficiale del ministro La Russa all' interrogazione parlamentare dell'on. Brandolini, questo fenomeno è descritto in maniera molto approssimativa e confusa, credo volutamente confusa, così che se qualcuno facesse notare la contraddizione magari si potrebbe sempre arrampicarsi sugli specchi iniziando a dire “ma no, mi avete frainteso, io volevo dire in realtà che...”.

    Vi confesso che io, la prima volta che ho letto la risposta di La Russa, ho ritenuto ch'egli ritenesse che certe scie di condensa fossero causate dalla condensazione per compressione del vapore acqueo presente di fronte all'aereo, e compresso dal suo moto ad alta velocità.

    In effetti le sue testuali parole sono:

    “occorre aggiungere che a temperature appena superiori allo zero il vapore acqueo contenuto nell'atmosfera, all'impatto con una superficie quale ad esempio la fusoliera di un aereo, può congelarsi all'istante per effetto dell'improvvisa variazione di pressione e dare quindi quell'impressione gelatinosa alla quale si fa riferimento … ”.

    Giudicate voi ...
     


    Dice ancora il colonnello De Simone nel suo articolo “Le scie di vapore prodotte dai jet”:

    “Se la temperatura, l’umidità e la pressione atmosferica presentano variazioni oscillanti nello strato attraversato dall’aereo le scie si formano soltanto a tratti.”

    Eppure nel già citato documento pubblicato sul sito meteoromagna.com (che pur nega l'esistenza delle scie chimiche), si legge tutt’altra cosa, ovvero che le scie a tratti sono un’illusione ottica, dovuta all’ombra delle nubi proiettata sulla scia.
    Chissà quando si metteranno d’accordo fra di loro meteorologi e ministri. Cosa succede, la fisica dell’atmosfera e la termodinamica cambiano a seconda della persona che le usa (o forse dovremmo dire, che di esse abusa?)

    Le discontinuità e disomogeneità nei valori di temperatura e umidità relativa dell'aria possono esistere, anche fra zone relativamente vicine, se ci riferiamo a quote relativamente basse. A bassa quota l'influenza dei diversi tipi di suolo (più o meno riflettente la luce solare), della presenza di monti, valli, corsi d'acqua, aree urbane (decisamente più calde a causa dell'asfalto, del traffico dei veicoli e del riscaldamento delle case) aree industriali (associate alla presenza dei fumi caldi della fabbriche), si ripercuote sugli strati più bassi dell'atmosfera e causa sicuramente disomogeneità nei valori di temperatura e umidità relativa dell'aria. Ma più si va in alto meno tali disomogeneità sono rilevanti. In maniera simile, ma simmetrica, disomogeneità di temperatura e di altre caratteristiche fisiche dell'acqua dei mari sono rilevanti a profondità relativamente basse, ma lo sono sempre di meno man mano che si scende verso il fondo.

    E allora probabilmente fra gli esperti di meteorologia c'è chi ha qualche remora ad affermare pubblicamente che umidità, temperatura e pressione possano variare così repentinamente ad alta quota lungo una direzione orizzontale, e allora ripiega su un altro tipo di (patetica) giustificazione del fenomeno.
    Qualcun altro forse, pur conoscendo altrettanto bene la meteorologia, preferisce una giustificazione meno facilmente smentibile dai fatti, confidando nel fatto che le persone più superficali si fanno facilmente convincere da qualsiasi affermazione rassicurante dell'esperto di turno. Di sicuro chiunque può osservare il rilascio di scie a tratti nei nostri cieli e verificare di persona che non si tratti di un effetto ottico; se non vi convince il filmato qui a fianco vi convincerà la costante osservazione del cielo per cogliere in flagrante uno di questi aerei che rilascia scie intermittenti e controllare che le ombre delle nuvole non c'entrano proprio niente.

     


    De Simone afferma anche che certe scie a zig zag appaiono così dopo che i venti hanno modificato la forma originale. Affermazione forse credibile se si osserva la scia diverso tempo dopo che è stata emessa. Ma quando vedo l’aereo che va a zig zag mentre emette scia sono autorizzato a pensare ad una scia chimica, come potete osservare nel video qui sotto, e come capita di vedere a chi come me osserva il cielo con costanza e attenzione. Un altro esempio di tale comportamento riconducibile esclusivamente ad una deliberata azione di irrorazione su centri abitati potete vederla anche in questo altro filmato in cui potete osservare un aereo (con scia al seguito) che segue una traiettoria sinusoidale.

    Non ci si stancherà mai di ribadire che i negazionisti delle scie chimiche scrivono e parlano in modo da distogliere gli occhi delle persone dall'osservare con attenzione e costanza il cielo nel quale sta scritta a chiare lettere la verità (vedi in particolare questi video e queste foto); le loro parole servono a creare una specie di filtro da frapporre alla realtà, un filtro creato da esperti del settore ben poco indipendenti che induca la gente a pensare che è tutto normale. Invece questi nostri ragionamenti e queste nostre osservazioni sono scritti perchè la gente guardi coi propri occhi, e senza preconcetti, le scie nel cielo ed ascolti con le proprie orecchie il rombo (anche notturno) dei motori.
     


    E veniamo adesso ad un'ultima affermazione del colonnello De Simone (sempre tratta dal medesimo articolo):



    “Per le caratteristiche termodinamiche dei motori, per le quote di volo e per la localizzazione, la quasi totalità delle scie che si osservano in cielo sono prodotte dai jet di linea degli operatori commerciali.”
     
     
     
    Esatto, niente da eccepire, infatti agli aerei militari sono assegnate quote intorno a 6 km, quote non idonee alla formazione di scie di condensa.



    Eppure guardate cosa si legge sul sito meteoromagna.com: che non c’è niente di strano se vediamo aerei in formazione rilasciare scie perchè anche se gli aerei civili non volano in formazione quelli militari lo possono fare ... ma le “quote di volo”?
     
    Ecco quindi l’ennesima contraddizione dei negazionisti delle scie chimiche, ma a lor signori cosa importa? Loro parlano e scrivono senza curarsi dell’incoerenza, l’importante è gettare fumo negli occhi delle persone più superficiali, anche perché molte sono le persone DESIDEROSE di pensare che sia tutto normale, che non vogliono vedere l’orrore che le circonda e che trovano un appiglio in simili distorsioni.
     
    Come ho già detto nell'ultima parte del mio dossier, l'importante è fornire alle persone che non vogliono credere delle giustificazioni, per quanto patetiche, alla propria scelta incosciente di chiudere gli occhi di fronte alla realtà ed evitare di guardare il cielo.

    Quanti erano i tedeschi che durante il regime nazista cercavano in ogni modo di negare l’esistenza dei campi di sterminio? A loro bastava sentirsi dire dai funzionari del Reich che i campi di sterminio non esistevano per mettersi il cuore in pace.
     


    Vorrei infine far notare la seguente asserzione fatta dal colonnello De Simone sempre nel corso della già citata puntata di Voyager:

    “D'estate è più difficile che esistano scie persistenti a quote più basse perchè in quelle condizioni di temperatura e umidità la scia si forma e si dissolve immediatamente. D'inverno le scie tendono a perdurare di più perchè essendo generalmente l'atmosfera più fredda le condizioni di condensazione sono più frequenti.”

    Sorvoliamo per un attimo sulla questione delle scie che persistono per ore nei nostri cieli, evidentemente artificiali (chimiche) visto che secondo i manuali di meteorologia durano di norma pochi minuti, ed analizziamo quest'affermazione facendo finta che le “scie persistenti” siano delle “normali scie di condensa”. Secondo le parole di De Simone tale scie d'estate si verificano di regola solo a quote molto alte, ad un'altezza insomma che impedirebbe la visione dell'aereo a causa della distanza.

    Se quelle scie persistenti che vediamo nei nostri cieli fossero davvero “scie di condensa” causate dai voli commerciali che volano ad almeno 8 km di quota, le scie persistenti estive dovrebbero quindi essere causate da velivoli che volano ancora più in alto: chiedetevi allora come mai potete udirne il rombo e (se le condizioni di visibilità lo permettono) distinguere chiaramente questi aerei che dovrebbero volare ad almeno 10 km di quota. Il metro di paragone in questo caso non sono le parole o le astratte elucubrazioni teoriche, ma i nudi fatti: quegli aerei che vediamo volare nei cieli estivi rilasciando scie persistenti volano molto più in basso dei 10 km implicitamente dichiarati da De Simone, controllate voi stessi la loro quota di sorvolo coi vostri occhi e con le vostre orecchie.

    Ma quando si formano queste “scie di condensa”? Leggendo il già citato articolo del colonnello De Simone scopriamo che si formano quando l'aereo vola in una zona dell'atmosfera dove la temeratura è inferiore ai -36 °C:

    “Perché una scia sia visibile da terra e perduri nel tempo tanto da mostrarsi come una nube allungata, l’aereo che la genera deve volare in una fascia dell’atmosfera in cui la temperatura dell’aria sia inferiore a 36 gradi centigradi sotto lo zero e sia presente una quantità opportuna di umidità nell’aria stessa.”

    Al contrario sul sito meteoromagna.com nel lungo documento al quale ci siamo già riferiti (L'annosa questione delle scie di condensa a firma di Pierluigi Randi) troviamo scritto che per il formarsi delle scie ...


    “La temperatura dell'aria più favorevole è in genere quella compresa fra i -25 °C ed i -40 °C ed in queste condizioni ambientali esse tendono ad essere maggiormente persistenti.”

    Incredibile vero? Secondo De Simone fra i -25 °C ed i -36 °C non si forma nessun tipo di scia, mentre secondo quanto scritto da Randi sul sito meteoromagna.com non solo si formano, ma tendono ad essere persistenti.
     


       Una piccola nota a margine sul documento del signor Randi. Si tratta di una voluminosa dissertazione satura di nozioni scientifiche, molte delle quali indubbiamente esatte nonostante la svista (forse perdonabile a chi non ha una laurea in fisica) di quelle “onde di gravità” riferite alla propagazione di onde materiali in un fluido aeriforme.

     
    La gran mole di informazioni scientifiche (mescolata alle distorsioni evidenziate nel presente articolo) è messa lì per comunicare al lettore più superficiale un'impressione di scientificità e di attendibilità, peccato che, a parte tutte le cose già fatte notare in precedenza, l'estensore del documento abbia voluto strafare, caricando il suo scritto di menzogne così palesi da lasciare esterrefatti. Cosa pensare infatti di quanto scritto all'inizio del documento?

    “Oppure, sempre tramite l'ausilio di queste inquietanti tecniche e sempre secondo gli autori ed i divulgatori di tali documenti, si impedirebbe di far piovere o nevicare in alcune aree territoriali a vantaggio di altre o in concomitanza ad eventi pubblici per i quali le idrometeore sarebbero alquanto sgradite.”



       Ah già ...
     
    • 1338343 - 1920 – Procedimento ed apparato per la produzione di intense nuvole nebbie o foschie artificiali [Process And Apparatus For The Production of Intense Artificial Clouds, Fogs, or Mists]
    • 1619183 - 1927 – Procedimento per la produzione di nuvole di fumo da aerei in movimento [Process of Producing Smoke Clouds From Moving Aircraft]
    • 1665267 - 1928 – Procedimento per la produzione di nebbia artificiale [Process of Producing Artificial Fogs]
    • 1957075 - 1934 – Equipaggiamento per l’irrorazione aerea [Airplane Spray Equipment]
    • 2409201 - 1946 – Mistura per la produzione di fumo [Smoke Producing Mixture]
    • 2476171 - 1945 – Generatore di fumo schermante [Smoke Screen Generator]
    • 2550324 - 1951 – Procedimento per il controllo climatico [Process For Controlling Weather]
    • 2582678 - 1952 – Apparato per la disseminazione di materiali dagli aerei [Material Disseminating Apparatus For Airplanes]

    I primi brevetti per la manipolazione climatica sono quindi vecchi di 80 anni, esperimenti di inseminazione delle nubi si svolgevano già negli anni '50 del secolo scorso, prodotti per il controllo delle precipitazioni sono liberamente in vendita anche via internet, in occasione delle delle olimpiadi di Pechino l'utilizzo di metodi di modificazione climatica è stato pubblicamente annunciato, lo stesso è successo in occasione di una cerimonia pubblica a Mosca come testimonia questo servizio del TG1 del maggio 2007, ma lo stesso pur di negare l'esistenza delle scie chimiche si arriva a negare persino la più palese evidenza dei fatti.
    Gli esperti russi sarebbero maestri nel controllare le condizioni meteorologiche per evitare che pioggia e maltempo possano rovinare importanti manifestazioni. Come fanno ce lo spiega il corrispondente (Alessandro Cassieri)
     
    “Sembrava una leggenda metropolitana e invece era un segreto finalmente svelato, riuscire a non far piovere là dove il cerimoniale entrerebbe in crisi, ieri durante le celebrazioni del 9 maggio. Poggia su Mosca dicevano le previsioni e invece nulla. Putin e i maggiorenti hanno potuto rimanere sulla piazza rossa senza ombrello, grazie a 12 aerei che hanno sorvolato il centro della capitale scaricando sulle nuvole un composto fatto di azoto iodio e argento, miscela non si sa quanto ecologica ma efficace, e soprattutto sperimentata. In un paese in cui i fenomeni atmosferici sono estremi, la pioggia può diventare un vero problema. Se ne resero conto anche i leader del G8 l'estate scorsa a San Pietroburgo, pioggia a dirotto ovunque tranne che sulle loro teste. Allora si vociferò che fosse merito degli aerei antipioggia, adesso sappiamo che non era solo propaganda.”

    Ma non è finita, dato che in questo documento troviamo anche le seguenti rassicuranti parole:

    “L’unico 'pericolo' tra virgolette rappresentato dalle contrails è riassumibile in due voci: - lieve schermatura della luce solare a svantaggio del calore respinto. - difficoltà nella navigazione aerea a vista.”
     
     
    e ancora:

    “Tuttavia va considerata l’esiguità delle contrails rispetto all’enorme spazio del cielo.”

     
     Ah sì, esiguità delle scie di condensa rispetto al cielo, un'esiguità tale da ridurre il cielo ad una poltiglia biancastra contemporaneamente su quasi tutta l'Italia, come è successo nel maggio del 2009. Ecco forse questa è un'affermazione sincera in fin dei conti: l'esiguità delle scie di condensa (in inglese contrails) in rapporto alla vastità del cielo è reale, ma ciò conferma che tutte quelle altre scie che oscurano il sole su migliaia di chilometri quadrati non sono altro che scie chimiche.

    E che dire delle nuvole che si vedono nel cielo odierno, che secondo il signor Randi sono tutte riconducibili a fenomeni nuvolosi già noti? Per quanto egli si sforzi a far rientrare ogni fenomeno celeste entro le vecchie catergorie un ente ufficiale ha recentemente ammesso la comparsa di alcune nuvole di un tipo mai osservato finora.

    Gli scienziati della RMS (Royal Meteorological Society) pensano che queste nubi dovrebbero essere inserite in una nuova categoria, che hanno deciso di chiamare asperatus, parola latina che significa brutale.

    (nella foto nuvola Asperatus, Hanmer Springs, Nuova Zelanda, da Cloud Appreciation Society / Merrick Davies, fare click sull'immagine per vedere l'originale ingrandita).

    La proposta è stata presentata ufficialmente all'Organizzazione Meteorologica Mondiale a Ginevra. Se sarà accettata, asperatus prenderà definitivamente il suo posto nell'Atlante Internazionale delle Nuvole, un avvenimento che non si produceva da più di mezzo secolo.

    A quanto pare c'è qualcuno che cerca non solo di riscrivere la storia e le leggi della fisica, ma di deformare persino la stessa realtà oggettiva pur di farci credere che ciò che avviene in cielo sia tutto normale. Chiedetevi il perché.

    E visto che ci siete chiedetevi anche perchè in questo voluminoso documento scritto per negare le scie chimiche non viene nominato nemmeno uno dei siti che invece ne affermano la tragica realtà? Forse per evitare di fornire al lettore un link a qualche sito dove potrebbe facilmente trovare le prove dell'esistenza delle scie chimiche e le confutazioni delle argomentazioni di chi le nega? Noi invece non abbiamo problemi a segnalare l'indirizzo a cui potete leggere integralmente quel documento negazionista:

    http://www.meteoromagna.com/L_ANNOSA_QUESTIONE_SCIE_DI_CONDENSAZIONE.pdf.

     

    Fonte: http://scienzamarcia.altervista.org/contraddizioni_2p.html