La coscienza potrebbe esistere sotto forma di energia quantistica nel cervello e nel multiverso o in una dimensione superiore tra reincarnazioni fisiche. 


di Richard Alan Miller, PhD © novembre 2016 - dicembre 2017 


Effetto Mandela e memoria

       In rete si è recentemente diffuso un fenomeno relativo a una sorta di confabulazione noto come “effetto Mandela”, per cui molte persone hanno ricordi diversi rispetto a quanto dimostrato dalle fonti disponibili.

       L’effetto Mandela prende il nome da Nelson Mandela, il sudafricano rivoluzionario anti-apartheid, divenuto oggetto di particolare interesse nel 2010, anno in cui molte persone si sono stupite scoprendo che fosse ancora vivo all’epoca, mentre molti pensavano fosse morto in prigione.
       Il termine è stato coniato dalla scrittrice Fiona Broome, la quale sostiene di ricordare, insieme ad altra gente, che Nelson Mandela fosse morto negli anni ‘80 (in realtà è venuto a mancare nel 2013). Lei suggerisce che i ricordi comuni ma in realtà discrepanti rispetto ai fatti concreti si possano spiegare con l’esistenza di universi paralleli che interagiscono gli uni con gli altri. 
       Credere che qualcuno sia morto anche se è ancora vivo è soltanto un esempio dell’“effetto Mandela”. Tra gli altri casi si annoverano modifiche in testi di canzoni, dialoghi e scene dei film, geografia fisica, anatomia fisiologica e nomi di prodotti. Un tema di discussione comune su tale effetto riguarda il titolo di libri per bambini Gli orsi Berenstain, chiamato ed erroneamente scritto Gli orsi Berenstein

       L’effetto Mandela è un fenomeno cui gran parte delle persone non crederebbe finché non lo vive in prima persona. Proprio come innamorarsi o soffrire per amore, l’effetto Mandela è un’esperienza che deve essere vissuta per essere compresa appieno. Tuttavia, questo effetto potrebbe doversi ripetere un paio di volte prima di riuscire a superare la resistenza che la maggior parte di noi pone nell’accettare un qualcosa che, in sostanza, mette in discussione la nostra convinzione fondante secondo cui i fatti e gli eventi storici non si possono cambiare. 
       Quando ci imbattiamo in qualcosa che indica che la storia è di fatto cambiata, è sconvolgente scoprire che alcune informazioni sono state eliminate e soppresse! È come se ci stessimo avvicinando al punto di svolta e quindi per le malelingue diventa più complicato affermare che non esistono fenomeni come l’effetto Mandela, spostamenti della realtà e storie alternative. 

       Alcuni detrattori sono giunti alla conclusione secondo cui chi vive l’effetto Mandela, notando parole già conosciute in film, programmi TV, libri e prodotti, probabilmente sta di colpo condividendo i cosiddetti “falsi ricordi”. Questo perché la memoria umana non è completamente affidabile. 
       Quando prendiamo in considerazione questioni come la “confabulazione” e i “falsi ricordi”, alla luce del nostro affacciarci all’era dei quanti, potremmo arrivare a capire che, alla fine, possono forse essere definiti “ricordi alternativi”, come riconoscimento della consapevolezza per cui esistiamo in uno stato sovrapposto che permette di accedere a molte possibili storie, presenti e futuri alternativi. 
       L’ipotesi secondo cui i molti mondi della fisica quantistica potrebbero essere un unico multiverso è stata proposta da vari scienziati di fisica teorica, tra cui il dott. Yasunori Nomura e il dott. Raphael Bousso, professori all’Università della California, Berkeley. Sempre più scienziati si dicono ottimisti per il fatto di poter forse già confermare che effettivamente viviamo in una realtà multidimensionale, ossia il multiverso


 

La Matrix 

       La teoria secondo cui viviamo in una simulazione (un’altra spiegazione all’effetto Mandela) sta ora diventando mainstream. Un rapporto di settembre 2016 della Bank of America Merrill Lynch suggerisce che esiste una possibilità, variabile dal 20 al 50 per cento, di vivere in una Matrix. (1) 

       Molti nella Silicon Valley sono diventati ossessionati dall’ipotesi della simulazione, secondo cui ciò che viviamo come realtà è invece inventato al computer. (2) Quest’idea ha preso piede di recente, con i passi avanti fatti nel campo della tecnologia dell’intelligenza artificiale. 
       Nel giugno del 2016, Elon Musk, CEO di Neuralink, Tesla e SpaceX, ha dichiarato che c’è «una possibilità su miliardi» di star vivendo nella «realtà base». Significa quindi che ritiene probabile che la nostra realtà sia, invece, una simulazione al computer. (3) Afferma che alcune tecnologie, come il computer e i videogame, stanno diventando indiscernibili dalla vita vera: 

«Se si ipotizza un ulteriore miglioramento allora i giochi diventeranno indistinguibili dalla realtà». (4)


 

Linee temporali e scelte 

       Non si creano linee temporali multiple quando scegliamo una cosa anziché un’altra. Gli scienziati discutono seriamente l’esistenza di linee del tempo alternative che scorrano in simultanea con quella di cui abbiamo esperienza in questo momento. Alcuni hanno persino suggerito che quando optiamo per una scelta anziché per un’altra, lasciamo in azione linee del tempo multiple che proseguono, rispetto a tutte le altre scelte che avremmo potuto compiere.
L’universo conosciuto è parco e preciso nel suo funzionamento. Sembra impiegare strutture basilari con applicazioni multiple per crearsi. Di conseguenza, consideriamo la geometria di base (come il tetraedro, il cerchio, il quadrato, il triangolo, ecc.) come gli elementi di scomposizione delle strutture della vita. 
       Le decisioni che prendiamo nella vita di tutti i giorni sono semplicemente questione dell’entrata in azione di tutte le possibilità esistenti unicamente sotto forme d’onda e del conseguente “collasso” delle nostre scelte in forma di particelle. Così si aggiunge alla linea del tempo ciò che viviamo in questo momento. 
       Tutte le scelte che noi facciamo collassare dalla forma ondulatoria a quella corpuscolare restano come traccia in corso, di qui l’esistenza di ciò che viene definito il Registro Akashico. Le nostre scelte o linee del tempo future, personali e collettive, vengono create dal puro volume di energia generato dalle nostre scelte pregresse e correnti. 
In quanto collettività, comproviamo costantemente la nostra realtà fisica (alberi, mobili, le cose di tutti i giorni) che così continua a esistere insieme a noi nel tempo secondo la legge di conservazione della massa. Se, come individui e/o comunità (nel senso onnicomprensivo e cosmico del termine) ammettiamo che una parte della realtà non ci serve più e smettiamo di alimentarla con ulteriore energia (pensiero), allora la sua massa cinetica diminuisce e si trasforma in un componente di natura statica. 
       Un esempio di ciò è la nostra storia pregressa. Gli eventi restano nel tempo come traccia di onde collassate in particelle, ma possono essere riattivati nell’esperienza