Cara Milena,

ero già rimasto assai perplesso dal vostro servizio sul CICAP andato in onda il 14/03/2010, nel quale un argomento assai importante e controverso come il fenomeno delle “scie chimiche” veniva, com’era peraltro prevedibile, tratteggiato alla stregua di una leggenda metropolitana istigatrice di una sorta di ingiustificata isteria collettiva veicolata tramite Internet, e accomunato ad altri fenomeni da baraccone peraltro “sbufalati”, come amano esprimersi gli adepti di questo “comitato”, grazie alla razionalità e al rigore dell’analisi scientifica della quale si dichiarano portatori.

La replica del 18 aprile mi è apparsa ancor più strumentale, dando a intendere che la lettera sdegnata e inutilmente scurrile e offensiva che hai letto in televisione rappresentasse il pensiero, ma soprattutto la tipologia e la moralità, di coloro che hanno avanzato pesanti critiche nei confronti del tuo operato. Critiche peraltro del tutto giustificate, considerando che da molti anni ricevi numerosissime segnalazioni e richieste affinché la redazione di Report si occupi in prima persona del fenomeno, indagandolo con la professionalità dimostrata in innumerevoli, coraggiosi e documentati servizi giornalistici che vi fanno davvero onore.

I mezzi a disposizione di una prestigiosa testata come la vostra sono di gran lunga maggiori di quelli di numerosi attivisti e ricercatori indipendenti, che cercano di arrangiarsi come possono per venire a capo di un enigma che ha sollecitato ben nove interrogazioni parlamentari (nazionali e regionali) nel nostro paese. Stiamo parlando di un fenomeno che in Italia (e più in generale in Europa) ha cominciato ad essere segnalato sin dal 1999: sono passati ormai 11 anni.

Non voglio in alcun modo sminuire l’importanza e l’attualità delle tematiche di cui vi siete occupati in questo lasso di tempo, ma mi riesce assai difficile comprendere come un argomento così dibattuto in rete e oggetto di interrogazioni, incontri pubblici, documentari, articoli e conferenze non abbia mai potuto trovare spazio o meritare la vostra attenzione.

Intorno a questo fenomeno esiste senz’altro una gran quantità di speculazioni, fraintendimenti e disinformazione: proprio per questo eravate stati a gran voce sollecitati ad occuparvene in prima persona, affinché tramite la vostra specchiata professionalità, perspicacia e presunta onestà intellettuale poteste contribuire a chiarire una volta per tutte la natura e gli eventuali scopi di questa allarmante attività nei nostri cieli. Non solo avete clamorosamente mancato a questo compito, ma lo avete “sdoganato” tramite un servizio sul CICAP futile e per certi versi incomprensibile, considerando il genere di giornalismo che solitamente vi caratterizza.

Spero sinceramente che voi decidiate finalmente di indagare esaustivamente il fenomeno delle scie chimiche, e sarò lieto, se lo vorrai, di fornirti suggerimenti e contatti utili alla tua indagine. Sono certo che non avresti grosse difficoltà, per esempio, ad organizzare un campionamento dell’atmosfera in quota, un elemento di prova che chiarirebbe una volta per tutte l’eventuale presenza di sali di bario e/o solfato di alluminio (nonché la presenza di eventuali altre sostanze). Naturalmente una tua eventuale risposta è più che gradita, e verrà pubblicata immediatamente.

Con immutata stima

Tom Bosco

Direttore, NEXUS New Times, Edizione italiana

www.nexusedizioni.it