Confessione sensazionale di Ibran Mustafic, veterano di guerra e politico bosniaco musulmano: abbiamo ucciso la nostra gente a Srebrenica.
 
 
Fonte immagine: rinascita.eu 
 
Almeno 1.000 musulmani bosniaci di Srebrenica sono stati uccisi dai loro connazionali durante la fuga a Tuzla nel luglio 1995, perché c'erano liste di coloro a cui "deve essere impedito di raggiungere la libertà, a qualsiasi costo", ha detto uno dei fondatori della SDA a Srebrenica, Ibran Mustafic.
Ibran Mustafic è l'autore del libro "Caos pianificato", nel quale alcuni dei crimini commessi dai soldati dell’Esercito (musulmano) della Bosnia-Erzegovina contro i serbi sono per la prima volta ammessi e descritti, così come il continuo illegale rifornimento occidentale di armi ai separatisti musulmani bosniaci, prima e durante la guerra, e ciò che è significativo, anche durante il periodo in cui Srebrenica era zona smilitarizzata sotto la protezione delle Nazioni Unite. Mustafic racconta dei conflitti tra musulmani e della dissolutezza generale del Comune governato dalla mafia , sotto il comandante militare bosniaco Naser Oric. A causa delle torture di comuni cittadini nel 1994, quando Oric e le autorità locali vendevano gli aiuti umanitari a prezzi esorbitanti - invece di distribuirli alla popolazione - molti bosniaci fuggirono volontariamente da Srebrenica. "Coloro che hanno cercato la salvezza in Serbia, sono riusciti ad arrivare alla loro destinazione finale, e coloro che sono fuggiti in direzione di Tuzla (governata dall’esercito musulmano) sono stati perseguitati" svela Mustafic.
La prima conoscenza dei crimini contro i serbi Mustafic la ebbe a Tuzla, dove era fuggito da Sarajevo nel 1992.
"Lì, egli scrive, il mio parente Mirsad Mustafic mi mostrò un elenco di soldati serbi prigionieri, che furono uccisi in un luogo chiamato Zalazje. Tra gli altri ci sono i nomi del suo compagno di scuola Branko Simic con il fratello Pero, dell’ex giudice Slobodan Ilic, dell’autista di Zvornik Mijo Rakic, dell’infermiera Rada Milanovic... Inoltre, nelle battaglie intorno ed a Srebrenica, durante la guerra ci sono stati più di 3.200 Serbi di questo e dei comuni limitrofi uccisi."
Mustafic ha riferito la confessione di Naser Oric, comandante bosniaco musulmano nella guerra di Srebrenica: "Quando abbiamo catturato quelli ( i serbi ) in Zalazje e li abbiamo presi dalla prigione, il massacro è iniziato. Ho afferrato Slobodan Ilic. Gli sono andato addosso. Era barbuto e capelluto come un animale. Lui mi guardava e non disse una parola. Ho preso la baionetta e gliel’ho infilata in un occhio, e poi ci ho affondato il coltello. Lui non ha nemmeno chiesto pietà! Poi l’ho colpito con il coltello nell'altro occhio. Non potevo crederci che restasse in silenzio! Francamente in quel momento ho avuto paura , così gli ho subito tagliato la gola! "
Il libro riporta il racconto di suo zio Ibrahim Mustafic: "Naser venne e mi disse di prepararmi subito e di andare con la "Zastava" (veicolo) vicino alla prigione di Srebrenica. Mi vestii e uscii subito. Quando arrivai alla prigione, loro presero tutti quelli catturati precedentemente a Zalazje e mi ordinarono di trasportarli a Zalazje. Quando siamo arrivati alla discarica, mi hanno ordinato di fermarmi e parcheggiare il camion. Mi allontanai a una certa distanza, ma quando ho visto la loro furia e il massacro è iniziato, mi sono sentito male, ero pallido come un cencio. Quando Zulfo (Tursunovi?) ha dilaniato il petto dell’infermiera Rada Milanovic con un coltello, chiedendo falsamente dove fosse la radio, non ho avuto il coraggio di guardare. Ho camminato dalla discarica e sono arrivato a Srebrenica. Loro presero un camion, e io andai a casa a Potocari. L'intera pista era inondata di sangue."
Gli elenchi dei "bosniaci non affidabili" erano ben noti già da allora alla leadership musulmana e ad Alija Izetbegovic, e l'esistenza di un tale elenco è stata confermata da decine di persone. "Almeno 10 volte ho sentito l’ex capo della polizia Meholjic menzionare le liste. Tuttavia, non sarei sorpreso se decidesse di negarlo" dice Mustafic, che è anche un membro di lunga data del comitato organizzatore per gli eventi di Srebrenica.
Secondo Mustafic, l'elenco è stato fatto dalla mafia di Srebrenica, che comprendeva la leadership politica e militare di Srebrenica dal 1993. "I padroni della vita e della morte nella zon" .
"Se fossi io a dover giudicare Oric (Naser Oric, assassino conclamato di più di 3000 serbi nella zona di Srebrenica, assolto dal Tribunale Internazionale dell’Aia) lo condannerei a 20 anni per i crimini che ha commesso contro i Serbi; per i crimini commessi contro i suoi connazionali lo condannerei a 200 mila anni di carcere minimo. Lui è il maggiore responsabile per Srebrenica, la più grande macchia nella storia dell'umanità. È stato nel 1993, quando scappò via. Fuggì di nuovo nel 1995."
"Il Genocidio di Srebrenica è stato concordato tra la comunità internazionale e Alija Izetbegovic, tra Izetbegovic e il presidente USA Bill Clinton", afferma Ibran Mustafic.
"Per i crimini commessi a Srebrenica, Izetbegovic e Bill Clinton sono direttamente responsabili" - "Il genocidio di Srebrenica è stato concordato tra la comunità internazionale e Alija Izetbegovic, tra Izetbegovic e l'allora Presidente USA Bill Clinton. E per quanto mi riguarda, il loro accordo è un crimine piü grande di tutto quello che è successo nel luglio 1995. Il momento in cui Bill Clinton entrò nel Memoriale di Srebrenica è stato il momento in cui il cattivo torna sulla scena del crimine", ha detto Mustafic.
Egli ha sottolineato che ci sono grandi mistificazioni con i nomi e il numero delle vittime di Srebrenica. "So di un padre che ha perso suo figlio a Srebrenica, ma il figlio non è mai stato tra quelli uccisi o dispersi. Allo stesso modo, un uomo che è morto nei Paesi Bassi è stato messo nell’elenco delle vittime di Srebrenica".
Molti bosniaci musulmani hanno deciso di dichiararsi vittime perché non avevano alcun mezzo di sostentamento ed erano senza lavoro, così hanno usato l'occasione. Un’altra cosa che non torna è che tra il 1993 e il 1995. Srebrenica era una zona smilitarizzata. Come mai improvvisamente abbiamo così tanti invalidi di guerra di Srebrenica?", Mustafic chiede.
Egli ritiene che sia molto difficile determinare il numero esatto di morti e dispersi a Srebrenica.
"È molto difficile, perché i fatti di Srebrenica sono stati per troppo tempo oggetto di mistificazioni, e il burattinaio capo è stato Amor Masovic che con la fortuna fatta sopra il palcoscenico di Srebrenica potrebbe vivere allegramente per i prossimi 500 anni! Tuttavia, ci sono alcuni altri dell’entourage di Izetbegovic (Alija, allora presidente musulmano in Bosnia) che a partire dall'estate del 1992 hanno lavorato per realizzare il progetto di rendere i musulmani bosniaci le permanenti ed esclusive vittime della guerra", ha detto Mustafic.
 
da Grey Carter - Traduzione di Sonia S. per Forum Belgrado Italia, civg.it
 
Bosnia: a Sarajevo abbiamo violentato donne, ragazze e accusato i serbi per questo.
 
SARAJEVO - L'ex vice comandante di una unità speciale del Ministero degli Interni della Repubblica di Bosnia ed Erzegovina Zoran Cegar, ha detto che durante la guerra i criminali a Sarajevo hanno abusato, con stupri e torture, di donne e ragazze, poi uccise. Avrebbero poi gettato i cadaveri per strada, dicendo che erano state uccise da cecchini serbi.
"Abbiamo i nostri criminali di guerra. Hanno ucciso persone in tutta Sarajevo, indipendentemente dalla loro età o nazionalità... Essi uccisero anche quelli con disabilità. Hanno ucciso intere famiglie al fine di impossessarsi dei loro appartamenti…" , ha detto Cegar, aggiungendo che ci sono stati alcuni crimini peggiori di quello in via Dobrovoljacka. (ndt: vedere nota sotto)
Cegar ha ribadito che quando si accorse del crimine commesso in via Dobrovoljacka, aveva informato le autorità e gli inquirenti su di esso. "Possono dire quello che piace a loro, ma io sono stato il primo ad arrivare sul posto. Uccidere un uomo a distanza ravvicinata, rovesciando il suo cervello nella strada è un atto inconcepibile per me... Quello che ho visto è stato un crimine di guerra, e ho informato le autorità e gli investigatori - italiani ed esteri - che questo era un crimine di guerra…"
I responsabili del delitto erano quelli che ha definito le "orde", non era riuscito a tenerli sotto controllo. "… L'incendio è divampato dopo che questi gruppi armati hanno iniziato questo! Erano i “Berretti Verdi “ ( forze speciali di Izetbegovic ) o “Lega Patriottica". Io non sono certo, ma so che non erano né membri delle forze di polizia regolari, né le unità militari regolari…"
Cegar ha sottolineato che coloro che dovrebbero sapere, già sanno chi ha commesso i crimini, egli ritiene che l'indagine sul massacro di strada Dobrovoljacka non sarà mai avviata a causa di "alcuni interessi ad alto livello coinvolti…". "…Se qualcuno in Bosnia avesse voluto, sarebbe già stato risolto molto tempo fa…" 5/12/2013
 
da Grey Carter - Traduzione a cura del Forum Belgrado Italia
 
Dobrovoljacka – 3 maggio 1992
Il 3 maggio 1992 a Sarajevo nella via Dobrovoljacka, ci fu un attacco contro una colonna dell’Armata Nazionale Jugoslava (JNA) in Sarajevo, che secondo gli accordi si stava ritirando pacificamente dalla città, da parte di membri della Difesa territoriale della Bosnia ed Erzegovina, sotto il commando mussulmano e della formazione paramilitare “Berretti verdi”. Tagliando la strada alla colonna, uccisero in modo orrendo 42 soldati, 73 furono feriti e catturarono 215 tra soldati, ufficiali e civili. In precedenza, il 2 maggio 1992, i membri dell’esercito e delle formazioni paramilitari dei mussulmani bosniaci avevano attaccato la Casa dell’Armata nazionale Jugoslava a Sarajevo e diversi punti militari nella città, uccidendo 14 membri dell’allora JNA. Per questi crimini non è stato punito nessuno, poiché nel gennaio 2012 la Procura della Bosnia ed Erzegovina ha preso la decisione di interrompere l’inchiesta contro gli alti funzionali della Bosnia- Erzegovina. Nella Sarajevo orientale e a Sarajevo, il triste anniversario è annualmente ricordato con una pacifica passeggiata, ghirlande di fiori e candele, organizzate dal Comitato del Governo della Repubblica Srpska, per la preservare la memoria dedicata alla JNA nella guerra di liberazione.
 
(a cura di Enrico Vigna)
 
Alcuni segreti circa Srebrenica rivelati in un rapporto olandese ...
 
Il Guardian di Londra ha pubblicato il 22 aprile una conferma di molti rapporti sulle vicende della Bosnia degli anni ‘90 . Sulla base di molte prove, sia in Bosnia che all’estero, si sosteneva che una stretta collaborazione segreta e collusione fossero esistiti tra Washington e movimenti fondamentalisti islamici di tutto il mondo.
Washington ed i fondamentalisti islamici trovarono un interesse comune nei primi anni 1990, per aiutare i musulmani bosniaci secessionisti a combattere e demonizzare i serbi. Ed ora, proprio come con Osama bin Laden, il governo degli Stati Uniti sta ottenendo ciò che aveva seminato: il terrorismo!
Un'indagine olandese su ciò che è accaduto a Srebrenic a, divulgata la scorsa settimana, è "tra i referti più sensazionali sull'intelligence occidentale mai pubblicati", dice il giornalista del Guardian Richard J Aldrich, anche docente di politica presso l'Università di Nottingham. Ecco un estratto dall’articolo del Guardian:
 
L’America ha usato gli islamisti per armare i musulmani bosniaci.
Un rapporto su Srebrenica rivela il ruolo del Pentagono in una guerra sporca
Di Richard J. Aldrich.
 
L'inchiesta ufficiale olandese sul massacro di Srebrenica 1995, pubblicata la scorsa settimana, contiene uno dei rapporti più sensazionali sull'intelligence occidentale mai pubblicati. I funzionari sono stati frastornati dalle sue conclusioni e il governo olandese si è dimesso. Uno dei suoi molti volumi è dedicato alle attività clandestine durante la guerra in Bosnia dei primi anni 1990.
Per cinque anni, il professor Cees Wiebes dell’ Amsterdam University ha avuto libero accesso ai file segreti olandesi e ha percorso i corridoi dei quartier generali dei servizi segreti nelle capitali occidentali, così come in Bosnia, per fare domande.
Le sue scoperte sono esposte in "L’Intelligence e la guerra in Bosnia, 1992-1995" . Esso comprende notevole materiale su operazioni segrete, segnali di intercettazione, agenti doppi e coinvolgimento di decine di agenzie in una delle più sporche guerre del nuovo disordine mondiale.
Ora abbiamo la storia completa della alleanza segreta tra il Pentagono e gruppi islamici radicali del Medio Oriente, progettato per assistere i musulmani bosniaci - alcuni di quegli stessi gruppi che il Pentagono sta ora combattendo nella sua "guerra contro il terrorismo". Operazioni del Pentagono in Bosnia hanno riproposto un altro loro "ritorno di fiamma".
Nel 1980, i servizi segreti di Washington avevano sostenuto Saddam Hussein nella guerra contro l'Iran. Poi, nel 1990, gli Stati Uniti lo hanno combattuto nel Golfo. Sia in Afghanistan che nel Golfo, il Pentagono aveva contratto debiti a gruppi islamici e ai loro sponsor nel Medio Oriente.
Nel 1993, questi gruppi, molti sostenuti da Iran e Arabia Saudita, erano ansiosi di aiutare i musulmani bosniaci nei combattimenti nella ex Jugoslavia e hanno reclamato i loro crediti con gli americani. Bill Clinton e il Pentagono erano desiderosi di essere visti come degni di credito e hanno rimborsato sotto forma di un'operazione stile Iran – Contras, in flagrante violazione dell'embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro tutti i combattenti nella ex Jugoslavia.
Il risultato è stato un vasto canale segreto di contrabbando di armi attraverso la Croazia. Questo è stato organizzato dalle agenzie clandestine di Stati Uniti, Turchia e Iran, insieme a una serie di gruppi islamisti radicali, compresi i Mujahedin afghani (…)
Armi acquistate da Iran e Turchia, con il sostegno finanziario dell'Arabia Saudita fatto la loro strada di notte, dal Medio Oriente. Inizialmente sono stati utilizzati aerei di Iran Air, ma poi le quantità aumentate e sono stati appoggiati da una misteriosa flotta di aerei C - 130 Hercules neri. La relazione sottolinea che gli Stati Uniti erano "molto strettamente coinvolti" nel trasporto aereo. Combattenti Mojahedin sono stati aereotrasportati, ma erano riservati come truppe d'assalto per le operazioni particolarmente pericolose. [ ... ]
Piuttosto che la CIA, proprio il servizio segreto del Pentagono è stata la forza nascosta dietro queste operazioni. La forza di protezione delle Nazioni Unite, UNPROFOR, era dipendente dall'Intelligence di quelle nazioni che lo costituirono, e soprattutto sulle sofisticate capacità di monitoraggio degli Stati Uniti per sorvegliare l'embargo sulle armi . Questo ha dato al Pentagono la capacità di manipolare l'embargo a volontà: far sì che gli aerei americani Awacs fecero da copertura in aree cruciali, da un lato e dall’altro e non vedere il traffico notturne da e per Tuzla. (..)
Quando queste spedizioni furono notate, gli americani sotto pressione UNPROFOR riscrissero i rapporti, e quando i funzionari norvegesi hanno protestato circa i voli, sarebbero stati minacciati in silenzio. [ ... ]
 
Per leggere il rapporto completo del Guardian, vedere il sito web: www.guardian.co.uk/comment/story
Per leggere un riassunto in inglese del rapporto originale olandese dall'Istituto olandese per la documentazione bellica ( NIOD ), vedere: www.srebrenica.nl/en/index
 
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Qualche nuova documentazione relativa alla tragedia fratricida di Bosnia, ad uso di coloro che in “buona fede” sono stati raggirati e usati dalla “disinformazione” scientifica, attuata in questi decenni, e che spesso per “non documentazione” e “credulonità”, o forse ingenuità, hanno sostenuto le “ragioni” della NATO e dell’occidente, ingrossando le fila di quella “opinione pubblica” occidentale, pacifista e democratica, ma schierata per la necessità di bombardare la Jugoslavia e "fermare gli orrori”, naturalmente di una sola parte: i serbi cattivi. E queste erano anche le tesi ufficiali di Clinton e della NATO. Noi, che prendemmo da subito una posizione difficile e complessa, ma fondata sulla diffidenza, sui precedenti storici ( Vietnam, Grenada, Iraq, Afghanistan, Palestina…), ricercando documentazioni e non proclami, abbiamo subito in tutti questi anni insulti ripugnanti, accuse sporche, isolamento politico e umano, nefandezze morali. Ma oggi siamo ancora qui mobilitati a cercare frammenti di verità, a riflettere sulle atrocità non dei singoli ma dei potenti e dei potentati, in un mondo ormai drogato dalle menzogne e dalle falsità…e della perenne ingenuità o inadeguatezza nell’affrontare e giudicare, prendendo però posizione da una parte contro un'altra. Parti, non bisognerebbe dimenticarlo mai, fatte di uomini, donne, bambini, spesso in balia degli avvenimenti e trascinati in abissi di dolore, di sofferenze e tragedie per essi perenni… di una parte o dell’altra, senza differenze religiose, etniche o ideali. Non ci siamo mai tirati indietro a denunciare crimini o atrocità anche della parte che riteniamo storicamente “aggredita e offesa”, perchè criminali, fanatici o approfittatori di guerra (sia uomini che esponenti politici), ci sono ovunque, ma ritenendo che, sempre, determinanti e responsabili veri sono quelli che comandano, pianificano o progettano, mandando a morire la gente semplice che non ha bisogno di guerre, ma di pace e sviluppo. Noi in tutti questi anni abbiamo continuato a cercare la verità, la giustizia, a operare concretamente per la solidarietà, e con noi, tra noi ci sono sempre stati donne e uomini di “buona volontà”, di qualsiasi etnia, fede, nazionalità o ideali; fianco a fianco, in una battaglia comune…non programmata e gestita mediaticamente in qualche capitale d’occidente, ma fondata sulle esigenze dei popoli di avere verità, giustizia e pace…. Questi uomini coraggiosi, che hanno combattuto da una parte contro un'altra, che non si sono arricchiti, non hanno “approfittato” della guerra per interessi propri, quindi da rispettare comunque perché non criminali o fanatici, ma solamente “soldati”, al di là quale campo hanno scelto (…e in cui noi non ci riconosciamo); uomini che cominciano a raccontare, testimoniare e soprattutto a “documentare” verità scomode e pericolose da pronunciare, ci danno ragione, tanti ne conoscevamo già, e mano a mano altri escono dall’oblio delle menzogne e con il loro coraggio, è come stendessero una mano verso la parte avversa di prima, verso fratelli divenuti nemici. Ecco, così si può ricominciare faticosamente a ricostruire “ponti” tra le genti, non importa se i politici restano sordi, per poter continuare i loro affari ed interessi…quei ponti sono i simboli delle radici della nostra Jugoslavia che non c’è più, ponti…
Come diceva il nostro grande Ivo Andric: "….e infine tutto ciò che questa nostra vita esprime (…pensieri, sforzi, sguardi, sorrisi, rabbie, parole, sospiri ), tutto tende verso l'altra sponda, come verso una meta, e solo con questa acquista il suo vero senso. Tutto ci porta a superare qualcosa, ad oltrepassare il disordine, la morte e l'assurdo. Poiché tutto è passaggio, è un ponte le cui estremità si perdono nell'infinito ed al cui confronto tutti i ponti di questa terra sono solo giocattoli da bambini, pallidi simboli. Mentre la nostra speranza è su quell'altra sponda …dove bisogna arrivare…".
Ovviamente per quelli in malafede o saccenti, queste documentazioni non li sfioreranno, in quanto le loro limpide e granitiche coscienze oggi saranno alle prese con la Siria, o forse l’Ucraina, in attesa dell’Iran o della Bielorussia, tutti popoli da liberare…stranamente la Palestina o Israele non li appassionano o indignano sufficientemente.
 
A cura di Enrico Vigna - Forum Belgrado per un Mondo di Eguali Italia
 
Fonte: rinascita.eu