sabbia, procurarti scorte idriche e alimentari, far man bassa di medicinali, mettere nastro adesivo alle finestre e aspettare l’arrivo del prossimo aereo dirottato sulle nostre città.

Il governo italiano, infatti, ogni giorno utilizza i media per divulgare le minacce di questa o quella fazione fondamentalista Islamica pronta a fare strage, prendendosi poi la briga di confortarci con il fatto che il livello di guardia è stato alzato e che le misure preventive di controllo sono straordinarie.

Tutto bene allora, direte voi…

Peccato però che spesso dalle parole ai fatti la differenza è siderale.

Lo scorso week-end mi sono recato per motivi familiari a Roma, che tra l’altro è l’obiettivo primario del prossimo attentato di mister Osama & Co.

Credendo di partire per una vacanza in zona di guerra, appena arrivato a Termini mi sono reso conto che le fantomatiche straordinarie misure di controllo erano inesistenti.

Di polizia nelle principali fermate della metropolitana (Ottaviano-San Pietro, Termini, Colosseo, Barberini, Spagna, etc..) nemmeno l’ombra.

Arrivato a San Pietro, dopo 20 min. di fila sotto la calura, per entrare in Basilica arrivo al primo varco di controllo sotto il colonnato e...Accidenti! Mi ricordo all’ultimo momento di avere il palmare in tasca e il metal-detector quando passo puntualmente suona… mentre mi accingo a tirar fuori dalla tasca dei pantaloni il mio Tungsten il poliziotto, con un secondo metal-detector in mano, mi fa cenno che posso proseguire..? E se invece del mio palm ci fosse stato qualcos’altro? Mentre mi incammino verso l’ingresso noto con piacere che lo spazio aereo sopra la basilica non è per niente chiuso, anzi posso distintamente leggere i codici e le insegne di un airbus della Iberia…alla faccia dell’11 settembre, delle minacce di Al Quaeda all’Italia, alla faccia della Iberia compagnia di bandiera della Spagna già colpita nei mesi scorsi dal terrorismo e alla faccia anche di chi afferma che l’Italia è protetta da misure eccezionali di controllo, ma andiamo avanti...

Prima di entrare vedo che al secondo varco ci sono dei signori della security vaticana che “gentilmente” allontanano i pellegrini (americani, messicani e alcuni polacchi) in abiti non consoni alla vista di chi è in basilica per pregare; questa almeno era la spiegazione che veniva data nelle varie lingue ai cattolici che da varie parti del mondo, probabilmente per la prima e purtroppo forse ultima volta, stavano entrando in basilica e venivano respinti perché vestivano canottiere, shorts o bermuda. Dov’è lo scandalo nel vedere il polpaccio del turista di turno proprio non lo capisco, anzi trovo che questo sia un modo per allontanare la gente da una religione bigotta e poco elastica verso le reali esigenze di chi si fa ore di fila sotto il sole per visitare i luoghi sacri.

Il problema, capite, non era il fatto che ero riuscito ad eludere il controllo della polizia senza la minima perquisizione (anche corporale) portando dentro 200gr. di metallo, ma la lunghezza degli shorts che la gente indossava. Ho spesso subìto più controlli ai concerti o alle partite di calcio che in San Pietro sotto la minaccia di attentati.

Ma il mio tour nella “Roma Blindata” non finisce qui, anzi potrei raccontarvi che entrare al Colosseo non comporta alcun tipo di controllo, si fanno circa 30 minuti di fila per il biglietto ma vabbè, ci può stare nella calda Roma di ferragosto invasa dai turisti.

Potrei raccontarvi anche che sono andato a bussare in modo scherzoso all’ingresso principale di Montecitorio urlando: “..aprite ladri, ridatemi i miei soldi” e che anche qui la presenza delle forze dell’ordine lasciava a desiderare, i carabinieri in servizio erano rintanati nell’unico angolo della piazza in quel momento all’ombra, sul lato opposto.

Potrei entrare nel dettaglio raccontandovi come si può entrare nel Pantheon tranquillamente con uno zainetto, senza che nessuno vi chieda nulla.

Allora a questo punto a cosa e a chi si deve credere? Se è vero che il fondamentalismo Islamico si sta preparando a fare attentati nella penisola e nelle città d’arte, dove sono i controlli? E se invece tutto questo allarmismo è parte di un progetto predefinito di strategia del terrore, atto a creare un clima di tensione con l’unico scopo di riversare maggiori investimenti economici al ministero degli interni, al ministero della difesa, al sismi e al sisde? In un’Italia sempre più succube dei voleri guerrafondai degli alleati c’è sempre più bisogno di denaro pubblico per finanziare questa o quella operazione militare o di prevenzione sul suolo nazionale.

Tanto poi comunque alla fine in un modo o nell’altro paghiamo sempre noi.

di Giovanni Russo