Nella consapevolezza della sua utilità, vi proponiamo di seguito la relazione tenuta da Marina Mariani nel corso del Convegno La medicina che guarisce, organizzato da NexusEventi, tenutosi a Milano il 24 marzo 2013.

Redazione

L’alimentazione è il mezzo attraverso il quale forniamo al nostro organismo il materiale da costruzione che gli serve per diventare quello che noi siamo, non a caso si dice spesso che “siamo quello che mangiamo”. Questa affermazione rispecchia una verità che troppo spesso dimentichiamo, salvo poi accorgerci che soffriamo di disagi e malattie facilmente evitabili. Ci accorgiamo a volte troppo tardi (sovrappeso, obesità, allergie, intolleranze, malattie cardiovascolari, tumori) che il nostro malessere avrebbe potuto essere evitato se solo avessimo scelto un’alimentazione più attenta. Ma spesso è tardi per rimediare.
Gli errori più comuni sono la conseguenza del sottovalutare l’importanza di ciò che introduciamo in noi: come si può costruire una casa stabile impiegando mattoni rotti? Viviamo in un’epoca in cui il tempo dedicato alla spesa e alla cucina è ritenuto superfluo, e allora facciamo sempre più alla svelta, e deleghiamo ad altri quello che dovremmo invece fare noi. Deleghiamo all’industria il cucinare il nostro cibo, ritenendo il risultato sia lo stesso, ma non è così. Un risotto cucinato in casa nostra non è lo stesso che un risotto precotto dall’industria e poi semplicemente riscaldato prima di servire. Ancora più grave è decidere di risparmiare sul cibo. Nonostante i tempi duri e la difficoltà di molti ad arrivare alla fine del mese con uno stipendio (che non a caso si definisce “da fame”), sono altre le voci del bilancio familiare su cui dovremmo economizzare, altro che il cibo!
Pensiamo all’inutilità di molte spese telefoniche, agli sms scritti sull’autobus per passare il tempo, ai minuti di conversazione sprecati in pettegolezzi. Valga per tutti un confronto: la differenza di prezzo tra mezzo kg di pasta di primo prezzo e mezzo kg di pasta biologica (nello stesso supermercato) equivale a non più di 3 sms. Cosa vale di più? Cosa vale di più della nostra salute? Acquistiamo a poco prezzo alimenti da cui i trattamenti industriali hanno eliminato vitamine preziose, salvo poi ricorrere a costosi integratori per correggere le carenze nutrizionali che riducono l’efficienza con cui lavora il nostro organismo. Non c’è che dire, siamo proprio intelligenti! Le farmacie questo fatto l’hanno capito da un pezzo e infatti si sono trasformate sempre più in piccoli supermercati del benessere, forti del fatto che da loro si comprano le medicine, quindi qualcosa che cura, che ripristina (almeno dovrebbe) il buon funzionamento del nostro corpo. Così la farmacia diventa garante dell’alimento che fa bene, e che a volte costa inutilmente caro. Non parliamo poi dei prodotti dietetici studiati per la perdita di peso, un vero salasso per il portafoglio.
E se ci pensassimo prima? Ecco allora alcuni semplici suggerimenti per farsi del bene:

1) Leggere le etichette: capire quali sono gli ingredienti degli alimenti che scegliamo è di grandissima importanza, perché la qualità dipende da questo. Additivi e materie prime scadenti a volte sono inutile zavorra, non nutrono. Un alimento deve durare a lungo? Ecco additivi che lo rendono potenzialmente eterno, ma a quale prezzo? Nitriti e nitrati evitano l’ossidazione delle carni, ma rendono anche meno efficiente il trasporto dell’ossigeno nel nostro sangue. Ne vale la pena? I polifosfati fanno in modo che i prosciutti cotti si presentino meglio, che i formaggi siano spalmabili, cremosi, e che durino a lungo. Peccato che ostacolino l’assorbimento del calcio, favorendo l’osteoporosi negli anziani e il rachitismo nei bambini. Ne vale la pena?
2) I prodotti ortofrutticoli freschi sono composti da cellule vive e vitali, ce ne accorgiamo osservando il processo di maturazione di una mela, l’emissione di germogli nelle patate e nelle cipolle, le variazioni di colore delle insalate. Nutrirsi di alimenti vivi è evidentemente meglio. Ecco l’importanza dei germogli, dei vegetali di stagione consumati crudi….
3) In Italia si contano ormai 400.000 celiaci, cifra in costante aumento vertiginoso. Di fatto si diventa celiaci a qualsiasi età, apparentemente senza un perché. Certo è strano che la celiachia sia diventata tanto diffusa proprio a partire dall’irradiazione del frumento per indurne mutazioni. Il primo è stato il Creso, così chiamato in onore di un personaggio mitologico noto per la sua enorme ricchezza. Col frumento Creso si prospettavano così agli agricoltori raccolti straordinariamente ricchi….. senza contare però che il Creso mitologico era morto di fame! Una beffa!
4) Niente imbrogli e niente sostituti di comodo: evitate alimenti che fingono di essere quello che non sono e sembrano saporiti solo perché contengono il glutammato di sodio. E’ un imbroglio che fa male al cervello. E poi quale affidabilità può avere un alimento che senza questo trucco non avrebbe sapore?
5) E allora come risparmiare  in modo intelligente anche sul cibo?
Andando a fare acquisti direttamente dal produttore
Entrando a far parte di un gruppo d’acquisto solidale (GAS), che grazie agli acquisti collettivi riesce  a spuntare prezzi migliori.
Evitando di acquistare cose inutili
6) La pubblicità la paga il consumatore: gli alimenti molto pubblicizzati non è detto che siano davvero di qualità, ma di certo costano più degli altri. Un esempio? Il kamut è un tipo di frumento pregiato, frutto di un incrocio tradizionale (e per favore lasciamo stare gli Egiziani che non c’entrano nulla…….), ma il suo alto costo è dovuto soprattutto al fatto che è coperto da brevetto (quindi si pagano diritti!) e viene importato dal Nord America. Altro che km zero! Pochi sanno che in Italia nessuno ha l’autorizzazione per coltivare Kamut, ma esiste un suo fratello gemello che si chiama Saragolla ed è coltivato in Abruzzo e in Puglia. Questo è di casa nostra!
7) Alimenti che costano molto non è detto che siano di qualità ma se costano molto poco NON POSSONO essere di qualità, perché nessuno vi regala niente!
8 ) Godetevi i colori dei prodotti freschi in una insalata composta da non meno di 10 ingredienti; potete metterci anche i fiori e la frutta fresca o secca. Invece dell’aceto qualche spicchio d’arancia o di limone (se è stagione); fiori di borragine, di camomilla, di nasturzio di salvia o rosmarino aggiungeranno un tocco di colore e di aroma.
9) Evitate gli OGM! Non solo sono inutili, ma numerose prove di nutrizione hanno dimostrato che sono molto pericolosi per la salute. A questo proposito vi consiglio di leggere il libro di Jeffrey Smith che s’intitola OGM: I RISCHI PER LA SALUTE (Ed. Arianna).
10) Scegliete vegetali coltivati in modo sano su terreni sani: ci sono ENORMI differenze tra agricoltura convenzionale, biologica e biodinamica.
11)  E la carne? Se mangiate carne, scegliete quella di animali sani, che sono stati alimentati bene e trattati come si deve (…o si dovrebbe….). Antibiotici e residui di farmaci negli alimenti sono dannosi. UNA RIFLESSIONE:  le carni di animali malati o sofferenti fanno bene alla salute?
12) Scegliete dolcificanti che esistono in natura; NO all’aspartame (E951), all’acesulfame K  (E950), al sucralosio (E955).
13) Attenti alle bevande dolci, specialmente per gli adolescenti: l’organismo non si accorge che sta introducendo calorie. Bere una bibita dolce a pasto aumenta del 60% il rischio di obesità.
14) Sì alla stevia, al malto, allo sciroppo di acero o di agave, allo zucchero integrale.
15) Mangiare deve essere anche un piacere, non fatevi disturbare da brutte notizie! Mangiate seduti, spegnete la televisione intanto che mangiate; provate a chiudere gli occhi e gustate il momento: i sapori diventano più marcati.
16) Mangiate lentamente e non ascoltate la vostra pancia!  Il cervello impiega 20 minuti per mandare il segnale di sazietà. Tutto quello che mangiate nel frattempo è di troppo.
17) Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero: ecco una regola che i nostri nonni conoscevano bene, e che vi aiuterà a rimanere in salute.

Articolo di Marina Mariani