In principio fu lo stregone.

È possibile pensare che la religione cattolica non abbia niente a che vedere con lo stregone, risalendo ad un Cristo, storico o leggendario poco importa. Ma si tratta di un abbaglio. Ed è facile provarlo. Infatti, ogni nuova religione s’inserisce in un alveo preesistente, con cui si connatura, come un affluente con il fiume dentro cui si versa. L’alveo in questione nasce appunto dallo stregone. E mentre la storia di un qualsiasi soggetto diveniente è uno scorrere per cambiare e superare, quella di una religione è un cambiare per conservarsi. Soprattutto della cattolica. E ciò solo perché lo stregone, che in essa sopravvive, vive del piacere di esserlo. Nella realtà esiste una sola religiosità (bisogno di rassicurarsi contro la paura con conseguente approccio autosuggestivo e fideistico dell’ambiente, che può essere quello dell’animismo). Anzi, esiste una sola genesi della civiltà e del suo divenire, detto storia (appunto).

La paura nasce con noi e con questa il bisogno di essere rassicurati contro l’ignoto, il diverso, l’altro, la morte (seconda costante biosociale). Diamo il nome convenzionale di stregone al primitivo, che sfrutta istintivamente la paura dei suoi simili e, rassicurandoli, rassicura nel contempo sé stesso, almeno in parte. Lo stregone si trasforma, non si estingue. Infatti, ce lo ritroviamo davanti anche quando, da secoli, non ha più nulla da dirci.

Nasce così il potere dell’uomo sull’uomo. Dal potere religioso a quello politico c’è un processo di metamorfosi che, percorrendo, nello stesso tempo, la strada, che porta alla scienza, dovrebbe superare definitivamente il punto di partenza. Ma gli stregoni preferiscono ricominciare sempre daccapo perché il potere religioso è più immediato, più essenziale e più cattivante di quello politico, che ne è generato.

E così, si è finito per far credere che gli stregoni debbano esistere comunque: debbano essere immortali come soggetti, che rinascano sempre per autogenesi! Stregoni per dire “fautori e sacerdoti” di non importa quale religione e religione per intendere un sistema comportamentale in risposta alla religiosità, che è il bisogno di un comportamento autorassicurante.

Del resto, quanto il potere religioso sia più funzionale al dominio dell’uomo sull’uomo ce lo dimostrano gli stessi politici quando fungono da ministri della liturgia della patria o, peggio, fanno leva su valori etnici o tradizionali, veri o presunti, o soltanto su una propria immagine teatrale e carismatica – come fa il nostro Berlusconi – per manipolare il consenso di masse di anonimi infantili pavidi e farsene forti. Ci risiamo con la paura: primum movens della religiosità, della stregoneria, del dominio dell’uomo sull’uomo, dell’autorità come delegazione divina e del conseguente diritto al potere (“ogni autorità viene da Dio”). L’autorità dello stregone viene da Dio.

Detto questo, possiamo tentare di tracciare un’analisi essenziale davvero sintetica ma sufficiente del “fenomeno cattolico”. Preso dal bisogno di seguire i concetti, non ho mai avuto il tempo per le date. Non sono diventato uno storico per restare un ragionatore. La religione, da tempo conosciuta come cattolica, è nata come religione cristiana ovvero di Gesù Cristo ovvero del Nuovo Testamento. Ma nella realtà il suo “lancio” lo si deve a tale Saul di Tarso, già persecutore della setta del nazzareno ma poi divenutone fermo assertore probabilmente perché convinto di avere a portata di mano uno strumento eccellente di potere diretto sui propri simili. Così Paolo, elemento estraneo e posticcio del gruppo di Gesù, si ritrova a Roma, a fianco dell’apostolo Pietro, la “pietra” su cui Cristo, l’atteso messia (“l’unto” del Signore) avrebbe fondata la propria comunità (“ecclesia”).

La religione cristiana, dapprima probabile oggetto di persecuzione da parte della Roma imperiale e pagana, perché in contrasto con la casta dei privilegiati (come dal famoso “Quo vadis ?”), viene fatta risalire anche al Vecchio Testamento e precisamente alla creazione dell’uomo nel giardino dell’Eden (da questo scacciato dal creatore a popolare la Terra per espiare il peccato della disobbedienza) e alla liberazione degli Ebrei da parte di Mosè che, mentre li conduce verso la terra promessa (Palestina), trova il tempo di salire sul monte Sinai per incontrarsi con il padreterno in persona, che gli scolpisce sulla pietra il famoso Decalogo, codice padronale-paternalistico e sessuòfobo, che sarà la base del catechismo cattolico.

Già religione delle catacombe per sfuggire alle persecuzioni, comincerà ad affermarsi come religione del pubblico potere, e quindi legittima, a partire dall’imperatore Costantino (313), che userà la croce come simbolo bellico e sarà santificato. Oltre che apostolica e romana si dirà anche cattolica, cioè universale. E invero il cattolicesimo sarà una religione universale ma solo nel senso di tecnica perfetta di dominio sull’uomo. La sua caratterizzazione decorre appunto dal detto famoso potente romano, che, non potendo, tra l’altro, decretare la fine del paganesimo, dà il via ad un processo di degenerazione, adulterazione, ibridazione e corruzione senza fine avviando quella che, per il concorso di circostanze varie, sarà una storia interminabile di crimini di potere.

Chi volesse fare il confronto fra i primi cristiani e le attuali alte gerarchie della Chiesa cattolica, una monarchia assoluta sui generis con una scenografia imperiale, trova la stessa differenza che c’è fra il niente e il tutto, tra il soggetto primitivo, elementare e pavido, rassicurato contro la paura del mondo solo perché crede nel Cristo, figlio di Dio e redentore delle anime e del mondo, ma, in realtà, solo attraverso la fede in uno o più stregoni, e il papa autocrate, dai cento travestimenti cromaticamente vistosi e sgargianti, possibilmente rifiniti con oro zecchino, che in rappresentanza del Cielo produce una serie di dogmi – verità tanto inconcusse quanto incredibili come quella dell’infallibilità del papa stesso quando si pronuncia “ex cathedra” – e detta leggi all’immediato contesto sociale e al mondo intero (“urbi et orbi”) e alla povertà originaria contrappone, senza ritegno alcuno, ricchezza, parassitismo e lusso sfrenato.

Ricominciamo daccapo. La caratteristica filogenetica della fede cattolica è una concatenazione di circostanze, ciascuna delle quali è indispensabile alla successiva per cui, per esempio, senza il diavolo tentatore nel paradiso terrestre, non avremmo un’Eva peccatrice ed un’umanità da redimere dal peccato originale e dal peccato in genere. Così, senza Giuda, non avremmo un crocifisso redentore e così via.

La religione cattolica può dominare la vita dell’uomo dalla nascita alla morte e può occupare tutti gli spazi sociali e civili, aria compresa! La stessa vanta poteri straordinari, che potremmo definire di “magia divina” in quanto espletati con licenza di Dio. Un primo gesto “teomagico” è il battesimo con cui lo stregone cristiano purifica il neòfita (da tempo il neonato), liberandolo dal peccato originale ma nello stesso tempo segnandolo come suddito istituzionale della Chiesa. Segue la somministrazione degli altri sacramenti che, come il battesimo, lasciano un segno indelebile, così come il matrimonio (che è pertanto indissolubile), l’ordine sacerdotale e la confessione attraverso cui il penitente può essere emendato da peccati anche gravi. Un vero e proprio potere di amnistia! Ma la confessione serve anche ad indagare sulla vita familiare e privata dei sudditi.

La messa è la ripetizione simbolica del sacrificio di Cristo il quale, per l’occasione, si moltiplica per il numero delle ostie, da ingerire per la comunione, per effetto della transustanzazione, che è certamente il tetto della teomagia attraverso la “teofagia”, che ci riporta al totemismo, tanto per buttare un’occhiata al mondo originario degli stregoni. Se attraverso la messa l’officiante può ridurre la pena delle anime del purgatorio (di corpi morti senza avere fatto in tempo a servirsi dell’amnistia della confessione), nella misura (neanche a dirlo) del danaro destinato alle cosiddette funzioni di suffragio, lo stregone massimo può beatificare e santificare soggetti passati all’altro mondo.

Il fenomeno cattolico ha metabolizzato il mondo pagano e non poteva fare diversamente. Attraverso una vera e propria idolatria ha dato vita ad un secondo paganesimo. Non solo ha assimilato per sovrapposizione varie festività pagane (come quella del Natale) ma ne ha esaltato lo spirito attraverso la sovrapproduzione di divinità minori nella fattispecie di santi. Così i pagani hanno potuto conservare, poniamo, il culto a Venere, attraverso il culto alla Madonna, anzi ad una serie di Madonne, configurate come statue e quindi come altrettanti idoli. Il miracolismo degli idoli o delle reliquie (come il sanguinamento o la lacrimazione di statue o il liquefarsi del “sangue di s. Gennaro”) e la loro taumaturgia, assieme ai fuochi pirotecnici sono tutti fenomeni del mondo pagano. La pirotecnica come inquinamento acustico è perfino nociva (a gestanti, psicopatici, handicappati, ammalati, specie se terminali) e produce danno alle cose, ma ciò non importa ai responsabili che, sostenuti anche dalle autorità civili, attribuiscono alla libertà dei fedeli anche quei comportamenti di massa che sono loro stessi a coltivare!

Altra caratteristica del fenomeno cattolico è la repressione della sessualità non procreativa, non per motivi di moralità – qui del tutto fuori luogo - ma solo perché, attraverso una sessualità repressa riesce più facile dominare il proprio simile.

Ne consegue una religione specializzata nella produzione di falsi: false apparizioni, false profezie, falsi miracoli, oggetti falsi come la Sindone, segni falsi come le stigmate. Falsi angeli celesti, falsi angeli custodi dei bambini, un falso diavolo come antagonista di Dio e tentatore dell’uomo, un inferno, un purgatorio ed un paradiso esistenti solo nella fantasia.

Stando così le cose, sono naturali la persecuzione dei diversi – infedeli, eretici, apostati, ebrei o che so io – attraverso lo strumento raffinato dell’Inquisizione; le spedizioni punitive – o Crociate – contro i musulmani, trattati come feroci nemici di Dio con il pretesto di liberare il presunto sepolcro di Cristo; le lotte fratricide dei papi per il possesso del sommo potere del Soglio di Pietro; l’opposizione sistematica e con qualunque mezzo (menzogna compresa) contro tutti gli Stati socialisti con il pretesto di battersi contro l’ateismo, nella realtà intendendo per ateismo non tanto la non fede in un Dio-persona quanto l’opposizione al potere dei papi. (Wojtyla avrebbe complottato con Reagan per contribuire alla caduta dell’Urss). Sono parimenti naturali tutte le corruzioni del potere papale, come il nepotismo e la vendita delle indulgenze (questa persistente attraverso le messi per i defunti). Nella religione cattolica non c’è più assolutamente nulla dell’originaria semplicità evangelica.

Il cattolicesimo è l’esercizio del dominio dell’uomo sull’uomo e sul mondo che ogni agente dell’istituto Chiesa esercita in rapporto alla propria “fede” (vera o simulata), al proprio livello gerarchico e alla propria capacità machiavellica. Il suono delle campane è lo strumento principe di occupazione abusiva dello spazio aereo. Seguono le processioni e tutte le manifestazioni che si svolgono nella pubblica piazza. Quando possibile, l’officiante costringe tutto un quartiere a sentire forzatamente una predica o la recita del Rosario, attraverso un impianto di radio-diffusione.

L’edificio chiesa funge da “base strategica” (si direbbe quasi militare), essendo il centro di tutto: dalla catechesi infantile (sequestro preventivo della ragione) al funerale: messa di raccomandazione dell’anima del morto alla clemenza divina. Lo stregone preposto è autorizzato a raccogliere elemosine e donazioni (vedi il “fiore che non marcisce”) senza limite e senza riscontro fiscale. E’ l’esercizio del parassitismo che, al livello ufficiale, viene integrato dall’8 per mille e dalle opere di manutenzione e restauro del demanio ecclesiale a carico dello Stato.

La fine del potere temporale non ha segnato la fine del potere religioso cattolico, che ha trovato ben presto delle vie alternative e compensative. La vecchia tendenza del monarca assoluto – alias papa – a dettare leggi all’ambiente prossimo e al mondo, si è rafforzata nel triste fenomeno dell’”etero-coazione”, che significa esigere (“perché Dio lo vuole”) che anche i non cattolici pratichino, anche senza convinzione, i costumi dettati dal papa. A tal fine i parlamentari cattolici agiscono nelle vesti di veri agenti politici infiltrati, che fanno di tutto per indurre il potere legislativo, di uno Stato anche laico, a varare leggi di stampo cattolico. Il cattolico, appunto perché tale, è anzitutto un suddito papale per essere poi, se possibile, anche un cittadino dello Stato che lo ospita e che spesso gli ha dato anche i natali.

Analogamente i cosiddetti missionari non sono dei sacerdoti destinati ad accudire fedeli in terra straniera, ma quasi sempre veri agenti politici di un potere politico (la Chiesa), che cerca di estendere il proprio dominio mentale (sacramentale-liturgico) all’interno di contesti antropologici di diversa religione. Si spiega perché, talora, membri di altre religioni, non necessariamente dediti all’etero-coazione, ma fanaticamente insofferenti di quella cattolica, li aggrediscono o fanno di peggio per liberarsi di concorrenti in casa.

Quando vedo un presidente della Repubblica baciare la bandiera o il nostro premier essere oggetto di culto della personalità da parte di pavidi plaudenti (di cui si fa schermo) assisto a liturgie religiose applicate a circostanze del potere politico e trovo la conferma della tesi sostenuta in quest’articolo. L’esercizio del potere, come droga ad effetto autocompulsivo, è decisamente di competenza psichiatrica. Perciò, la scienza non indurrà mai il papa a sconfessare sé stesso perché costui si identifica – come tutti i suoi subalterni (con le dovute eccezioni) con il potere che esercita finché disporrà di vittime contente di sostenere stregoni, la cui ragion d’essere rimane solo la fede delle vittime stesse. La Chiesa non può più fare vittime dell’inquisizione della scienza, alla stregua di Galilei o di Giordano Bruno, ma troverà sempre il modo di distruggere, nell’immaginario dei sudditi, quanti fanno ombra al potere papale: basta ascoltare la voce suprema della piramide.

Il fenomeno cattolico è poliedrico: spazia dallo spirituale del mistico all’idolatrico del neopagano, da un concetto di Dio, che è in cielo, in terra e in ogni luogo e che quindi s’identifica con l’universo umano e non è personificabile, ad un’immagine di Dio del tutto simile a quella di un uomo maturo e dall’aspetto autorevole con tanto di barba da rispetto, che ascolta contemporaneamente milioni di sue creature, e con cui si può parlare e non solo mentalmente, attraverso la preghiera, per ottenere conforto e, perché no, anche un miracolo.

La fede cattolica ha il pregio di accontentare tutti – bambini e adulti, rozzi e filosofi – e di dominare tutti e il campanile – con il suo orologio, che scandisce i quarti d’ora e i suoi bronzi, che comunicano ai fedeli le fasi e le funzioni della giornata – è il parametro di una onnivalenza, che fa della religione cattolica uno strumento perfetto di dominio dell’uomo sull’uomo in nome della paura primordiale del mondo e quindi a prova di scienza.