Si è tanto parlato in rete delle anomalie che circondano il caso Berg, con particolare riguardo al video della presunta decapitazione. Ogni telecamera lascia determinate “impronte” elettroniche, come un’impronta digitale o la peculiare striatura lasciata sulle pallottole dalla canna di un’arma da fuoco. Non sono rilevabili a occhio nudo, ma un computer debitamente predisposto è in grado di farlo.

Ora si mormora che gli esperti della Kodak Park di Rochester, NY, analizzando il video in questione, sarebbero giunti alla conclusione che una delle due telecamere impiegate per le riprese è la stessa con cui sono state filmate alcune delle famose torture nel carcere di Abu Grhaib che hanno fatto il giro del mondo.

Inoltre, salta fuori che Michael Moore, regista dell’acclamato film vincitore del festival di Cannes, “Fahrenheit 9/11”, ha offerto ad uso esclusivo della famiglia un’intervista di circa venti minuti con lo sfortunato giovane, non inclusa nel montaggio originale. Accidenti, che coincidenza…

Comunque sia, negli Stati Uniti, pur se non rilevato dai grandi media, c’è un gran fermento. Un esempio?

“A partire dall’11 settembre 2001, gli americani hanno un terrificante nemico, e quel nemico è il loro stesso governo. Tutti gli americani, non solo i terroristi, sono potenziali vittime del Patriot Act statunitense.”

Questo è il tenore dei sentimenti espressi da un’assemblea di illustri avvocati che si sono riuniti in maggio a Cuyahoga County, in Ohio, fra i quali un ex assistente del Procuratore Generale nonché l’ex presidente della National Association of Criminal Defence Lawyers. Secondo loro, il Congresso e l’amministrazione Bush, con la scusa della sicurezza nazionale, si stanno comportando nel modo più anti-americano che si possa immaginare. Tanto per fare un esempio, adesso l’FBI può emanare “Notifiche di Sicurezza Nazionale” per ordinare alle aziende di fornire dati sensibili su chiunque; non occorre alcun mandato o autorizzazione giudiziaria, né l’FBI deve rispondere in alcun modo di questi dati. Per non parlare della facoltà, da parte delle varie autorità, di entrare in qualunque casa o azienda e copiare file di computer o documenti cartacei senza alcuna notifica, o di scambiarsi intercettazioni telefoniche o elettroniche eseguite senza alcun mandato. Un membro dell’assemblea, Gerald Goldstein, è arrivato a dichiarare: “Hitler non impose la sua volontà su un pubblico inconsapevole; il Terzo Reich si affermò sulla base del consenso popolare.” Più chiaro di così…

Se ho riportato questa notizia, è solo perché anche a casa nostra si respira una gran brutta aria; quel che è peggio, stanno accadendo le cose più incredibili proprio sotto il nostro naso, eppure sembra che gran parte della popolazione di questo paese sia letteralmente lobotomizzata da un ridondante diluvio mediatico e non voglia, o possa, rendersene conto. Cercherò di chiarire il mio pensiero in un prossimo intervento, ma il succo è questo: la sinistra, la destra, sono due ali dello stesso uccello. Finché ci si illuderà che votando per questo anziché quello le cose andranno in un modo anziché un altro, non si farà altro che continuare a nutrire questo mostro senza volto, che ci sta trascinando in un abisso senza fondo di morte, distruzione, inganno, manipolazione.

Un esempio di quanto sto cercando di dire si può trovare nella radice comune di certi simboli adottati da movimenti politici solo apparentemente diversi, quando non opposti. Il partito laburista britannico (la cui attuale politica, espressa dal primo ministro Tony Blair, non mi sembra propriamente “di sinistra”…) ha come simbolo una rosa, così come una rosa era presente sino a poco tempo fa in quello del nostro partito radicale.

il vecchio simbolo dei radicali...
...e il simbolo dei laburisti

Curiosamente, anche il PDS, il cosiddetto partito della quercia, ha pensato bene di mettere ai piedi di quest’albero una… rosa! Qualcuno di voi ne conosce il motivo? Forse che la rosa è stata adottata come simbolo di una certa “sinistra” europea?

...il simbolo dei democratici di sinistra ...e il simbolo dei socialisti europei

Probabilmente è proprio così: altrimenti non si spiegherebbe come mai i socialisti redivivi (e la faccia tosta di alcuni di loro ha dell’incredibile…) nella loro opera di “maquillage” hanno scelto di sostituire il vecchio, amato garofano con… una rosa!

...il simbolo dei socialisti democratici italiani


Eccovi altri esempi di quanto sopra:


...il simbolo della sinistra giovanile


Non sono certo un esperto di cose politiche, ma alcune ricerche che sto effettuando mi stanno sempre più convincendo che un certo simbolismo che ci circonda sia tutt’altro che casuale, e che dietro fatti e realtà apparentemente scollegate vi sia invece una matrice e un’agenda comune. “Dividi ed Impera”, il motto dell’antico impero romano, sembra un modus operandi valido ed adottato ancora oggi, funziona egregiamente e continuerà a farlo sintanto che non ci renderemo conto della realtà di questo tragico gioco al massacro, condotto sulla pelle di tutti noi.

Nel frattempo, tanto per chiarire i termini della questione, il ministro della difesa statunitense Donald Rumsfeld ha dichiarato, di fronte ai cadetti di West Point, che “la Guerra al Terrorismo è appena iniziata”. Auguri…