Per far luce sugli effetti collaterali e i rischi in sordina...



di Stephen McMurray


  Una delle definizioni di "antibiotico" è che "tende a prevenire, inibire o distruggere la vita".(1) Forse avremmo dovuto prestare attenzione a questa indicazione in merito ai rischi degli antibiotici prima che medici e veterinari cominciassero a distribuire tali farmaci come fossero caramelle a una festa per bambini.
  Perlomeno gli operatori sanitari si sono finalmente accorti dei pericoli dei super-germi resistenti agli antibiotici, anche se il loro contributo per risolvere il problema è solo apparente. Tuttavia, ciò che il sistema sanitario non evidenzia sono gli effetti collaterali gravi e persino mortali, cui i consumatori di questi potenti farmaci potrebbero essere esposti quotidianamente.


Effetti collaterali pericolosi

  Esistono numerose classi di antibiotici con meccanismi di azione diversi. Sono tutti però associati a un’ampia varietà di effetti indesiderati.


• Amminoglicosidi

  Gli antibiotici amminoglicosidi comprendono gentamicina, neomicina e streptomicina e agiscono inibendo la capacità dei batteri di sintetizzare le proteine. Tra gli effetti negativi di questi farmaci si rilevano nausea, atassia, acufene, perdita permanente dell’udito e danni renali. (2), (3)
Inoltre, tra determinate fasce demografiche, gli effetti non sono troppo rari. Un articolo del 2010 apparso su Thorax fa riferimento all’elevato rischio di effetti collaterali nei pazienti affetti da fibrosi cistica che assumono amminoglicosidi:

«Alcuni studi osservazionali suggeriscono che la morbilità di effetti collaterali legati agli amminoglicosidi è paurosamente alta…»(4)

  Un articolo pubblicato nel 1992 sull’Indian Journal of Physiology and Pharmacology cita cifre davvero allarmanti per i pazienti di un gruppo di studio cui era stata somministrata la gentamicina: il 13% di chi aveva assunto gentamicina per via endovenosa ha mostrato effetti collaterali come, per esempio, abbassamento dell’udito e il 100% di coloro cui sono state somministrate gocce auricolari ha rivelato effetti collaterali.(5)

  È stato altresì dimostrato che la gentamicina causa lesioni cerebrali (6) ed encefalopatia.(7)
Un articolo pubblicato nel 2004 sull’Otology & Neurotology ha messo in guardia sul fatto che «[...] Non esistono dosaggi sicuri per la gentamicina».(8)

  La streptomicina è altrettanto pericolosa. Assumerla può comportare paralisi dell’apparato respiratorio e, con elevate probabilità, danni vestibolari permanenti. Il farmaco può causare il coma nei bambini molto piccoli.(9)
A seconda del metodo di somministrazione, il farmaco può portare al decesso, come sottolineato da un articolo pubblicato nel 1990 sull’Indian Journal of Dermatology, Venereology and Leprology:

«Con la somministrazione intrapleurica o intraperitoneale con dosaggi elevati, la streptomicina provoca blocchi neuromuscolari che implicano paralisi muscolare acuta, apnea e persino il decesso.» (10)

  Anche la neomicina, altro antibiotico amminoglicoside, può provocare blocchi neuromuscolari.(11) Viene utilizzata di frequente per l’irrigazione intestinale durante gli interventi chirurgici, cosa che può portare a danni renali e perdita permanente dell’udito.(12)
  Questo farmaco è tanto potente da essere accompagnato da indicazioni d’uso che specificano, con la seguente nota, che…

«[…] I pazienti trattati con neomicina dovrebbero essere tenuti sotto stretta osservazione clinica per via della tossicità potenziale associata alla loro [sic] assunzione.» (13)


• Sulfamidici

  I sulfamidici, o sulfonamidici, agiscono bloccando la sintesi dell’acido folico di cui i batteri necessitano per produrre le proteine. L’elenco dei vari effetti collaterali include piastrinopenia (diminuzione del numero di piastrine che riduce la capacità di coagulazione del sangue), anemia, infezioni del tratto urinario e sindrome di Stevens–Johnson (SJS), una condizione epidermica potenzialmente letale. (14)
  Nel caso di un antibiotico facente parte di questa categoria, il sulfatrim, sono stati appurati oltre 100 effetti collaterali, tra cui febbre, cecità, aritmia, difficoltà di respiro, necrolisi epidermica tossica (TEN) e, ancora una volta, la SJS. (15)
Un effetto collaterale potenzialmente grave dei sulfamidici è la lesione cerebrale, come spiegato dalla fonte di riferimento dei clinici, GlobalRPh:

«Siccome i sulfamidici slegano la bilirubina dall’albumina, come potenziale effetto collaterale rilevante può insorgere il kernittero (lesioni cerebrali dovute a un eccesso di bilirulina) a seguito dell’assunzione di sulfamidici.» (16)

Il kernittero si verifica normalmente negli infanti ma può colpire anche gli adulti.


• Tetracicline

  Le tetracicline hanno un meccanismo d’azione simile a quello degli amminoglicosidi. Vengono impiegate principalmente per infezioni urinarie e respiratorie e per il trattamento dell’acne. I farmaci principali della classe sono tetraciclina, minociclina e doxiciclina. Gli effetti indesiderati accertati includono necrosi epatica, nefropatie e proliferazione della Candida che può tradursi in esofagite ed enterocolite, malattie potenzialmente mortali. (17)
  La minociclina, un farmaco comune di questa categoria, viene usato nel trattamento dell’acne e dell’artrite ed è noto che il suo consumo causa l’insorgenza di pancreatite, anemia emolitica, piastrinopenia, epatite e talvolta pericardite. (18)
  È stato rilevato che la minociclina provoca malattie autoimmuni, come rivela questo estratto della scheda informativa redatta dalla Food and Drug Administration statunitense:

«Le tetracicline sono state associate allo sviluppo di sindromi autoimmuni. L’assunzione prolungata di minociclina nel trattamento dell’acne è stata connessa all’insorgenza di lupus eritematoso indotto da farmaci, epatite autoimmune e vasculite.» (19)

Il sito web Drugs.com sostiene che la tetraciclina e la minociclina possano provocare il cancro:

«[…] Alcuni antibatterici correlati (ossitetraciclina, minociclina) hanno evidenziato l’esistenza di attività cancerogena nei topi.» (20)
 

  La doxiciclina, altro antibiotico tetraciclinico, può causare l’insorgenza di pericardite, pancreatite, danni epatici e cecità, e non andrebbe somministrata ai bambini al di sotto dei 12 anni perché può comportare problemi di sviluppo osseo. (21)


• Cefalosporine

​  Le cefalosporine inibiscono la sintesi della parete cellulare batterica. Sono perlopiù impiegate per curare infezioni all’orecchio, al naso, alla gola, ai polmoni e cutanee. Alcuni dei medicinali antibiotici facenti parte di questa categoria sono la cefazolina, la cefalexina, il cefaclor, la cefotaxima, la ceftazidima e il ceftriaxone.
  I principali effetti collaterali delle cefalosporine sono colite e altri disturbi gastrointestinali. Disturbi a ciò associati sono aritmia, encefalopatia, nefrite e crisi epilettiche. (22) Inoltre, nei pazienti in cura con cefalosporine può insorgere l’anemia emolitica autoimmune. Questa patologia implica che gli anticorpi attaccano i globuli rossi dello stesso organismo e può spesso essere mortale. (23)
  Una delle reazioni più pericolose si presenta se una persona assume alcolici durante terapie a base di cefalosporine. È nota come “reazione disulfiram simile”. (24) Il disulfiram (o Antabuse®) è un farmaco impiegato nelle cure di persone affette da alcolismo e crea un’elevata sensibilità all’etanolo.
  Una ricerca cinese del 2014 ha evidenziato i rischi della reazione disulfiram simile indotta dalle cefalosporine, osservando che non c’è alcuna differenza se l’alcol viene consumato appena dopo o molto tempo dopo l’assunzione dell’antibiotico.(25) In realtà, possono volerci fino a due settimane dalla conclusione di una terapia di cefalosporine per poter consumare alcolici in sicurezza.(26)
  Gli effetti collaterali gravi e talvolta fatali di tale reazione sono elencati sul sito DailyMed della National Library of Medicine statunitense:

«Il disulfiram combinato con alcol, anche a piccole dosi, causa arrossamento, pulsazioni a testa e collo, mal di testa pulsante, fatica a respirare, nausea, abbondante vomito, sudorazione, sete, dolore al petto, palpitazioni, dispnea, iperventilazione, tachicardia, ipotensione, sincope, malessere diffuso, debolezza, vertigini, offuscamento della vista e confusione. Nei casi gravi le reazioni possono essere insufficienza respiratoria, collasso cardiovascolare, aritmia, infarto miocardico, insufficienza cardiaca congestizia acuta, incoscienza, convulsioni e decesso.» (27)

  Bisogna mantenere alto il livello d’allerta poiché molti prodotti contengono alcol, come, per esempio, altre tipologie di farmaci, sciroppi, aceti fermentati, salse e lozioni.(28) Alcuni collutori e persino dopobarba, profumi, deodoranti e tinte per capelli a uso topico possono scatenare una reazione disulfiram simile.(29)


• Metronidazolo

  Il metronidazolo agisce distruggendo il DNA dei batteri ed è principalmente utilizzato per infezioni gastriche, vaginali e respiratorie. È un altro antibiotico che presenta controindicazioni davvero gravi, tra cui meningite, danni epatici e renali, problemi alla vista, reazione disulfiram simile e patologie del midollo osseo.(30)
  Una lettera pubblicata nel 1980 sul British Medical Journal riporta il caso di un paziente affetto da aplasia midollare trattato con metronidazolo. Il farmaco aveva inibito la produzione di cellule ematiche nel midollo osseo, provocando conseguentemente il decesso del paziente. (31)

  Secondo quanto sostenuto dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani statunitense, questo antibiotico è anche cancerogeno. L’ottavo Rapporto sugli agenti cancerogeni del 1998 rende noto che «[...] In caso di somministrazione per via orale, il metronidazolo ha causato l’aumento dell’incidenza di tumori polmonari nei topi di entrambi i sessi e linfomi nelle sole femmine. La somministrazione orale del composto ha altresì...

 

Continua…

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Nell'articolo completo pubblicato su NEXUS New Times si parla anche di...

  • Fluorochinoloni
  • Macrolidi
  • Cloramfenicolo
  • Penicillina
  • Reazioni allergiche
  • Sindrome da scomparsa dei dotti biliari intraepatici (VBDS)
  • Malattie infettive
  • Candidosi
  • Danno mitocondriale
  • Antibiotici nella catena alimentare
  • Antibiotici nelle risorse idriche

L’autore:
Stephen McMurray lavora nel servizio civile nordirlandese ed è laureato in fitoterapia e naturopatia. È il co-fondatore e membro del 7th Heaven Animal Rescue Trust e co-fondatore dell’Association for the Protection of Family Health, che aiuta a prevenire la fluorizzazione delle risorse idriche dell’Irlanda del Nord. Esorta la gente a preoccuparsi per la propria salute e a informarsi anziché accettare acriticamente la disinformazione pubblicata dai media, dalla medicina mainstream e dalle aziende farmaceutiche. Potete contattarlo via email all’indirizzo s.mcmurray1@btinternet.com