IL 'DEEP STATE' E IL GRANDE RESET DEL 2020

di Peter Koenig
NEXUS New Times nr. 144 - agosto settembre 2020


 

Il governo mondiale è appannaggio di pochi eletti: solo lo 0,0001% degli abitanti della Terra detiene il Potere e gestisce i destini di intere nazioni e continenti. Questa élite ristretta, i cui membri possiamo definirli “individui oscuri”, si pone l'obiettivo di creare un unico o nuovo ordine mondiale (New World Order), operazione facilitata dal controllo esclusivo su gruppi e Istituzioni altamente influenti come il G7, il G20 o il Gruppo Bilderberg, ma anche l'Unione Europea, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e il WTO, frapponendosi di fatto alle costituzioni nazionali e all'ONU.
 

Nonostante l'esiguità del gruppo, l'efficacia del relativo dominio è tale che ai Popoli sembra del tutto normale un’invadenza in grado di annullare le decisioni dei Governi nelle nazioni sovrane - sia sul piano politico sia su quello economico - elemento che dovrebbe far molto riflettere alla luce dell'espansione della pandemia da Covid-19: l'ormai incombente seconda ondata, già di fatto realtà in molti Paesi, sta inevitabilmente scatenando la caccia al vaccino, per la gioia di Big Pharma e dei suoi profitti in crescita esponenziale.
 

La situazione di caos economico e sociale ha, pertanto, reso il terreno molto fertile per un altro colpo di mano del nuovo ordine mondiale. Lo scorso giugno, infatti, il presidente (non eletto) del World Economic Forum, Klaus Schwab, ha annunciato “Il Grande Reset”, agenda il cui perno ruota sulla lotta al riscaldamento globale, ma che in realtà rappresenta il primo passo verso un obiettivo tanto grande quanto letale: l'attuazione dell'Agenda 2030 dell'ONU.

A dire il vero, i primissimi vagiti di questo macabro piano sono ‘casualmente’ coincisi con l’inizio della pandemia di Covid-19 lo scorso gennaio, per poi proseguire con i disordini razziali del movimento Black Lives Matter finanziato dalla Ford Foundation e dalle Open Society Foundations di George Soros. Questi ultimi eventi sono stati organizzati nel quadro di un piano che rappresenta il preludio all'Agenda 2030, ossia l'Agenda ID2020 finanziata da Bill Gates. Fulcro di questo programma è l'applicazione di apparecchi identificativi digitalizzati impiantati sotto forma di nanochip - ad oggi testati su alcuni scolari del Bangladesh - con in realtà obiettivo finale il monitoraggio dell’intera popolazione mondiale attraverso i dati inviati da tali nanochip e veicolati dalla Rete 5G.
 

Anche la digitalizzazione del denaro rappresenta un elemento cardine delle ambizioni di Bill Gates e soci, tuttavia in Cina l'idea sembra essere arrivata con largo anticipo. Il colosso asiatico è infatti in procinto di realizzare il cripto-RMB (o yuan), una nuova criptovaluta basata su blockchain creata dalla Banca Popolare Cinese. La differenza con un eventuale cripto-dollaro è semplice, ma di importanza fondamentale: il cripto-RMB è sostenuto dall'oro, binomio non più attuabile da un'America trumpiana che vede l'asse commerciale con la Cina deteriorarsi progressivamente, come testimoniato dal restringimento delle importazioni dall'oriente di prodotti vitali per il tessuto economico e sociale dell'occidente (ad esempio le forniture mediche) e dal conseguente calo generalizzato dei consumi.
 

Tecnicamente, uno scenario del genere non lascia dubbi: l'iniziativa cinese caratterizzata dall'approccio multipolare win-win della Nuova Via della Seta sta soppiantando l'ormai obsoleta egemonia del dollaro, la cui sopravvivenza dipende dal taglio del legame a doppio filo con la FED e i Rotschild.
 

Questi gli scenari dei 'neri tavoli' ove si decidono le sorti del Mondo, di tutti noi, dei vostri figli. Se volete scoprirne di più trovate l'articolo completo sul Numero 144.

 


 

 


VISITA IL NOSTRO SHOP