Parlare di un autore che ha modellato la nostra visione dell’essere, comporta il bisogno di trovare un attacco adeguato al portato del cambiamento di cui è stato ambasciatore. Necessita di un messaggio all’altezza dell’autore stesso. E per soddisfare l’esigenza, si tende nella maggioranza dei casi a cercare ispirazione nelle sue precedenti opere e parole. Nel caso di Manly Palmer Hall, tutto ciò avviene in maniera diametralmente opposta. Perché Hall ci ha spiegato come diventare noi stessi. 

Perciò, qualsiasi esposizione non può prescindere da un’analisi introspettiva, del dono che il Gran Maestro ci ha conferito. Limiteremo le citazioni delle sue opere e conferenze e cercheremo di spiegare la sua visione, il suo darçana: soprattutto, gli effetti pratici che essa sprigiona.

Prajna: Conoscenza e Azione

Nel corso degli ultimi vent’anni, si è cercato di essere quasi quotidiani esegeti del messaggio introiettato dal Maestro Hall. Il rapporto con la sua opera apre le porte a una nuova esperienza di conoscenza intuitiva, la cosiddetta prajna: perfetta corrispondenza tra teoria e prassi, conoscenza e azione.

È una prospettiva cognitiva non dualistica, alimentata dal dubbio, dallo spirito critico e dalla ricerca individuale: un portale per la trascendenza, per trovare le verità in noi stessi. L’introspezione è essenziale per la ricerca della propria autenticità, della propria perfezione, per risvegliarsi e attingere a un nuovo piano della realtà e della conoscenza. Senza Hall non avremmo mai compreso il vero senso della Filosofia: insegnare all’uomo come diventare utile, fornendogli strumenti per risolvere i problemi di tutti i giorni. Hall era ben consapevole del debito che ogni tradizione ha con l’Induismo, in tutte le sue forme, dai Veda al Brahmanesimo al Giainismo. Eppure, la sua grandezza non si limita a ciò; ha spiegato con coerenza ed efficacia ogni sapere finora esistito: Ermetismo, Buddhismo, Religioni Cinesi, Ebraismo, Sufismo, Cattolicesimo…

E nel farlo, ha esposto similitudini ed evoluzioni dei diversi fenomeni e delle loro correnti.

Così, mostrando anche al lettore ancora dormiente, le strutture che costituiscono la realtà, facendogli apprezzare il senso di quelli che Giambattista Vico definì Corsi e ricorsi storici.

Il Destino Segreto Dell’America

Nessun testo più de Il Destino Segreto Dell’America aiuterà il lettore a comprendere la grande illusione in cui viviamo, oltre che la grandezza del Maestro Manly Palmer Hall. Un libro con cui Hall fornisce al lettore le chiavi per una nuova esperienza conoscitiva, tramite un’analisi storica comparativa dello sviluppo e del controllo della civiltà nei secoli. Dove Platone si è fermato, Manly Palmer Hall ha proseguito, dettagliando con precisione, l’evoluzione dell’uomo nella storia. Mostrandoci da quanto più tempo, rispetto a Platone, Democrazia, Uguaglianza e Libertà, siano feticci strumentali alla manipolazione e sottomissione delle masse. Svestendo la Storia da una narrazione ammantata di finto Romanticismo ed Eroismo, e illuminando il lettore sulla sua verità storica, sulla vera natura dei fatti che la guidano. Dai Faraoni al 1900, passando per Nostradamus, Hall disegna paralleli ed evidenzia incongruenze, facendo emergere la vera natura della Storia e delle sue manifestazioni.

Hall più di chiunque altro, ha fornito all’uomo strumenti per spogliarsi dell’influenza di quelle forze nascoste e poteri occulti che dominano la vita da millenni.

Manly Palmer Hall e Carl Gustav Jung

Come si vedrà, Hall ha mostrato la via a tutti i pensatori del secolo scorso che han cercato declinazioni alternative all’evoluzione tradizionale, in primis, Carl Gustav Jung. Nel documentario “Una fila di Tombe: Jung e la Reincarnazione", alcuni allievi di Jung parlano di come abbia intuito la Reincarnazione e tra gli intervistati figura Erlo Van Waveren. Van Waveren riporta un’osservazione singolare che gli fece un giorno Jung: si lamentava con lui che si fosse abituato ad attendere troppo tempo per reincarnarsi… Non sorprende che Hall sia tornato nel 1901, l’ultimo secolo per l’umanità tradizionale, l’ultimo momento storico per cercare di risvegliarlo, prima dell’ascesa della tecnologia. Manly Palmer Hall è stato senza dubbio l’ultimo baluardo del Giusnaturalismo, dell’idea di un indissolubile legame, tra uomo e natura, tra sensibilità umana e regno metafisico. Ciononostante, quasi vent’anni di lezioni non sono ancora stati sufficienti a permetterci di dire chi fosse, in realtà, il Gran Maestro del 33esimo rito Scozzese, Manly Hall. 
Quello che ha instillato in noi è un’ossessiva tensione all’auto-comprensione, all’auto-sviluppo: un approccio, una visione della vita, che fonde qualsiasi ragionamento e azione. Che può portare a imparare lingue senza nemmeno comprare un libro, sviluppare una sensibilità prossima alla chiaroveggenza e garantire performances fisiche oltre l’ordinario. Il risveglio indotto dalle sue parole, con il tempo, porterà l’individuo a raggiungere uno stato transpersonale, dove non si penserà nemmeno più in termini di noi, quanto, di voi.

Reincarnazione: Il Ciclo della Necessità

Per farlo, bisogna spezzare il legame con il ciclo delle nascite e delle morti, acquisendo consapevolezza dell’a-temporalità della nostra dimensione, come emerge dalla lettura di Reincarnation. The Cycle Of Necessity. Bisogna spogliarsi dalle convenzioni e focalizzarsi sulle nostre risorse intime, interiori. Dove per convezioni, s’intende l’influenza della scuola e dell’accademia, come dell’idea di religione tradizionale, che insegna solo dogma. O dei media, espressione precipua del controllo contemporaneo, l’intrattenimento, perciò fulmineamente liquidati da Hall come propaganda in ogni loro forma.

Sembrerebbe che Hall ci abbia insegnato tutto. Eppure, ogniqualvolta l’interiorità diventa difficile da gestire, torniamo alla sua vivida e rigorosa voce, per trovare forza, coraggio e rigore: gli strumenti che Hall fornisce per controllarci e non esserlo da fonti esterne. Anche in ragione di ciò, tuttora ci struggiamo cercando di capire chi fosse Manly Hall. L’arcangelo Zadkiel di cui parla lo Zohar, incarnatosi per offrirci una guida e spiegarci come combattere le forze maligne che influiscono sulla nostra spiritualità? O era forse la reincarnazione di Zhuang-Zi, Platone, Meister Eckhart o Giordano Bruno?

Il Messaggero dell’era dell’Acquario

Hall è il più autorevole messaggero dell’Era dell’Acquario, testimone di quelle tradizioni indo-orientali che ricordano come la vita sia una costante scalata di una montagna senza cima. Per certo si può dire che, essendo nato il 18 marzo, era ben consapevole della sua missione: aiutare gli altri a trovare senso ed equilibrio nel loro agire quotidiano. Il suo coraggio e la sua forza l’hanno reso persona di valore inestimabile, un guru spirituale, emotivo e intellettuale. Un maestro di rigore: verso sé stessi e quindi verso Dio. Solo cercando di capire chi fosse Hall, abbiamo iniziato a trovare risposte ai nostri quotidiani interrogativi e turbamenti. Abbiamo trovato forza, coraggio, disciplina. 
Come succederà a chiunque altro avrà il coraggio d’affrontare il rigore delle lezioni che ci ha lasciato in eredità tramite una dozzina di testi, centinaia di scritti e quasi 15000 ore di conferenze registrate su nastro dall’ante Seconda guerra mondiale. Come recita anche il sito dell’Istituto per la ricerca filosofica da lui fondato, Mr Hall era un cercatore di saggezza che ha speso l’intera vita ricercando e studiando come autodidatta.

Rigore e integrità ci mostreranno la Verità

Ognuno di noi, infatti, si aspetta di avere risposte e consigli personali dai propri mentori. Si aspetta che essi, sostanzialmente, vivano per noi, affrontino la vita in nostro conto. Da vero maestro, Hall non dà risposte né consigli, bensì offre strumenti per permetterci di trovarli tramite la nostra personalissima esperienza di vita soggettiva. Correttamente, è un profeta dell’Autogenia, della formazione autonoma e indipendente.

Tra i tanti mantra che ripeteva, ricorderemo quello secondo cui la finanza sia nata per creare debito economico, l’accademia debito conoscitivo e le religioni debito spirituale. Per Hall, ogni apparato sociale è un’insidia da cui l’uomo deve diffidare ritirandosi in sé stesso per trovare la sua vera strada. Non v’è verità al di fuori della nostra interiorità. Come emerge ascoltando qualsiasi sua conferenza, il messaggio occulto che giunge dalla sua voce è chiaro: la paura non conduce verso alcuna evoluzione, anzi. È piuttosto causa di un ulteriore “analfabetismo naturale” di ritorno: ci fa regredire ancora. Non dobbiamo avere mai paura e Hall ci spiega e dimostra come fare a non averne mai. Basta ascoltarlo parlare durante le conferenze: è un bulldozer che demolisce qualsiasi struttura e presunta certezza posta attorno all’uomo per recintarne lo sviluppo. Noncurante dello scompiglio che le sue affermazioni generano negli ascoltatori, Hall prosegue sempre e comunque nel suo percorso di dissezione e dissacrazione, dritto e diretto: un raggio di luce che squarcia le tenebre come una freccia nel petto.

Hall decostruisce per ristrutturare. È consapevole l’uomo non abbia compreso quanto erroneo sia stato eclissare il sacro, assecondare la demitizzazione, e di come la secolarizzazione abbia contribuito a fare perdere il senso e il valore della vita all’uomo. Avrebbe di sicuro concordato con il poeta Holderlin e con il filosofo Heidegger nel descrivere la situazione dell’uomo contemporaneo nei termini di “Durftige Zeit”: tempo squallido. Hall svela l’arcano. Ci ricorda che il coraggio quotidiano di essere coerenti con noi stessi, con quel codice etico che si costruisce nel tempo, leggendo, riflettendo e agendo, sia tutto per noi. Solo restando fedeli alle nostre regole interiori, continueremo ad auto-incentivarci all’integrità e così garantendoci costante equilibrio e stabilità.

Per Hall, soprattutto gli intellettuali, corrono il grande rischio che postula un’immersione nella conoscenza priva di corrispettiva manifestazione esteriore, di un cambiamento dei nostri comportamenti: del senso pratico della nostra vita tout court. Noi diremmo del modo che scegliamo per modellare, quell’argilla, che è la nostra identità. È difficile cambiare idea ma lo è ancora di più cambiare il nostro modo di comportarsi. È a quello, che mira l’idea di moralità intesa da Manly Palmer Hall. È una sentinella della nostra integrità, della nostra costante lotta per l’autosviluppo, di quelle Ways of the lonely ones, di cui parlano le allegorie mistiche da lui scritte. Del rispetto, di quei valori che rappresentano, come già detto, l’unico auto-incentivo all’integrità, altra grande figura scomparsa dalla scena dei rapporti umani contemporanei. E di cui potremmo avere invece quotidiana dimostrazione, se costanti nella dedizione nei confronti del nostro corpo, volto a sviluppare anche fisicamente quei valori.

Chi era Manly Palmer Hall?

Essendo tra i più grandi testimoni di sempre delle tradizioni divine passate, Hall aveva capito che sarebbero arrivati giorni come i presenti. Perciò, prevedendo lo sviluppo della società dell’informazione, si è premurato di lasciarci quasi 15000 ore di conferenze ove ascoltare la sua viva voce. Aveva capito ci saremmo ritrovati completamente abbandonati a noi stessi, preda di forze oscure e nascoste sempre più pericolosamente avverse alla vita. Era consapevole che tale processo sarebbe fiorito sempre più senza dei maestri capaci di sapere offrire un nuovo orientamento all’uomo per affrontare le insidie del futuro. Manly Hall era memore del valore dei grandi maestri passati, del comunicare la conoscenza tramite la viva voce di un competente: del vero valore della formazione. Perciò, chiunque di noi non spenda almeno cinque minuti ogni giorno, ascoltando una parte di qualche lezione lasciataci in eredità da Hall, dovrebbe ben pensare a come impegna il suo tempo, quando si trova preso da frustrazione, debolezza e depressione.

Manly Palmer Hall non è un autore di cui leggere 4-5 testi pensando di tirare delle somme. Hall non ha un pensiero. Spiega pensiero, spirito e vita. Affida insomma a ogni persona, le chiavi per aver accesso a noi stessi e farne il migliore uso in vita. Non c’è ramo dello scibile umano, su cui Hall non abbia illuminato il genere umano. Non c’è mito, storia, leggenda, enigma o filosofia, fino alla notte dei tempi, in cui Hall non si sia immerso, per tornare da noi con un’analisi coerente, organica e convincente. La sua visione dell’Induismo come del Tao e dell’Alchimia, è ben più profonda, articolata e illuminante di quella di Carl Gustav Jung, padre della Psicanalisi. L’interpretazione che offre della mistica ebraica, la Kabbalah, appare più completa, significante e corretta, rispetto a quella del suo più grande esegeta ebraico moderno, Gershom Gerhard Scholem.

Gli Insegnamenti Segreti di tutte le Età

Nessuno, meglio di Hall, ha decostruito con successo la montagna di menzogne su cui è costruita presso che ogni certezza dell’uomo contemporaneo. Hall era un vero filosofo. Parlava infatti di Mob Psychology quando la stragrande maggioranza degli scienziati non aveva ancora grande confidenza con la psicologia. Autore, ancora 27enne, di una delle più importanti opere nella storia dell’uomo, The Secret Teachings Of All Ages.

Hall è stato una figura essenziale per la genesi di tutte le filosofie di auto-comprensione e auto-sviluppo umano emerse nel corso dell’ultimo secolo. Non dimentichiamo che un adulto Carl Gustav Jung, conseguì progressi psicanalitici fondamentali solo grazie ad alcuni testi consultati nella biblioteca personale di Hall. Jung volò a Los Angeles per avere accesso alla sua libreria e pare che gli Archetipi collettivi siano frutto della lettura dello scritto di Hall Melkizedek and the Mistery of Fire.

Hall al tempo aveva già scritto l’introduzione della Dottrina Segreta della Blavatsky, così aprendo la strada all’Antroposofia di Steiner come alla Psicosintesi di Assagioli. Quindi, chi era, Manly Hall? La leggenda vuole che un adolescente Hall abbia ricevuto un immenso patrimonio in donazione a condizione di dedicare la vita alla ricerca della verità. Hall ha consacrato la vita a fare riemergere le dottrine divine primitive portatrici del messaggio fondamentale per l’uomo: il coraggio di accettare il bisogno di cambiare.

Dobbiamo avere il coraggio di essere maturi, di essere persone adulte e comprendere come abbiano una grandissima responsabilità come civilizzazione in questo momento storico. Bisogna avere il coraggio di comprendere e accettare che non siamo qui in villeggiatura, né per fare schiavitù o apprezzare l’intrattenimento, quale unica opzione alla schiavitù. Bisogna avere il coraggio di prendere in mano le nostre vite con un approccio diverso rispetto al passato, in accordo con i profondi e pericolosissimi cambiamenti all’orizzonte. In poche parole, bisogna avere il coraggio e il rigore di essere come il Gran Maestro Manly Palmer Hall.