“stile” che ormai fa tendenza in tutto il mondo dall’11 settembre 2001, una moda sempreverde tendente al rosso sangue della quale, diciamolo, faremmo volentieri a meno.

Ad appena tre giorni dalle elezioni, un attacco devastante con un bilancio di circa 200 morti e più di 1.400 feriti ha scosso la coscienza e la serenità di un intero paese: il giorno dopo la strage, nelle principali città spagnole milioni e milioni di persone sono scese in piazza a manifestare contro il terrorismo e, soprattutto, a domandare “chi” e “perché”. Visti i risultati di quelle elezioni, sembra che i cittadini nel loro complesso non abbiano affatto gradito la fretta con la quale il governo sin dall’inizio ha addossato all’ETA (il gruppo separatista basco) la responsabilità degli attentati, cosa che ha continuato a fare per giorni, malgrado nel frattempo fossero sopraggiunte le deliranti, ridicole e, aggiungo io, ampiamente prevedibili rivendicazioni di Al-Qaeda. Ora, naturalmente, si presume che dovremmo berci la storia di un gruppo di fanatici islamici che riescono con la massima facilità a infiltrarsi in alcune stazioni e a collocare un certo numero di bombe sui treni, facendole poi detonare in una sequenza straordinariamente ben coordinata di dieci esplosioni e ottenendo il massimo effetto distruttivo, sia da un punto di vista materiale che psicologico.

Lo “stile 911” si desume anche dal solito, farsesco ritrovamento, in un furgone parcheggiato nelle vicinanze, di sette detonatori e un corano... per fortuna stavolta ci hanno risparmiato il manuale di istruzioni in arabo per condurre il treno!

La rivendicazione è un vero tripudio hollywoodiano, coi fondamentalisti musulmani che minacciano il mondo intero con le “ali della morte”, dopo essere “riusciti ad infiltrarsi nel cuore dell’Europa crociata” tramite gli attentati alle tre stazioni di Madrid, la cosiddetta “Operazione Treni della Morte”. Ovvi i riferimenti alla Spagna come paese che ha affiancato gli USA nella loro guerra all’Iraq.

Ora si apprende che già da alcuni giorni prima dell’attacco, il ministero dell’interno spagnolo era in massima allerta. Secondo il quotidiano spagnolo La Rioja, il ministero in questione aveva dispiegato oltre duecento agenti ben armati ed equipaggiati, giustificando questo allarme come misura per proteggere la capitale contro possibili attacchi terroristici da parte dell’ETA. Due giorni prima di quello che qualcuno ha definito il peggiore attacco nel cuore dell’Europa occidentale sin dalla Seconda Guerra Mondiale, la polizia di Madrid aveva allestito posti di blocco per intercettare auto imbottite di esplosivo, e aveva iniziato a perlustrare zone commerciali, stazioni ferroviarie, aeroporti, stadi, grossi assembramenti di persone ed edifici governativi. É stata persino effettuata sorveglianza aerea notturna, adoperando elicotteri dotati di telecamere a infrarossi. Insomma, sembra proprio ci fosse il sentore di qualcosa in arrivo.

A rendere ancora più strana la vicenda, si noti che tra l’11 settembre 2001 e il 10 marzo 2004, vigilia dell’attentato, vi sono esattamente...911 giorni! Considerando anche il giorno scelto (11), sembra proprio che il simbolismo sia tutt’altro che marginale in questa vicenda.

Ora, se avesse prevalso un sentimento di paura ed insicurezza (come probabilmente auspicato da qualcuno), i risultati elettorali avrebbero dovuto premiare la linea politica seguita da Aznar. Così non è stato, e con notevole imbarazzo in primis di USA e Gran Bretagna, ma anche di tutti gli altri paesi fiancheggiatori di questa “Guerra al Terrorismo” voluta dagli Stati Uniti, il governo in procinto di entrare in carica ha già annunciato il proprio disimpegno dalla trappola irachena, denunciando senza mezzi termini il fallimento di questa politica aggressiva e deleteria per le popolazioni civili coinvolte in questi massacri senza fine.

Il problema è che adesso, per rafforzare l’idea seminata a Madrid, secondo la quale il terrorismo può colpire ovunque e sarebbe folle abbassare la guardia, temo ci si possa aspettare un colpo di portata assai più vasta. Non mi stupirei se le tanto demonizzate armi di distruzione di massa si materializzassero improvvisamente sotto forma di un attacco chimico/batteriologico, con esiti catastrofici per le popolazioni colpite e immediato sostegno da parte dell’opinione pubblica mondiale alla linea politica seguita fin qui. Firmato Al-Qaeda, naturalmente. A proposito, sapevate che l’amministrazione Bush sta acquistando 75 milioni di dosi di vaccino per l’antrace?*

A mio avviso, sinché l’opinione pubblica non arriverà a percepire con chiarezza quale gigantesco, tragico inganno si nasconde dietro gli eventi dell’11 settembre 2001, i reali mandanti di questi attentati avranno tutto l’interesse a continuare nel loro programma. Un programma nel quale qualcuno insiste a mettere l’Iran, affermando che c’è la possibilità di un attacco preventivo statunitense contro l’impianto nucleare di Bushehr, attualmente in costruzione, che si prevede entrerà in attività nel giugno di quest’anno. Potete immaginare quali potrebbero essere le conseguenze nella regione: personalmente mi riesce difficile dar credito a uno scenario del genere, però in questi ultimi anni ho visto accadere le cose più inimmaginabili...

Nel frattempo, ecco che ti rispunta il Decimo Pianeta. Stavolta la notizia è ufficiale: è stato chiamato Sedna, si trova presso la nube di Oort e avrebbe un diametro di circa 1.800 chilometri.




L’elemento che sinora più lo associa al mitico Pianeta X è il colore rosso, ma anche la sua orbita ellittica sconcerta gli astronomi che lo stanno studiando. Inoltre sembra possa avere una piccola luna, e già mi vedo Zecharia Sitchin sfregarsi le mani nell’apprendere queste notizie. Aggiungiamo a tutto questo il fatto che non si riesce ancora a capire quale sia il materiale che ne costituisce la superficie, e ce n’è abbastanza per ridare vigore alle tesi di coloro che ormai da tempo profetizzano il ritorno di questo misterioso decimo membro del nostro sistema solare.

Sempre in tema di pianeti “rossi”, vi propongo la prima anomalia ufficialmente presentata dalla NASA, ovvero l’ormai famoso “coniglietto” marziano. Osservate nell’animazione ottenuta sovrapponendo foto diverse come le “orecchie” sembrano muoversi, quasi come fossero agitate da una brezza.




Per concludere, una storiella: sembra che all’inizio dell’anno le poste statunitensi avessero creato un francobollo con l’immagine del presidente Bush, in onore del suo operato nella camera ovale. Tuttavia, si è scoperto che nell’utilizzo quotidiano non c’era verso che i francobolli si incollassero alle buste. Allora il presidente ha istituito una commissione di esperti per stabilire il motivo di tale difetto.

Dopo un mese di verifiche, la commissione ha reso note le seguenti scoperte:

1. Il francobollo è stato trovato in perfetto ordine.

2. La consistenza dell’adesivo applicato era ottimale.

3. Semplicemente, la gente sputava dalla parte sbagliata.


*http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A51691-2004Mar11.html