"... I believe this Nation should commit itself to achieving the goal, before this decade is out, of landing a man on the Moon and returning him safely to Earth. No single space project in this period will be more impressive to mankind, or more important in the long-range exploration of space; and none will be so difficult or expensive to accomplish..." (Pres. J.F. Kennedy)


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La Propaganda è una delle forme espressive del Potere: su questo non crediamo che possano esistere dubbi.

Attraverso la Propaganda, ossìa – semplificando di molto – attraverso l’azione coordinata e combinata di strumenti audio-visuali, si può arrivare a raggiungere qualsiasi risultato: per esempio si può riuscire a far desiderare l’indesiderabile; o a far vedere l’invisibile e – magari… – a far credere l’incredibile.

Un autentico “Meister” in questo tipo di Scienza fu il Dr Joseph Goebbels, che pensiamo tutti conoscano – quantomeno – per il nome e la fama che lo accompagna da ben oltre mezzo secolo.

Ma che cosa c’entrano la Propaganda e Goebbels con la Luna?

Abbiate pazienza e seguiteci attraverso questa piccola girandola di eventi.

La Conquista della Luna, in fondo – e senza dubbio durante la sua fase critica (fra i primi mesi del 1967 ed il Moon Landing del 1969) – fu un’operazione fondamentalmente propagandistica.
Il messaggio latente era più o meno questo: “La Nazione che conquisterà la Luna avrà dimostrato (alle altre Nazioni – ergo all’Umanità) di possedere conoscenze e tecnologie tali da permettergli di conquistare (con merito) il Mondo intero”.

La Storia ci avrebbe poi raccontato che il messaggio non era affatto impreciso.

Gli Stati Uniti e la Russia misero sul piatto della “Moon-Race” tutto quello che avevano a disposizione: uomini, mezzi e tecnologie. Nulla venne risparmiato.
Ci furono tragedie (tutti sanno quello che accadde all’Apollo 1 e molti immaginano – non diciamo “sanno” perché dalla “Cortina di Ferro” non filtrò quasi nulla – che i Russi soffrirono pesantissimi rovesci durante la loro corsa), ma nulla poté arrestare il Programma.

Il Programma era, semplicemente, inarrestabile: fermare la Corsa alla Luna avrebbe voluto dire, con molta – e politicamente inaccettabile, anche per quei tempi – schiettezza, che la Nazione rinunciante era una Nazione perdente.

E la resa è un messaggio “propagandisticamente” inaccettabile, ne converrete…

Dunque i soldi che dovevano essere spesi, vennero spesi.
Le tecnologie che dovevano essere perfezionate sino a raggiungere l’Errore ZERO, vennero perfezionate.
E chi doveva morire…morì.

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Una buona parte dell’attività di Propaganda – dicono alcuni teorici – si fonda sulla menzogna.
Altri teorici invece, forse più pragmatici, dicono che la Propaganda si fonda sulla “sull’esaltazione e sull’esagerazione” della verità o di una parte sostanziale di essa.

Noi non sappiamo quale Scuola di Pensiero sia preferibile e la cosa non ci riguarda davvero: noi dobbiamo solo studiare quello che è avvenuto e cercare di capire perché siamo passati, in pochissimo tempo, dall’esaltazione susseguente al fatto di aver compiuto, dopo sforzi e sacrifici immensi, il Primo Passo verso le stelle, al repentino rigetto ed accantonamento (anche sociale e culturale) di quel Primo Passo.

Però la Propaganda, o meglio: le sue metodologie e le sue tecniche, in questa ricerca, ci sono di grande aiuto.

E allora torniamo a Goebbels per un momento: che cosa mostrava la quasi totalità dei filmati propagandistici nazisti alla Nazione Tedesca?
Mostrava il meglio posseduto dalla Germania: aerei veloci e moderni, prodotti in enormi quantitativi, che uscivano fiammanti dalle officine Messerschmitt e poi volavano in cielo, simili a feroci predatori.
Mostravano la Macchina da Guerra che si sviluppava con rapidità e continuità inarrestabili: un fucile dopo l’altro, un mortaio dopo l’altro, un panzer dopo l’altro…Abbinando poi a queste visioni di produttività estrema le immagini di adunanze oceaniche e di schieramenti imponenti di uomini e mezzi, il gioco propagandistico era completo: la tecnologia tedesca, abbinata allo spirito teutonico (un concetto ripetuto in maniera martellante su un pubblico indubitabilmente molto ricettivo) aveva dato vita ad una nuova sorta di Divinità Pagana “Uomo-Soldato-Macchina da Guerra”, incarnazione semi-divina della Nuova Germania, capace di incutere timore, ma anche di aiutare il semplice cittadino a sentirsi protetto, forte, sicuro.

Qualcuno potrebbe capziosamente pensare che dietro queste parole vi sia una sorta di apologia del nazismo, ma il Lettore attento ed intelligente sa bene che non è così: è facile vedere sin d’ora, infatti, il punto verso cui stiamo tendendo…
La Propaganda, per essere realmente efficace, non si poteva e non si può fondare unicamente sulle menzogne: la Propaganda aveva bisogno, ai tempi del III Reich come durante la Guerra Fredda, di realtà fattuali ed oggettive sulle quali lavorare.

Realtà da modellare, elaborare, magari da ricostruire in parte e poi, infine, da riproporre in versione “amplificata”.

Allora la Corsa verso la Luna se è vero – come è vero – che fu (anche) una colossale Operazione Propagandistica, doveva quindi MOSTRARSI (far sfoggio di sé) all’Opinione Pubblica, per produrre i risultati sperati (e cioè dare Forza alla Nazione, dare Spettacolo, dimostrare Superiorità di Uomini, Mezzi e Tecnologie et sim.).

Per riuscire nell’intento, quindi, bisognava FAR VEDERE.
Far vedere i cantieri dove venivano prodotti i pezzi del ciclopico razzo vettore Saturno V; far vedere le rampe, i motori, la loro forza e la loro incredibile potenza.

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Ovviamente, nello stesso attimo in cui si riuscì ad arrivare alla Luna ed a girarci attorno (per esempio le spettacolari Missioni Apollo 8 – che segnò la prima circumnavigazione della Luna, nel Dicembre 1968 – ed Apollo 10 – prove generali di Landing) o addirittura a “scendere sulla Luna” (Apollo 11), bisognava FAR VEDERE IL PIU’ POSSIBILE, per ottenere i risultati sperati.


Senza vedere, l’Operazione Luna sarebbe certo e comunque stata uno Storico successo, sia Tecnologico che Scientifico, ma altrettanto certamente essa sarebbe stata un colossale fiasco propagandistico.
E questo “fiasco” l’Amministrazione Americana, in quegli anni bui (eppure gloriosi, da tanti punti di vista) non poteva permetterselo.

L’America era lacerata, dentro e fuori.
Dopo la Campagna di Corea (un disastro), adesso c’era un’altra guerra che era iniziata male e stava andando peggio: il Viet Nam, con “Charlie”, il nemico invisibile nascosto fra giungla e risaie, che mostrava al Mondo quanto una parte dell’America fosse, in fondo, debole e spuntata, del tutto incapace di arrivare a sottomettere un nemico – sulla carta – assolutamente inferiore.

Occorreva dunque ridare slancio agli Americani: un eventuale “fiasco Lunare” avrebbe potuto significare una crisi – forse irreversibile – di alcune delle fondamentali Istituzioni Statunitensi, a cominciare dal Congresso e dalla Casa Bianca (perché avevano autorizzato spese folli quando avrebbero potuto impiegare miliardi di dollari in “Opere Socialmente Utili”, si chiedevano già in tanti?), per poi arrivare alle Forze Armate (incapaci ed incompetenti, come il Viet Nam stava dimostrando) ed alla NASA stessa.

Ma il fiasco non si verificò: gli Americani, approfittando della fretta deleteria (ed anche, per certi versi “assassina”, come dicono i commentatori Russi dell’era Post-Sovietica) usata nella gestione della Moon-Race da parte dell’URSS, arrivarono, è vero, per secondi nello spazio (poiché, come ci ricordando gli Archivi Russi on-line “…On April 12, 1961 the first earthling escaped the gravity well of planet Earth. In the spaceship Vostok 1, Senior Lieutenant Yuri Alexeyevich Gagarin

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orbited earth one time at an altitude of 187 3/4 miles (about 302 Km) for 108 minutes at 18.000 miles an hour. He was the first man to see that the Earth was indeed round, indeed mostly water, and indeed magnificent…”), ma per primi sulla Luna.


Nella Corsa fra “Ivan e John” – i due astronauti-simbolo di URSS ed USA inventati e proposti in una storica vignetta dalla Pravda mentre la Moon-Race era al suo culmine – fu “John” a prevalere e la cosa costituì, ovviamente, un trionfo.

E questo trionfo, per essere realmente tale, doveva essere mostrato il più possibile, nel modo migliore e con la maggior verosimiglianza immaginabile.

Ogni Cittadino del Mondo in generale ed ogni Americano in particolare avrebbe dovuto sentirsi come se fosse stato “lassù”, accanto agli Eroi dei Due Mondi (in senso letterale, questa volta…), Armstrong, Aldrin e Collins e, per riuscire in questa impresa, gli Americani diedero il massimo e mostrarono (davvero) TUTTO.

Come la Storia, ancora una volta, ci avrebbe poi spiegato, gli Americani – molto probabilmente – mostrarono TROPPO…

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Questo lungo preambolo – che, speriamo, non Vi abbia troppo annoiati – ci serve a spiegare che è stato proprio grazie alla Propaganda che siamo entrati in possesso di frammenti che costituiscono tasselli inestimabili in quell’intricatissimo puzzle che è la Ricerca della Verità: frammenti che dicono molto, però, solo a coloro che sanno DOVE guardare e CHE COSA cercare.

Le prove più incisive e convincenti dell’esistenza di “qualcosa” che “si muove” e “brilla” intorno e sulla Luna, ci sono infatti arrivate da quelle due fondamentali Missioni Apollo che vennero avvolte dal più completo successo: si trattava, per l’Apollo 10 e l’Apollo 11 in particolare, di Missioni che – come ora Vi apparirà del tutto ovvio! – NON potevano essere censurate, a pena di perdere l’intero (ed allora inestimabile) valore propagandistico ad esse connesso.

Certo è, però, che la Primavera della Verità durò davvero poco.

I motivi reali, pur potendoli immaginare, non li conosciamo, ma quello che accadde sulla Luna e che gli Astronauti raccontarono, molto probabilmente, spinse i vertici Politici, Amministrativi e (soprattutto?) Militari degli Stati Uniti ad attuare una repentina e sostanziale ridefinizione dell’intera “gestione pubblica” dell’Apollo Programme.

E non solo: guardate quello che, sino a pochi giorni dopo il Moon-landing dell’Apollo 11, era il Programma Apollo completo…

“Original NASA Apollo Timetable : APOLLO 13 – March, 1970
Land in Fra Mauro formation of flat highlands, stay about 22 hours. Collect soil and rock from an old area relatively untouched by what many believed were ancient floods or volcanoes.

APOLLO 14 – July, 1970
Land in Censorinus Crater area for a stay of about 22 hours. Investigate craters, possibly carved in Moon's surface by meteors.

APOLLO 15 – November, 1970
Land in Littrow area of volcano-like projections, remain about 22 hours. Attempt a pinpoint landing on an exact, pre-selected target.

APOLLO 16 – March, 1971
Descend to Crater Copernicus, remaining for about 70 hours. Extract from crater and high-rising column within formation rocks believed to be from far below the lunar surface.

APOLLO 17 – Late in 1971.
Land near rugged highland crater Tycho for stay of about 70 hours. Test first moon "rover" vehicle.

APOLLO 18 – Early 1972
Land in Marius Hills, remain about 70 hours. Collect soil and rock samples from volcanic-like domes and valleys between.

APOLLO 19 – Middle or late 1972
Land deep in Schroeter's Valley, with about 70 hours on the surface. Attempt a descent into a deep crater to determine cause of mysterious "red flashes" seen there by astronomers.

APOLLO 20 – Late 1972 or early 1973
Land near the Hyginus Rill, a long, major canyon, for stay of about 70 hours. Investigate canyon for possible lunar core material”.

Questo era il Programma Apollo “promesso” all’America ed al Mondo, ma tutti sanno che le cose non andarono proprio così: il contenuto di quasi tutte le Missioni venne pesantemente rivisto, corretto, ridotto e “semplificato”.
Le Missioni Apollo 18, 19 e 20 vennero cancellate e, con esse, la discesa nella Shroeteri Vallis, alla ricerca della causa dei “Lampi Rossi” (ossìa i più famosi TLP – o Transient Lunar Phoenomena – conosciuti) divenne solo una chimera.

Anche la Propaganda, dunque, dopo aver svolto il suo compito (ai nostri fini certo non del tutto ingrato, anzi…), cedeva il passo al Top Secret: il Lato Oscuro della Luna, in fondo, stava appena sorgendo…

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