"...Veritas filia Temporis..." (…la Verità è figlia del Tempo…)

Gellio

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“La Luna è Nostra!”: così titolava, se i ricordi non ci ingannano, la storica rivista ‘Epoca’ (un gran bel Made in Italy Magazine che conobbe un periodo davvero luminoso e fortunato a cavallo degli anni ’60 e ’70), immediatamente dopo il ritorno degli Astronauti dell’Apollo 11.

“La Luna è Nostra!”, diceva la rivista.

Nostra? Magari!...Insomma: la questione è discutibile…

Ma proviamo a chiarire: se per ‘nostra’ i Giornalisti di Epoca avessero inteso il fatto che l’Uomo era riuscito a raggiungerla ed a camminare sulla sua (ora bianca e cocente ed ora gelida e cinerea) superficie, allora avremmo potuto anche essere d’accordo.
Ma dato che per ‘nostra’, invece, si doveva intendere che “la Luna ormai non aveva né avrebbe avuto più segreti” (per l’Umanità), allora – ovviamente – la nostra opinione, purtroppo, deve cambiare radicalmente.
La Luna, infatti (e come gli ultimi 35 anni di Storia e Documentaristica ci hanno insegnato sin troppo bene), non è mai stata realmente “nostra” ed i suoi segreti, reali o presunti che fossero, sono rimasti tali.

Certo, in quei giorni (ormai lontani) lo “Spirito Indomito” che ne aveva animato la Conquista era un po’ ovunque, in ognuno di noi (dagli USA al Viet-Nam e dalla Cina all’URSS) e la sensazione che l’Era Spaziale avesse aperto le porte ad un “Nuovo Mondo”, in cui ogni sogno sarebbe potuto diventare una realtà, era davvero forte e sentita.

Purtroppo le cose non andarono in questo modo ma, si sa, non sempre ad un buon prologo segue un buon libro…

Ma torniamo a noi ed ora, per una volta, anche se quello che dobbiamo raccontare presuppone l’arrivo sulla Luna, facciamo lo stesso un (piccolo) passo indietro: lasciamo Armstrong ed Aldrin nella loro “Tranquillity Base” e torniamo ai giorni che vennero immediatamente PRIMA della “Conquista” della Luna.
Torniamo, per un istante, alle Missioni che precedettero l’Apollo 11.

In realtà, l’idea di ripercorrere l’intera Storia del Programma Spaziale che sarebbe culminato con l’Apollo 11 (e quindi dovendo ricomprendere anche i Programmi Mercury, Gemini ed Apollo, dal tragico Apollo 1 all’indimenticabile – forse perché conclusivo – Apollo 17) è affascinante ed ambiziosa, ma il fatto di raccontare, in poche pagine, un decennio di Storia e di Esplorazione costituisce un’opera troppo difficile e complessa e, al momento, non fattibile.

Tuttavia, l’idea di ricordare ALMENO una missione – specialmente alla luce di quelle che sono le finalità ultime di queste pagine (e cioè l’individuazione ed il commento di e su qualche Anomalia Lunare) – ci sembra non solo opportuna, ma anche doverosa.

E allora? E allora, per qualche pagina, proviamo a parlare della (sicuramente a torto) trascurata e – quasi del tutto – dimenticata Missione “Apollo 10”.

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Apollo 10: the Great Dress Rehearsal

Era il 18 Maggio 1969 quando il razzo vettore Saturno V (carrier dell’Apollo 10) si alzò verso il cielo

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e segnò l’avvìo di quella Missione – della durata complessiva di 8 giorni – che venne definita (peraltro assai giustamente) come la “Grande Prova Generale” (o Great Dress Rehearsal) del Moon Landing.


A bordo dell’Apollo 10 c’erano, come era e come sarebbe sempre avvenuto durante l’intero Apollo Moon Programme, tre Astronauti: Thomas P. Stafford (il Comandante), Eugene Cernan (LM Pilot) e John W. Young (CSM Pilot).

Il Command Service Module (o CSM, ossìa il corpo principale dell’astronave Americana) era stato battezzato “Charlie Brown”; il Modulo Lunare – a questo punto diremmo ovviamente… - venne battezzato “Snoopy”!

La Missione si svolse nell’entusiasmo generale e nella calma più assoluta, senza che occorresse alcun problema (almeno per quanto ne sappiamo…).
Le immagini che arrivarono “Live from Space”, naturalmente, affascinarono il Mondo intero.

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Anche la NASA, sebbene a distanza di parecchi anni, ha ufficialmente riconosciuto una grandissima importanza e dignità a questa Missione ed infatti le è stata dedicata una piccola videocassetta VHS (forse oggi reperibile anche su dvd) della durata di circa 35 minuti.
Questa cassetta, inserita all’interno di una Collezione NASA Ufficiale di 7 videocassette chiamata “APOLLO”, siamo riusciti a procurarcela e, usando un pizzico di “occhio” ed usufruendo di una manciata di Tempo e di Fortuna, siamo anche riusciti a scoprire qualche dettaglio che, con ogni probabilità, è sfuggito alla grande maggioranza degli Studiosi, degli Osservatori e degli Appassionati.

Ma di che cosa si tratta esattamente? Vediamo…

Siamo già nello spazio della Luna (era, per l’esattezza, il 22 Maggio 1969) quando il CSM Charlie Brown, assieme al Modulo Lunare Snoopy, si apprestano a svolgere tutti i tests necessari (anzi: indispensabili) per preparare il terreno all’Apollo 11 (che sarebbe arrivato circa due mesi dopo).

Fra i vari tests che vennero eseguiti ricordiamo, in particolare, lo sganciamento (undocking) del LM dal CSM e quindi la successiva discesa di Snoopy verso il Mare della Tranquillità, la verifica della rotta e dei punti di riferimento (landmarks) visibili sulla superficie lunare, l’arresto e la stasi del LM e, quindi, la sua risalita verso Charlie Brown; l’effettuazione di una serie di verifiche visuali incrociate sullo “stato esteriore” delle due navicelle ed infine il riaggancio (docking).

Tutte queste operazioni furono – naturalmente – riprese su pellicola e, di quei meravigliosi filmati, qualche spezzone è stato inserito nella videocassetta di cui prima parlavamo ed è arrivato, intatto, sino a noi.

Sono solo pochi minuti, ma importantissimi: essi, infatti, ci sono stati sufficienti per vedere, mentre viene ripreso il LM che si sta allontanando dal CSM – e con la superficie Lunare che scorre veloce sullo sfondo –, un corpo sferico, luminoso ad intermittenza e dall’aspetto metallico, che scivola accanto a Snoopy (al di sotto del LM e, quindi, più prossimo alla Luna, ad essere precisi) e che sembra sfiorarlo.

Abbiamo il filmato di un Moon-Walker, finalmente, inquadrato da una distanza estremamente ravvicinata? Forse, ma non è tutto qui.

Nella ripresa successiva, sempre effettuata dall’interno del CSM Charlie Brown, si vede – e dobbiamo dire MOLTO bene! – un oggetto dai chiari riflessi metallici e dalla forma indefinibile, che passa veloce, a pochissimi metri dalla Navicella Americana, e poi si allontana, perdendosi nel buio.
Ebbene una traccia, un riscontro visibile di questo secondo oggetto del filmato lo abbiamo trovato anche in tre fotogrammi consecutivi estratti dalla Apollo 10 Official Collection: si tratta, per l’esattezza, dei frames AS 10-28-3988; 3989 e 3990.

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Che cosa è accaduto, allora?
Che cosa è stato ripreso dalla telecamera fissa posizionata sul CSM (e che vediamo nel filmato NASA) e da uno degli astronauti presenti nel LM (l’Autore dei tre scatti sequenziali)?

Circa il primo oggetto (e cioè il corpo sferico, argenteo e luminoso ad intermittenza che si vede nel filmato), diciamo subito che si tratta di qualcosa che “ritornerà” ancora a far visita alle Astronavi Apollo ed ai loro occupanti e che sarà ancora – ed ovviamente – sia ri-filmato, sia ri-fotografato.
I commenti riguardo a questa Anomalia, proprio perché ripetitiva, preferiamo rinviarli ad un momento e ad un capitolo successivi del nostro racconto, allorché affronteremo, ancora una volta, le “stranezze” della Missione Apollo 11 e poi quando parleremo più diffusamente della Missione Apollo 13.

Per quanto attiene il secondo oggetto, invece, quello dalla forma indefinibile ma dall’apparenza metallica, possiamo dire subito che esso si muoveva assecondando una traiettoria sostanzialmente rettilinea e, nel contempo, ruotando rapidamente su sé stesso.

Di che cosa si trattava?

Dopo aver messo assieme tutti i pezzi disponibili del mosaico – e come abitudine mentale e logica – abbiamo interpellato coloro che avrebbero dovuto saperne più di tutti e cioè la NASA, ancora una volta nella persona del Sig. Mike Gentry.
Quando gli scrivemmo chiedendo delucidazioni in proposito di questa seconda Anomalia dell’Apollo 10 era il Maggio 2003: oggi siamo nel Luglio 2005 e stiamo ancora aspettando una risposta.

In realtà, dopo aver atteso un paio di settimane (e dopo aver capito che questa volta non sarebbero giunte delucidazioni di alcun tipo), ci siamo rivolti anche al Centro Ufologico Nazionale (CUN) ed al Gruppo di Studio “Enterprise Mission”, nato e costruito sotto l’ègida del Prof. Richard Hoagland (l’Uomo della Sfinge di Cydonia)

Malauguratamente, però, né il CUN, né il Prof. Hoagland (o alcuno dei suoi Assistenti, tra cui gli eccellenti Ricercatori Steve Troy e Mike Bara) hanno mai trovato un minuto di tempo per valutare le nostre segnalazioni ed i documenti che avevamo loro inviato e quindi, dopo aver invano reiterato le richieste di collaborazione sino all’Ottobre 2003, fu chiaro che non avremmo mai ricevuto alcun aiuto neppure dalle citate Istituzioni (forse troppo impegnate a far sfoggio di loro stesse e dei loro “Condottieri”, più che a svolgere attività di ricerca vera e propria…) e che quindi avremmo dovuto procedere in solitudine.


L’analisi dei dati e le teorie esplicative

Grazie all’aiuto di due Soci Lunar Explorer Italia (gli esperti di fotografia), venne eseguita un’analisi approfondita sia del filmato NASA originale Apollo 10 (e dei risultati ottenuti ne parleremo in futuro), sia dei tre frames consecutivi ripresi – presumibilmente – dal LM Snoopy.

Per i tre frames sequenziali – sebbene si tratta di qualcosa di incredibile – il risultato dell’analisi è stato questo: l’oggetto che vediamo

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non evidenzia uno spessore significativo (e quindi si sarebbe trattato di un corpo SOTTILISSIMO) e, in base a quanto si riesce a cogliere dal suo movimento e dai suoi riflessi, SEMBREREBBE essere un “semplice foglio di lamiera, parzialmente incurvato” che svolazza del vuoto.

Uno “space debris”, insomma, e cioè…Un “rottame spaziale”.

Ora, la domanda che certamente farà capolino dentro di Voi (e che noi ci siamo posti un paio d’anni fa) è piuttosto ovvia: che cosa ci fa un pezzo di lamiera ricurva nello Spazio circum-lunare?

Ottima domanda.

Di ipotesi più o meno sensate, a tal riguardo, ne possiamo formulare in grande quantità ma, a nostro parere, quelle più plausibili possono essere riassunte e condensate in queste quattro (secondo noi tutto sommato accettabili) Teorie:

il filmato originale (o presunto tale) e le fotografie NASA sono dei falsi e l’oggetto che transita davanti alla telecamera (un oggetto che sarà caduto da chissà quale impalcatura di chissà quale Studios…) né è la prova più evidente.

E’ ovvio che questa ipotesi, sebbene semplicistica, ha una sua sostanza: i detrattori dell’Apollo Space Programme – su tutti: il Dr Bill Kaysing e, con lui, tantissimi altri sostenitori del “Moon Hoax” (ovvero la “Beffa da 100 miliardi di Dollari”) – ne sarebbero entusiasti, ma…Ma il Dr Kaysing – guarda caso – non mise MAI in dubbio il raggiungimento del nostro Satellite da parte dell’Apollo 10 e, conseguentemente, non mise mai neppure in dubbio la bontà dei filmati e delle fotografie relativi a questa Missione!
Anzi: proprio Kaysing disse, nel suo stesso libro, che per simulare (leggi: falsificare) il filmato relativo alle operazioni di discesa dell’Apollo 11, vennero usati i filmati ed i fondali “AUTENTICI” della Luna e della sua superficie, così come ottenuti dall’Apollo 8 e, soprattutto, proprio dall’Apollo 10!
Il che vuol dire, in altre parole, che la Missione Apollo 10 fu una Missione vera, autentica a tutti gli effetti e che questo fatto non venne MAI messo in dubbio da nessuno (neppure dall’Accusatore Numero 1 del Programma Apollo!).

Il filmato e le fotografie NASA sono autentici e l’oggetto che passa accanto al CSM Charlie Brown è un qualcosa che proviene dallo stesso Apollo 10 (per esempio un pezzo del rivestimento esterno del CSM o del LM il quale si era staccato, per esempio, durante la fase di undocking).

Questa ipotesi è credibile (anche dai più moderni e tecnologici Space Shuttles, di tanto in tanto, si staccano pezzi del rivestimento…), ma ci sembra davvero difficile pensare ad un pezzo della Navicella Americana che si stacca e si invola mentre ci troviamo nello Spazio della Luna senza che nessuno dica o faccia nulla al riguardo (tranne che filmarlo e fotografarlo).
Peraltro, leggendo il Mission Report dell’Apollo 10 (il documento di chiusura che racconta, simile ad un Diario di Bordo, l’intera Missione appena conclusa) non abbiamo riscontrato alcuna annotazione relativa al verificarsi di un qualsiasi (ancorché minimo ed insignificante) inconveniente tecnico quale sarebbe potuto essere, ad esempio, proprio il distacco di un pezzo della lamiera protettiva del descent stage del Modulo Lunare o del Modulo di Comando stesso).

Inoltre, come si evince dal filmato e, in parte, dalle fotografie, l’oggetto misterioso non solo si muoveva già ad un discreta velocità allorché si trovò a passare accanto al CSM, ma, nel transito, esso mostrò che si stava muovendo secondo una traiettoria, di fatto, lineare: un dato, quest’ultimo, che ci porterebbe logicamente ad escludere la provenienza del corpo in questione dal LM o dal CSM stessi.

Il filmato e le fotografie NASA sono autentici e l’oggetto che transita accanto al CSM Charlie Brown è una sonda (probe) di provenienza aliena.

Certo, questa possibilità ci stuzzica e, per gli assertori della teoria secondo cui accaddero svariati close encounters durante le Missioni Apollo, le immagini video e fotografiche che stiamo trattando sarebbero manna, però…Però di UFO (o presunti tali) ne abbiamo visti, in filmati ed in fotografie, veramente tanti e questo oggetto, onestamente, a noi NON sembra proprio un veicolo alieno.
La forma è fortemente irregolare ed il suo movimento in rotazione – sebbene la traiettoria lungo la quale esso si trova a correre sia lineare – è assolutamente caotico (esso, direbbero alla NASA, “NON corre, ma ROTOLA nello Spazio!”).

In realtà, ed anche a seguito di quanto abbiamo visto in altri filmati relativi ad esperimenti eseguiti sulla Luna o direttamente nello spazio – e cioè, ad esempio, durante un’EVA (cioè Extra Vehicular Activity o AEV in Italiano) –, la nostra sensazione è che l’oggetto in questione si muova semplicemente in accordo allo spin che venne da esso ricevuto inizialmente (e che, nello spazio, verrà tendenzialmente conservato in eterno) e non secondo quello che gli Ufologi chiamano “movimento intelligente” (ossìa un movimento che appare quale indice di guida ragionata e razionale, sia diretta, sia remota).

il filmato e le fotografie NASA sono autentici e l’oggetto di cui stiamo discutendo è un qualcosa che effettivamente proviene dall’Apollo 10, ma che è stato DELIBERATAMENTE lasciato andare nello spazio.

Attenzione: noi non siamo al corrente dell’effettuazione di alcuna AEV durante l’effettuazione dei tests tecnici ai quali abbiamo dianzi accennato ma…Questo non vuole ovviamente significare che tale attività non ci sia stata!
Non dimentichiamo, poi, che nelle missioni successive (dall’Apollo 11 in avanti), molti oggetti – per lo più rottami, qualche LM ascent stage ed addirittura un piccolo satellite artificiale! – vennero deliberatamente abbandonati nell’orbita lunare e quindi l’eventualità che qualcosa fosse stata “lanciata” già dall’Apollo 10 non suona, in fondo, così impossibile ed improbabile…


Conclusioni

Che dire, dunque?
La quarta teoria è, onestamente, la meno plausibile fra tutte, però non è, a nostro avviso, da scartare a priori ed in via definitiva.
La terza è affascinante, ma l’oggetto – specialmente guardando le immagini del filmato – sembra proprio “rotolare” nel vuoto e non “scorrere” nello spazio come un’astronave aliena (o una sonda) potrebbero e dovrebbero fare (e come, visionando altri documenti, abbiamo visto che fanno).

La seconda teoria è quella che preferiamo e la circostanza per cui non sia stata fatta menzione dell’inconveniente accaduto nel Mission Report redatto a chiusura della Missione non ci sorprende più di tanto (chi è così stupido da voler “mettere in piazza” un inconveniente del quale, in fondo, non si è accorto – quasi – nessuno?!?).

La prima teoria, infine, valutato tutto il valutabile, secondo noi è la peggiore e non tiene.

Optiamo, dunque, per la teoria n. 2 (sebbene vi siano elementi che la contrastino in maniera evidente) e chiudiamo, naturalmente, con una domanda, ingenua forse, ma assolutamente logica: perché mai, su una Missione durata 8 giorni e dalla quale la NASA ha ricavato un documentario di soli 35 minuti – scarsi – nei soli 4 minuti di riprese “from around the Moon” i Documentaristi sono andati a “pescare” e documentare ben due eventi che integrano due colossali Anomalie, quando tutti sanno che la NASA, istituzionalmente, NON vuole discutere certe cose e certi eventi?

Insomma: perché far vedere – e BENE! – quello che si cerca di nascondere a tutti i costi, che non si vuole discutere MAI e che, ufficialmente, “non esiste”?

Qual è la chiave di lettura di questi eventi?

In fondo, quello che è accaduto, che Vi abbiamo raccontato e che potete verificare in qualsiasi momento – ed è proprio qui la forza di questo tipo di indagine, forse superficiale, ma rigidamente documentata e agevolmente documentabile – è davvero strano e, probabilmente, ci dice qualcosa.

Cosa? Che non tutti, neppure alla NASA, volevano/vogliono mantenere il Lato Oscuro della Luna…Oscuro.

“La Verità è figlia del Tempo”, diceva lo scrittore Romano da noi citato in epigrafe a questo Capitolo: giusto.

E noi – come tanti altri Ricercatori – a distanza di 36 anni dal Moon Landing stiamo ancora cercando di scoprirla ma…Quanto “Tempo” dovrà ancora passare prima che si riesca, in un modo o nell’altro, a gettare un po’ di luce sul Lato Oscuro della Luna?!?...