intenderci la solita “PsyOps”. Secondo Paul Joseph Watson (propagandamatrix.com) già la questione dei due Tupolev precipitati a pochi minuti di distanza il 26 agosto, poco prima di quelle elezioni presidenziali in Cecenia che il Guardian di Londra ha definito una “farsa”, presenta molti punti oscuri, tanto da far ipotizzare ad alcuni giornalisti indipendenti russi che in effetti siano stati addirittura abbattuti dalla difesa aerea nazionale. Il fatto che i rottami fossero sparsi lungo un’area assai vasta rafforza questa ipotesi, più plausibile di quella secondo la quale a bordo sarebbe stata fatta esplodere una scarpa imbottita di esplosivo.

Per quanto riguarda un’intera scuola presa in ostaggio, evento già di per sé clamoroso, si fa giustamente osservare che l’identità e le richieste dei terroristi dovrebbero essere chiare sin dall’inizio, ma in questo caso è stato esattamente il contrario. Eppure, qualunque seria organizzazione terrorista si assumerebbe quasi immediatamente la paternità di un’azione di tale portata. Invece i capi separatisti ceceni hanno preso le distanze tanto dai Tupolev abbattuti che da questa tragedia inimmaginabile. Akhmed Zakavev, inviato speciale del capo separatista Aslan Maskhadov ha affermato che dietro tutti gli attacchi terroristici commessi in Russia nelle ultime due settimane vi è “una terza forza, quella che ha messo al potere il presidente russo Vladimir Putin”, e che “le forze della resistenza cecena guidata da Maskhadov non hanno nulla a che fare col massacro nella scuola in Ossezia del nord”. Secondo lui vi è in atto un piano per destabilizzare la situazione in tutta la regione del Caucaso settentrionale.

A Beslan, le autorità russe hanno tagliato tutte le linee di comunicazione telefonica, presumibilmente per impedire ai “terroristi” di comunicare coi loro complici altrove: come se dei terroristi in grado di pianificare ed eseguire un’azione di tale portata non disponessero di radio o telefoni satellitari… e ancora bisogna capire come hanno fatto ad ammassare nella scuola, assolutamente indisturbati, armi ed esplosivi in quantità.

Poi c’è la questione della videocassetta contenente le rivendicazioni, fatta pervenire dai sequestratori alle autorità russe: era vuota. O forse è stata cancellata da qualcuno…

Per non parlare delle orribili storie circolate sui media in questi giorni, storie che raccontavano ogni genere di abusi ed atrocità: avrete letto o sentito certamente quella della madre costretta a scegliere quale dei due figli portare in salvo con sé. Be’, indovinate un po’? In uno degli spot televisivi andati in onda per settimane negli USA, a favore della rielezione di Bush, vi è quest’ultimo che si riferisce a una madre costretta a scegliere quale figlio salvare da scuola nel caso di un attacco terroristico!

Per chi mastica un po’ di tecniche psicologiche usate nelle “PsyOps” da svariate organizzazioni di intelligence, la mente andrà alla storia dei neonati prematuri kuwaitiani staccati dagli incubatori e sbattuti sul pavimento dai soldati iracheni, durante l’invasione di Kuwait City nel 1990 (sdegnò il mondo intero e fu determinante per l’approvazione dell’azione militare multinazionale che diede il via alla “Guerra del Golfo”; peccato che poi si dimostrò del tutto falsa e costruita a tavolino…), o a innumerevoli altri esempi del genere. Disinformazione. Manipolazione dell’opinione pubblica attraverso i media. Quei media che si sono clamorosamente dimenticati di Saddam Hussein (Che fine ha fatto? Ne avete più sentito parlare voi? Forse il sosia cominciava ad essere troppo imbarazzante, se non ricordo male le ultime notizie lo davano colpito da collasso, o qualcosa del genere…) ma ricominciano a parlare di Osama bin Laden e di una sua possibile cattura. Già, perfettamente in orario con le elezioni presidenziali statunitensi e le ambizioni di “ancora quattro anni” per Bush… scommettiamo che da qui a novembre salterà fuori? Joseph Cofer Black, coordinatore dell’antiterrorismo per conto del Dipartimento di Stato USA, ha dichiarato che non sarebbe sorpreso di svegliarsi una di queste mattine e venire a sapere della sua cattura. Se lo dice lui…

E mentre dilaga lo scandalo dello spionaggio israeliano al Pentagono, un alto ufficiale appartenente a tale ministero, William Luti, ha recentemente dichiarato che la dottrina della guerra preventiva potrebbe presto applicarsi a nuovi “clienti”. Che si riferisse all’Iran, del quale ho già detto la volta scorsa?

Sia quel che sia, è di un certo interesse quanto divulgato da un ufficiale dell’intelligence dell’esercito USA, il capitano Eric H. May, il quale tramite il suo cosiddetto “Ghost Group” si è ultimamente dedicato all’analisi di certe “stranezze” numerologiche collegate ai più recenti fatti terroristici, perlopiù ignorate dalla stampa, come ad esempio i 911 giorni intercorrenti tra l’attentato di New York e Washington dell’11 settembre 2001 e quello di Madrid dell’11 marzo 2004. Basandosi su queste analisi, il Ghost Group ha previsto con uno scarto di ventiquattro ore un attacco terroristico nella zona petrolchimica di Houston, avvenuto il 30 marzo di quest’anno a Texas City, trenta miglia da Houston, e che le autorità hanno ridimensionato a incidente. Quel che è peggio, prevede un grosso evento preconfezionato di natura terroristica per il 27 settembre 2004: per la precisione, 1111 giorni dopo l’11 settembre 2001. La località prescelta sarà Houston/Pasadena, e il numero di morti catastrofico (decine, se non centinaia di migliaia di persone). C’è solo da sperare che i conti siano sbagliati, o che di fronte all’anticipazione i perpetratori rinuncino al colpaccio (o come afferma il capitano May, nel caso vogliano prima vedere il risultato delle elezioni presidenziali, lo pospongano all’11/11), ma la sintesi dell’analisi numerologica degli eventi più recenti lascia pochi dubbi sulle capacità di previsione del Ghost Group. A proposito, vi ricordate quella data del 1991 in cui papà George Bush annunciò un “nuovo ordine mondiale”? Era l’11 settembre…