Abbiamo intervistato la professoressa Magali Jenny, docente di etnomedicina all'università svizzera di Friburgo, autrice di un saggio di grande successo sui guaritori e… motociclista incallita!

Magali Jenny in sella alla sua Ducati Monster. Foto: François Busson (fonte: PuntoZero)

Signora Jenny fin da bambina il suo sogno era diventare medico così si è iscritta alla facoltà di Medicina? 

Dopo la maturità ho vissuto alcuni anni in Sardegna, due anni nella Repubblica Dominicana, ho viaggiato, ho praticato diversi mestieri ma sempre con l'idea fissa che un giorno sarei diventata medico. Ho fatto la giornalista, ho lavorato da un medico e poi per tre anni in una casa per anziani.
Proprio dopo questa esperienza ho deciso di iniziare lo studio della medicina. C'era il problema del numero chiuso ma sono riuscita a superarlo per un pelo. Così mi sono iscritta e ho frequentato per un anno la facoltà di medicina dell'università di Friburgo. 

Perché soltanto per un anno?

Perché faticavo nelle materie scientifiche e poi nel corso di una lezione sul tema dell'etica medica un professore che stimavo moltissimo parlando dei guaritori, dei terapeuti e di tutti quelli che praticano altre forme di medicina che non sia quella occidentale si è espresso dicendo che erano tutti dei ciarlatani. Volevo studiare medicina pensando di approfondire le medicine complementari per poter fare la terapeuta ma quando ho sentito il pensiero di quel professore che consideravo molto aperto mi son detta che non sarei sopravvissuta è ho abbandonato la facoltà.

Ha preso questa pesante decisione perché aveva avuto esperienze con pratiche di cura diverse? 

Si, da bambina ero caduta sciando rompendomi una gamba, mi avevano ingessato, a scuola un compagno mi aveva dato un calcio al gesso e il piede si era completamente girato, quando me lo hanno tolto zoppicavo pesantemente e i medici non potevano fare nulla. Mia mamma mi ha portato da una signora anziana che mi ha fatto molto male ma ha completamente ristabilito una corretta deambulazione.
Un'altra volta mi erano venute delle verruche sulle dita delle mani che con i farmaci non si attenuavano, i miei genitori hanno chiamato una persona che “conosce il segreto”, mi ha curato a distanza e le verruche sono subito scomparse.
Queste sono state le mie esperienze dirette con i guaritori tradizionali da bambina, non potevo negare che mi avevano curata.
Voleva dire mettere da parte i miei sogni da bambina prima quello di diventare veterinario e poi medico.
Ho saputo di un professore che studiava etnomedicina girava il mondo per studiare come la gente si curava tradizionalmente in altri paesi, la cosa mi è sembrata interessante così mi sono iscritta all'università di Berna dove c'era un gruppo che studiava l'etnomedicina.

In quel periodo ha avuto modo di conoscere i guaritori che praticavano nei cantoni di lingua francese?

Prima di tutto volevo sapere se esistevano ancora i guaritori, poi quando si è trattato di scegliere il tema di laurea ho pensato perché andare all'altro capo del mondo per scoprire cose che abbiamo qui da noi.
All'inizio mi sono interessata ai guaritori nel Cantone di Friburgo. La partenza è stata molto difficile perché quando chiedevo un incontro e un'intervista non erano pronti e non accettavano di vedermi. 
Poi ho cominciato a chiamare riferendomi a conoscenti comuni e il lavoro è diventato più facile.
Verso la fine dello studio quando telefonavo mi sembravano molto collaborativi, allora ho capito che ero stata accettata.

Così la laurea si è trasformata in un libro?

È una storia semplice, a Friburgo l'argomento dei guaritori era un argomento corrente invece a Berna non li conoscevano, molta gente ha cominciato a chiedermi i particolari e a leggere il lavoro di laurea depositato in diverse biblioteche così ho inviato il plico a una decina di editori, Favre si è mostrato interessato a pubblicarlo così l'ho completato facendo ricerche in tutti i cantoni della Svizzera romanda.
La prima edizione di seimila copie si è esaurita in 10 giorni, non riuscivo a crederci, oggi siamo ad 11 edizioni. Tra il primo e il secondo libro fino ad ora sono state vendute più di 70.000 copie.

I guaritori di oggi sono persone anziane?

Sono di tutte le età, spesso i giovani anche se sanno di avere un talento particolare e conoscono la formula del segreto aspettano un po prima di praticare. 

Queste persone hanno doti naturali o sono stati iniziati da parenti più anziani?

Entrambe le cose, c'è chi è nato in famiglie con questi talenti e li ha ereditati, c'è chi fin da piccolo ha sensibilità diverse dalle altre persone, altri che hanno scoperto queste capacità dopo un episodio di coma o un trauma violento, altri che si svegliano un giorno senza capire cosa stia succedendo, sentono ad esempio un eccessivo calore alle mani o sensazioni particolari. Poi ci sono quelli che ricevono un segreto, una formula da una persona spesso più anziana che gli rivela il modo di praticare. Non necessariamente si tratta di un parente, è una persona che conosce e sceglie a chi trasmettere il segreto.

Possiamo chiamarlo rito di iniziazione?

No, non è un rito, si può trasmettere a qualsiasi età. Non è una formula magica ma spesso un qualcosa con un contenuto religioso, nella Svizzera cattolica ci si ispira ai Santi che hanno subito un martirio che corrisponde al male della persona che chiede aiuto, nella Svizzera protestante ci si riferisce a Dio, a Gesù Cristo, alla Sacra Trinità. Sono formule abbastanza simili e funzionano benissimo. Molto spesso c'è questa base religiosa, non sono preghiere ufficiali ma contengono altre parole, sono formule molto forti imparate a memoria che solitamente danno grandi risultati anche nella cura a distanza sia di persone che di animali. Conosco guaritori svizzeri che vengono chiamati dall'America o dall'Australia, pronunciano la loro formula e funziona. 


Magali Jenny in veste di relatore ad una conferenza organizzata a Treviso da Salusbellatrix


Tutto questo accade anche senza un contatto diretto con la persona o l'animale?

I guaritori alle volte chiedono il nome e dove la persona è sofferente, questo gli serve per connettersi ed inviare energia o addirittura “amore”, come loro dicono, mormorando la formula di cura appropriata.

I guaritori sono sempre delle persone molto religiose o ci possono essere anche degli agnostici?

Non necessariamente, quasi tutti mi hanno detto di credere in qualcosa come l'energia universale o cosmica o le forze della natura. Non son per niente fanatici religiosi, quasi il contrario direi. Naturalmente ci sono anche guaritori agnostici. Sono persone più interessate ad una spiritualità che ad una religione precisa.

Ci sono anche guaritori di altre religioni come Ebraica, Mussulmana, Buddista, ecc.?

Certamente, soltanto che non usano le stesse tecniche, questa del segreto l'ho trovato, per il momento, soltanto nel mondo del cristianesimo anche in Italia, Spagna, Germania e molto in Francia. 

Sono tradizioni di guarigione che ha trovato sopratutto nel mondo agricolo o anche in altre classi sociali?

In tutte le classi, naturalmente sono nate in campagna e in montagna, zone difficile da raggiungere, soprattutto d’inverno, chiuse dal mondo e dai medici, dove la gente e gli animali dovevano sopravvivere in caso di incidenti, parto, malattie, ecc. Quando le genti si sono spostate nelle città i guaritori hanno seguito e lo fanno indipendentemente dalla loro professione, alla sera o quando possono. Attualmente  la situazione è cambiata e tanti guaritori lo fanno anche come attività principale. 

Esiste un rapporto tra la medicina ufficiale e questi guaritori?

I medici hanno un po di difficoltà ad ammetterlo ma il rapporto c'è di sicuro…

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