Aveva torto Grillo quando diceva che queste elezioni avrebbero avuto un valore politico. Aveva torto Renzi quando diceva che il voto era europeo, e che solo all'Europa bisognava guardare. In realtà il voto di ieri ha un valore sociologico, anzi, per essere più precisi, un valore socio-patologico, nel senso che ha messo in chiara luce quale sia la patologia che affligge la maggior parte degli italiani: la paura.
La paura del nuovo, la paura del diverso, la paura di uscire dal seminato.
Presi dal panico, con l'acqua alla gola, gli italiani si sono aggrappati al salvagente del sistema istituzionale, pur sapendo molto bene che è proprio quello il sistema che li ha ridotti alla disperazione.
Gli italiani si sono comportati esattamente come una persona a cui viene detto che ha il cancro, e corre subito a mettersi nelle mani dell'oncologo. Sa benissimo che presto o tardi morirà, ma non ha il coraggio di prendere in considerazione le cure alternative.
L'oncologo ti promette di rimandare la tua morte grazie alla chemio, esattamente come Renzi ha promesso agli italiani di rimandare la loro morte regalandogli 80 euro. 
L'oncologo ti illude dicendoti che "a volte avvengono delle guarigioni spontanee", e Renzi li ha illusi dicendogli che va in Europa per cambiare tutto.
Il servo delle case farmaceutiche promette quello che le stesse case farmaceutiche non vogliono, e nessuno si accorge del paradosso. Il servo delle banche promette quello che le banche stesse non vogliono, e nessuno si accorge del paradosso.
Questo avviene perchè l'uomo - almeno nella sua fase infantile - ha bisogno di credere alle favole, e Renzi, dal suo punto di vista, ha fatto benissimo ad approfittarsene: Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
Ora è perfettamente inutile stare a rimarcare quali sono stati gli errori di Grillo, perchè a questo punto se non ci arriva lui da solo non ci sarà mai nessuno in grado di farglielo capire.
Quando Berlusconi imperversava su tutte le reti nazionali vinceva lui le elezioni. Ora che Renzi è stato presente in televisione dal mattino alla sera, per 80 giorni consecutivi, le elezioni le ha vinte lui. Che dite, ci sarà un collegamento fra le due cose?
Attenzione però, perchè non basta andare in televisione per vincere: bisogna soprattutto saper elaborare il messaggio. Non basta urlare le cose in faccia alla gente dal proprio punto di vista, bisogna anche sapergliele spiegare dal loro punto di vista. Si chiama comunicazione.
È su questo che dovranno lavorare duramente i 5 Stelle - con o senza Grillo - se davvero vogliono arrivare a governare questo paese.

Articolo di Massimo Mazzucco
Fonte: luogocomune.net  - Fonte dell'immagine in apertura: flickr.com