presto ammantata di tragedia per le misteriose circostanze in cui è morto un agente del SISMI, Nicola Calipari, crivellato dai colpi sparati da un posto di blocco USA (“della coalizione”, viene specificato nei primi comunicati del Pentagono…) mentre proteggeva la stessa Sgrena col suo corpo, rimasta anch’ella ferita insieme ad altri due agenti dei servizi segreti italiani.

Sono davvero curioso di conoscere la versione di quanto è accaduto dalla stessa Sgrena, che nelle sue prime dichiarazioni ha affermato che la loro auto, un grosso fuoristrada blindato dell’ambasciata, quindi con targa diplomatica suppongo, procedeva a velocità normale verso l’aeroporto, dove era già in attesa il loro aereo, quando è stata investita da una gragnuola di colpi tale da rendere persino impossibile agli occupanti di identificarsi come italiani. Ho sentito parlare di 400-500 colpi, qualcuno dei quali alla fine è riuscito a penetrare la blindatura del mezzo, con le tragiche conseguenze che sappiamo. Secondo me una chiave di lettura importante della questione è il video diffuso in queste ore, in cui la si vede in ottima forma, davanti a un enorme vassoio di frutta, mentre ringrazia i suoi rapitori.

È sconcertante la differenza tra il video precedente e questo, ma tutta la vicenda presenta un gran numero di punti oscuri che forse la sua drammatica liberazione, adesso, aiuterà a chiarire. Una cosa è sicura: prevedo sviluppi a dir poco esplosivi, perché ora Giuliana racconterà al mondo intero tante e tali cose da cambiare radicalmente la percezione dell’opinione pubblica planetaria di questa guerra. Proprio quello che gli americani non volevano che accadesse… ora invece l’immaginario collettivo si nutrirà emotivamente di una vicenda dai contorni eroici, una di quelle storie che si racconteranno per molto tempo a venire: una vera bomba mediatica che, ci scommetto, avrà conseguenze dirompenti per fautori e sostenitori di questa sporca guerra.

Mi domando quali altre sorprese sta per riservarci quella tormentata area del mondo. Secondo il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, l’amministrazione Bush avrebbe dato il semaforo verde a Israele per attaccare la Siria in risposta al recente attentato di Tel Aviv, costato la vita a cinque persone, attentato che i servizi segreti israeliani hanno attribuito al movimento di resistenza della Jihad islamica all’interno di Damasco. Accidenti, ce l’hanno tutti con la Siria: un membro del Congresso degli Stati Uniti, il texano e, ovviamente, repubblicano Sam Johnson, convinto che in quel paese vi siano nascoste armi di distruzione di massa, vorrebbe risolvere il problema con un bel funghetto nucleare. Sembra che abbia espresso quest’idea il 19 febbraio, durante una riunione in una chiesa. La cosa davvero inquietante è che gran parte del pubblico presente è scrosciato in un applauso…

Notizia cui non mi risulta sia stato dato alcun risalto è quella secondo la quale il rappresentante del ministero della sanità iracheno, il Dr. Khalid ash-Shaykhli, durante una conferenza stampa tenuta presso detto ministero, a Baghdad, ha confermato che a Falluja le forze armate statunitensi hanno ampiamente utilizzato armi chimiche internazionalmente bandite, come gas nervino, iprite e altri componenti chimici incendiari. Non esclude nemmeno l’utilizzo di qualche piccola arma nucleare. Alla faccia: dico, ma il dibattito internazionale su questo sporco conflitto come fa a lasciar passare sotto silenzio notizie di questo tenore? Possibile che crimini di guerra come questo e innumerevoli altri (come ad esempio gli 11.000 morti e i 325.000 invalidi permanenti a causa di avvelenamento da uranio impoverito, fra i 580.400 militari USA che servirono durante la prima Guerra del Golfo) non meritino a gran voce una condanna internazionale e l’istituzione di un tribunale, una novella Norimberga dove mettere alla sbarra i vari Bush, Rumsfeld, Cheney, Rice, Powell e chi più ne ha più ne metta? Quanto sangue dovrà ancora scorrere, a quali livelli di assuefazione alla morte dovremo arrivare, quante luride menzogne dovremo ancora sorbirci?

E a proposito di menzogne: a quanto pare, le due torri gemelle, crollate una dopo l’altra quel tragico 11 settembre 2001, una dopo 47 minuti e l’altra dopo 105 minuti dall’impatto degli aerei e il conseguente incendio, sono davvero un caso unico nel loro genere nella storia degli incendi nei grattacieli. Vi ricordate il Windsor di Madrid, quello che è bruciato fuori controllo per due giorni interi?




Be’, dopo una devastazione del genere è forse crollato? Certamente no!




Nemmeno questo grattacielo di Caracas, che nell’ottobre 2004 è bruciato per più di 17 ore è andato giù…




…e guardacaso nemmeno quest’altro a Taiwan, nel febbraio di quest’anno!




Altri esempi sono il One Meridian Plaza di Filadelfia, in Pennsylvania, che nel lontano 1991 andò avanti a bruciare per 18 ore, senza crollare…




…oppure l’Interstate Bank di Los Angeles, nel 1988: stessa storia.




Insomma: di fronte a esempi di questo genere l’idea che le torri gemelle del WTC siano crollate a causa dell’impatto di due aerei e dei conseguenti incendi è semplicemente ridicola (nel 1945 il mitico Empire State Building fu colpito da un bombardiere B-25, anch’esso ben carico di carburante che avvolse di fiamme l’intero 79° piano, ma se non sbaglio si trova ancora lì…) e sarebbe ora che i media cominciassero a mettere in rilievo queste anomalie. Ma se lo facessero, io poi di cosa mi occuperei?