"Il mondo dei sensi è una molecola di polvere in un torrente di acque invisibili." 

Nicolàs Gòmez Dàvila

 

Nella storia dell'umanità le scoperte scientifiche da sempre hanno segnato l'evoluzione dell'uomo.
Dall'era del bronzo a quella del ferro fino alla prima rivoluzione scientifica, dalla seconda metà del Cinquecento all'epoca moderna, in piena era nucleare, l'umanità ha visto e vissuto dei salti evolutivi chiari e ben definiti. Questi passaggi sono attribuiti a persone, inventori a volte scienziati e ricercatori; persone che dotate di genialità e spirito d'inventiva - a volte contro dogmi scientifici o religiosi - hanno osato andare oltre “fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima”.
In questa nostra epoca, l'epoca moderna, l'ultimo passaggio o salto evolutivo (nella sua accezione più negativa purtroppo) è stato segnato tragicamente dallo scoppio della prima bomba atomica a Hiroshima il 6 Agosto del 1945, solo tre anni dopo la prima reazione a catena nucleare controllata della prima pila atomica ad opera di Enrico Fermi e sette anni dopo la scoperta della fissione nucleare ad opera di Otto Hahn nel 1938.
Viviamo nell'era atomica, un'era che nel futuro sarà ricordata probabilmente come la più grande follia dell'uomo. In meno di 90 anni abbiamo costruito più di 440 centrali nucleari e ufficialmente oltre 17.000 bombe termonucleari. Quella che inizialmente doveva essere la più grande scoperta scientifica di tutti i tempi - energia a basso costo, a disposizione di chiunque, utilizzata per la nostra evoluzione a beneficio di tutta l'umanità - è tragicamente diventata la scoperta più abominevole di tutti i tempi. Questo periodo storico probabilmente verrà ricordato come il periodo più buio delle nostre ere, un passaggio durante il quale l'uomo ha toccato la profondità più oscura del suo ego.

Alcuni uomini, in molte parti di questo pianeta, uomini che io chiamo “Uomini del futuro” - e qualcun altro chiama "Eretici" - stanno provando in molti modi a dare inizio a un nuovo passaggio evolutivo, l'inizio di una nuova era. Molti sono dei millantatori che giocano sulla buona fede e sul bisogno comune di trovare delle alternative al monopolio del nucleare e del petrolio; difficile districarsi, difficile distinguere cosa è buono da ciò che non è buono. Molto è stato fatto in campo alternativo, come il solare e l'eolico, ma non basta, non è sufficiente. L'irrefrenabile crescita demografica associata alla sempre più crescente richiesta di energia e risorse primarie non è sostenibile con le energie alternative e neppure con le fonti tradizionali, senza contare che tutto questo sta inevitabilmente distruggendo il nostro unico pianeta, l'unica casa nella quale viviamo. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, da cui non è possibile tornare indietro se non a costo di sconvolgimenti planetari drammatici e forse inevitabili. In momenti come questi, difficili per chi ne ha anche solo un minimo di consapevolezza, l'uomo con la sua ragione, il suo ingegno e caparbietà, forse riuscirà ad evitare l'estinzione, a salvare se stesso salvando prima di tutto questo pianeta, la sua casa.
In tutto il mondo infatti ci sono dei barlumi di speranza, lucine che quasi contemporaneamente si sono accese, lucine che nei modi più disparati cercano di illuminarci verso un nuovo cammino, verso una nuova era. Per gli scettici ad oltranza, per i sostenitori della scienza dogmatica al pari di una religione, non esistono e non possono esistere soluzioni diverse da quelle che a oggi vengono sostenute in tutte le università e in tutti i centri di ricerca del pianeta. Per altri invece le soluzioni ci sono e si stanno battendo per farle emergere, per farle riconoscere, per farle conoscere, per farle utilizzare. Qualcuno di loro, come ad esempio Andrea Rossi dal 2011, sta cercando in tutti i modi possibili di far emergere una nuova soluzione o meglio una nuova fonte energetica. Una nuova fonte di energia che si basa di fatto su un concetto ormai noto da quasi un secolo, l'energia nucleare. Una energia prodotta non più da elementi instabili e radioattivi, come l'uranio e la sua fissione, ma da elementi naturali non radioattivi e abbondanti come l'idrogeno dall'acqua e il nikel; la fusione fredda o, come più comunemente chiamata in questi ultimi anni, LENR. Al contrario di ciò che avviene nelle stelle come il nostro sole, essa dovrebbe avvenire a temperatura ambiente e non a milioni di gradi come sperimentalmente dimostrato nella fusione calda.
Queste nuove reazioni nucleari potrebbero essere prodotte, non più in impianti impattanti come le centrali nucleari, ma in reattori grandi come un pacchetto di sigarette per alimentare una casa, grandi come un container per alimentare un'azienda o una industria. Andrea Rossi, dopo aver realizzato la sua invenzione in Italia, dopo aver coinvolto una delle più prestigiose università al mondo, la prima e la più antica, l'Alma Mater di Bologna, come nelle migliori tradizioni italiane (cervelli in fuga) è volato negli USA. Ha ottenuto finanziamenti milionari, l'interesse di multinazionali ed enti come la NASA e finanziamenti dai più importanti gruppi finanziari al mondo; ma ancora oggi nulla di quanto da lui promesso (e di promesse ne ha fatte moltissime) è stato mantenuto, nulla ad oggi è reperibile negli scaffali di un centro commerciale o negozio specializzato. Tutto questo per molti è considerata una truffa, per qualcuno un complotto, per altri una speranza. È in atto il classico gioco che molte volte solo la storia scritta nei libri ci ha fatto conoscere, il solito percorso dal quale emerge il solito problema di sempre e di questa umanità. Raggiri, intrighi internazionali, servizi segreti, bugie in mezzo a poche verità. Rossi non è l'unico che oggi presenta al mondo una soluzione energetica alternativa ed innovativa, ma, come dicevo, legata indissolubilmente a un vecchio concetto di “energia nucleare”. Ce ne sono molti altri che come lui dichiarano di ottenere energia da processi nucleari freddi, ma sono - sembrerebbe - più in ritardo nello sviluppo di sistemi commerciali. Ci sono prove e testimonianze anche dalla Russia, dal Giappone e dagli stessi USA. 
Sono passati ormai 27 anni dalle prime dichiarazioni di Fleischmann & Pons che per primi durante una conferenza stampa dichiararano al mondo intero di aver prodotto l'energia del Sole in un bicchiere. Dichiarazioni che vennero smentite nel giro di soli sei mesi così che i due scienziati vennero banditi dalla comunità scientifica internazionale. Affermazioni che furono rilasciate in un periodo molto particolare della nostra storia, soprattutto quella italiana; pochi infatti sanno che "l'idea" della fusione fredda partì proprio dall'Italia quindici anni prima del 1989. Nel 1974 venne depositato il primo brevetto al mondo che sfruttava, secondo gli inventori, delle reazioni nucleari di fusione fredda; "Produzione di energia termonucleare controllata dell'idrogeno e suoi isotopi", di Omero Speri e Pietro Zorzi.

Il Sole 24 Ore 15 Aprile 1989

Il Sole 24 Ore, 15 aprile 1989

Omero Speri e Pietro Zorzi, due "Eretici" che vennero presi in seria considerazione dal fisico Roberto Monti del CNR e dal chimico Renzo Boscoli i quali formularono e divulgarono dal 1984-'85 in poi delle nuove teorie "eretiche".

Sarà un nuovo nucleare a plasmare il prossimo passaggio ad una nuova era?
Il “vecchio” modo di produrre energia nucleare è ancora in essere e con quello che abbiamo prodotto ad oggi di scorie, rifiuti nucleari e plutonio per le bombe, ne abbiamo da "stoccare" forse per migliaia di anni a venire. Il plutonio delle bombe potrebbe essere riciclato come combustibile nelle centrali nucleari che funzionano a combustibile fissile misto “MOX”, qualcuno ha calcolato che tutto il plutonio estratto dagli ordigni termonucleari potrebbe  rifornire tutte le centrali a MOX del pianeta per i prossimi 50 anni. Obama ha ricevuto un premio Nobel per aver "anticipato" questa soluzione, che produce comunque rifiuti nucleari come a Fukushima.
Questa era nucleare, a ben guardare, ce la dovremmo portare avanti ancora per un bel po' di tempo e se ipotizziamo un passaggio a un nuovo nucleare che molto probabilmente “pulito” non è, difficilmente la nostra e la prossima generazione saranno testimoni di una nuova era.
Come dicevo ci sono molte lucine che illuminano i possibili percorsi del nostro futuro e non tutte, anzi parecchie, hanno a che vedere con il nucleare.
Da molti anni si parla di fisica quantistica, si discute e si sperimentano fenomeni non più macroscopici o microscopici, ma che coinvolgono l'universo quantistico; quello che per molti fisici contemporanei viene paragonato allo specchio di Alice: una volta attraversato, tutto quello che troviamo al di là è esattamente il contrario di ciò a cui noi siamo abituati nel mondo fisico e macroscopico.
Nessuno è mai riuscito concretamente a sviluppare delle applicazioni quantistiche sfruttabili nel mondo macroscopico, in molti ci stanno provando come per esempio il tentativo di realizzare dei computer che promettono di rivoluzionare il mondo delle comunicazioni, dei calcoli, dell'archiviazione dati, ma ad oggi nulla è ancora arrivato negli scaffali dei centri commerciali, tutto è ancora ben confinato in pochissimi laboratori al mondo.
Qualcuno però, infischiandosene di chi dice che non è possibile, ipotizza che proprio i nuovi fenomeni nucleari abbiano origine nel mondo quantistico, altri invece dal mondo quantistico cercano di produrre energia in modo diretto senza dover passare per fenomeni di tipo nucleare.
Un sogno, la nuova era?
Forse, le premesse ci sono come sempre e le idee non mancano e anche in questo caso, come per la fusione fredda, sono ormai decine se non centinaia gli inventori e ricercatori che in tutto il mondo ci stanno provando e qualcuno, forse, potrebbe esserci riuscito.


Gli Eretici
Una storia che parla soprattutto di trasmutazioni; il risorgimento dell'Alchimia, ma anche di energia e di un nuovo modello teorico della fusione degli atomi.
Una storia che inizia, tra le tante possibili, in epoca "moderna" dall'Abate Zamboni di Verona.

"L'orologio perpetuo di Zamboni. Non è perfetto però: bisogna cambiare le pile ogni cent'anni. Infinite volte nell'eternità."

Orologio Perpetuo di Zamboni

 

"Zamboni fece diversi esperimenti, realizzando pile composte da 2000 e più dischetti fatti una carta speciale, chiamata “carta d’argento”, carta su un lato della quale era stesa una sottile lamina di stagno o di una lega di rame e zinco detta tombacco. Tali dischetti venivano spalmati sull’altro lato con sull’una pasta di carbone di legno dolce polverizzato, impastato con acqua o lavorato con acido nitrico. Come consigliatogli da Volta, Zamboni sperimentò successivamente con successo l’ossido di manganese sciolto in acqua insieme a colla d’amido. I dischi venivano infilati in un tubo di vetro verniciato dentro e fuori con un prodotto isolante. La poca umidità dell’aria che riusciva a penetrare il sistema era sufficiente a scatenare la forza elettromotrice. Le tensioni raggiungibili con questo sistema potevano andare dal centinaio di volt a qualche migliaio, anche se con un amperaggio bassissimo, sull’ordine dei microampere.
Tali pile, risolvendo i problemi della corrosione degli elettrodi avevano una durata lunghissima, anche se le loro applicazioni sono limitate a causa delle correnti in gioco che sono estremamente basse.
Nonostante questo, le pile di Zamboni hanno trovato alcune applicazioni, tra le quali la realizzazione di dispositivi per la misurazione della corrente; Zamboni stesso, considerata la sensibilità delle sue pile all’umidità, pensò fosse possibile il loro impiego per farne degli igrometri.
All’inizio del 1900 pile simili sono state impiegate nell'ambito delle ricerche sulla radioattività e la radiazione cosmica. Nella Seconda Guerra Mondiale e nella guerra del Vietnam sono state utilizzate come fonte di energia per visori a raggi infrarossi."

Nicolae Vasilescu Karpen ha realizzato una pila che è in funzione da oltre 60 anni: a differenza della pila di Zamboni, sembra proprio che l'umidità non c'entri nulla con la produzione di energia (pdf di una possibile spiegazione).

Batteria Karpen

 

Nel 1903 Olindo de Pretto, due anni prima di Albert Einstein, presentò all'Istituto Veneto di Scienze e Arti la relazione tra massa ed energia usando per la prima volta la formula "mv²" dove, la lettera “v”, rappresentava la velocità della luce; a differenza della teoria della relatività di Einstein, nella formula di De Pretto la "v" rappresentava una variabile e non una costante:

Ma tale deduzione ci conduce a delle conseguenze inattese ed incredibili. Un chilogrammo di materia, lanciato con la velocità della luce, rappresenterebbe una somma tale di energia da non poterla neanche concepire. La formula mv² ci dà la forza viva e la formula mv² / 8338 ci dà, espressa in calorie, tale energia. Dato dunque m = 1 e V uguale a trecento mila chilometri per secondo, cioè 300 milioni di metri, che sarebbe la velocità della luce, ammessa anche per l’etere, ciascuno potrà vedere che si ottiene una quantità di calorie rappresentata da 10794 seguito da 9 zeri e cioè oltre dieci milioni di milioni.

Marco Todeschini accolse il pensiero di Cartesio, il quale postulò egli stesso l’esistenza di un etere che riempiva lo spazio. Più tardi anche la stessa teoria della natura ondulatoria della luce del Fisico Fresnel presupponeva la vibrazione dell’etere. Anche il Fisico Hertz dimostrò che la stessa teoria classica dell’elettromagnetismo confermava l’ipotesi di uno spazio pieno di un etere fluido e in vibrazione, che consente alle onde di propagarsi oscillando attraverso di esso. Gli stessi Platone e Aristotele poi, ancora prima, immaginavano lo spazio come “pieno” di etere. Nella filosofia Vedica, ancora, lo spazio è considerato non vuoto, ma pervaso da un’energia fondamentale e vitale chiamata Prana”.

Da sinistra: Pietro Zorzi, Marco Todeschini, Omero Speri

 

Qual è la causa che produce il movimento della materia? Sembra facile rispondere, perché è evidente che un corpo può muoversi urtandolo con un altro corpo solido, od investendolo con una corrente liquida o gassosa. Ma contro questa certezza sperimentale, sta il fatto che vi sono dei corpi che sembrano muoversi senza essere urtati da altri, come ad esempio un pennino quando viene attratto dalla calamita, un grave che cade verso terra, i pianeti che si muovono intorno al Sole, le stelle che corrono in tutte le direzioni, gli elettroni che rivoluiscono intorno al nucleo atomico. Ora per spiegare i movimenti di questi corpi, o si ammette che siano trascinati da correnti di una sostanza fluida invisibile (etere), oppure si ammette che siano attratti da altri corpi circostanti vicini o lontani, mediante misteriose forze di gravità od elettromagnetiche, le quali si propagano ancor più misteriosamente nel vuoto.
Di qui la nascita di due ipotesi contrarie per spiegare i fenomeni: quella di considerare le masse materiali dell’Universo immerse in uno spazio cosmico pieno di etere e quella di considerare invece tali masse immerse in uno spazio cosmico assolutamente vuoto. Ma nessuna delle due ipotesi si è mostrata sinora valida a spiegare la totalità dei fenomeni e perciò tenendo conto delle obiezioni mosse ad entrambe nel corso dei secoli, sono giunto a scoprire che se si sostituisce all’etere imponderabile sinora considerato dalla fisica, uno spazio che, oltre ad avere una triplice dimensione, sia sostanziato anche di densità costante e mobile come un fluido o gassoso, con i movimenti di tale spazio inerziale, non solo si possono spiegare qualitativamente e quantitativamente tutti i fenomeni, ma si possono anche conciliare le due opposte tesi.

Omero Speri e Pietro Zorzi, allievi di Marco Todeschini, il 21 giugno 1982 brevettarono il "Produttore di energia perenne proveniente da fonti energetiche ambientali mediante intervento fisico di una sostanza intermedia posta tra due metalli":

La pila perenne: energia ricorsiva (in memoria dell'esperimento di E. Zamboni) 

Gli Eretici: da sinistra a destra, Roberto Monti, Piero Zorzi, Stefan Marinov, Umberto Bartocci, Omero Speri. Una riunione del 1989 a Garda, nell'abitazione dell'Arch. Zorzi.

Link al brevetto di Ermanno Franceschini e Stefano Giardina

Per chi volesse incontrare i due moderni "eretici" Stefano ed Ermanno e toccare con mano il loro generatore di energia, l'appuntamento è dal 5 al 7 aprile all'Expo ferroviario al Lingotto di Torino presso la RIMEF srl. (vedere "Generatore di energia allo stato solido: resoconto dall'Expo Ferroviaria 2016".)

Fonte: 22 Passi d'Amore e dintorni