Forse non ridono di noi europei, forse neanche degli usa-ensi, forse ridono per motivi tutt'altro che politici.. d'altronde anche loro sono umani, si spera. E la foto non è di oggi. Ma sicuramente, qualche risata sotto i baffi in Russia se la fanno quando sentono la gran voce dell'Occidente tuonare contro l'Orso eurasiatico: sanzioni, condanne, prese di posizione, rigorosamente a nome della 'Comunità Internazionale' (nonsissammai si scoprisse che a voler la guerra sono solo in pochi). Fatto sta che la decisione europea di proseguire nelle sanzioni economiche contro la Russia sembra evolversi, a volerla guardare diversamente da come i mezzi di 'informazione' ordinari ce la propongono, come un boomerang contro l'Europa stessa. Anzi, quasi quasi come un esempio di quella che Immanuel Kant definiva "eterogenesi dei fini", ossia il principio per cui a volte si fa qualcosa per un preciso fine e si ottiene, come risultato di quell'azione, una conseguenza diversa, a volte persino opposta, a quella per cui ci si era adoperati. Così, leggiamo stamane:

Gli Stati Uniti non si rendono conto che, imponendo sanzioni contro la Russia, stimolano la nostra economia, ha dichiarato ai giornalisti oggi Sergej Riabukhin, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio della Federazione (Senato della Russia).
Ieri è stata resa nota l'introduzione di nuove sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Europea contro la Russia in relazione alla crisi ucraina. Mosca ha ripetutamente sostenuto come il linguaggio delle sanzioni sia controproducente. La Russia ha anche sottolineato più volte di non prender parte al conflitto ucraino.
Secondo Ryabukhin, le sanzioni imposte permetteranno alla Russia di sviluppare più attivamente l'industria nazionale, sfruttando risorse interne. Ha inoltre sottolineato che nel mondo moderno, in termini di relazioni di mercato e di profonda integrazione dei legami economici, le sanzioni non hanno senso.

(da La Voce della Russia)

Nel mentre, invece, l'Europa non solo si priverà degli scambi commerciali con la Russia, soprattutto le forniture di gas, ma si ritroverà ad essere inserita in un mercato comune transatlantico, attraverso gli accordi sul libero scambio (TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership), all'interno del quale ogni norma commerciale (e non solo) comunitaria e degli stati europei dovrà adeguarsi al codice commerciale usa-ense. Che significa, trovare nuovi sbocchi all'oligarchia finanziaria degli USA e ai suoi prodotti (OGM inclusi) ed impoverire l'Europa definitivamente, applicandovi la ricetta USA: vendi, 'liberalizza', abbassa i salari, privatizza sanità, pensioni, istruzione.... E se dovesse andare in porto, nel lungo termine, saranno gli USA e l'Europa a guadagnarci, o saranno i cosiddetti paesi BRICS (Russia e Cina in testa) a fare di un Occidente impoverito, con dei governi senza credibilità e senza appoggio popolare, senza una tecnologia bellica all'altezza, la loro definitiva terra di conquista? Meditate, genti di Europa, italici dormienti in attesa di Risveglio....

J.C.