Elementi di Anomaly Hunting,
con speciale riguardo al “Caso dell’Asteroide 433-Eros”

Considerazioni Generali sull’Anomaly Hunting

Non credo che esista un Lavoro nel quale l’Oggettività (intesa come “Assenza di Pregiudizio”) non abbia un peso.Certo, è vero che ognuno di noi possiede degli “Elementi Fondamentali” – e cioè tutte quelle Nozioni, Idee, Esperienze, Capacità Associative ed Interpretative etc. – sui/sulle quali “fonda” (appunto) il suo Pensiero ed il suo Lavoro, ma è pur vero che questi “Elementi Fondamentali”, per essere davvero tali – e per diventare delle valide Fonti di Scienza e Conoscenza – devono essere coltivati. E questo significa, fra le altre cose, che essi devono svilupparsi, aggiornarsi, rivedersi e correggersi e poi – chissà? –, magari nel tempo, cambiare. Trasformarsi. A volte, addirittura, capovolgersi.
Molti Autori Moderni e qualche Lab-Rat (vedi nota 1) ritengono il “cambio di opinioni” (la mutatio consilii, come diceva – mi pare – Seneca) un fatto disdicevole. Una sorta di “oggettivazione dell’incertezza”.
Ma a mio avviso non è così. Non è così perché la Crescita Umana Individuale, al pari di quella Professionale, passa attraverso il cambiamento. Ed il cambiamento, se è vero che, talvolta, può essere minimo, quasi del tutto impercettibile (pensate, ad esempio, ai mutamenti nella posizione delle stelle: continui, certo, ma altrettanto certamente del tutto impercettibili), è pur vero che, altre volte, esso si manifesta in maniera travolgente e sconvolgente. Ciò che per noi, ieri, era bianco, oggi diventa nero (o viceversa); quello che, sino a poco tempo fa, ci  appariva limpidissimo, improvvisamente diventa nebuloso (e viceversa). E così pure qualcosa che, da lungo tempo, ritenevamo incontestabile, in un istante diventa questionabile (e, naturalmente, viceversa).
Nota 1: con questa espressione mi riferisco non solo a Ricercatori Professionisti e Scienziati che riducono il loro mondo alle mura del laboratorio in cui lavorano, ma anche quei Ricercatori, pure Professionisti, i quali, in virtù del/i Titolo/i e della Posizione, rispettivamente, acquisito/i e posseduta, ritengono, quale che sia la Materia trattata ed a prescindersi dalla loro effettiva specializzazione, di poter intervenire e parlare “Ex Cathedra” su TUTTI gli Argomenti definibili come "Scientifici" (anche in senso lato), trattando tutti gli altri interlocutori alla stregua di imbecilli
Ma anche questi “sconvolgimenti”, allorché accadono, possono essere eventi formativi; possono essere fonte di miglioramento e di crescita – nei due sensi anzidetti –, a condizione che, dietro al loro accadere, esista un processo di “revisione dei dati”, o magari un (anche radicale) “cambio di angolo visuale” degli eventi. Insomma deve esistere un qualcosa di “oggettivo” e non un tanto semplice, quanto ingiustificato ed immotivato, “cambio d’opinione” (eccoVi un esempio classico e comune a tante conversazioni fra adolescenti:”…Hai cambiato idea! Perché?” risposta “Perché mi andava così”. (sic!)
L’Oggettività, dunque, sia nel “mantenimento di una posizione”, sia nel “cambio di posizione”, DEVE ESSERE UN ELEMENTO PERSISTENTE. Un ELEMENTO FONDAMENTALE di e per qualsiasi processo Logico, sia che esso possa essere qualificato come investigativo, conoscitivo e/od interpretativo, sia che esso appartenga alla schiera dei processi meramente descrittivi.
L’Oggettività è il Genitore (unico e solo, a parere di chi scrive) della Razionalità.
E l’Oggettività, nel Lavoro di Ricercatore operante nell’immenso Campo dell’Anomaly Hunting (come in qualsiasi altro Lavoro in cui, probabilmente, la componente “teorica e tecnica” non può dissociarsi da quella “intellettuale ed etica”) è essenziale.
Ma l’Oggettività, si sa, non è un “qualcosa di fisico”, che si può “prendere e mettere in tasca” (o meglio: dato che essa esprime una qualifica “interna” dell’individuo, diciamo che non è una “pillola” che può essere presa quando si vuole o quando è assolutamente necessario). L’Oggettività, a mio avviso, è una Virtù (coltivabile) e, come tutte le “Virtù”, non è detto che “ci si nasca” con essa. Certo, in qualche caso “si nasce obbiettivi”, ma non è una regola. E allora, in caso di difetto o di insufficienza, possiamo dire che l’obbiettività la si può maturare, coltivare e rafforzare, nel tempo e con il sacrificio.
La si può (anzi: la si dovrebbe SEMPRE) mantenere, anche in circostanze difficili (nel tempo e – va detto – con MOLTO sacrificio…) e poi – come ovvio – la si può anche perdere (e, quando questo accade, vuol dire che si è avviato un processo irreversibile il quale, tra le altre cose, è degenerativo, difficilmente rallentabile e regolarmente produttivo di “metastasi logico-deduttive” di impressionante portata).
Già, direte Voi, “ma come si perde l’Oggettività (o l’Obbiettività, se preferite)?
In mille modi.
La si può perdere per “fame” di profitto (sostenere una posizione incongrua o assurda, nel caso in cui tale supporto “frutti” un po’ di quattrini, non è certo un fenomeno raro…); oppure la si può perdere per mera “simpatia/antipatia” che si nutre verso o contro un Autore, una Tesi o una Corrente.
La si può perdere per “arroganza”, per “superbia” o per “stupidità”.
E la si può perdere anche per “rancore”, o magari a seguito di una disputa piuttosto accesa.
E come sono le conseguenze (derivanti dalla perdita di Oggettività)?
Devastanti.
Tanto per rimanere nei casi più frequenti ed eclatanti (perdita di Oggettività per profitto e/o per antipatia), se il Lavoro viene svolto non solo – o non più – come “in favore di” o “per” un Valore (ad esempio: in favore o per il Sapere Comune; o magari in favore della Verità, o della Scienza Positiva etc.), ma “a fronte di” un compenso (che può essere un conguaglio economico o una mera “soddisfazione morale”) oppure – e meramente – “contro” (qualcuno o qualcosa), esso INEVITABILMENTE sfiorisce e muore.
Perde di senso.
Perde il suo “scopo”, la sua “intima ragione” di essere e di esistere. E quindi diventa inutile.
Ora, tanto per ritornare (e rimanere) nel nostro Campo, diciamo che, ad esempio, il fatto di scrivere un Trattato “Pro Veritate” sulle Anomalìe Spaziali, per bizzarro, erroneo o mal fatto che esso sia, potrebbe comunque essere un’opera meritoria.
Ma scrivere il medesimo Trattato “Pro Domo Propria” (e cioè “solo per sostenere se stessi e – magari – qualche compenso maturato con la fama...) oppure “in illam personam” (e cioè “contro questa o quella persona”, o corrente di pensiero etc.), sebbene possa risultare, alla fine, perfetto ai limiti dell’inoppugnabilità, esso non sarà mai un’opera meritoria.
Sarà solo il frutto di un eccesso. Di una visione corrotta e, quindi, distorta.
Qualcuno, quando studiavo Diritto, era sostenitore della Teoria per cui “reagire in maniera illecita verso colui o coloro che agiscono – contro di noi – in maniera illecita, è lecito”.
Io ho sposato a lungo quella Teoria e, per certi versi – etici, politici e giuridici – ancora la sposo. La condivido. La sostengo e supporto.
Ma nel campo delle Anomalìe (o presunte tali) Spaziali, no. Nel campo della Scienza (Classica o di Frontiera), no.
Se sostenessi una simile Teoria, allora tutto il Lavoro da me svolto sino ad oggi, perderebbe senso. Perderebbe valore ed “autorevolezza” – nei limiti in cui questa parola si attagli ad alcune e per alcune delle idee, ipotesi e posizioni che ho sostenuto e sostengo.
E allora ?E allora, la storia (quasi paradossale, alla fine, per le implicazioni e le caratterizzazioni che è venuta ad assumere) delle (pseudo?) Anomalìe dell’Asteroide 433-Eros deve finire.
E per finire, userò solamente le mie conoscenze, le mie capacità logiche ed i preziosi contributi tecnici e visivi che i miei Amici e Colleghi mi hanno messo a disposizione.
E poi…E poi basta.
Poi, una volta che gli argomenti e le prove, al pari delle carte da gioco su un tavolo verde, saranno state esposte e saranno quindi note a tutti, ognuno dei “giocatori” (e/o degli Spettatori) potrà valutare e decidere da solo a chi o a che cosa credere – non si parla, in questo Campo, di vedere “chi vince” e “chi perde”, perché anche questo approccio sarebbe distorto).
Diciamo che, una volta che TUTTI GLI ELEMENTI E LE LORO INTERPRETAZIONI saranno sul tavolo, ognuno potrà non solo vedere, leggere, approfondire e tralasciare quello che vuole, ma anche decidere “in maniera informata” se farsi un’opinione nuova o se mantenersi quella che già aveva etc.
Il tutto senza rancori, senza forzature e senza reiterazioni di immagini, argomenti, teorie e speculazioni (e si: perché quando si continui a reiterare – un contendente, o l’altro, o entrambi – non si fa altro che "scaldare" ulteriormente gli animi  per frizionamento degli Ego...).
Che intervengano gli “altri”, i Lettori, per dire, speculare, approvare od opporsi (possibilmente in maniera circostanziata ed educatamente). Insomma: ad un certo punto, quando la situazione fra le parti in contesa è in deadlock (e cioè bloccata, in stallo totale), bisogna piantarla lì. E’ meglio chiuderla e lasciar parlare gli altri.
O anche chiuderla del tutto (il che, spesso, è la cosa migliore da fare).
Se questo approccio Vi è chiaro, allora anche tutto il resto Vi sarà chiaro.
“CHIARO”, ho scritto, non necessariamente “ESATTO”.
Il Lavoro del Ricercatore e Divulgatore Intellettualmente Onesto (nel Campo delle Scienze di Frontiera in generale ed in quello delle Anomalìe Spaziali in particolare), infatti, consiste nel raccogliere i dati e nel presentarli nella maniera migliore possibile, lasciando che sìano poi i Lettori (Studiosi, Appassionati, Curiosi etc) a decidere da soli, formandosi – auspicabilmente, come già si diceva – una “opinione informata”.
Ed ora una considerazione personale: moltissimi "Esperti" di Anomalìe Spaziali, sono Esperti Fotografi (nonché "Maghi della ComputerGrafica"). Costoro, che rispetto profondamente, sanno dirVi tutto ed il contrario di tutto a proposito di fotografia (in generale) e sono capaci di frantumare e ricostruire un frame in mille modi diversi. Sono più bravi di me ad analizzare un frame (e non faccio fatica ad ammetterlo), perchè io non sono un Tecnico dell'Immagine. Però attenzione: se per essere "Esperti in Scienze Planetarie" ed "Anomalìe Spaziali" - che sono, rispettivamente, la mia Specializzazione ed il mio Campo di Divagazione - bastasse essere dei provetti fotografi, allora io potrei tranquillamente farmi da parte e lasciar parlare questi Professionisti dell'Immagine.
Ma la Verità è un pò diversa. La Verità è che, per capirne tantissimo di fotografia, bisogna essere "Esperti e Provetti Fotografi".
Incontestabile.
Ma per capirne "abbastanza" di Scienze Planetarie (e cioè di Geologia, Meteorologia – dove occorre –, un pizzico di Chimica e Fisica etc.), non basta essere dei Super-Esperti di Tecnica dell'Immagine, né dei Meravigliosi Equilibristi, Virtuosi del Computer Processing. E la Materia delle Anomalìe Spaziali, purtroppo per gli Amici Fotografi e "PC Experts", costituisce l'appendice "Di Frontiera" delle Scienze Planetarie e non della Fotografia (Professionale e per Amateurs).
Spero di aver reso l'idea...
Tutto ciò detto e premesso, veniamo ai punti ed alle Anomalìe Essenziali in quel (ormai) calderone di speculazioni e teorie che è diventato “Il Caso dell’asteroide 433-Eros”.

I Casi Concreti: la “Parabola”
 
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L’oggetto identificato dalla lettera “P”, nel frame NEAR-SHOEMAKER n. 0134030614 del 22 Maggio 2000 (fatti: è un frame leggermente sfuocato ed a bassissima risoluzione) il quale è stato convenzionalmente definito come “La Parabola”, a mio parere, può sembrare/assomigliare a qualsiasi cosa.
Ad esempio, e se proprio decido di usare l’Immaginazione a tutti i costi, a me può (ragionevolmente) sembrare un "megafono", appoggiato al suolo sul suo lato lungo…?Però questo non credo che mi possa autorizzare a parlare di “possibile megafono alieno abbandonato su un piccolo asteroide”. Solo un buontempone (o un incompetente, o una persona in cerca di facilissima – e stupidissima – pubblicità) si lascerebbe andare ad illazioni/dichiarazioni simili.
La realtà è che, come si può notare operando una semplice comparazione visuale (ad es.: di texture e di albedo) fra l’oggetto controverso e le tre rocce che stazionano nelle sue immediate prossimità, è che questo rilievo NON SI DISTACCA/DIFFERENZIA dai suoi dintorni (e cioè, in altre parole, condivide la texture e l’albedo degli altri rilievi che sono situati nelle sue vicinanze).
Conclusione preliminare: si tratta di un boulder a forma pseudo-conica (vedi nota 2) che giace rovesciato sul suo lato lungo.
Nota 2: si usa il prefisso “pseudo”, seguito dal sostantivo adatto al caso (exx.: torre, piramide, sfera etc.) allorché si vuole indicare la circostanza per cui la forma apparente del rilievo – qualsiasi rilievo – in oggetto, è funzione dell’angolo di osservazione adottato dall’Orbiter – e quindi, di conseguenza, dall’Osservatore/Analista – e non necessariamente delle sue caratteristiche fisiche reali
Nella seconda immagine, invece – trattasi del frame NEAR-SHOEMAKER n. 0136819148  del 21 Giugno 2000 (fatti: è un’altra immagine, ahinoi!, leggermente sfuocata e di modestissima risoluzione) – si potrà lavorare una Vita intera per cercare di vedere il "giro di 180°” che sarebbe stato compiuto dal rilievo ma, temo, senza successo.
Perchè? Perchè l'idea di "provare", attraverso due soli frames (e per di più brutti e sfuocati), un movimento della roccia in oggetto costituisce, a mio avviso, una probatio diabolica.

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Una prova, cioè, che non può essere data (o che può essere data solo "con (elevata) approssimazione logica e tecnica", il che rende la dimostrazione, ove data, una pseudo-prova...).
Perché? Perché, tanto per cominciare, le condizioni di illuminazione della superficie e l’angolo di fase - ossìa l’angolo esistente e disegnato dal Sole, l'Oggetto Ripreso (ivi: 433-Eros ed il suo interessante outcrop) e l'Orbiter - sono cambiati. E non di poco.
Sappiamo tutti benissimo quanto sia (rectius: appaia) DIVERSA una superficie allorché cambiano le condizioni di illuminazione della medesima; e sappiamo tutti benissimo quanto appaiano diversi alcuni rilievi a seconda dell’angolo visuale che viene adottato per osservarli. (esempi: per quanto attiene le condizioni di illuminazione, diciamo che le fotografie scattate a rilievi che si trovano sulla Linea del Terminatore, come in questo caso, servono a definirne meglio le forme, approfittando dell’effetto affilante delle ombre e del maggiore – se non esasperato, nel vuoto – contrasto esistente fra aree in luce ed aree in ombra).
Per quanto attiene il cambio di angolo visuale, provate ad osservare il frame NEAR-SHOEMAKER n. 0148173946 che segue: che cosa ci mostra e dimostra? Esso ci mostra forse il profilo di un Volto avente sembianze umanoidi – il “Volto di 433-Eros”... –, oppure si tratta solo di un gioco di luci ed ombre, determinato proprio dal punto di osservazione (vista) adottato dall’orbiter e, conseguentemente, fatto proprio dall’Osservatore?).

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Si tratta di una "gigantesca scultura" che raffigura una Creatura di sembianze umane, oppure è solo un "affascinante gioco di luci ed ombre"? Pensateci sopra...
Ed ora – tornando a noi – che cosa si vede, poi, di così inquietante, nel secondo frame che riprende il rilievo controverso (e cioè la nostra “parabola“)?
Nulla. A parer mio non si vede assolutamente nulla.
Il rilievo “Parabola” si risolve, operando una modestissima magnificazione (modestissima altrimenti il frame si sgrana ed a quel punto si può veramente arrivare a vedere “di tutto e di più″…) in una roccia dai profili (superiori) nettamente irregolari, e che di “parabolico” – ahinoi – non mostra alcunché …"
Conclusione: il rilievo pseudo-conico del primo frame si conferma essere un boulder, con bordi superiori irregolari (e vagamente sfaccettati) ed albedo e texture congrue rispetto sia a quelle dell’ambiente a cui esso accede, sia a quelle degli altri boulders che giacciono nelle sue prossimità e che, nella loro globalità, formano quello che tecnicamente si definisce come “rocky outcrop” (o “affioramento roccioso“). La “parabola” è un “boulder“, ossìa un rilievo roccioso (un “macigno”, tecnicamente), che di “innaturale”, se non altro a parere di chi scrive e dei miei Colleghi e Collaboratori, non ha nulla.
Non siete ancora convinti?
E allora proseguiamo…
Con un pò di pazienza, ed usando le immagini di supporto giuste, ho calcolato le coordinate approssimative del nostro outcrop (localizzato a circa 14,46° Lat. Nord e 256,77° Long. Est) ed ho quindi effettuato una ricerca di frames alternativi a quelli che “imperversano su internet” (e che Vi ho appena proposto), avvalendomi della funzione “Advanced Image Search” per la Missione NEAR EARTH Asteroid Rendez-Vous, messa a disposizione dalla stessa NASA e dalla University of Arizona all’indirizzo .
E altre “nuove” immagini del “rilievo controverso” - DECINE di immagini -, come per incanto, sono apparse: eccone alcune…
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…E poi, per gli “incontentabili”, arriva adesso una visione “dall’alto” la quale, sostanziandosi in un radicale cambio di prospettiva, SEMBRA ALTERARE le fattezze del rilievo il quale, invece, è sempre lo stesso outcrop di cui sopra e che, come già si scriveva, di “parabolico“, purtroppo, non ha assolutamente nulla.
 
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Allora: dov’è andata a finire la nostra “Parabola”?
E adesso – permettetemi la franchezza – lasciatemi dire che non deve essere abitudine dell’Anomaly Hunter Intellettualmente Onesto e tecnicamente competente il “presumere” l’artificialità di un rilievo, ANZI: semmai DEVE ESSERE VERO IL CONTRARIO!
Di qualsiasi rilievo "ambiguo" occorre presumere la NON-Artificialità, se si vuole ragionare correttamente. L'Artificialità VA DIMOSTRATA – al 100% e senza che, alla fine, possano ancora sussistere legittimi dubbi).
Ed idem dicasi per la “corruzione” (o tampering) di un’immagine, la quale VA PURE DIMOSTRATA e MAI PRESUNTA.
Ora, detto tutto questo, io non ritengo utile il fatto di continuare a studiare due frames (tutto sommato) piuttosto brutti, al solo ed unico scopo di cercare di dimostrare – da un lato – che un rilievo superficiale “presunto artificiale”, è “Artificiale” (una Parabola, nel caso di specie) e – dall’altro – che un rilievo superficiale presunto naturale (ivi: “un sasso”) è effettivamente naturale (ivi: “un sasso”). Sconsiglio altresì – e questo è un suggerimento basato sull’esperienza nell’analisi di rilievi curiosi – di ricorrere ad iper-magnificazioni.
L’ingrandimento di un rilievo controverso, talvolta (e se usato con parsimonia), può risultare di notevole aiuto all’Analista-Interprete dell’immagine; tuttavia, non dimenticate mai che la magnificazione di un rilievo, specie se operata ad alti livelli e su frames originariamente di scarsa qualità, diventa un’arma a doppio taglio.
Perché? Perché, molto probabilmente, l’Analista-Interprete dell’immagine vedrà, si, DI PIU’, ma quel “di più” potrebbe (anche) essere il prodotto di distorsioni, aberrazioni e sgranature del frame. Insomma: ingrandire, per “scovare” qualche possibile Anomalìa e Singolarità, SI: ma poco e con cautela, altrimenti le Anomalìe e le Singolarità finiremo inevitabilmente con il crearle noi…
Adesso osservate, valutate e decidete Voi stessi.
Le "Sfere"
Alcuni boulders, in ambienti caratterizzati da microgravità (e questa è semplice Fisica dei Corpi Celesti, non una mia “fissazione”), tendono a muoversi ed a rotolare OGNI QUAL VOLTA l'ambiente al quale accedono viene stimolato da azioni esterne (ad esempio: impatti del Corpo Principale con altri “Corpi Erranti” – bolidi e/o comete e/o detriti spaziali artificiali etc.) o da influssi mareali (e cioè gravitazionali) – ovviamente (e per definizione) esterni anch’essi.
Può accadere, come dimostrato in simulazioni di laboratorio, che le rocce di un corpo celeste a bassa/bassissima gravità (o micro-gravità, appunto), possono – a determinate condizioni – giungere persino a "levitare", per alcuni istanti/minuti; oppure – o perché repulse, o perché attratte (e comunque, ab origine, posizionate in maniera tale da concretare un’ipotesi di equilibrio instabile), possono sbilanciarsi e quindi rotolare, assecondando i rilievi che le circondano.
E non dimentichiamo che anche le vibrazioni del suolo, cagionate – ad esempio – da un impatto occorso non lontano dalla loro regione di stazionamento, possono causare un movimento di rocce instabili, le quali – ancora una volta – potranno mettersi a rotolare (se le condizioni del suolo lo consentono) per quindi andare ad infossarsi, da qualche parte. E poi, magari – nel tempo ed in condizioni differenti ma idonee al cambio di stato –, riemergere nuovamente (magari in toto e magari in parte). O smuoversi: chi può ipotizzare tutta la casistica?!?
Dunque le rocce (alcune rocce, diciamo così, che è anche più corretto) di 433-Eros (e non solo, come ovvio) possono muoversi. Certamente, nel passato (ieri o un milione di anni fa), esse si sono mosse.
E le rocce, mentre si muovono (rotolano), incontrano ostacoli.
A volte li superano, a volte no. A volte colpiscono altre rocce. E si rompono – magari scheggiandosi e producendo “boulders” dalle forme fantastiche ed improbabili, alle volte. Ed altre volte, invece, ed a seguito di innumerevoli impatti e sfregamenti “morbidi”, esse POSSONO smussarsi/arrotondarsi.
Osservate una di queste “Rocce Rotondeggianti”, ora.
 
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Che dite? E' una “Sfera” o uno “Sferoide” ?Io direi che il problema, in realtà, non dovrebbe neppure porsi, poiché una “sfera” – ritengo – è un corpo decisamente diverso da quella roccia che vediamo nei frames di cui sopra. Le rocce (con e senza peduncoli) che vedete nei frames NEAR-SHOEMAKER, sono dei boulders di forma rotondeggiante – comunissimi sulla Luna e Phobos, ad esempio – i quali caratterizzano alcune regioni prossime ai tanti declivi – guarda caso… – che costellano 433-Eros. EccoVi un altro esempio (si tratta di una porzione magnificata del context frame dal quale è stato estrapolato il dettaglio che Vi abbiamo proposto in precedenza):

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Che cosa sono i due rilievi che vedete alla Vostra Dx e che sembrano giacere sulla medesima perpendicolare? Sono "sfere"?!? Secondo me, no. Si tratta di due "sferoidi" che hanno un’albedo molto alta.
Questo si: questo è un fatto evidente.
Ma basta forse un’albedo particolarmente elevata – e Attenzione, ancora una volta: ci sono moltissime zone della superficie di 433-Eros che mostrano un’albedo visuale decisamente significativa! – per qualificare un boulder rotondeggiante come Anomalìa di Superficie o, addirittura, come “Evidenza Aliena”?
Io direi di no.
E se, infine, si volesse alludere, parlando dei boulders arrotondati di 433-Eros, alle "sfere/Orbs" che, di quando in quando, incrociano nei Cieli Terrestri, allora è meglio lasciar stare le Scienze Planetarie e parlare di Ufologia, perché altrimenti si rischia di uscire completamente fuori tema e, di conseguenza, contribuire alla “confusione” (che già c’è ed è abbondante) e non alla “Chiarezza”.
Si, lo so, speculare è bello e, in questo campo, è affascinante, però...Andiamoci piano.
La “Scatola”
Onestamente non ho molto da aggiungere, su questa allegazione, in più di quanto non ebbi a scrivere nell'articolo in cui si parlava delle presunte Anomalìe dell'Asteroide 433-Eros.
Insomma: che si tratti di un rilievo “ambiguo” (apparentemente), direi di si, senza dubbio. Ma che si tratti di un rilievo artificiale…Questo non sono solo io quello che non può dirlo. Questo NON LO PUO’ – legittimamente e definitivamente – DIRE NESSUNO.
Ad ogni modo, una volta che sia operato uno stretch (anche eccessivo) del frame originale – che, come il 99% dei frames NEAR-SHOEMAKER, è piccolino e bruttarello – quello che si riesce a portare alla luce (leggi:evidenziare) – purtroppo – è solo un pietrone, la cui base è nell’ombra (e difficilmente risolvibile con chiarezza), mentre la sommità viene colpita dai raggi radenti di un Sole evidentemente già molto basso sull’orizzonte locale.
 
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Conclusione: si tratta di un macigno a pianta larga ed irregolare, che si sviluppa “singolarmente” in altezza e su un solo versante (quello “Sud”, dal punto di vista dell’Osservatore). La “stranezza” che lo caratterizza è, molto probabilmente, causata dall’effetto di contrasto estremo fra la sua porzione illuminata (che si sovrespone e, grazie anche alla povertà di risoluzione del frame, perde di definizione e sembra molto più regolare di quanto non sia realmente) rispetto a quella in ombra.
Ogni ulteriore valutazione “di forma” e/o “di sostanza” (ad esempio: la matrice “artificiale” del rilievo), non può essere classificata se non come pura (ed anche alquanto azzardata) speculazione.
Il “Flash”
Abbiamo, lavorando piuttosto rapidamente, localizzato il punto dell'evento anomalo sulla mappa di 433-Eros ed abbiamo reperito altre due immagini che raffigurano quell'esatto punto mentre si trova in piena luce: ebbene, io stesso ho verificato – sia usando una piccola mappa altimetrica, sia "visivamente" – che nella zona calda (l'hot spot, si dovrebbe dire) non ci sono rilievi (anzi: tutta la regione è costituita da un'ampia depressione, situata nei paraggi del rilievo noto come “The Saddle” – “La Sella”) e quindi direi che, automaticamente, l'ipotesi del "picco di cristallo (o il “Monte Everest di Eros”) che brilla" cade rovinosamente.
 
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Così come cade l'ipotesi di un impatto fra un "corpo errante" e 433-Eros poiché, nelle immagini "in luce" (SUCCESSIVE al flash – e brutte/povere di definizione anch’esse), non siamo riusciti ad intravedere alcun segno fisico (NON UNO, ahinoi!) che ci dimostrasse/suggerisse l'idea di un impatto recente. A questo punto, come potrete immaginare, restano SOLO DUE POSSIBILITA': si potrebbe trattare di  
1) un image-artifact, ossìa un vizio del frame derivante, ad esempio, da un vizio di trasmissione o di compressione dei dati (quest'ultima è l'ipotesi razionale al momento preferibile), o da un lack of signal, o dalla presenza di un'area di dead pixels et sim. oppure
2) un'Anomalìa Orbitale, ossìa un evento "curioso" ed inspiegabile, accaduto nelle prossimità dell'asteroide (o anche sulla sua superficie), il quale può tanto essere fatto risalire ad attività "aliene" in senso stretto, quanto ad altri eventi, fisici ed ottici – ma naturali - che noi non siamo in condizione di spiegare (guardate l'immagine che segue e che è relativa ad un Fenomeno Lunare Transitorio (o TLP) Lunare: riuscite a vedere la somiglianza tra i due flash?!?).
 
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L'approccio da me adottato nella ricerca delle possibili Anomalìe Spaziali in generale e, in particolare, nella ricerca delle possibili Anomalìe dell'Asteroide 433-Eros, me ne rendo conto, è poco commerciale e lascia uno spazio meramente residuale alla Fantasia. Ma questo, credetemi (e qui parlo per esperienza e sulla base dei miei pregressi errori), è l'unico approccio che "forma", "insegna" e, alla fine, "porta a qualcosa".
 
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Conclusioni
Questo "Addendum" al nostro precedente articolo su 433-Eros, al pari di esso, NON E’ STATO SCRITTO “contro" le teorie del Sig. Pilolli e del Dr Di Gregorio (nonché dei loro sostenitori). Non è stato questo l’approccio usato perché, se così fosse stato, l’Oggettività – come ho cercato di spiegare nella prefazione, se ne sarebbe andata via, rendendo tutto il lavoro vuoto ed inutile.
Certo: come Gruppo di Ricerca Lunar Explorer Italia e come singolo Ricercatore, abbiamo/ho le nostre/mie teorie, idee e speculazioni, ma abbiamo/ho cercato di restare pragmatici/o, assecondando – sempre – una linea di ragionamento lineare ed obiettiva (appunto)
Queste note sono il semplice portato di OSSERVAZIONI e quindi di attente e ponderate (e disincantate) riflessioni. Esse sono il prodotto di un APPROCCIO alla Materia che, a nostro parere, è logico e razionale ed il risultato finale, almeno nella nostra ottica, dovrebbe essere quello di fornire a chi ci legge una “Opinione Informata”. Un’Opinione – dunque NON una Verità – che, nella sua globalità, viene a costituire – almeno a parere di chi scrive – l’espressione tangibile di una Costruzione Logica “accettabile”.
E per chiudere, mi consentite una similitudine? Pensate ai “Miracoli”. I Miracoli – da intendersi come Eventi Straordinari (Meravigliosi) i quali resistono a qualsiasi spiegazione Logica, Razionale e Scientifica –, lo sapete, divengono tali solo a seguito di un processo “di esclusione”.
Il Miracolo, insomma (e non c’è nulla di riduttivo in quello che sto per scrivere), è un “Evento Residuale”.
Si parla di Miracolo, infatti, SOLO UNA VOLTA CHE SONO STATE ESCLUSE TUTTE LE ALTRE POSSIBILI CAUSE/SORGENTI DELL’EVENTO FINALE (meraviglioso ed inspiegabile, usando gli strumenti propri dell’investigazione scientifica).
E allora?
E allora così pure dovrebbe dirsi, a parer mio, per le Anomalìe Spaziali le quali, al pari dei Miracoli, si dovrebbero costruire “PER ESCLUSIONE” di tutto quanto è invece ipotizzabile e/o dimostrabile Scientificamente e/o empiricamente (e comunque agendo Logicamente e Razionalmente). Le AUTENTICHE Anomalìe, infatti (che sono un numero modestissimo, laddove comparato al quantum globale delle “presunte” Anomalìe Spaziali che vengono individuate, da Dilettanti e/o da sedicenti “Esperti”, ogni giorno), dovrebbero essere individuate SEMPRE e SOLO PER ESCLUSIONE senza MAI “PREMETTERLE e/o PRESUMERLE”. E per sostenerle, a mio parere, bisognerà sempre fare degli sforzi (gravi, me ne rendo conto) i quali sìano volti, innanzitutto, AD ESCLUDERE, come causali della (possibile) Anomalìa, tutti quegli eventi i quali risultino effettivamente refrattari a spiegazioni operate usando un approccio razionale e scientifico classico.
Linguisticamente, infine, (soprattutto per evitare brutte figure) – sia che si sostengano ipotesi “esotiche”, sia che si supportino ipotesi “classiche” – suggerisco l’uso di un linguaggio semplice e scorrevole, corroborato da un approccio possibilistico (ma non scriteriatamente “open” a 360°); suggerisco di non ricorrere troppo di frequente ad iperboli, a “frasi ad effetto” ed a chiose basate su certezze tanto monolitiche, quanto aprioristiche.
Suggerisco di lavorare sempre su frames in HR e di elevata qualità (laddove disponibili, ovviamente); i frames ambigui e/o di cattiva qualità ab origine, possono essere usati solo come fonti secondarie di investigazione, oppure possono venire impiegati “per gioco”.
E’ essenziale, comunque, non (iper) magnificare i frames Low Resolution, poiché questa operazione è produttiva di innumerevoli image-artifacts ed è proprio da questo tipo di approccio che nascono, molto di frequente, delle sviste clamorose.
Morale: volete realmente individuare qualche Anomalìa Spaziale “Genuina”? Ok; allora accettate un mio piccolo consiglio: le Autentiche Anomalìe (al pari delle Autentiche Singolarità), si auto-manifestano e, di fatto, risultano SEMPRE ovvie e visibilissime. Non cercatele “a tutti i costi” e “disperatamente”, altrimenti rischierete di finire con l’attorcigliarVi, logicamente e visivamente, su frames – non sempre, ma di regola – “brutti” e del tutto insignificanti.
Ed ora…Buon Lavoro a Tutti!
 
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