Confisca delle pensioni, “bail -in” bancari e prelievi fiscali

Man mano che i governi a corto di liquidità si ritrovano ad affrontare una diminuzione dei fondi pensionistici, essi stanno adottando misure equiparabili alla confisca di tali diritti. Per alleggerire i deficit di bilancio ed evitare i fallimenti bancari, stanno valutando “salvataggi” delle banche e imposte sulle proprietà immobiliari.

Articolo di Karen Mutton © gennaio 2014

LA CRISI INCOMBENTE

Dall’inizio del XX secolo, gran parte dei governi occidentali ha istituito sistemi pensionistici per garantire ai pensionati un reddito regolare dai fondi pubblici. Verso la metà del XX secolo, quando apparve chiaro ai demografi che i governi in futuro non sarebbero stati in grado di pagare le pensioni dei loro cittadini, sono stati istituiti e promossi in molti paesi fondi pensionistici privati. Negli USA sono chiamati retirement plans, nel Regno Unito pension schemes e in Australia e Nuova Zelanda superannuation plans. Questi sistemi possono essere pubblici o privati, statali, sociali o ibridi. I paesi europei e sudamericani hanno sistemi simili, con pensioni finanziate sia statali sia private.

Dopo il 2010, la generazione dei baby boomer, i nati tra il ‘46 e il ‘64, ha iniziato ad andare in pensione, certa che le pensioni private che aveva pagato durante tutta la vita lavorativa avrebbero assicurato l’agiatezza adeguata ai bisogni futuri.

Purtroppo, i pensionati e i futuri pensionati emigrati dalla città di Detroit, USA, in paesi come l’Argentina, la Polonia e la Russia, hanno scoperto che le loro pensioni private erano state decimate da una cattiva gestione finanziaria, dal crollo del mercato azionario e dalle confische governative. Paesi come l’Australia, e gli stessi USA, rivedono continuamente la legislazione delle pensioni private, sottoponendole a una tassazione arbitraria.

Questo articolo prende in analisi i vari sistemi pensionistici, l’incombente crisi delle pensioni e come i governi a corto di liquidi, in tutto il mondo, stiano attingendo all’immensa riserva dei fondi per privare i futuri pensionati delle loro pensioni duramente sudate.

CHE COSA SONO I PIANI PENSIONISTICI

Le pensioni statali si basano sul versamento di contributi che vengono pagati durante la vita lavorativa del cittadino affinché possa beneficiarne una volta andato in pensione.

Un sistema assistenziale definito (defined benefit - DB) è un piano in cui il sistema di pensionamento è determinato da una formula fissa, non dipende dagli investimenti, e può essere non finanziato (unfunded) o finanziato (funded). In entrambi i casi questi piani devono fare i conti con un elemento di rischio.

In una pensione a beneficio non finanziato (unfunded benefit), nessuna risorsa è accantonata e i contributi sono pagati dal datore di lavoro o dal fondo quando necessario. Gran parte delle pensioni in Europa sono non finanziate, con gli assegni pagati direttamente dai contributi e dalle tasse dei lavoratori. La crisi delle passività non finanziate (unfunded liabilities) è imminente, dato che i baby boomer che andranno in pensione saranno sostituiti da un numero di lavoratori sempre minore nelle successive generazioni. Si è assistito a una grave crisi in Giappone, quando i baby boomer nipponici hanno iniziato ad andare in pensione negli anni Novanta, e sempre meno lavoratori hanno dovuto farsi carico del sistema pensionistico.

Anche i piani finanziati (funded), dove i contributi sono investiti in un fondo, non offrono nessuna garanzia che i contributi pagati saranno sufficienti a soddisfare le prestazioni future. Negli USA, nel Regno Unito e in Australia, gran parte dei piani privati a beneficio definito sono finanziati poiché i governi promuovono degli incentivi fiscali per i piani finanziati.

Nei piani a beneficio definito, i contributi, che spesso sono investiti in borsa, sono pagati su un conto individuale a ogni membro. I ritorni sugli investimenti (positivi o negativi) sono accreditati (o addebitati) sul conto individuale, e una volta andati in pensione, questo conto spesso viene usato per acquistare una rendita che fornisce un reddito regolare al pensionato.

I piani a contributo definito sono diventati sempre più diffusi in tutto il mondo, e i fondi possono provenire sia dal salario differito del lavoratore sia dai contributi versati dal datore di lavoro. I rischi e i premi sono assunti dal singolo lavoratore o pensionato e non dal datore di lavoro, e vista la volatilità del mercato azionario, i rischi possono essere sostanziali.

Negli USA, esempi di piani a contributo definito includono l’Individual Retirement Account (IRA) e i piani 401(k). Spostandosi in Europa, abbiamo le cosiddette pensioni Riester tedesche. In Australia il superannuation scheme e in Nuova Zelanda il KiwiSaver.

La crisi imminente delle pensioni negli USA e in Europa consiste nella difficoltà predetta di pagare pensioni societarie, statali e federali a causa del sottofinanziamento.

Nel 2010, il valore delle obbligazioni previdenziali non finanziate negli USA era di circa 5,4 trilioni di dollari. Molti stati hanno pensioni sottofinanziate, il che significa che non hanno contribuito a creare la somma necessaria a pagare le obbligazioni future ai pensionati. È quello che si è verificato in Illinois, California e New Jersey. Inoltre, le città e i comuni statunitensi hanno molti programmi pensionistici non finanziati. Il termine passività non finanziate (unfunded liability) si riferisce alla somma di denaro che doveva essere messa da parte oggi per coprire le pensioni future. Secondo Wikipedia, le passività non finanziate per questi programmi equivalgono a ben 574 miliardi di dollari. All’inizio del 2013, molte città statunitensi come Detroit hanno presentato richiesta di protezione federale per bancarotta e hanno cercato di ridurre le obbligazioni pensionistiche.

Nella seguente sessione, esaminerò come le pensioni siano già state nazionalizzate, rubate o sottoposte a doppia tassazione in vari paesi, stati e città dalla crisi finanziaria mondiale (GFC) del 2007-2008.


Continua a leggere l'articolo di Karen Mutton sull'edizione cartacea di Nexus New Times nr. 109, disponibile in edicola o nel nostro shop.