Oggi nel Mondo vi è sovrabbondanza di beni materiali e soprattutto si è realizzata una meravigliosa saggezza Tecnologica relativa all’uso e alla conoscenza della Materia.

Basta pensare all’elettronica, alla meccanica, alla chimica e a tutto quanto riguarda la complessa rete mondiale di rapporti industriali, commerciali e finanziari.
Credo che sarà difficile andare ancora molto oltre in tali settori.
Ciò che manca nella Vita Sociale è una vera cultura della Solidarietà che faccia fluire nella realtà quella poderosa forza immateriale che è l’Amore.

Si ha Amore non quando lo si predica, ma quando lo si trasforma in provvedimenti volti alla liberazione degli Esseri Umani dalle angosce della Insicurezza Economica, della Insicurezza Giuridica e dalla mancanza di possibilità di dedicare liberamente il proprio tempo all’auto-evoluzione per curare le malattie dell’Anima contratte dall’eccessivo asservimento, soprattutto forzoso, alla vita materiale.

Nella parola Antropocrazia è racchiuso tutto quanto mira a far fluire concretamente l’Amore nella vita materiale in modo che ogni Essere Umano percepisca la propria Sicurezza Economica, la propria Sicurezza Giuridica e la propria Libertà, intesa come possibilità di crescita autonoma.
I provvedimenti che permetteranno l’attuazione di tutto ciò sono quanto è connesso alla conquista della Emissione Monetaria Diretta di Denaro Datato per la fornitura del Reddito di Cittadinanza Universale Mensile ai Cittadini, nonché il necessario Denaro per le Spese Pubbliche.
Tali emissioni dovranno avvenire da parte di un Centro Contabile Informatico di proprietà e sotto il controllo dei Cittadini, nel pieno rispetto del Principio di Uguaglianza e quindi senza alcun ingiusto privilegio e decreteranno la fine del fraudolento signoraggio delle Banche Centrali Private, generatore del Debito Pubblico, creatore di Povertà in un Mondo pieno di Beni.

La Sacra Riforma Antropocratica non turberà minimamente la Vita Sociale, ma anzi apporterà ad essa la nuova linfa del Reddito di Cittadinanza che rivitalizzerà le Aziende in crisi a causa della riduzione dei Consumi.
La continua crescita della Massa Monetaria Globale Datata sarà controbilanciata dalla decurtazione mensile di essa, con un costante processo di nascita e morte del Denaro, analogamente a quanto avviene in tutti i processi vitali della Natura.

In fondo si tratta della trasformazione del signoraggio fraudolento e necrotico per la vita sociale, da fenomeno negativo in fenomeno positivo e se esso tecnicamente funzionava quando era fraudolento, meglio funzionerà una volta che sarà divenuto un mezzo benefico per i Cittadini.
La conseguente sparizione dell’imposizione fiscale e previdenziale comporterà il dimezzamento dei Prezzi e la possibilità di prelevare la metà della Massa Monetaria, senza danno per i possessori dato il raddoppio del Potere di Acquisto susseguente al dimezzamento dei Prezzi.
Con tale prelievo si estinguerà abbondantemente il Debito Pubblico riscattando i Titoli di Stato, eliminando con ciò l’onere dei loro interessi.

Da qualche parte maliziosamente si porta avanti l’ipotesi che con tale Riforma, verrà meno lo stimolo al lavoro e mancheranno i Beni.
Questa è una ipotesi che non tiene conto del fatto che la massima parte delle produzioni avviene con l’impiego delle Macchine, che continueranno a lavorare come prima e basteranno coloro che amano il lavoro a provvedere per tutti.

Coloro che non lavoreranno, contentandosi del Reddito di Cittadinanza, ne avranno il diritto, nel presupposto che si tratti di fenomeni patologici, necessitanti di un provvisorio allontanamento dal Mondo del Lavoro per ritrova la salute dell’Anima e del Corpo e quindi la gioia di vivere che li porterà poi a rientrare positivamente nel grande Gioco Creativo della Vita Sociale.
Bisogna comunque tenere conto che negli Esseri Umani si sono stratificati forme occulte di invidia che li portano a desiderare il male degli altri e di conseguenza a non volerne il bene.

Mio padre mi raccontava che un Re bulgaro volendo premiare due eroi ha promesso di esaudire qualsiasi loro desiderio a patto che uno dei due avesse il doppio dell’altro.
I due eroi tacevano e il Re li sollecitava.
Ad un certo punto uno dei due si fa avanti e dice: “Maestà fatemi togliere un occhio”.

Di Nicolò Giuseppe Bellia
www.bellia.com