Se l'Ucraina continua a far parlare di se, nonostante le principali informazioni che la riguardano siano ad oggi taciute a vantaggio della paura suscitata dai media attraverso le notizie sull'ISIS, difficilmente l'opinione pubblica occidentale è in grado di comprendere quanto la situazione di frammentazione e conflitto perenne nella nazione europea sia indice di un ben più grave conflitto a livello internazionale. Qualche giorno fa pubblicavamo ad esempio l'articolo Ufficiale: l'ISIS combatte anche in Ucraina, riguardo la collaborazione attiva tra jihadisti dello Stato Islamico e miliziani di estrema destra ucraini. Qui si faceva riferimento ad Igor Kolomoisky, magnate petrolifero ucraino di ascendenza ebraica, nominato governatore della regione di Dnipropetrovsk, ma soprattutto finanziatore principale del battaglione neonazista Azov, che imperversa da oltre un anno soprattutto nell'Ucraina orientale compiendo crimini contro l'umanità a danni della minoranza russa, che nelle regioni orientali è la maggioranza della popolazione da sempre. Kolomoisky avrebbe addirittura donato un blindato ai miliziani islamisti che combattono in Ucraina al fianco delle milizie neo-naziste.
Ebbene, è di questi giorni una notizia importante che lo riguarda e che potrebbe mettere a serio, ulteriore, rischio la stabilità dell'Ucraina, anche nella parte occidentale che si riconosce nel governo di Kiev. Infatti, il sito Russia Insider riporta la notizia, tratta dall'agenzia russa TASS, che il Presidente ucraino Petro Poroshenko lunedì avrebbe proibito ai singoli governatori regionali del Paese di mantenere degli eserciti privati a propria difesa, per motivi di sicurezza.

Il riferimento è principalmente al governatore di Dnipropetrovsk, Igor Kolomoisky, poiché il capo dei servizi di sicurezza ucraini Valentin Nalivaichenko ha dichiarato che ufficiali altolocati nell'amministrazione di quella regione hanno mantenuto formazioni armate che oggi costituiscono vere e proprie bande che scorrazzano senza controllo per il paese. L'urgenza della questione si è presentata quando uomini armati che probabilmente appartengono al servizio di sicurezza di Kolomoisky hanno messo "sotto la loro sorveglianza" la sede dell'azienda statale di estrazione di gas e petrolio, Ukrnafta. Questo avveniva già nella giornata di domenica 22 marzo, secondo Sergei Leshenko, parlamentare del partito di Poroshenko, che riferiva come miliziani che appartengono a battaglioni sconosciuti sarebbero presenti all'interno dell'edificio e si sarebbero asserragliati bloccando l'accesso dell'edificio con barre di metallo. Con loro si sarebbe asserragliato all'interno lo stesso Kolomoisky, contrario alla nuova legge approvata dalla Rada (la Camera bassa ucraina) che conferisce al governo l'ultima parola sulle decisioni riguardanti l'azienda, che è per il 50% + 1 delle sue azioni in mano statale, impedendo così di fare il bello e il cattivo tempo alla banca Privat, co-fondata da Kolomoisky, che è azionista di maggioranza relativa con il 42% delle quote e fino a ieri poteva porre il veto su ogni decisione presa dal consiglio di amministrazione.

Inoltre, il 19 Marzo il consiglio di supervisione di Ukrtransnafta, azienda di proprietà di Igor Kolomoisky che si occupa del trasporto di gas e petrolio estratti, ha destituito Alexander Lazorko dall'incarico di amministratore delegato della società e nominato al suo posto Yuri Miroshnik, facente funzione di presidente del consiglio di amministrazione. Secondo le informazioni pervenute a Russia Insider, in seguito a questa mossa la sede della società sarebbe stata messa sotto sorveglianza da "uomini armati guidati da Kolomoisky." Tuttavia, il Ministro degli Interni Arsen Avakov ha detto che a mettere i locali di Uktransnafta sotto controllo sarebbero stati i servizi di sicurezza di Kiev, che si occupano di applicare la legge.
Secondo i media ucraini, nel mese di aprile-maggio 2014 l'azienda di proprietà di Kolomoisky avrebbe estratto 675,000 tonnellate di petrolio dalle condotte petrolifere della regione governata dallo stesso Kolomoisky senza l'autorizzazione del Ministero ucraino dell'Energia e del Carbone. Il primo Ministro Arseniy Yatsenyuk avrebbe quindi chiesto alle autorità giudiziarie ucraine di applicare la legge, di avviare un procedimento penale e di perseguire i responsabili di questa appropriazione illegale del petrolio destinato alla nazione.

Kolomoisky non si è però limitato ad asserragliarsi all'interno della sede di Ukrnafta. Infatti, secondo l'agenzia di stampa Vesti, in queste ore battaglioni di volontari armati si starebbero dirigendo verso Kiev. "Non vi sono informazioni riguardo le motivazioni di questo movimento" rivela Vesti, che però ipotizza un collegamento "con la situazione intorno a Kolomoisky [governatore della regione di Dnipropetrovsk]."
Insomma, capito perché Poroshenko chiede il disarmo delle milizie private dei governatori? Forse non è stata una buona idea armare gruppi di ispirazione apertamente nazista (definiti nazionalisti dalle nostre parti) e addirittura milizie private, che oggi potrebbero ritorcersi contro lo stesso governo di Kiev che le ha utilizzate per mettere a ferro e fuoco il Donbass. Perché oggi il Donbass sembra aver vinto la sua guerra militare contro Kiev, nonostante la decisione di queste ore del Congresso USA di fornire armi al governo di Proshenko. Una decisione per la quale l'instabilità ulteriore creatasi funge da incentivo e da giustificazione, ma nel frattempo… cosa resterà dell'Ucraina?
E della nostra cara, vecchia, Europa?

Foto sopra: Petro Poroshenko ritratto da David Mdzinarishvili © Reuters (fonte immagine: Business Insider)


Vedi anche:
Ufficiale: l'ISIS combatte anche in Ucraina
Ucraina: Poroshenko dichiara "guerra totale" alla Russia
Frammentazione e Realtà. Perché una guerra in Europa nel XXI secolo?, pubblicato su PuntoZero n.9
Lobby ebraiche proteggono i neonazisti ucraini, pubblicato su PuntoZero n.10