Avevo sentito parlare dei misteriosi eventi che si stavano verificando da svariati anni in Valmalenco, una magnifica valle laterale della Valtellina che si trova nella provincia di Sondrio, ma non mi resi conto della loro estrema varietà, complessità e importanza sino al 29 aprile 2016. In tale data mi trovavo infatti nel capoluogo, presso la libreria Il Faro, per tenere una conferenza sull’argomento dei programmi spaziali segreti, al termine della quale venni avvicinato da svariati testimoni oculari di tali eventi, che vollero condividere con me le proprie esperienze e una gran quantità di documenti (articoli della stampa locale, registrazioni audiovisive, materiale fotografico, etc.). 
Rimasi letteralmente sopraffatto dalla qualità e dalle implicazioni di tale materiale probatorio, con particolare riguardo al fatto che in numerose occasioni, nel corso degli anni, aerei militari di svariate nazionalità erano intervenuti per inseguire (vanamente, aggiungerei) e cercare di intercettare, o quantomeno osservare da vicino, i numerosi oggetti volanti non identificati che ormai da tempo venivano avvistati sopra la città e soprattutto in prossimità del Pizzo Scalino, una caratteristica vetta a forma piramidale che sovrasta l’alta Valmalenco e fa parte delle Alpi del Bernina, sul confine italo-svizzero.
Oltretutto, in svariate occasioni queste operazioni generarono allarme fra la popolazione locale, a causa di misteriosi boati che echeggiavano nella vallata e nelle località limitrofe e che nonostante le autorità cercassero di minimizzare con le spiegazioni meno plausibili (ad esempio, esplosioni di mine nelle cave), erano con ogni probabilità da attribuire agli aerei in questione che, per motivi sconosciuti (ma presumibilmente nel tentativo di raggiungere gli UFO), in talune circostanze entravano in regime supersonico generando il classico bang che si produce oltrepassando la velocità del suono. Considerando che teoricamente ciò non potrebbe avvenire al di sotto di una determinata quota e comunque mai senza previa autorizzazione, questo fatto aggiunge carne al fuoco del mistero per cui questi voli avvengono, il più delle volte ben al di sotto delle quote minime stabilite. Un esempio emblematico è il caso di alcuni SAAB Gripen presumibilmente svizzeri (alcuni esemplari del caccia di produzione svedese erano in fase di valutazione presso le forze aeree elvetiche in vista di una possibile acquisizione, poi bocciata da un referendum), operanti nell’ambito di un accordo, stilato nel novembre 2009 fra l’Aeronautica Militare Italiana e le Forze Aeree Svizzere, concernente una Cross Border Area (CBA), ovvero una zona transfrontaliera di addestramento comune che si estende per oltre 45 km di lunghezza e 70 di larghezza a sud del Cantone dei Grigioni sino alla riva settentrionale del Lago di Como, con un limite di volo inferiore pari a 20.000 piedi, ovvero all’incirca 6.600 metri. 
Nell’immagine seguente, risalente al 3 agosto 2012, si può osservare distintamente una coppia di Gripen all’inseguimento di due oggetti non identificati, mentre volano ben al di sotto della quota minima stabilita.


In quest'altra immagine, risalente alla stessa data, si può osservare un Eurofighter Typhoon, presumibilmente dell’AMI, mentre si arrampica in verticale all’inseguimento di un UFO dalla forma piuttosto curiosa.


In quella che segue, ascrivibile al 16 ottobre 2014, si può osservare l’inseguimento di un F/A 18 Hornet, che date le precedenti considerazioni poteva essere svizzero ma anche statunitense, magari decollato dalla base di Aviano.


Dispongo di numerose altre fotografie del genere, nelle quali compaiono altri tipi di velivoli, ad esempio un F-16 Falcon.

Tuttavia, fra le immagini che come dicevo ebbi modo di visionare ed acquisire nel 2016, quelle che mi fecero davvero fare un salto dalla sedia sono le seguenti (in realtà ne esistono varie altre, ma queste sono le più spettacolari).

Risalgono all’8 marzo 2012, ed è questo l’elemento che attirò la mia attenzione, in quanto gli F-22 Raptor statunitensi inquadrati, i primi caccia di 5° generazione costruiti e operativi al mondo, costituiscono tuttora l’élite delle forze da caccia a stelle e strisce (non prendo neanche in considerazione il fallimentare F-35), e ufficialmente non furono mai rischierati oltreoceano prima del 2015. 

“Gli F-22 Raptor dell’USAF saranno rischierati in Europa”, redazione di Aviation Report, 26 agosto 2015. Nell’articolo in questione si specificava che l’aliquota di caccia intercettori sarebbe stata schierata in Europa per la prima volta.

 

Logico quindi domandarsi cosa abbia spinto gli USA a rischierare in gran segreto (probabilmente ad Aviano) e adoperare già nel 2012 il fiore all’occhiello della propria aviazione militare... Di sicuro non hanno mancato di farsi notare: in particolare la seconda immagine mostra un F-22 arrampicarsi verticalmente con i postbruciatori accesi nel tentativo di intercettare l’intruso, e i testimoni oculari dell’evento riferiscono di un “baccano infernale”. 
Sia quel che sia, proprio mentre compilavo il presente articolo mi è giunta la segnalazione, con relativa immagine, della ricomparsa nei cieli della Valmalenco di una coppia di Raptor in data 10 agosto 2018.


Ad ogni buon conto, la posta in gioco dev’essere particolarmente alta, se da qualche tempo ad inseguire o a monitorare gli UFO sono comparsi velivoli a dir poco “esotici”, al punto che ufficialmente nemmeno esistono. Ad esempio, nell’immagine seguente si vede un oggetto triangolare in tutto e per tutto compatibile col mitico TR3-B Astra, un velivolo con caratteristiche antigravitazionali presumibilmente sviluppato e prodotto dalla Northrop già nei primi anni ‘90. 

Sotto, in dettaglio.

Nelle immagini notturne che seguono un velivolo dalla conformazione simile al summenzionato TR3-B, ma con ogni probabilità ancora più esotico.

Nel video che segue, ripreso nelle stesse circostanze, si vede un velivolo simile “interagire” con un gruppo di oggetti luminosi non identificati ed esibire caratteristiche di volo a dir poco straordinarie. Personalmente lo considero uno dei filmati più incredibili che abbia mai visto.  

Sempre triangolare, ma con un sistema propulsivo apparentemente più “convenzionale”, nell’immagine che segue si può osservare un misterioso velivolo attraversare i cieli della zona.


Questa immagine (vedi nota in fondo all'articolo) risalente a quest’anno, mostra un’altra tipologia di velivoli mentre insegue alcune sfere colorate e quasi “evanescenti” proprio al di sopra della caserma dei Carabinieri di Sondrio. 


Si tratterebbe presumibilmente di sofisticatissimi droni, in quanto caratterizzati dall’apparente assenza di alcun rumore e soprattutto da velocità elevatissime, difficilmente compatibili con la presenza di un pilota umano, che sarebbe sottoposto a  insostenibili accelerazioni di gravità e i cui riflessi comunque ben difficilmente riuscirebbero a coordinare voli di tal genere, anche se naturalmente non si può escludere lo sviluppo di qualche genere di interfaccia, magari basato su Intelligenza Artificiale, e a qualche sofisticata tecnologia di smorzamento inerziale. Un filmato, tuttora al vaglio tecnico del gruppo The X-Plan col quale sto attivamente collaborando a questa indagine, mostrerebbe uno di questi velivoli sfrecciare lungo la vallata a una velocità tale da rendere impossibile osservarlo ad occhio nudo. Solo rallentando di molto la velocità del video è stato possibile distinguere l’oggetto. Rimane comunque il dubbio che possa trattarsi di qualcosa di totalmente diverso. 


Comunque sia, è almeno dal 2015 (se non prima) che questi misteriosi velivoli si presentano sui cieli di Sondrio e della Valmalenco. Impossibile stabilirne l’origine, anche se la loro configurazione ricorda quella del nEUROn sviluppato dalla Dassault francese, dell’RQ-170 Sentinel della Lockheed Martin o dell’X45-C della Boeing, entrambe statunitensi (per la verità assomigliano anche a un prototipo di produzione cinese, il Lijian). Personalmente dubito che possa trattarsi di qualcuno dei prototipi summenzionati, ma non posso nemmeno escluderlo: se così fosse, comunque, ciò significherebbe che le tecnologie aerospaziali “ufficiali” stanno raggiungendo un grado di sofisticazione quasi inimmaginabile...
Le immagini seguenti, alcune delle quali davvero spettacolari, danno un’idea dell’enorme interesse delle autorità militari nei confronti degli strani “visitatori” che da anni ormai compaiono nei cieli della Valmalenco e intorno al Pizzo Scalino. 

Mentre le nostre investigazioni proseguono e in attesa di proporvi nuovi articoli sulle varie sfaccettature del “Caso Valmalenco”, vi propongo un’ultima immagine che mostra uno degli oggetti di tante attenzioni e denota come con ogni probabilità ci si trovi di fronte a un fenomeno trans-dimensionale, o comunque ad un livello di tecnologia al momento apparentemente fuori dalla portata di coloro che evidentemente si sentono minacciati da questi incredibili eventi, arrivando a mettere in campo il meglio del meglio delle proprie tecnologie militari per arginarli e negando all’opinione pubblica la conoscenza di quanto sta accadendo.

In altre parole, i poteri costituiti sembrano sull’“orlo di una crisi di nervi” in vista di un imminente cambiamento epocale nel paradigma comunemente accettato e nella consapevolezza globale del genere umano nel suo complesso. 

Nota:
Le immagini in questione, scattate l’8 marzo 2018, mostrano un velivolo all’inseguimento di alcune sfere nel cielo di Sondrio. I testimoni dell’evento hanno sentito il rumore di un classico motore a reazione, ma apparentemente non hanno realmente “visto” il velivolo, quanto le scie da esso prodotte. Ciò non toglie che nella maggioranza dei casi, i misteriosi triangoli neri (o alcuni di essi) non sembrano produrre rumori di sorta. Non si può escludere quindi la contemporanea presenza in zona di un caccia militare convenzionale, non immortalato però da alcuna fotografia.

Ringraziamenti: 
Un sentito ringraziamento a Felice Sirtori per le preziose informazioni, le testimonianze e la documentazione che ci ha fornito per la stesura di questo articolo. Ringrazio Dario Giacoletto (http://presenze-aliene.blogspot.com) per la gentile concessione di alcune delle immagini. Ultimo ma non meno importante, un sentito grazie al gruppo The X-Plan (www.thexplan.net) col quale sto attivamente collaborando da mesi in questa che considero una delle indagini più importanti e significative di sempre.

 

(Articolo originariamente pubblicato su NEXUS New Times nr. 135, settembre-ottobre 2018, integrato da alcuni video in questa edizione on-line