Sesso a go-go, ma i ragazzi non sanno di avere l'anima

Non ho resistito, dopo un pezzo apparso su "La Gazzetta di Parma" sull'incessante operato dell'esorcista Padre Pietro Violi della Diocesi di Parma, a dire la mia su un argomento che mi sta molto a cuore, anche se per lo più la gente mi conosce per i romanzi generazionali che hanno fatto seguito a "L'ultimo Cuba Libre" e che di tutto parlano fuorchè di anima. In realtà, parallelamente alla mia attività di scrittore, mi interesso di questi temi, considerati "scabrosi" dai giovani d'oggi, da anni.
La superficialità nel porsi le Grandi Domande – Chi siamo? Perché viviamo? – o semplicemente la rassegnazione a non poter trovare risposte soddisfacenti a tali domande in questa vita, è uno dei più grandi mali del nostro tempo. La cosa più sconcertante è venire a sapere che i giovani "non sanno" di avere un'anima, che "non sanno" di essere anime incarnate, esseri spirituali che vivono un'esperienza nella materia. Perché il nichilismo dilagante e il materialismo imperante gli hanno insegnato a identificarsi totalmente con il proprio corpo e a vivere alla giornata senza soffermarsi sulle ragioni della loro presenza su questo pianeta, dando per scontato che sia impossibile ottenere risposte a questi Interrogativi. E invece le risposte ci sono, se facciamo tanto di metterci a cercarle. Le religioni ci offrono un aiuto immenso in questo senso e, ridotte ai minimi termini, asseriscono verità comuni e universali. Molti studiosi hanno poi dedicato la vita a indagare questi misteri. È la Ricerca, quella con la R maiuscola, così chiamata in gergo "esoterico", la ricerca della verità e delle risposte alle grandi domande, alla scoperta delle dinamiche che regolano l'universo.
La vita dissoluta in cui alcuni giovani si gettano a capofitto, i tragici errori che commettono e di cui leggiamo amaramente nelle pagine della cronaca dei quotidiani, sono anche il frutto di questa mancata consapevolezza.
Perché il vero tabù, nel mondo di oggi, non è il sesso, ma l'anima. Sono certo che qualcuno si meraviglierà di leggere parole simili scritte da uno scrittore che ha dedicato la bellezza di tre romanzi al vuoto esistenziale che questi giovani tentano invano di colmare con droga, alcol e sesso e che non di rado è stato persino accusato di fornire un cattivo esempio.
Il fatto è che il materialismo, il nichilismo, l'agnosticismo che nasce dalla pigrizia intellettuale e spirituale, hanno rotto gli argini, soprattutto fra i giovani, che per definizione dovrebbero essere al riparo dal cinismo, e che invece si dimostrano ancora più cinici e rassegnati degli adulti. E allora voglio buttare lì qualche spunto di riflessione. La domanda è: ragazzi, non avete mai la sensazione di essere inseriti nel vostro corpo? Non avete mai la sensazione di essere "altro" rispetto ad esso? Non avete mai la sensazione che il vostro corpo sia solo uno "strumento" che vi permette di agire sulle cose materiali? Perché è proprio così che stanno le cose. Voi non siete il vostro corpo. Siete qualcosa di ben diverso.
L'assioma fondamentale da cui prendono le mosse tutte le religioni è questo: l'uomo è costituito da un'anima immortale inserita provvisoriamente in un corpo mortale, una creatura spirituale che vive un'esperienza materiale.
Siamo sulla terra per fare esperienza. E per evolverci, acquisire consapevolezza di quello che siamo in realtà, crescere spiritualmente. E l'unico modo di evolverci e di crescere spiritualmente è fare esperienza nel mondo materiale. L'esperienza porta alla consapevolezza e la consapevolezza porta alla crescita spirituale. E l'esperienza noi la stiamo facendo nel regno delle cose materiali, inseriti in un corpo fisico che è quello umano.
Capirlo, diventarne consapevoli, come ho detto significa intraprendere la "Ricerca". Certo, questa ricerca non può avere inizio se prima non abbiamo soddisfatto le nostre esigenze primarie di sopravvivenza. Gli uomini della preistoria non potevano certo perdere tempo in queste faccende, occupati com'erano a cercare di restare vivi e a procacciarsi il cibo e a svolgere tutte quelle attività che ha permesso alla razza umana di sopravvivere fino ai giorni nostri. Ma con il passare dei secoli gli uomini hanno migliorato la propria condizione e oggi – anche se la povertà e la sopravvivenza restano problemi diffusissimi – molte persone hanno raggiunto la stabilità e hanno cominciato ad avvertire l'esigenza di sapere qualcosa di più sul perché vivono e camminano su questo pianeta. Poco importa che si tratti del "risveglio spirituale" proclamato dalla New Age o dell'Apocalisse, parola che significa "rivelazione", descritto nella Bibbia. Il fatto è che l'umanità si sta lentamente avvicinando all'evoluzione spirituale.
Per quanto mi riguarda, mi sono avvicinato a questi temi gradualmente, maturando attaverso letture, intuizioni e riflessioni. Mi permetto perciò di citare, in chiusura, alcuni testi che mi furono d'aiuto in questo senso, a partire da un classico come "Il Gabbiano Johnatan Livingston" di Richard Bach, che lessi sui diciotto anni, a "La profezia di Celestino", romanzo new-age contenente vari spunti di riflessione interessanti, a testi più specifici che consiglio caldamente: "Le Coincidenze" di Deepak Chopra, "Il destino come scelta" di Thorvard Dethlessen (ed. Mediterranee) e "Il Sé Infinito" di Stuart Wilde (edizioni Macro).

Pier Francesco Grasselli (Reggio Emilia, 1977) ha pubblicato L'ultimo Cuba Libre (Mursia, 2006), All'inferno ci vado in Porsche (Mursia, 2007) e Ho scaricato Miss Italia (Mursia, 2008), romanzi presentati, oltre che nelle librerie, in un tour nelle più gettonate discoteche italiane.