Sempre più burocrazia, anzi tecnocrazia. A breve i malati cronici in Lombardia non saranno più seguiti dal medico di famiglia, ma da un gestore che prenderà in carico il paziente per tutto ciò che riguarda sua patologia, dalle visite agli esami, dalle diagnosi alle cure.

Sempre più burocrazia, anzi tecnocrazia. A breve i malati cronici in Lombardia non saranno più seguiti dal medico di famiglia, ma da un gestore che prenderà in carico il paziente per tutto ciò che riguarda sua patologia, dalle visite agli esami, dalle diagnosi alle cure. La riforma - in teoria - dovrebbe rendere il cosiddetto “percorso di cura” più semplice, continuo e integrato nei vari livelli di assistenza sanitaria e sociosanitaria, formando un punto di riferimento che organizza automaticamente i bisogni e solleva i cittadini dall’onere della prenotazione di viste ed esami. Il pretesto è eliminare le liste d’attesa. Proprio in Lombardia, infatti, su 3 milioni di ignari residenti, grazie a Renzi e Maroni, nel settembre 2017 è partito il progetto sperimentale Watson. Il governo italiano il 31 marzo 2016, a Boston ha ceduto all’IBM, i dati sanitari sensibili della popolazione italiana.