Scienza e Tecnologia

Geoingegneria | 24 Nov 2007

SCIE CHIMICHE: PROSSIMI APPUNTAMENTI IMPORTANTI

Le chiamano “scie chimiche” in opposizione alle scie di condensazione degli aerei civili. Queste ultime sono un normale fenomeno chimico e fisico, presumibilmente innocuo per la nostra salute. Le prime, invece, le scie chimiche, potrebbero celare un’attività segreta e indebita con finalità belliche, o comunque militari, per il controllo del clima e delle zone coinvolte in azioni di guerra. Come si riconoscono le scie normali da quelle sospette?

Geoingegneria | 21 Nov 2007

"REBUS, QUESTIONE DI CONOSCENZA" - COMUNICATO STAMPA

Finalmente anche nel supercontrollato sistema dei main stream qualcosa si muove a proposito di scie chimiche. Su Odeon TV, nella trasmissione "Rebus, questioni di conoscenza", in due diversi appuntamenti, verrà illustrato il problema delle scie chimiche, presentando dati oggettivi che dimostrino come queste scie non possano essere normali scie di condensazione, ed esponendo alcune teorie relative agli scopi per cui vengono irrorate.

Geoingegneria | 14 Nov 2007

IL C.N.R. AMMETTE L'ESISTENZA DELLE SCIE CHIMICO-BIOLOGICHE! di Straker

le attività di ricerca sono principalmente dedicate allo studio dei vari processi fisici capaci di generare variazioni di notevole rilevanza sul bilancio di energia del sistema climatico terrestre, ed in particolare la forzatura radiativa da aerosol e nubi

Geoingegneria | 07 Nov 2007

IL RAPPORTO STANINGER

Si profila all’orizzonte una malattia ambientale che aggredirà molte persone e l’ambiente del futuro. Il suo impatto sarà maggiore rispetto a quello del DDT, del PCB e dell’amianto. Questa patologia è il Morgellons: un invasore nano-tecnologico in stile 9 11.

Geoingegneria | 01 Nov 2007

CHEMTRAILS: FABIO VOLO DI RADIO DEEJAY INTERVISTA STRAKER

Fabio Volo di Radio Deejay ha realizzato una breve intervista a Straker sulle scie chimiche: è un contributo che consente di far conoscere ad un pubblico sempre più ampio il problema.

Geoingegneria | 29 Oct 2007

ALZA LA TESTA

Cosa sono le scie chimiche? Sono scie di polveri di bario, alluminio ma anche di polimeri(filamenti di silicio) scaricate a migliaia di tonnellate in tutti i cieli del mondo da aeroplani appositamente attrezzati.

Geoingegneria | 11 Oct 2007

NIENTE DI NUOVO NEI CIELI DI MEZZA ESTATE di Federico Povoleri

Ci fu un tempo in cui, ascoltando alcune notizie del tipo “Sedicente mago guaritore truffa migliaia di euro a povero pensionato per scongiurare un malocchio”, mi domandavo come fosse possibile che al mondo ci fossero tanti ingenui e creduloni.

Spazio | 01 Oct 2007

UFO SULLA LUNA FILMATO DA ASTROFILO ITALIANO

L'avvistamento risale al 29 aprile di quest'anno da una postazione sita in Busto Arsizio ed è stato segnalato in questi giorni al portale Meteo Live dall'autore del filmato, l'astrofilo e appassionato di meteorologia Alberto Mayer. Alberto non si è limitato a filmare accuratamente l'avvenimento, ma ha anche realizzato un video con i montaggi dei diversi spezzoni di ripresa, per far capire bene la traiettoria e la velocità dell'oggetto rispetto al nostro satellite. Il filmato lascia veramente a bocca aperta, in particolare per la nitidezza e per la traiettoria dell'oggetto che esclude a priori un satellite o qualunque altro mezzo convenzionale.

Spazio | 12 Sep 2007

VELVET UNDERGROUND, OVVERO: NUOVE IPOTESI SUL "MARTIAN BLACK HOLE" di Paolo C. Fienga & Lunexit

Novità su uno dei più recenti “Enigmi Marziani” che abbiamo avuto la fortuna di trattare sulle pagine di NEXUS e di Lunar Explorer Italia (TruePlanets): il Martian Black Hole – come noi stessi lo avevamo definito qualche settimana fa – riappare nell’ultima release dei Public Frames provenienti dalla Sonda NASA “Mars Reconnaissance Orbiter”, datata 29 Agosto 2007. Il “Buco Nero” di Marte, individuato nelle prossimità del grande vulcano “Arsia Mons”, sembra infatti aver intenzione di rivelarci una piccola (ma interessantissima) parte dei suoi misteri, lasciando che i raggi del Sole (che, al momento dello scatto, si trovava ad un’altezza di circa 49° sull’Orizzonte Locale) ne illuminassero una porzione del suo interno.

Spazio | 10 Sep 2007

I "POLMONI" DI MARTE di Paolo G. Fienga

Come ormai sapete benissimo, esiste una (diremmo fondamentale) corrente di pensiero sulle “Sferule Marziane” (note anche come “Martian Berries” o, più comunemente, “Frutti di Bosco” Marziani) la quale ritiene che queste Sferule possano costituire un TASSELLO FONDAMENTALE nella e per la comprensione di quello che non è solo il passato, ma anche E SOPRATTUTTO il presente ed il futuro del Pianeta Rosso.

Spazio | 10 Sep 2007

(VIII)I "POLMONI" DI MARTE di Paolo G. Fienga

Come ormai sapete benissimo, esiste una (diremmo fondamentale) corrente di pensiero sulle “Sferule Marziane” (note anche come “Martian Berries” o, più comunemente, “Frutti di Bosco” Marziani) la quale ritiene che queste Sferule possano costituire un TASSELLO FONDAMENTALE nella e per la comprensione di quello che non è solo il passato, ma anche E SOPRATTUTTO il presente ed il futuro del Pianeta Rosso.

Spazio | 13 Jul 2007

GLI IDROCARBURI DI HYPERION: CRONACA DI UNA SCOPERTA ANNUNCIATA di Paolo C. Fienga e Lunar Explorer

E' di questi giorni (Luglio 2007) la notizia secondo cui, dopo Titano (e, ovviamente, la nostra Terra), un’altra luna di Saturno potrebbe davvero costituire un sogno energetico (neppure proibito) per gli Imprenditori del futuro. Quale luna? Stiamo parlando di Iperione (Hyperion).

Spazio | 31 May 2007

(VI) MARTIAN BLACK HOLE di Paolo C. Fienga

In questo frammento, estrapolato dal “gigantesco” frame MRO-HiRise n. PSP_003647_1745 (formato JPEG2000; peso pari a 441 MB) ed intitolato “Candidate Cavern Entrance Northeast of Arsia Mons” abbiamo la visione globale del “Buco Nero” (che tanto ha attratto la nostra – e non solo… – attenzione) e della pianura vulcanica alla quale esso accede.

Spazio | 08 Mar 2007

(III) LETTERE DA MARTE… di Paolo C. Fienga & Gianluigi Barca

Un nuovo capitolo delle "CEONACHE MARZIANE" curate da Paolo C. Fienga...

Spazio | 16 Feb 2007

(II) Giochi di Luce - Di Paolo C. Fienga e Lunar Explorer Italia

Giochi di LuceDi Paolo C. Fienga e Lunar Explorer Italia{mosimage}E' difficile dire con certezza se quello che si vede in questo frame costituisce la – triste – evidenza di una qualche manipolazione NASA oppure se abbiamo davvero individuato alcuni rilievi che SEMBRANO essere crateri ma che, in realtà, ne sono l'esatto opposto (e che quindi, proprio per questo motivo, ci ricordano le "Cupole Lunari" di Hoaglandiana memoria).L’unico dato sicuro è che siamo davanti ad un’immagine di grande interesse e quindi, prima di partorire spiegazioni razionali od esotiche, occorre esaminarla con attenzione.Innanzitutto un piccolo pro-memoria per orientarci meglio sulla interpretazione di alcuni rilievi controversi: il Prof. Richard Hoagland, qualche anno fa (forse eravamo alla metà degli Anni ’90), osservando alcune immagini orbitali della superficie lunare – frames per lo più Apollo – ritenne (e ritiene ancora) di aver individuato, confusi fra migliaia e migliaia di (autentici) crateri, anche i resti di immense Cupole di Cristallo le quali, evidentemente, erano destinate ad ospitare e proteggere qualcosa. Oltre alla Scuola di Hoagland, tantissimi altri Ricercatori si sono schierati, nel tempo, in favore di questa ipotesi (esotica ma, a nostro parere, non totalmente assurda). Altri Studiosi invece, come quelli del Gruppo Lunexit, ritengono che queste "Cupole" non esistano e che quanto visto nei frames lunari controversi fosse solo il risultato, splendido ma ingannevole, di un particolare effetto ottico che si manifesta SOLO su alcuni crateri ed a DETERMINATE condizioni (il cosiddetto "Effetto Bolla").Questo Effetto Bolla, secondo noi, si manifesta quando i crateri:1) sono di forma sostanzialmente rotonda e regolare;2) vengono ripresi da notevoli distanze (diciamo oltre i 250 Km di altitudine);3) si trovano a ridosso o direttamente sulla perpendicolare della Sonda che li riprende;4) sono abbondantemente inondati dalla luce del Sole il quale, rispetto all'orizzonte locale, si trova in prossimità dello Zenith o, comunque, ad un'elevazione pari o superiore ai 70° OPPURE, alternativamente5) si trovano (relativamente) lontani dalla perpendicolare della Sonda che li riprende e6) sono illuminati da luce radente la quale ne esalta i bordi.Al sussistere di TUTTE le prime 4 condizioni – oppure al sussistere delle condizioni 1), 2), 5) e 6) – l’immagine orbitale di un cratere genera un'illusione ottica in virtù della quale il rilievo concavo (ergo il cratere stesso), viene ad appare convesso (e cioè assume le sembianze di una cupola). {mosimage}La luminescenza dei bordi del cratere e della sua porzione centrale (il fondo) – la quale concorre nel determinare questa illusione, potrebbe aver trovato la sua origine nei fenomeni di vetrificazione che interessano la quasi intera popolazione dei crateri da impatto di medio-grandi dimensioni.Inoltre, anche attraverso studi effettuati “a tavolino” (studi riusciti grazie al progredire delle tecniche di analisi digitale dei frames from space) siamo riusciti, diremmo per la quasi totalità dei casi controversi, a dimostrare in maniera alquanto convincente che, sulla Luna, esistono crateri tondi e, in molti casi, anche alquanto luminosi (per i motivi anzidetti), ma che NON esistono “Cupole di Cristallo” (in rovina o quasi).O, se esistono, ancora non sono state inequivocabilmente identificate e riprese.Tutto chiarito e tutto finito quindi? Naturalmente no: svariati Ricercatori e Scrittori di recente generazione, infatti, guardando le immagini orbitali di Marte (e, in particolare, di alcuni suoi pseudo-crateri nonché di altre aree fortemente accidentate e caratterizzate dalla presenza di particolarissimi rilievi ufficialmente conosciuti come “ripples” - o “dune rigide”), hanno riproposto, in buona sostanza, lo stesso Modello interpretativo che Hoagland aveva creato per le sue "Cupole Lunari" individuando nei crateri e nelle dune ad albedo elevata, rispettivamente, ora delle “Strutture Cupolari” (o “Cupole Marziane”) ed ora delle “Tubazioni”.Il frame che stiamo esaminando adesso ci parla delle “Strutture Cupolari” (mentre per le “tubazioni” se ne parlerà allorché presenteremo una piccola analisi dei frames che riprendono le cosiddette “dune scintillanti” di Thaumasia).Gli occhi e le aspettative ingannano, ma la direzione di provenienza della luce – anche in un frame orbitale – no. Gli Indicatori di Provenienza della Luce (I.P.L.) sono, come sapete - in tema di interpretazione della fotografia spaziale (e non solo) - almeno 2: 1) le aree "bianche" o "tendenzialmente bianche" (ossìa "saturate", poichè esposte direttamente al Sole, ergo più brillanti e quindi sovente sovra-esposte) e 2) le aree "nere" o "tendenzialmente nere" (ossìa scure e sotto-esposte, poichè in ombra parziale o totale e quindi non colpite – se non in porzione minimale, dalla luce del Sole). Nell'immagine iniziale abbiamo isolato ed inserito, in basso a Sx del context frame, due dettagli i quali, mostrandoci senza ombra di equivoco che la porzione di frame “satura” (ergo esposta al Sole) una volta appare al “Nord Convenzionale” del frame, ed un'altra al “Sud Convenzionale” del medesimo, dimostrano con enorme chiarezza che, sulla Regione ripresa:1) o brillano due Soli (o un Sole ed un "qualcosa d'altro", che però emana una luce paragonabile a quella del Sole) o2) alcuni rilievi, che pure ci appaiono (APPAIONO!) convessi, sono in realtà concavi (e/o vice-versa).{mosimage}I rilievi concavi, come ovvio, sono i crateri; quelli convessi, invece potrebbero essere delle colline le cui forme, effettivamente, richiamano alla mente qualcosa di simile a delle cupole viste dall’alto.{mosimage}Cosa dedurre da tutto questo?Ebbene, deve essere il Lettore a giudicare (una volta studiato il materiale disponibile), ma attenzione: noi non stiamo nè dicendo nè implicando, attraverso questa (comunque approssimativa e semplicistica) analisi, che sulla Luna non ci sono “Cupole di Cristallo” mentre su Marte...forse si!Noi stiamo solo dicendo che, in questo frame, l'analisi dei rilievi e, in particolare, degli I.P.L., ci ha mostrato delle possibili incongruenze e, di conseguenza, ci suggerisce la rivalutazione di scenari alternativi a quelli tradizionali.Rilievi anomali, quindi, ma comunque (e non necessariamente) delle “Cupole di Cristallo”. Immagine alla mano, quello che possiamo ragionevolmente dedurre è che, ancora una volta, NON TUTTO CIO’ CHE (in un frame orbitale) APPARE AGEVOLE DA IDENTIFICARE, POI SI DIMOSTRA EFFETTIVAMENTE TALE.Insomma: non tutto ciò che SEMBRA ESSERE QUALCOSA, POI E’ REALMENTE QUEL QUALCOSA. Ed è questo (in parte) il “trucco” (tanto caro agli Eso-Archeologi di Nuova Generazione, Italiani e non): in assenza di una prova provata, quello che la Vista e la nostra attitudine ci suggeriscono (per quanto ragionevole o strambo possa essere e/od apparire), di regola, viene interpretato come una Possibile Verità. Stressando il concetto, quindi, non dobbiamo meravigliarci troppo se, analizzando i frames Marziani, qualcuno vede una “Faccia” e delle “Piramidi”, qualcun altro vede “Ziqqurat” e “Mega-Banners” (come quelli recentemente intravisti nella Regione Marziana di Juventae Chasma), ed altri ancora vedono delle semplici Meraviglie (leggi: rilievi bizzarri ed) Inesplicabili!Ognuno di noi, in fondo, guardando le forme scolpite dalle nuvole mentre si inseguono...Vede quello che vuole.Adesso osservate Voi stessi i dettagli che Vi proponiamo (ma ce ne sono anche altri, molto suggestivi, che potete estrapolare direttamente dal context frame, se lo elaborerete con calma) e quindi provate a decidere QUALI RILIEVI sono crateri, e quali sono collinette rotondeggianti e levigate (e dunque di apparenza “cupolare”).E se alla fine arriverete a pensare che alcuni rilievi sono effettivamente delle “Cupole”...Non c'è problema: potreste anche avere ragione!Nessun essere umano, ad oggi, “possiede” la Verità...{mosimage}

Spazio | 07 Feb 2007

SI RISCALDANO ANCHE MARTE, GIOVE E PLUTONE di Maurizio Blondet

«Da tre estati marziane di seguito, i depositi di biossido di carbonio ghiacciato [ghiaccio secco] al polo sud di Marte si sono ristretti, indicando un cambiamento climatico in corso».Così comincia un articolo della NASA apparso il 20 settembre 2005.

Geoingegneria | 06 Feb 2007

SCIE CHIMICHE E SHUTTLE METTONO IN PERICOLO LA TERRA di William Thomas

Uno scienziato atmosferico canadese avverte che le scie chimiche, gli aerei di linea e i lanci degli shuttle stanno indebolendo la stratosfera e distruggendo lo strato di ozono della Terra - minacciando tutta la vita sul pianeta.      

Geoingegneria | 05 Feb 2007

USARE IL CLIMA COME STRUMENTO DI GUERRA a cura di Alessandro Boggian

Pare impossibile, eppure il governo americano sta conducendo degli studi per una nuova arma di distruzione di massa: la meteorologia e il clima. Si chiama HAARP acronimo che sta per High-frequency Active Auroral Research Program. Una base è già operativa in Alaska ed emette onde radio ad alta frequenza in grado non solo di sconvolgere il clima, ma anche causare terremoti, siccità e uragani.

Spazio | 19 Jan 2007

(I) Le Quiete Acque di Marte di Paolo C. Fienga

La Vista – come abbiamo detto e scritto molte altre volte – è un senso meraviglioso eppure, nel suo essere meraviglioso, spesso, è "ingannevole".

Spazio | 19 Jan 2007

LE QUIETE ACQUE DI MARTE - di Paolo C. Fienga

La Vista – come abbiamo detto e scritto molte altre volte – è un senso meraviglioso eppure, nel suo essere meraviglioso, spesso, è "ingannevole".

Spazio | 04 Jan 2007

Introduzione: Marte NON è solo Cydonia… di Paolo C. Fienga

{mosimage}Cydonia è stata “uccisa” – almeno a parere dell’ESA e di qualche altro “Divulgatore” (e Scienziato) Italiano e non – ma, alla prova dei fatti, Cydonia è ancora viva.Anzi: è più viva che mai!E così, parafrasando una vecchia (ma sempre bella) canzone di Francesco De Gregori, vorremmo realizzare una piccola digressione su Marte ed i suoi spettacolari e, sovente, enigmatici rilievi, iniziando a parlare di quella che, in fondo da più di vent’anni, è stata definita come la “Leggenda di Cydonia”.Innanzitutto dobbiamo chiarire che il "Caso di Cydonia" (e che ESA, NASA, CICAP & Compagnia Bella ci perdonino…) non è chiuso e non lo sarà mai finchè qualcuno – possibilmente senza fare dell’ulteriore Cover-up – non andrà a vedere in loco e "di persona" che cosa c'è realmente dietro le supposizioni del Prof. Hoagland e di tanti altri Ricercatori che, come lui, hanno fatto e fanno dell'Eso-archeologia la loro professione e, con essa, la propria fortuna.Nulla di male, ci mancherebbe, ma quello che bisogna sottolineare, ancora una volta, è l'incredibile eco mediatica che viene data ogni qual volta si parla della "Faccia di Cydonia" (presumiamo per ragioni non solo, ma anche, pesantemente disinformative o magari anche legate a delle pure logiche commerciali) mentre del fatto che su Marte ci sìano – e facciamo solo tre esempi, secondo noi, eclatanti – laghi e torrenti ghiacciati (nella Regione di Vastitas Borealis), cascate di pseudo-polveri (nelle Regioni Sud Polari) ed un quantitativo impressionante di rilievi anomali (ad esempio nelle Regioni di Aram Chaos e di Thaumasia) nessuno o quasi nessuno si interessa.Perché? Beh, la risposta ci pare piuttosto ovvia: perché sin quando si parla di "Civiltà Perdute", di "connessioni Terra-Marte", di "facce e di piramidi" e di non so quante altre storie, storielle e leggende vere e proprie, subito scatta la curiosità senza frontiere e, con essa, la molla "business" (il "Business dei Chiaro-Scuri", come dice qualcuno...), mentre, quando si parla di Marte un po’ più tecnicamente (e quindi "noiosamente"...), facendo riferimento alla sua storia geologica, alla sua meteorologia attuale e pregressa nonché, più in generale, a tutto quanto può essere investigato non solo facendo pure speculazioni, ma anche eseguendo qualche pregnante analisi di dati (probabilmente molto importanti, ma di certo meno interessanti e suggestivi, per il grande pubblico, di quelli messi a supporto delle teorizzazioni sulle Antiche Civiltà Marziane), cala una specie di coltre di silenzio e, soprattutto, di diffuso disinteresse.Vedete, noi, come Gruppo di Ricerca “Lunar Explorer Italia” e come Ricercatori Professionisti, non abbiamo assolutamente nulla contro Cydonia ed i suoi "Monumenti", veri o falsi, naturali o artificiali che siano, anzi: l’unica speranza per arrivare, effettivamente, a rilanciare la Corsa allo Spazio risiede, molto probabilmente, nel mantenere “alto” l’interesse, a tutti i livelli.Se, quindi, per ritornare sulla Luna e poi per andare su Marte dobbiamo anche usare (ed abusare) le Leggende Lunari (tipo il Moon-Hoax) e quelle Marziane (Cydonia su tutte), allora va bene. Non diciamo che condividiamo la “strategia” ma, se non altro, possiamo comprenderla.Ma le cose, come ovvio, non stanno proprio così e, quindi, quello che a noi dispiace (soprattutto) è che si vada avanti a speculare sui chiaro/scuri mentre non si dice nulla – o quasi – su alcuni dati ed informazioni ATTUALI ed INCREDIBILI i/le quali potrebbero significare una TOTALE RISCRITTURA DELLA STORIA DI MARTE, PASSATA E PRESENTE.Ad esempio: le tracce di possibile acqua allo stato liquido su Marte non sono state scoperte solo un paio di settimane fa (andate a guardare la Main Page Malin Space Science System relativa alla Missione Mars Global Surveyor e le ultime immagini ed informazioni sui cosiddetti Martian "Gullies" per capire a che cosa ci stiamo riferendo): se ne parla da anni ed anni (diciamo almeno 15?!?) ed alcune evidenze erano state già da tempo individuate da svariati Ricercatori Indipendenti (scoperte passate totalmente sotto silenzio e senza supporto mediatico poichè, presumiamo, non chiamavano in causa dei manufatti, ma solo degli eventi fisici...).Eppure è così: molto probabilmente anche oggi (ora, adesso) c'è, da qualche parte, dell'acqua che scorre sulla superficie di Marte.{mosimage}Forse non sempre e non durante l’intero Anno Marziano ma, comunque, di tanto in tanto accade.Ora, scusate, ma a noi questa notizia sembra molto più importante ed impressionante della solita solfa sulla Faccia di Cydonia e sulla D&M Pyramid eppure... Eppure la questione è passata via, di sfuggita, sui giornali come sui Forum creati da Appassionati e Curiosi per parlare dello Spazio e dei suoi Enigmi.La questione dell’acqua di Marte è passata via rapida e trasparente, proprio come... acqua.Come mai?Ora, una "mezza idea" del perché si preferisce parlare e continuare a parlare delle presunte costruzioni Marziane piuttosto che dei ruscelli e/o dei laghi di Marte noi pensiamo di averla ed essa, a ben guardare, trova diverse forme ed espressioni a seconda del contesto al quale ci si vuole riferire. Ma facciamo un esempio: gli Scrittori che si occupano di Esoarcheologia (e cioé, se abbiamo capito bene, la NeoScienza che studia ed interpreta i – presunti – reperti archeologici situati su mondi diversi dalla Terra) preferiscono parlare di Cydonia e dintorni perché è proprio su Cydonia e dintorni (e sulle strutture similari, dovunque esse si trovino) che si costruiscono libri e conferenze di impatto e vendibilità immediata. Molti Appassionati di Spazio, invece, si concentrano su queste pseudo-costruzioni perché esse costituiscono non solo un argomento suggestivo, ma anche una materia "totally open" (nel senso che ognuno può dire quello che vuole e, in assenza di Verità, ogni ipotesi, dalla più credibile alla più assurda, resta comunque una ipotesi che, al momento, poiché non può essere definitivamente scartata, rimane comunque “in piedi”). Per quanto attiene NASA ed ESA, il loro tendenziale non rispondere (né in generale, né ovviamente in dettaglio) su tematiche scabrose (quali, appunto, i probabili torrenti ed i laghi marziani – e non dimentichiamoci neppure i torrenti ed i laghi di Titano...) al quale fa riscontro un loro sporadico, ma apparentemente effettivo, interesse verso Cydonia e dintorni lo si può interpretare in almeno due modi: uno, se si crede ai "complotti", perché è meglio dirottare l'Opinione Pubblica sulle questioni insostanziabili (tipo Cydonia, appunto) piuttosto che sui veri Hot-Spots di Marte & altrove; due, se invece vogliamo essere ultra-razionali e non complottisti, perché ESA e NASA, di quando in quando, si stancano di ricevere centinaia di migliaia di lettere, e-mail, richieste di immagini etc. ogni mese su Cydonia e allora, motu proprio, si attivano e mostrano qualcosa al Grande Pubblico (tanto per dire: "Toh: tenete, guardate e lasciateci in pace!").Ma c’è dell’altro.Molti Ricercatori (tra cui il Gruppo Lunar Explorer Italia) si stanno interrogando sul motivo per cui su Marte si stiano rivelando sempre più di frequente delle aree/regioni le quali mostrano un'apparenza "simil-terrestre".Ecco, questa è realmente una domanda davvero intrigante: come mai? Ebbene, per tentare di rispondere a questo quesito (alquanto) imbarazzante, occorre, a nostro parere, rifarsi anche ad una interessantissima e, per ora, abbastanza sconosciuta Teoria (che sosteniamo anche noi, attraverso le nostre specifiche ricerche) che vede il Riscaldamento Globale non solo (e non tanto) come un fenomeno propriamente terrestre (e legato ad una situazione di diffuso inquinamento atmosferico il quale avrebbe prodotto e starebbe costantemente producendo effetti nefasti "a cascata") quanto, piuttosto, come un fenomeno REALMENTE GLOBALE, e cioé riferito all'intero Sistema Solare.Un fenomeno che, agendo da Venere alla Terra (escludiamo Mercurio per evidenti motivi) e da noi a Marte e sino ai Pianeti Esterni (ed alle loro lune), starebbe provocando modifiche sostanziali ai sistemi (e qualcuno di noi già dice eco-sistemi) di tutti questi mondi. Modifiche che, nel caso di Marte, si stanno/starebbero esprimendo in un massiccio effetto-serra, in un evidente ritrarsi dei ghiacci polari ed in un conseguente inspessirsi dell'atmosfera del Pianeta la quale, diventando sempre più densa, stabile e protettiva, si dimostrerebbe – in un lasso di tempo che si pensa non sarà particolarmente lungo: diciamo un secolo o poco più – anche sufficientemente idonea (in primis) a trattenere il calore in arrivo dal Sole. Con tutto quanto segue, come ovvio...Noi, in quanto Ricercatori “non di confine”, siamo (anzi: dobbiamo essere) "scettici" per Natura, ma questo scetticismo non vogliamo che sia sinonimo di ottusità.Noi, infatti, cerchiamo comunque di essere aperti nel considerare elementi ed approcci nuovi nella spiegazione di fenomeni per i quali la Scienza Positiva Attuale e Consolidata appare (ci appare) balbettante, inadeguata o, comunque, non totalmente convincente. Nel nostro lavoro, talvolta, questo atteggiamento viene visto come un elemento indice di “non competenza"; altre volte come "eccesso di fantasia". Noi, onestamente, crediamo che la competenza in sé (maggiore o minore che sia) esprima la base fondamentale per afferrare gli elementi essenziali di una qualsiasi Materia; che poi la "fantasia" abbia un qualche ruolo ed un qualche peso nello studio e nella ricerca, certo noi non lo nascondiamo, anzi…Ma, più che "fantasia", ci piace parlare di capacità di immaginare muovendoci oltre le logiche consolidate (in America dicono “To think outside the Box”) e di attitudine ad impiegare, svolgendo l’attività di analisi dei dati, non solo la Logica Deduttiva ma anche quella Induttiva".Parole, ovviamente. La Verità, ad oggi, come dice Paolo Cortesi (un intellettuale che stimiamo moltissimo) è che le Regole della Scienza (e quindi, diciamo noi, la Scienza in sé) "sono fatte – oggi – da individui che si sono costruiti il loro nido su cattedre universitarie". Un nido che trova la sua stabilità nell'atteggiamento di coloro che lo occupano; un atteggiamento che vuole/deve essere sempre ed aprioristicamente reazionario e volto a mantenere lo status-quo intellettuale (e cioé non solo l'ignoranza, ma anche la falsa o incompleta conoscenza – che è anche peggio) a tutti i livelli.A questo punto ci vengono in mente, quali espressioni visibili di simili atteggiamenti, svariate Istituzioni para/pseudo scientifiche assieme a svariati "mostri sacri" della Scienza Conservatrice Italiana (sigh...) ma, dato che non siamo a caccia di querele, diciamo che è meglio lasciar stare e non fare nomi e cognomi.Che fare, dunque, per studiare e “rivelare” Marte in maniera un po’ più ampia, razionale e completa (e rimanendo sempre interessanti)?La nostra risposta, come Ricercatori, non può che essere una: se è vero (come noi vogliamo pensare che sia) che lo scopo ultimo della Scienza è nel (tentare, almeno) di scoprire la “Verità” (o una sua parte), noi abbiamo deciso di mostrare al Popolo degli Appassionati qualche aspetto meno noto, ma certo non meno affascinante, di Marte.Aspetti, il che vuol dire immagini, frames.Immagini di deserti e di ghiacciai, di catene montuose e di pianure; di rilievi estremamente anomali e difficilmente spiegabili facendo un solo ed esclusivo ricorso a fenomeni geologici e meteorologici; immagini di laghi (ghiacciati?!? Forse sì e forse no...), di cascate, di crepacci sul cui fondo (forse) scorre ancora qualcosa; immagini di geysers, di (pseudo) vegetazione e di altri rilievi meno conosciuti (come gli “Over Tunnels”). Immagini che sono tutte indicative di un Marte ESTREMAMENTE VIVO E VITALE e, nel contempo, ESTREMAMENTE AFFASCINANTE, nonostante il permanere, su di esse e sui temi che esse sollevano, di un costante (e sempre più inquietante) silenzio/disinteresse dei media.Che altro aggiungere? Un ultimo “perché”: perché “mostrare” tutto questo, adesso? Perché, a nostro avviso, Marte è un Mondo che, per essere davvero compreso ed apprezzato realmente da tutti (e cioé Scienziati, Ricercatori, Appassionati e semplici Curiosi), oggi ed anche – e soprattutto – un domani, in chiave futura, deve essere studiato ed esaminato nella sua globalità ed interezza. Marte è un Mondo “vivo”, a nostro parere, e quindi va trattato, analizzato e studiato come ed in quanto tale. Marte non è un oggetto, un qualcosa di “sezionabile”, da “fare a pezzi” e quindi da rimettere insieme, come un corpo in attesa di autopsia…Marte è un Mondo “vivo”, completo e, per ora, quiescente, che ci invita ad avvicinarci ed a capire ciò che Esso è stato, è e sarà, nella sua piena complessità.Il che vuol pure dire, in altre parole, che Marte non è “solo” Cydonia (e dintorni)…Grazie e…Buon viaggio!{mosimage}

Spazio | 04 Jan 2007

MARTE NON È SOLO CYDONIA… di Paolo C. Fienga

Cydonia è stata “uccisa” – almeno a parere dell’ESA e di qualche altro “Divulgatore” (e Scienziato) Italiano e non – ma, alla prova dei fatti, Cydonia è ancora viva.Anzi: è più viva che mai!

Spazio | 05 Dec 2006

(X) NEVER ALONE (2 Parte) di Paolo C. Fienga

“...Da giovane tutto mi appariva diverso e necessario: l’allenamento massacrante, la ripetizione costante delle procedure, centinaia di simulazioni…Ma oggi, in fondo, non credo che per diventare degli Astronauti si debba per forza essere dei “Superuomini”: i Superuomini sono senza sentimenti, invincibili ed invulnerabili e, dunque, non temono nulla; gli Astronauti – invece e purtroppo (o forse per fortuna) – sono solo Uomini: si stancano, hanno paura, sono curiosi…Sono fatti di carne ed ossa e non sono né invincibili, né invulnerabili.E comunque, se consideri le ancora innumerevoli manchevolezze ed imperfezioni della nostra Tecnologia, agli Astronauti che vogliono avere maggiori possibilità di tornare a Terra sani e salvi io consiglierei di essere “umanissimi” e di temere (nel senso di considerare e di non sottovalutare) praticamente tutto...”(tratto da un’intervista inedita rilasciata da uno degli Astronauti del Programma Apollo)Ci eravamo lasciati parlando, a proposito di quanto sembrava stesse accadendo nei “dintorni” dell’Apollo 13, di “Presenze di Luce” e di “Presenze Benevole”, ma un po’ invadenti.“Presenze”, comunque. Parliamone un momento, prima di proseguire nel nostro viaggio assieme a Lovell & Co.“Presenze”.Già questa parola è, in sé, evocativa di sensazioni che non fanno parte della nostra (forse – spesso – emozionalmente piatta…) quotidianità ed inoltre, se ci pensiamo prestando la dovuta attenzione, il fatto di avvertire una “presenza aliena” (aliena nel senso di estranea) qui, sulla Terra – magari in casa, mentre siamo assorti a leggere, oppure allorché, distesi sul letto o su un divano, stiamo cavalcando il confine che separa la veglia dal sonno – non è, almeno di regola, un’esperienza “leggera e piacevole”, anzi…Pensateci: a chi non è capitato, almeno una volta nella Vita, di “sentirsi osservato” o, magari, di “non sentirsi solo”, anche quando queste eventualità erano – almeno in teoria – impossibili?Non crediamo sia sbagliato dire che, al verificarsi di una circostanza del genere, la nostra “risposta fisica” è immediata e netta: il cuore sussulta, un senso di inquietudine ci pervade, la temperatura corporea si abbassa (o si alza) repentinamente e gli occhi si mettono alla ricerca, rapida e caotica, di qualcosa intorno a noi.Qualcosa che non ha forma, né colore, né – forse – consistenza.Qualcosa che – e ne siamo “razionalmente certi” – non può esserci, ma che abbiamo, in qualche modo, avvertito.Una “presenza aliena”, appunto: tutto qui. È questione solo di pochi istanti e poi la Razionalità subentra e l’esperienza “aliena” si dissolve e, nel volgere di un istante, viene riconsegnata al Regno dei Sogni e dell’Immaginario Irrazionale.Un “Regno” che qui, sulla Terra, anche se sappiamo che esiste, non facciamo fatica a dimenticare in fretta (ed almeno sino alla volta successiva in cui “qualcosa accade”, naturalmente…). Ma che dire e cosa pensare se una “sensazione” del genere ci fosse accaduta mentre eravamo a bordo di una Navicella Spaziale, ad oltre trecentomila chilometri di distanza “da casa”?Che cosa ne sarebbe stato della nostra “Razionalità”? Saremmo stati capaci di richiamarla a comando e di farla funzionare a dovere?Saremmo stati capaci di controllare la nostra “umana” reazione?Avremmo avuto paura (anzi: terrore puro e panico totale) o saremmo stati “curiosi”, più che spaventati?Questo noi non lo sappiamo (per il semplice motivo che non abbiamo mai avuto, purtroppo, l’occasione di vivere una situazione del genere) ma, almeno a parere di chi scrive, un incontro con l’Ignoto e l’Irrazionale (almeno nel senso terrestre del termine) occorse agli Astronauti di tutte le Missioni Apollo e, in particolare, a quelli della Missione Apollo 13.Qualcuno scrisse – mi pare in un romanzo – una frase che diceva:“Voi che siete Creature della Terra, vivete e pensate come la Terra, mentre Voi che, invece, siete Creature del Cielo, vivete e pensate come il Cielo”.Credo che questa frase sia, nella sua semplicità, profondamente bella e meritevole di essere approfondita, da ognuno di noi. Ognuno a modo suo.In fondo è facile ragionare e giudicare standosene seduti in poltrona, mentre si guarda la televisione o si legge un libro…Ricominciamo ad esaminare, una per volta, le diverse “forme” attraverso cui queste “Invadenti Presenze” si manifestarono ai nostri Amici Astronauti e, per farlo nel modo migliore, riprendiamo ancora il frame AS 13-60-8622.{mosimage}In esso si può vedere distintamente (come già detto, sia nella versione compressa, sia nella versione originale e non compressa) un oggetto sferico dal colore argentato (che noi abbiamo battezzato "Silver Sphere") il quale dà l'impressione di sfrecciare accanto all'astronave Americana (l’oggetto sferico color argento mostra, infatti, la cosiddetta sfocatura da movimento). Il tempo di un singolo fotogramma ed il corpo estraneo – perché, secondo noi, non si trattava certo di un riflesso o di una componente esterna della Navicella Americana – scompare. Parlando (giustamente, almeno in questo caso) di UFO, dobbiamo dire che l'apparizione di "sfere argentee" di modeste – o addirittura piccole – dimensioni (da mezzo metro ad un metro e mezzo di diametro apparente), non è un fatto nuovo, anzi: svariati avvistamenti da Terra parlano o addirittura mostrano, sia attraverso fotografie, sia tramite filmati, delle sfere color bianco brillante, o alluminio, o argento metallizzato e scintillante che si muovono nel cielo, ora da sole, ora in gruppi (esistono degli interessanti filmati amatoriali girati in Messico che riprendono questo fenomeno) e che, talvolta, si affiancano e/o seguono per un certo periodo di tempo degli aerei in volo (un evento – si racconta – tutt’altro che infrequente durante i combattimenti aerei o lo spostamento di ingenti formazioni di velivoli da combattimento durante la II Guerra Mondiale e la Guerra del Golfo). Esiste, parlando a proposito di "sfere argentee", anche uno storico filmato (del quale, forse, avevamo già detto in passato) che mostra la ripresa, effettuata da un velivolo di supporto, di un "Concorde" in volo di collaudo al quale si affianca, circa all'altezza della cabina di pilotaggio, una di queste "sfere argentee" (sbucata dal nulla) che scorre lungo la fusoliera del Concorde stesso, compie qualche manovra – per noi "tecnicamente impossibile"... – e poi, repentinamente, sparisce risalendo a candela e perdendosi nel cielo ad una velocità impressionante. La domanda è ovvia: da dove vengono questi velivoli? Cosa sono ed a che cosa servono queste "sfere"?Secondo noi le risposte sono relativamente chiare e, pur nella loro “esoticità”, plausibili: esclusa l’eventualità che si tratti sempre di panzane e di trucchi, si direbbe che stiamo parlando di velivoli di classe aerodinamica profondamente evoluta e di origine sconosciuta.Velivoli rientranti, con ogni probabilità, nella classe delle "sonde esplorative" o “sonde telemetriche”, soggette a controllo remoto (ossìa guidate a distanza) i quali, molto probabilmente, non hanno origine terrestre. Dovrebbe trattarsi, inoltre, di velivoli – a quanto ci è dato capire osservando le immagini che possediamo – relativamente semplici e dotati di due sole caratteristiche fondamentali: la grande velocità in approccio al (e di fuga dal) target e la straordinaria manovrabilità. A che servono? Noi crediamo che simili velivoli vengano usati tutte le volte in cui si verifica qualcosa di nuovo e/o di interessante nel nostro Mondo Culturale e Tecnologico per vedere meglio, in sicurezza e da vicino (ma senza contatto fisico diretto), quello che abbiamo fatto e ciò di cui siamo stati capaci. Forse questa è pura fantascienza o forse è la semplicissima realtà, ma noi crediamo che l'interruzione repentina dello Human Space Program sia stata provocata, in qualche modo ed in qualche misura, anche dal timore di giungere totalmente impreparati (scientificamente, tecnologicamente, culturalmente ed umanamente) ad un "faccia a faccia" con Creature più evolute rispetto a noi di secoli, millenni o, forse, addirittura di milioni dei nostri (terrestri) anni. Le eccezioni che si potrebbero sollevare dicendo che lo Space Program (ancorché NON Human) è andato comunque avanti con il lancio di decine di sonde verso i Pianeti del nostro Sistema Solare (da Marte, a Giove e Saturno) e con il raggiungimento, talvolta, di grandi traguardi, non valgono comunque a demolire i nostri dubbi di partenza: certo, gli occhi artificiali di queste Sonde vedono bene, ma noi non crediamo che essi possano davvero vedere meglio degli occhi dell'Uomo. Ci spieghiamo meglio: questi "occhi elettronici" vedono le cose in maniera diversa, sicuramente più precisa e dettagliata di quanto un occhio umano, per eccellente che sia, potrebbe mai riuscire a fare, ma essi "vedono" senza discernimento e noi, quando guardiamo le immagini che essi hanno "visto" e ripreso per noi, perdiamo un elemento fondamentale che si chiama "immediatezza della percezione". Insomma: attraverso gli occhi elettronici noi vediamo tutto "filtrato" ed in "play-back". È ovvio che vedere le cose in questo modo è vantaggioso da molti punti di vista (ed è anche "più sicuro"); ma il problema della Conquista dello Spazio in quanto "conquista di un livello più elevato di sviluppo" è proprio qui: l'evoluzione dell'Uomo, anche nel suo senso più puramente spirituale, che potremmo raggiungere attraversando il cosmo e raggiungendo obiettivi, comunque, "vicini" (quali la Luna, Marte o i Satelliti di Giove e Saturno), "deve passare" attraverso "l'Esplorazione e l'Esperienza Umana". Un'esperienza che, a nostro parere, non è possibile surrogare in alcun modo ed in nessun caso con l'impiego di semplici (ancorché strutturalmente perfetti) strumenti meccanici. Noi sappiamo bene che l'esplorazione umana dello Spazio (prossimo o profondo) costituisce un'impresa improba ed oltremodo pericolosa e che, dunque, occorre raccogliere quanti più dati ed informazioni sia possibile prima di lanciare degli Uomini nel vuoto, in balìa del vento solare, dei raggi cosmici, delle micrometeoriti e delle altre (per lo più ignote) insidie del cosmo.Ma la raccolta di dati ed informazioni eseguita solamente con l'ausilio di mezzi meccanici, per quanto grande, profonda ed accurata essa possa essere, non potrà MAI sostituire l'esperienza umana diretta (quella che suole definirsi "esperienza sul campo") e su questo non crediamo che ci siano dubbi. E non importa quali obiettivi saremo capaci di raggiungere esplorando il Cosmo impiegando solo mezzi meccanici robotizzati (tipo i Mars Exploration Rovers); non importa neppure, ai fini del concetto di "Conquista", quali distanze potremmo essere capaci di riuscire a coprire ed in quanto tempo: se l'Uomo non rimetterà sé stesso in gioco – rischiando anche la Vita, come è accaduto durante gli Apollo Days – l’esplorazione, laddove prosegua e dovunque arrivi, non riuscirà comunque MAI a produrre quel "Balzo Evolutivo" del Genere Umano di cui ogni tanto si parla.Tutto ciò detto e premesso, parlando – nel nostro piccolo – di semplici analisi di frames effettuate con mezzi modesti e “a tavolino”, dobbiamo quindi (e comunque) precisare che nessuna immagine “from Space” è "scontata" oppure "ovvia": mai. Per definizione.E passiamo ora al frame AS 13-61-8830.{mosimage}Qualcosa appare dal buio dello spazio esterno alla Navicella Spaziale: si tratta di un corpo complesso, costituito – per quanto riusciamo a vedere – da una serie di sfere di diverso colore (e, forse, anche dimensioni), poste l’una accanto all'altra. Esaminando la versione originale e non compressa del frame si può notare molto bene che l'oggetto anomalo sembra librarsi nell'oscurità, molto verosimilmente ad una distanza non particolarmente elevata dall'astronave Americana.È un oggetto reale o un riflesso?Abbiamo svariati elementi che suggeriscono l’ipotesi “riflesso” come la più accreditata ma, se trattasi di riflesso, dovremmo anche essere capaci di rispondere alla domanda “riflesso di che cosa”?L’istinto (per quello che può valere…), unito a svariati anni trascorsi ad esaminare frames Apollo ci dice che l’oggetto multiplo che vediamo in AS 61-8830 NON È un riflesso (non esistevano, all’interno del Lunar Module, delle spie luminose capaci di riflettersi in questo modo nei cristalli di una delle finestrelle dalle quali gli Astronauti scattavano le loro istantanee).E allora?Un’ipotesi “esotica”, ma da non cestinare “a priori”, ci suggerisce (come già fatto da alcuni bravissimi Ricercatori di nuova generazione – si veda quanto proposto dal Gruppo chiamato “Thunderbolts”) che si potrebbe trattare di un fenomeno conosciuto come “plasma discharge”, ossìa una sorta di “super-fulmine spaziale” (o meglio: un fulmine globulare che si manifesta nello spazio).Si tratta di un’ipotesi credibile? Rispondere, per ora, è ovviamente impossibile (anche se la nostra sensazione è che, almeno in questo frangente, NON si può parlare di plasma discharge), ma certo è che ogni dettaglio in più che riusciamo a cogliere e ad interpretare equivale ad un passo (magari piccolo, ma sempre utile e significativo) in avanti, verso la comprensione.E poi, sempre a proposito di "plasma discharge", che dire a proposito dell’ipotesi secondo cui l'Apollo 13 non esplose “dall’interno”, ma fu invece colpito da uno di questi "space lightnings"? E, per gli amanti dell’ipotesi Ufologica, perché escludere che l’incidente non sia potuto dipendere proprio dall’impatto dell’Astronave Americana con una di quelle “sonde telemetriche” alle quali abbiamo fatto dianzi cenno? Pensateci un istante: il fatto che le “sonde argentee” possano essere di origine non terrestre implica forse – e necessariamente – la loro perfezione tecnica e la loro incapacità di impattare il target osservato? In fondo, chi ha mai potuto esaminare realmente BENE e DA VICINO lo status del CSM Odyssey una volta occorso il trauma? Per concludere (e per amor di chiarezza) Vi produciamo qualche ulteriore dato che Vi può essere di aiuto nella definizione del problema: per coloro che sostengono la tesi secondo cui queste sfere luminose blu e bianche sono solo "riflessi" nel finestrino di uno o più corpi luminosi interni all'Astronave Americana (una serie di led, di spie o qualcosa di simile), evidenziamo questo dato: frame 8829 --> non appare nullaframe 8830 --> appare un gruppo di luciframe 8831 --> non appare nullaTutti e tre i frames sono stati ripresi dallo stesso finestrino ed in sequenza (cioè uno dopo l'altro), in un intervallo di tempo davvero limitato e, molto probabilmente (nota: il Lunar and Planetary Institute si è pronunciato a favore di questa ipotesi) dal medesimo angolo visuale. Se questo è vero e se l’effetto luminoso che appare in 8830 fosse davvero un riflesso di luci “interne” ad Apollo 13, perché allora esso non appare (non lo vediamo) in 8829 ed in 8831?(fine della II parte - continua)Ringraziamenti: a Fabio Italiano (per le elaborazioni sui frames NASA) ed al Lunar and Planetary Institute (LPI), per averci fornito – con grande solerzia – le versioni originali e non compresse di tutti i frames Apollo 13 che, ancora oggi, restano altamente controversi.

Spazio | 29 Sep 2006

CYDONIA E LA FACCIA (TOSTA) DELL'ESA

Come autori di una vecchia soap opera senza più idee, le vecchie volpi della NASA hanno deciso stavolta di coinvolgere nella loro distorsione della verità anche l'ESA, l'Ente Spaziale Europeo. La sonda dell’ESA Mars Express ha difatti ripreso, il 22 luglio scorso, delle nuove immagini di Marte ad alta definizione, grazie alla High Resolution Stereo Camera (HRSC) a bordo della sonda Mars Express...

Spazio | 14 Sep 2006

UNIVERSO PERVERSO: NASA, INFORMAZIONE E CONTROINFORMAZIONE di Paolo C. Fienga/Lunar Explorer

“…Talvolta, dietro il sarcasmo, l’asprezza dei toni e tutto quant’altro fa pensare all’odio, si nasconde soltanto un grandissimo amore…”

Scienza | 09 Sep 2006

È ITALIANA LA SMENTITA DEL BIG BANG

In cosa consiste la scoperta di Galianni e dei suoi colleghi?

213 elementi totali - Pagina 5 di 7 - 32 elementi per pagina
Privacy Policy