Data l'importanza dell'argomento e la serietà con cui viene trattato, da parte di chi conosce bene dall'interno l'ambiente medico e le sue problematiche, riteniamo molto utile la lettura di questo estratto,  tratto dall'articolo del Dott. Domenico Mastrangelo pubblicato sull'ultimo numero di PuntoZero (in edicola e nel nostro shop). Buona lettura. La Redazione


Se esistesse un dibattito, tra sostenitori e detrattori dei vaccini, questo articolo ne mostrerebbe tutta l'inutilità. L'utilità dei vaccini non può essere stabilita da chi i vaccini li produce e ha interesse a trarne profitto, specie se la produzione è nelle mani di individui senza scrupoli, il cui scopo non è certo la tutela della salute!


IL GRIDO D’ALLARME!

8 Luglio 2016: documento FNOMCeO sui vaccini:

“Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico può sconsigliare un intervento vaccinale. Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica.” (1)

13 Ottobre 2016, Matteo Renzi:

“Negli asili nido deve esserci chiarezza, basta con alchimisti e stregoni, i nostri asili devono avere i bambini vaccinati.” (2)

24 Ottobre 2016, Sergio Mattarella:

“Occorre contrastare con decisione gravi involuzioni, come accade, per esempio, quando vengono messe in discussione, sulla base di sconsiderate affermazioni prive di fondamento, vaccinazioni essenziali per estirpare malattie pericolose e per evitare il ritorno di altre, debellate negli anni passati.” (3)

Ma già da tempo, anche i “media” avevano provveduto a lanciare disperate grida di allarme.
8 Ottobre 2015; La Repubblica:

“L’aumento del numero delle famiglie che non somministra ai propri figli neppure quelli (i vaccini, N.d.R.) obbligatori, ha generato l’allarme dell’Istituto Superiore di Sanità. Perché calano le percentuali di bimbi immunizzati e si rivedono casi di morte evitabili, per malattie come il morbillo e la pertosse.” (4)


FATTI, STATISTICHE E BUON SENSO

Si attribuisce al famoso scrittore statunitense Mark Twain, la frase: “Preoccupati prima dei fatti e poi distorcili come meglio credi!” Ma cosa sono “i fatti”? Il Sabatini Coletti afferma che “fatto” è “ciò che è concreto, verificato, in contrapposizione a ciò che è generico o frutto di sole parole”. (5) Questa definizione sembra più che sufficiente per delineare e delimitare il campo entro il quale intende muoversi questo breve resoconto sui vaccini, in un momento nel quale il grido di allarme lanciato dalle istituzioni e dalle più alte cariche dello Stato ha creato e sta creando panico e confusione.
Così, se, come afferma il giornalista di Repubblica, le morti per morbillo e pertosse cominciano a farsi rivedere a causa del calo delle vaccinazioni, è auspicabile che il nesso tra calo delle vaccinazioni e le morti per morbillo e pertosse, sia un “fatto” facile da accertare e dimostrare; e lo è! Basta visitare il sito dell’ISTAT, alla pagina che riguarda la mortalità infantile,6 per vedere come l’affermazione del giornalista di Repubblica sia assolutamente priva di qualsiasi fondamento! In buona sostanza, i “fatti” riguardanti la mortalità infantile per morbillo e pertosse, secondo il più accreditato istituto nazionale di statistica, dicono che:

a. In Italia, dal 1887 al 2011, il tasso di mortalità sotto i 5 anni diminuisce progressivamente (“diminuisce progressivamente” significa che diminuisce a partire dal 1887, quando dei vaccini non c’era neanche l’ombra!);

b. Nel 1895 la mortalità sotto i 5 anni in Italia è pari a 326 per mille nati vivi ed è dovuta nel 65% dei casi (212, in tutto) a malattie infettive (tutte le malattie infettive; non solo il morbillo e la pertosse!);

c. Nel gruppo residuale delle altre malattie infettive e respiratorie (14% della mortalità) si annoverano il morbillo (responsabile di circa il 3% dei decessi), la meningite (3%), la pertosse (2%), e la malaria (2%);

d. Negli anni successivi, fino al 1931, il tasso di mortalità si dimezza passando a 170 per 1.000 nati vivi. Tuttavia la distribuzione percentuale delle cause non si trasforma in modo importante. Alcune malattie infettive, infatti, come vaiolo e difterite, arrivano quasi a scomparire, nel periodo in esame, altre (scarlattina, pertosse, morbillo e malaria) diminuiscono in maniera consistente (ma, del vaccino, a questa data, non vi è ancora traccia!).

Pertanto questa rapida serie di dati, ci dice non solo che Morbillo e Pertosse non sono mai stati un vero problema epidemiologico, per il nostro Paese (e dunque, perché allarmare la gente?), ma che essi erano “naturalmente” diminuiti, fin quasi a scomparire, già nel lontano 1931, ovvero diversi decenni prima che le vaccinazioni specifiche fossero introdotte. (7), (8)
D’altra parte, il più qualificato documento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, che preannuncia sanzioni disciplinari ai medici che sconsigliano le vaccinazioni, oltre a porsi in contrapposizione con il dettato dell’art. 4 del Codice Deontologico Professionale (“L’esercizio della Medicina è fondato sulla libertà e sull’indipendenza della professione”) (9), cita, a sostegno dell’utilità dei vaccini, opere di autorevoli e stimati scienziati (10) che, tuttavia, hanno lavorato e costruito la propria carriera sui vaccini.10 Non ci vuole un lettore particolarmente smaliziato, per capire che chiedere un parere sulla bontà dei vaccini a chi i vaccini li fabbrica o li studia, è un po’ come chiedere al macellaio un parere sulla bontà delle carni rosse per la salute dell’individuo: che risposta ti puoi aspettare, se non che le carni rosse sono buone e fanno bene? …ma si può veramente dire altrettanto per i vaccini?


I VACCINI SONO FARMACI E, COME I FARMACI, POSSONO CREARE GRAVI PROBLEMI!

Che si appartenga al fronte dei supporter o dei denigratori dei vaccini, nessuno può giustificatamente, ragionevolmente, “scientificamente” e in buona fede, negare che i vaccini siano “farmaci” (il più delle volte iniettabili!) e, come tali, presentino tutti i vantaggi, gli svantaggi e i rischi dei farmaci; ma, al contrario dei farmaci, non seguono il lungo, impegnativo e dispendioso iter di sviluppo per la verifica della loro efficacia e della loro sicurezza e, soprattutto, la loro somministrazione è sovente obbligatoria, fatto, quest’ultimo, che dovrebbe indurre tutti ad usare maggior cautela nel propagandarne e incentivarne l’impiego!

D’altra parte, se i vaccini fossero sicuri e la loro somministrazione non comportasse rischi:

• Perché mai l’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicherebbe, proprio alla sicurezza dei vaccini, un libro di oltre 200 pagine, intitolato “I basilari della sicurezza dei vaccini”? (WHO: Vaccine safety basics. 2013) (11)

• Perché gli Stati Uniti d’America si sarebbero dotati del cosiddetto “VAERS”, ossia il “Vaccine Adverse Event Reporting System”, che è un sistema di registrazione degli eventi nocivi dei vaccini, nell’ambito di un programma nazionale di sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini?

• Perché il VAERS (12) si occupa della sorveglianza sulla sicurezza “post-marketing” (ossia, la sorveglianza che si effettua dopo che il vaccino è stato immesso in commercio) ed è co-sponsorizzato, nientemeno che dai Centers for Disease Control (CDC) e dalla Food & Drug Administration (FDA)? E a proposito: abbiamo niente di simile, in Italia?

• E perché mai esisterebbe il National Vaccine Injury Compensation Program (NVICP), ovvero il programma federale che prevede risarcimenti per tutti coloro che hanno subìto danni da vaccini,13 e l’obbligo da parte di chi somministra vaccini, nel caso delle vaccinazioni pediatriche, di informare accuratamente i genitori, riguardo al rapporto rischi/benefici delle vaccinazioni?

• Come mai se su “PubMed” (motore di ricerca della US National Library of Medicine, facilmente accessibile a chiunque sia dotato di connessione internet!) digitiamo “vaccine toxicity” (14) (tossicità dei vaccini), “Vaccine adverse effects” (15) (effetti nocivi dei vaccini) o “vaccine side effects” (16) (effetti collaterali dei vaccini), otteniamo, rispettivamente, oltre 5.000, oltre 30.000 e oltre 33.000 articoli scientifici (in costante e progressivo aumento!)?  …cosa avranno mai scritto, tanti scienziati, in tante pubblicazioni, sulla tossicità dei vaccini, se i vaccini sono innocui, fanno solo bene e si possono (anzi, si devono!) assumere a cuor leggero?



Questa antica stampa mostra come le controversie sulle vaccinazioni abbiano radici molto lontane nel tempo.


I VACCINI SONO UN BUSINESS!

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il mercato dei vaccini ammontava all’incirca a 5 miliardi di dollari americani nel 2000 e, passato a 24 miliardi (sempre di dollari americani) nel 2013, si prevede possa (debba!) arrivare a 100 miliardi nel 2025!17 Gli interessi economici di chi specula sulla salute non vanno certo condannati “tout court”, come non va condannato a prescindere chi è riuscito ad arricchirsi con questo business; ma qui non stiamo parlando di pochi spiccioli e, a meno che non ci si voglia illudere che dietro la produzione dei vaccini ci siano organizzazioni filantropiche o pii istituti, il cui interesse primario è la salute della gente, qualche domanda bisogna pure porsela; ad esempio:

• Come si raggiunge, il traguardo dei 100 miliardi di dollari, se non incentivando le pratiche di vaccinazione di massa, a tutti i livelli (sociale, sanitario, politico, amministrativo, ecc.), magari (perché no?) proponendo vaccinazioni “fantasiose” e di dubbia utilità?

• Incentivare le vaccinazioni è un traguardo di mercato dell’industria (che deve arrivare a 100 miliardi di dollari nel 2025!) o uno specifico obiettivo delle politiche di salute pubblica?

• C’è una vera corrispondenza tra gli interessi di chi tutela la salute pubblica e quelli di chi produce farmaci e vaccini?

La risposta all’ultima di queste domande risponde, evidentemente, anche alle altre due e una risposta chiara, dettagliata, non ambigua e definitiva, proprio a quest’ultimo quesito, la si può facilmente reperire in un documento ufficiale del Parlamento Britannico, che risale al 2004, il cui titolo è tutto un programma: “L’influenza dell’industria farmaceutica”. Il documento è reperibile in rete18 e pertanto è facilmente consultabile da chiunque abbia una conoscenza anche minima della lingua inglese. Nel “summary” di questo documento (ma consiglio, a chi ha dimestichezza con la lingua inglese, di leggerlo tutto!) si trovano frasi che rispondono in maniera chiara e circostanziata, alla domanda sulla coincidenza tra gli interessi della gente e quelli dell’industria di farmaci e vaccini; in particolare:

• “Gli interessi delle ditte farmaceutiche e quelli del pubblico, dei pazienti e del National Health System (il Sistema Sanitario Nazionale Britannico; N.d.R.), spesso si sovrappongono, ma non sono identici.

• “Un regime di regolamentazione che garantisca che l’industria lavori per l’interesse pubblico, è essenziale.” (!) … (questo, per inciso, significa anche che un tale regime non esiste!)

• “Il Dipartimento della Salute ha, per troppo tempo, ottimisticamente ritenuto che gli interessi dell’industria e quelli della salute, fossero un solo ed unico interesse. Questo ha un riflesso nel fatto che il Dipartimento della salute sponsorizza l’industria e si prende cura della salute. Il risultato è che l’industria è stata lasciata fare i propri comodi per troppo tempo.” (!)

• “La conseguenza di questa supervisione lassista, è che l’influenza dell’industria si è espansa e sono state sviluppate numerose pratiche che vanno contro l’interesse pubblico.” (!!!)

Così, mentre un’autorevole fonte informativa (il Parlamento Britannico) conferma (se mai ve ne fosse stato bisogno!) che gli interessi dell’Industria (dedita essenzialmente al profitto) non coincidono (né mai potranno coincidere!) con quelli della gente bisognosa di cure e di chi ne assume la tutela, nella Società Civile, possiamo facilmente renderci conto di come la raccomandazione a vaccinarsi, senza “se” e senza “ma”, lasci, quanto meno, ampio spazio a dubbi, incertezze e perplessità.


MA CHI SONO GLI ATTORI DEL BUSINESS DEI VACCINI? I SOLITI “NOTI”!

Il business dei farmaci/vaccini è una delle attività economiche più importanti dei Paesi industrializzati. In Inghilterra, come si legge nel già citato documento del parlamento britannico, la produzione di farmaci e vaccini rappresenta la terza attività economica in ordine di importanza e, per avere un’idea anche solo approssimativa e superficiale della sua entità, basta consultare una delle tante “classifiche” disponibili in rete. Una di queste, ci dice che il primo “attore” sulla scena del business farmaceutico/vaccinico, è la famigerata Johnson & Johnson, con un fatturato che, per il 2014, vale 74,3 miliardi di dollari! Seguono: Novartis, con 57,9, Roche, con 49,86, Pfizer US, con 49,6, Sanofi, con 43,07, Merck, con 42,2, Glaxo Smith Kline, con 37,9, Astra Zeneca, con 26, Bayer, con 25,4, Gilead, con 24,47 (parliamo sempre di miliardi di dollari americani!).19 Non tutti gli “attori” di questo elenco producono vaccini. I principali produttori di vaccini, tra questi soggetti, sono: Novartis, Pfizer, Sanofi, Glaxo Smith Kline, Merck e Astra Zeneca… solo per menzionare i maggiori.


…E COME OPERANO GLI ATTORI DEL BUSINESS DEI VACCINI!

L’informazione in rete lascia poco spazio a dubbi, riguardo a comportamenti e modi di operare dell’industria dei farmaci e dei vaccini. Basterebbe menzionare i recentissimi sviluppi della vicenda del “borotalco cancerogeno” del campione di incassi per il 2014: la Johnson & Johnson. (20-23)
Ma se volete saperne di più su come le multinazionali del farmaco fanno affari con farmaci e vaccini, vi consiglierei la lettura del recente libro di Peter Gøtzsche, dal titolo “Medicine letali e crimine organizzato. Come le aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario”. (24) Si tratta di un tomo di 431 pagine, con oltre 900 riferimenti alla letteratura scientifica internazionale che descrive tutti i crimini (così li definisce l’Autore!) quotidianamente commessi dalle maggiori multinazionali del farmaco (quelle che producono e vendono anche i vaccini!), per “promuovere” i loro prodotti e fare fatturato. Fatto non secondario, il libro ha ricevuto il primo premio della British Medical Association (BMA), per il 2014, nell’ambito della categoria “Basis of Medicine” (Le Basi della Medicina).
Se il titolo di questo “trattato del crimine farmaceutico organizzato” lascia poco spazio a dubbi, la sua lettura risulta ancor più illuminante, per quanto attiene ai misfatti e alle malefatte dei produttori di farmaci e vaccini, che assumono tutte le possibili tonalità e sfumature del malaffare e della corruzione. E, d’altra parte, il titolo stesso del libro di Gøtzsche è sufficientemente descrittivo della situazione di degrado morale25 che regna all’interno di queste “organizzazioni”, veri e propri centri di potere, in grado di controllare, manipolare e condizionare governi, istituzioni e sistemi sanitari.

Una sintesi sufficientemente descrittiva di quanto emerge da questo trattato, si può trovare nelle parole che vengono attribuite ad un ex vicepresidente della Pfizer e che Richard Smith, già editore capo del British Medical Journal, riporta nella prefazione al libro di Gøtzsche:

“Fa paura pensare a tutte le analogie che ci sono tra queste aziende e la criminalità organizzata. La criminalità organizzata guadagna oscene montagne di denaro dalle sue attività, esattamente come queste aziende. Gli effetti collaterali del crimine organizzato, sono gli omicidi e le morti di molti, esattamente come per queste aziende. La criminalità organizzata corrompe gli uomini politici e molti altri, esattamente come fanno queste stesse aziende”…

Continua...


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- Il Tradimento di Ippocrate. La Medicina degli Affari

- Vitamina C, breve storia di una cura soppressa

- Che fine ha fatto l'AIDS? da PuntoZero n.1 (puoi leggerne un estratto qui)

- Relazione al Convegno "L'Informazione nella Salute e nel Sociale" (video)


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