Secondo l’art 105, 1° paragrafo del Tue (Il Trattato di Maastricht, quello che ha istituito l’Unione Europea)

“La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità”.

Questa importante premessa legislativa ci permette di rispondere alla domanda che anche un bambino si farebbe: ma se non ci sono abbastanza soldi, se l’economia non cresce perché manca l’ossigeno (la moneta, appunto) perché non se ne stampa di nuova?
Ricordo un bambino che una volta questa domanda me la fece per davvero, e ricordo anche gli adulti lo guardarono come fosse proprio lui… un “piccolo pazzo!” 
Com’ è strano il mondo!
Ma torniamo a noi. ll denaro, all’origine, nasce in questo modo: la BCE autorizza l’emissione di banconote, e in cambio il paese di turno - per riceverle - emette dei titoli di debito (delle garanzie, qualcuno le definisce impropriamente “cambiali”, titoli, come si sa, ormai in disuso ma che stanno ritornando, purtroppo). 
Questi titoli di debito vengono presi in pegno dalla BCE e venduti alle aste, generando un interesse che pagherà il paese di turno, interesse che – fateci caso – non è previsto nella struttura monetaria originaria, e che quindi si andrà a sommare al debito del paese facendolo crescere sempre di più. 
Un esempio semplicistico per capire: la BCE mi presta 100 euro e io emetto un titolo di debito dello stesso valore; la BCE lo colloca alle aste e li’ si genera un’interesse che va oltre la prestazione originaria 100 versus 100. 

Ma da dove prende questo denaro la BCE? Qui la cosa si fa ancora più intrigante, in quanto dato che la moneta non è più legata all’oro (non ha valore intrinseco) e dato che per il 97% è virtuale (cifre scritte sui PC) ecco che si digitano cifre virtuali (che non costano assolutamente nulla ai banchieri) e le si addebitano allo Stato di turno, che in cambio emetterà i titoli. 
Solo il 3% della moneta mondiale è reale, e costano ai banchieri solo pochi centesimi: il punto è che questi pezzetti di carta vengono prestati agli Stati al valore nominale (al valore stampigliato sul titolo) ricavando profitti enormi… tra i costi di fabbricazione e il prezzo di “vendita”. 
Quando poi la moneta è virtuale, ecco che il costo di fabbricazione si azzera del tutto!
Ora, se le banche centrali nel mondo possono fare tutto ciò (la BCE, la FED americana e simili) è perché si sono impossessate – all’atto pratico – della proprietà della moneta che dovrebbe spettare ai cittadini. 
Se sei proprietario della moneta – è questa la verità che sta dietro a questa ennesima crisi –puoi gestire i flussi di denaro che entreranno e usciranno da un determinato paese: se emetterai poca moneta, creerai una crisi, se ne emetterai troppa, creerai inflazione. 

Il ciclo economico, quindi, è manipolato da poche banche centrali nel mondo, le quali, in cambio dell’emissione “a gratis” della grana, potranno chiedere agli Stati ingabbiati dai debiti qualunque sacrificio, dalle privatizzazioni delle imprese pubbliche, alla svendita del patrimonio dello Stato, fino a “riforme” ancora più inquietanti che smantellano la democraticità delle istituzioni e distruggono i diritti dei lavoratori, in nome di una globalizzazione capitanata da loro, visto che le multinazionali si finanziano direttamente dall’ èlite globale. 
A questo punto è lecito chiedersi: ma se il denaro nasce in questo modo, il debito pubblico è vero o finto? E la crisi… è posticcia o reale? A voi la risposta.
Insomma, se il denaro nasce come un debito alla fonte, che produce perfino interessi, se ne potrà mai uscire?

Fatta questa importante premessa, analizziamo ora – anche se in breve – il cosidetto “arsenale” che questa stessa Banca privata (una SPA di fatto) sta implementando nel 2014 per farci uscire da questa “crisi”. 
Il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha appena presentato una serie di riforme “shock” (o sciocche) per risolvere la stessa crisi che loro hanno provocato!
Vediamo queste “armi” nei dettagli.
L’arma per eccellenza che “risolverebbe la crisi” è il cosidetto “Quantitative Easing”- ancora non possibile per via dei bastian contrari: di cosa si tratta? 
La BCE, in pratica, fa shopping di titoli alle aste (in pratica lucra lei l’interesse) e in cambio garantisce liquidità anche sui titoli che alle aste, a volte, rimangono invenduti, solo che anche quella liquidità è debito, tutta lo è (per non parlare degli interessi) dunque trattasi dell’ennesimo trucchetto messo in piedi per farci indebitare ancora di più (in realtà tutti i meccanismi da loro creati mirano a questo, perché il debito è potere, controllo, a nessuno importa del “denaro dal nulla”, questo è solo un mezzo, un modo per governare le nazioni da dietro le quinte). 
Se questa risulta essere la soluzione ottimale, be’ siamo freschi!
Ma passiamo in rassegna l’“arsenale”. 

La BCE ha appena abbassato il costo del denaro all’origine dallo 0,015 a 0,05: che significa? 
Significa che quando emette il denaro dal nulla ci carica sopra perfino un mini-interesse, per cui il titolo di debito dello Stato di turno sarà comprensivo anche di quel piccolo importo.
E’ la settima volta che Mario Draghi abbassa il costo del denaro ab origine: qualcuno se n’è accorto delle altre sei? 
La propaganda meditatica e giornalistica di regime asserisce che così facendo le banche saranno invogliate a chiedere soldi, il che è una terribile sciocchezza, in quanto non solo la BCE decide tempi e modi per l’immissione di “moneta/aria fritta” alle varie banche (non centrali ovvio) e alle nazioni, ma una differenza così minima di interesse resta un’inezia a prescindere!
Ad avvalorare questo primo sciocco provvedimento, ci sarà a breve (la prima dovrebbe essere il 18 settembre) la prima tranche di “moneta fritta” venduta – pensate – alle aste dalla BCE: le varie banche italiane, dunque, in emorragia di liquidi, gareggieranno per ottenere i 75 miliardi di gas (non certo liquidi) che hanno già prenotato.
 Il patto stavolta dovrebbe essere quello di prendere queste cifre e prestarle all’economia reale, pena la non corresponsione: si, ma come si può essere sicuri di tutto questo, dato che il sistema è ormai un’infinita catena di debito… e dato che le stesse banche hanno moltissimi crediti in sofferenza? Inoltre, se già un popolo è indebitato, quanti ancora potranno chiedere soldi dando sempre meno garanzie? 
Ad ottobre – altra arma spuntata – dovrebbero partire anche “nuovi strumenti di debito” (lo sono tutti, ripeto): il primo è rappresentato dalle cosiddette “Covered Bons”, alias obbligazioni “garantite” emesse dalle banche nei confronti della BCE (per ottenere la solita magica liquidità) dove si mette come vincolo parte dell’attivo patrimoniale della stessa banca (titoli, crediti o beni immobili). 
Questi beni, in sostanza, vengono ceduti a una società-veicolo, che li corrisponde alla banca cedente (la BCE) emettendo nel contempo le obbligazioni. Si parla di “sicurezza” in quanto il patrimonio della banca resta diviso dalle obbligazioni, e non può essere attaccato da terzi. 
In pratica, gli attori in gioco restano solo due, la banca locale e quella centrale: già, ma siamo alle solite, dato che il denaro nasce come un debito, se anche le piccole banche avessero un po’ di ossigeno, alla fine dovrebbero ripagarlo con interessi, pena la perdita addirittura del loro patrimonio. Ma tant’è. 
Un’altra arma spuntata, infine, è l’ABS (che non è quello della macchina, utilissimo a non far bloccare le ruote durante una brusca frenata) quanto piuttosto i cosiddetti “Asset Backed Securities”, in pratica titoli derivati (cioè quotati in base all’andamento di un sottostante che può essere qualunque cosa, una materia prima come un settore merceologico) che saranno emessi dalle banche sottoforma di obbligazioni per ottenere la solita – ripeto – aria  fritta. 

In buona sostanza, trattasi di un insieme di prestiti (esigibili?) che la banca di turno ha fatto a famiglie e piccole aziende (ma chi può dirlo!) e che sono ben infiocchettati e impacchettati sottoforma di titolo finanziario. 
“La condizione” – ha detto Draghi – “è che si tratti di titoli semplici e trasparenti”.
Be’ qui di semplice e trasparente c’è solo la loro faccia di bronzo, naturalmente, nonchè l’intero sistema truffaldino che gira intorno alla nascita e alla gestione del denaro!
L’annuncio di queste mosse, come prevedibile, ha fatto festeggiare i mercati, ovvero l’economia “non reale”, anzi aliena alla stessa umanità, un’economia che guadagna soprattutto dalle catastrofi delle nazioni e non solo (basti pensare a quanto guadagnano i mercati quando i paesi sono in difficoltà per via degli spread, e cioè quando i tassi di interessi sui titoli si alzano).
I mercati, dunque, hanno festeggiato per un semplice motivo: il denaro ab origine costa di meno, ergo si può speculare ancora di più. Sembra brutale, ma è proprio così che stanno le cose. 
Per questi “Signori” l’unico obiettivo non è il denaro ma il potere, dato che queste mega corporations finanziarie arrivano oggi a tenere in pugno le nazioni in mille e più modi, attraverso i loro titoli di debito, partecipazioni strategiche in imprese-chiave e via discorrendo (questi sono solo i modi più “onesti”).
Ecco quindi, cari Signori, cosa è per davvero l’“economia”: la BCE non potrà mai essere la soluzione a questa crisi, poiché è lei stessa che l’ha provocata.

P.S. Per i soliti detrattori che obietteranno che la BCE stampa Euro dal 2002 e che la crisi mondiale è iniziata nel 2007, bisogna chiarire che le banche centrali del Pianeta hanno iniziato a chiudere i rubinetti proprio in quest’ultima data, richiedendo i loro debiti fraudolenti e affossando buona parte del mondo in un’austerity che tuttora continua.