Prove scientifiche dimostrano che le radiazioni da microonde provenienti dai telefoni mobili e dal Wi-Fi danneggiano il nostro DNA e nuocciono alla nostra salute.


Leggi contro il Wi-Fi

Nel gennaio del 2015, l’Assemblea nazionale francese ha fatto la storia approvando una nuova legge nazionale per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici (CEM) creati dalle radiazioni emesse dalle reti senza fili. Secondo tale legge, gli apparecchi Wi-Fi e senza fili sono attualmente banditi “negli spazi dedicati alla casa, al riposo e alle attività dei bambini sotto i tre anni”, il Wi-Fi deve essere ridotto al minimo “nelle scuole per bambini fino a 11 anni” e i router Wi-Fi devono essere spenti quando non vengono usati per scopi educativi. (1)
Tra le altre misure adottate c’è quella che prescrive la fornitura di protezioni ai bambini. Su richiesta dell’acquirente, bisogna rendere disponibili apparecchiature in grado di ridurre l’esposizione alle radiazioni da telefono mobile alla testa per bambini sotto i 14 anni. Inoltre, gli accessi Wi-Fi devono essere etichettati e i posti in cui viene fornita una connessione Wi-Fi devono essere contrassegnati chiaramente con un pittogramma. (2)
Prima ancora, nel 2013, il Ministero dell’istruzione israeliano ha promulgato nuove linee guida riguardanti l’uso del Wi-Fi nelle scuole per bloccare l’installazione di reti senza fili in classi precedenti la prima elementare. In prima e seconda elementare, l’uso del Wi-Fi è limitato a un massimo di tre ore la settimana, e in terza a un massimo di otto ore la settimana. E se l’insegnante ha un computer in classe, bisogna usare una connessione diretta via cavo. (3)


Gli effetti dei CEM sull’espressione genica e la biologia

In uno studio del 2007 (4) si sono osservati, nel giro di poche ore, dei cambiamenti nell’espressione genica in seguito a esposizione al Wi-Fi di cellule umane coltivate in condizioni di laboratorio controllate: 22 geni hanno alterato la loro espressione dopo un’esposizione di due ore, e 759 dopo un’esposizione di sei ore. (5) I nostri geni sono già stati colpiti.
Il Wi-Fi, l’antenna di un contatore intelligente, alcuni telefoni senza fili (spesso etichettati come “2,4 GHz a pulsazione digitale”), alcuni baby monitor senza fili e i forni a microonde operano tutti quanti alla frequenza di 2,45 GHz.

La dottoressa Magda Havas, docente associata di studi dell’ambiente e delle risorse presso la Trent University in Ontario, Canada, commenta così l’esposizione al Wi-Fi nelle scuole:

“Usiamo l’analogia di una classe situata all’interno di un forno a microonde.” (6)

Il neurochirurgo Keith Black, MD, dichiara:

“Nei termini più semplicistici, quel che fanno le microradiazioni è simile a ciò che accade al cibo nel forno a microonde, ovvero essenzialmente cuociono il cervello.” (7)

Il professor Konstantin Meyl, salutato come un Nikola Tesla dei giorni nostri, osserva che 2,45 GHz costituiscono, a livello biologico, un’importante finestra di frequenza che la natura utilizza nella comunicazione tra cellule. E commenta:

“Soltanto una compagnia semi-ignorante permetterebbe la vendita di congegni che, in natura, producono scintille nel bel mezzo di quella che è forse la più importante finestra biologica per l’umanità.” (8)

A proposito dell’utilizzo di baby monitor senza fili, il dottor Havas chiede: “Quale genitore sano di mente esporrebbe il proprio bambino a microradiazioni costanti?” (9)

Nel suo libro intitolato Overpowered, il dottor Martin Blank del Dipartimento di Fisiologia e di Biofisica Cellulare della Columbia University lancia un avvertimento a proposito dei baby monitor:

“Dato che, in genere, tali monitor vengono posizionati relativamente vicini al bambino, l’effettiva esposizione di quest’ultimo alle radiazioni del baby monitor risulta probabilmente superiore rispetto a quella alle radiazioni di una vicina antenna di cellulare.” (10)

La Environmental Health Trust (Fondazione per la salute ambientale), guidata dalla dottoressa Devra Davis, fondatrice e direttrice della Commissione per gli studi ambientali e la tossicologia del National Research Council statunitense, dichiara che i bambini non sono piccoli adulti. Il teschio di un bambino è più sottile, e certi tessuti della testa di un bambino, compresi il midollo osseo e l’occhio, assorbono una quantità significativamente maggiore di energia rispetto alla testa di un adulto. I bambini sono più sensibili ai contaminanti ambientali, microradiazioni incluse. Hanno sistemi corporei in rapido sviluppo, e le loro cellule staminali sono più attive e più colpite dalle microradiazioni rispetto a quelle degli adulti. (11)

Un telefono mobile espone la testa a microradiazioni, un computer collegato al Wi-Fi espone l’intera parte superiore del corpo a radiazioni, e un computer tenuto in grembo vi espone anche gli organi riproduttivi. La maggior parte della gente non vuole vivere vicino ad antenne per telefoni mobili o Wi-Fi a causa di preoccupazioni di carattere sanitario. Tuttavia, quando dei router senza fili per il Wi-Fi vengono usati all’interno di edifici, il loro effetto è simile a quello di un’antenna all’interno dell’edificio piuttosto che fuori, oltre a essere potenzialmente molto peggiore in termini di esposizione, dato che ci si trova assai più vicini alla fonte delle emissioni. (12)
I sistemi Wi-Fi nei distretti scolastici hanno di solito una forza di gran lunga maggiore, essendo progettati per agire simultaneamente su centinaia di computer, a differenza dei sistemi domestici che agiscono soltanto su uno o pochi computer. Avere router senza fili nelle classi è paragonabile ad avere delle mini-torri telefoniche al loro interno. (13)

Nella sua “Lettera aperta a genitori, insegnanti e consigli scolastici a proposito delle reti Wi-Fi nelle scuole”, la dottoressa Magda Havas afferma quanto segue:

“Tra gli effetti biologici figurano una maggiore permeabilità della barriera emato-encefalica, un maggiore flusso di calcio, un aumento del cancro e delle rotture del DNA, proteine da stress indotto e danni ai nervi. L’esposizione a questa energia è associata ad alterazione dei globuli bianchi nei bambini che vanno a scuola, leucemia infantile, compromissione della funzionalità motoria, del tempo di reazione e della memoria, mal di testa, stordimento, affaticamento, debolezza e insonnia.” (14)

La barriera emato-encefalica (BEE) svolge un ruolo di vitale importanza nella protezione del cervello da patogeni, tossine e metalli pesanti.

 


Cosa sono i CEM-RF?

I campi elettromagnetici a radiofrequenza (CEM-RF) sono i campi artificiali che emanano da Wi-Fi, telefoni mobili, antenne di telefoni mobili, telefoni cordless, computer, baby monitor senza fili, contatori intelligenti/digitali, circuiti e apparecchi elettrici, linee di alimentazione, sottostazioni, pannelli solari, turbine eoliche e altre fonti comuni. Tutte le tecnologie senza fili emettono CEM-RF, e anche l’“elettricità sporca” rientra in questa categoria. Alcune correnti elettriche fluiscono lungo il terreno, e degli scienziati ne hanno documentato gli effetti negativi per la salute sia del bestiame sia degli agricoltori.
I CEM-RF vengono generalmente riconosciuti all’interno dello spettro compreso tra 30 kHz e 300 GHz. Poiché le microonde vengono usate anche per le comunicazioni, le emissioni di radiofrequenze e quelle di microonde si sovrappongono in misura considerevole. L’energia a microonde rientra nella banda di radiofrequenza dello spettro elettromagnetico e va generalmente da 300 MHz a 300 GHz.
Tutti i prodotti elettronici possono inviare senza fili voce, immagini o dati a un altro prodotto o rete  emittenti radiazioni a microonde, ovvero i CEM-RF. (15)


CEM, cancro e altre questioni sanitarie

Nel suo libro del 1990 intitolato Cross Currents, Robert O. Becker, MD, riporta uno studio compiuto dai dottori Jerry Phillips e Wendell Winters. E commenta:

“In questo momento, le prove scientifiche sono assolutamente definitive: i campi magnetici da 60-Hz fanno sì che le cellule cancerogene umane aumentino in modo permanente il loro tasso di crescita fino al 1600% e sviluppino caratteristiche più maligne.” (16)

Aggiunge il dottor Becker:

“Questi risultati indicano che i campi ad alta frequenza sono promotori di cancro, ovvero favoriscono lo sviluppo di tumori umani... L’effetto favorente accelera il corso clinico di qualunque caso accertato di cancro e lo rende molto più difficile da trattare.” (17)

Il medico afferma inoltre che “è possibile che l’esposizione cronica a tali campi sia una possibile causa dell’origine dei tumori”. (18)
La dottoressa Havas conferma che, in presenza di CEM, le cellule cancerogene hanno maggiori probabilità di essere molto più aggressive. (19)

Nel 2008 Samuel Milham, MD, ex professore aggiunto di medicina ed esperto epidemiologo delle malattie croniche presso il Dipartimento statale dei servizi sanitari a Washington, e Lloyd Morgan, ingegnere elettronico ed ex direttore del Registro centrale dei tumori degli Stati Uniti, condussero il pionieristico studio sul cancro nella Scuola media La Quinta in California. Tale studio dimostrò che, a fronte di un’esposizione a elettricità sporca (ossia alle onde radio che potenzialmente percorrono tutti gli impianti elettrici – CEM-RF) per sei ore al giorno 180 giorni l’anno, il rischio di cancro aumenta del 25% se si è esposti a più di 2.000 unità Graham-Stetzer (GS) e del 15% se si è esposti a più di 1.000 unità GS. All’epoca Milham affermò che l’elettricità sporca poteva essere un agente cancerogeno universale simile alla radiazione ionizzante, che è una delle cause riconosciute del cancro. (20)
Milham e Morgan osservarono che il tempo di latenza relativamente breve del melanoma e dei cancri alla tiroide nel cluster di cancro rilevato presso la Scuola Media La Quinta indicava che quei tumori potevano essere più sensibili agli effetti dei transitori ad alta frequenza (CEM-RF) rispetto ad altri osservati nella popolazione in questione. Il melanoma maligno e il cancro alla tiroide presentano i tassi di aumento più elevato tra le popolazioni occidentali. (21)

Il 31 maggio del 2011, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (International Agency for Research on Cancer o IARC) dell’Organizzazione mondiale per la salute (OMS) ha classificato i CEM-RF come Gruppo 28, ovvero come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani, in base a un maggior rischio di glioma, un tipo di tumore cerebrale maligno associato all’uso del telefono senza fili (anche il piombo e il DDT sono inclusi in questa lista). Il dottor Robert Baan, membro dell’IARC, conferma che lo status di agente cancerogeno del Gruppo 28

“vale per tutti i tipi di radiazioni all’interno della parte di radiofrequenza dello spettro elettromagnetico, comprese le radiazioni emesse dalle antenne delle stazioni di base, dalle torri radiotelevisive, dai radar e dal Wi-Fi". (22)

Nel 2013 Lennart Hardell, MD, PhD, e Michael Carlberg del Dipartimento di oncologia dell’Ospedale universitario di Örebro, in Svezia, conclusero, in uno studio condotto sui telefoni mobili e cordless, che i CEM-RF dovrebbero essere classificati come agenti cancerogeni di Gruppo 1, ossia quelli cancerogeni per gli esseri umani.

“In base ai criteri di causalità di Hill, si dovrebbe pensare che il glioma e il neuroma acustico siano provocati da emissioni CEM-RF provenienti da telefoni senza fili, e considerarli cancerogeni per gli esseri umani, classificandoli come Gruppo 1 secondo la classificazione IARC. Le attuali linee guida per l’esposizione devono essere riviste con urgenza”,

hanno scritto gli autori dello studio. (23)
Un altro studio, quello della dottoressa Havas risalente al 2010, ha fornito prove definitive del fatto che le radiazioni provenienti da un telefono senza fili, comune in molte abitazioni, provocano aritmia cardiaca e tachicardia e alterano il sistema nervoso simpatico e parasimpatico in un modo simile all’istinto a “lottare o fuggire” provocato dallo stress. (24)

Nel maggio del 2015, l’International Elctromagnetic Scientist Appeal è stato presentato al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Direttore generale dell’OMS, al Direttore esecutivo del Programma ambientale dell’ONU e agli stati membri della stessa organizzazione. A ottobre del 2016, tale appello è stato firmato da 223 scienziati di 41 nazioni, tutti con studi pubblicati in riviste scientifiche sugli effetti biologici o sanitari delle radiazioni non ionizzanti (CEM). (25)
Con più di trent’anni di esperienza a livello di ricerche sui CEM, il dottor Martin Blank, portavoce dell’Appello, afferma in un video che

“telefoni cellulari, tablet, Wi-Fi... stanno danneggiando le cellule viventi dei nostri corpi e uccidendo prematuramente molti di noi... Fa particolarmente paura il fatto che le radiazioni provenienti dalla tecnologia delle nostre telecomunicazioni e delle nostre linee elettriche stiano danneggiando il DNA delle nostre cellule. Per molti biologi è chiaramente questa la spiegazione dell’incidenza crescente del cancro... Il tempo di fare i conti con gli effetti biologici e sanitari dannosi è arrivato da un pezzo”. (26)

Secondo ricerche pubblicate sulle riviste scientifiche, tra gli effetti dei CEM a bassa intensità figurano i seguenti: maggior rischio di cancro, stress cellulare, formazione di radicali liberi, maggiore permeabilità della barriera emato-encefalica e danno genetico. Tra gli altri effetti potenziali ci sono deficit dell’apprendimento e della memoria, disturbi neurologici e a livello di neurotrasmettitori, effetti riproduttivi e impatti negativi sul benessere generale. Inoltre, vi sono “prove crescenti di effetti dannosi per la vita sia vegetale sia animale”. (27)

Non ci siamo evoluti nei CEM artificiali. Nel suo libro Overpowered, il dottor Blank afferma che, secondo numerosi studi, i CEM danneggiano e mutano il DNA. Egli osserva che le mutazioni del DNA vengono considerate i primi passi verso lo sviluppo di tumori, ed è stata l’associazione tra cancro ed esposizione ai CEM a provocare le richieste di revisione degli standard di sicurezza. (28) Secondo il dottor Blank, tutti i CEM sono bioattivi. (29) Egli osserva altresì che uno studioso di salute pubblica come il dottor George Carlo ha rinvenuto la presenza di micronuclei (frammenti di DNA) nel sangue, indicanti che le radiazioni dei telefoni mobili hanno provocato danni irreparabili al DNA delle cellule. (30) D’altronde, il rapporto tra micronuclei e cancro è così forte che i medici di tutto il mondo effettuano dei test per verificare la presenza di micronuclei nella circolazione e individuare i pazienti con maggiori probabilità di sviluppare un cancro.


Il meccanismo di azione dei campi elettromagnetici

In assenza di un “meccanismo”, risulta difficile per la comunità scientifica accettare la pericolosità di un agente. Le radiazioni ionizzanti, l’amianto e il fumo da tabacco sono già classificati come agenti cancerogeni di Gruppo 1. Agli scienziati ci sono voluti decenni per comprendere come questi agenti provochino il cancro e per scoprire quel che si chiama “meccanismo d’azione”.
Le radiazioni ionizzanti hanno un meccanismo d’azione diretto, mentre quelle non ionizzanti (CEM) ne hanno uno indiretto. Come afferma la dottoressa Havas,

“si sa che radiazioni ionizzanti come i raggi X e i raggi gamma causano il cancro distaccando lo ione negativo, l’elettrone, nel cuore della struttura cellulare umana. Le radiazioni non ionizzanti, come le microonde, non provocano il distacco di elettroni. Un aspetto critico delle radiazioni non ionizzanti è stato trascurato. Le radiazioni ionizzanti fanno aumentare i radicali liberi nel corpo, mentre quelle non ionizzanti li fanno aumentare indirettamente, interferendo con il meccanismo di riparazione che neutralizza i radicali liberi. I radicali liberi sono cancerogeni. Pertanto, poiché interferiscono con la capacità del corpo di riparare i danni dei radicali liberi, anche le microradiazioni sono cancerogene". (31), (32)

Il dottor Blank spiega che le radiazioni ionizzanti vibrano a frequenze molto elevate con un’enorme quantità d’energia. Entrando in contatto con un atomo, possono liberare a forza un elettrone dalla sua orbita intorno al nucleo, facendo diventare l’atomo uno ione caricato positivamente (dopodiché l’elettrone si può attaccare a un altro atomo stabile, determinando uno ione caricato negativamente). In questo modo, le radiazioni ionizzanti trasformano degli atomi neutri in ioni carichi e innescano reazioni chimiche che, a loro volta, provocano danni a sistemi biologici come le molecole del corpo. I rischi delle radiazioni ionizzanti vengono riconosciuti proprio a causa di questo loro potere di alterare la carica elettrica degli atomi e creare degli ioni. (33)
Secondo il dottor Blank,

“si ritiene che il danno al DNA provocato dall’esposizione a campi elettromagnetici sia uno dei meccanismi per cui l’esposizione a CEM provoca effetti negativi per la salute”. (34)

Blank paragona il nostro DNA a quella che gli ingegneri elettronici definiscono “antenna frattale” in grado di ricevere o trasmettere radiazioni elettromagnetiche; è per questo che il DNA è molto sensibile alle radiazioni dei campi elettromagnetici, più di altre grandi molecole (come le proteine) nel corpo. Lo studioso spiega che gli elettroni del DNA conducono elettricità e il DNA è avvolto a spirale all’interno del nucleo. Il nostro DNA contiene diverse spirali di dimensioni variabili che rispondono a molteplici frequenze diverse dello spettro dei campi elettromagnetici, e ciò spiega perché risponda a uno spettro di frequenze così ampio e sia reattivo in tutto lo spettro elettromagnetico. (35)

In una presentazione del 2010, il dottor Blank afferma quanto segue:

“Le cellule reagiscono ai campi elettromagnetici come a un qualcosa di potenzialmente pericoloso; e poiché questo è il messaggio che riceviamo dalle cellule, non ci sono dubbi in merito.” (36)

Commentando la presentazione del dottor Blank, Joseph Mercola, MD, osserva che: 

“la ricerca ha chiaramente dimostrato come le radiazioni all’interno dello spettro non ionizzante possano provocare rotture singole o doppie del filamento di DNA, a cui le cellule rispondono creando proteine dello stress... Il motivo per cui la molecola di DNA si può spezzare anche se la radiazione è non ionizzante è dovuto alla conduttività elettrica all’interno della molecola di DNA, ovvero gli elettroni presenti nelle basi di DNA si possono spostare. E si è dimostrato che i campi elettromagnetici provocano trasferimenti di elettroni nel DNA. Perciò l’idea secondo cui le radiazioni non ionizzanti non potrebbero creare un effetto biologico si è rivelata del tutto inesatta”. (37)

Nella sua conferenza, il dottor Blank spiega che il DNA che “controlla la risposta ai CEM” è stato finalmente identificato. Questa sezione è nota come il “dominio dei CEM”. Cambiando quella parte del DNA, la risposta ai CEM può essere effettivamente eliminata. La particolare proteina dello stress coinvolta in questo processo è la Hsp70. (38)

Nel 2013, al dottor Martin Pall, professore emerito di Biochimica e Scienze mediche di base presso la Washington State University, è stato assegnato un premio Global Medical Discovery. Attraverso un esame della letteratura scientifica e la propria meta-analisi, il dottor Pall ha dimostrato che uno dei principali effetti non-termici è rappresentato dall’attivazione di canali di calcio voltaggio-dipendenti (VGCC) nella membrana plasmatica delle cellule. Quando i CEM attivano questi canali, si producono grandi quantità di calcio intracellulare (Ca2+). Questo calcio in eccesso all’interno delle cellule determina una catena di reazioni chimiche in grado di scatenare la produzione di radicali liberi e di stress ossidativo. Quindi i radicali liberi culminano in danni al DNA. In breve, il calcio in eccesso fa aumentare direttamente l’ossido di azoto all’interno delle cellule.
Questo aumento dell’ossido di azoto può interagire con il superossido in modo da creare perossinitrato. Si è scoperto che, quando si scompone, il perossinitrato crea radicali liberi e stress ossidativo all’interno delle cellule. Si ritiene che questi radicali liberi, insieme allo stress ossidativo causato dal perossinitrato, siano le principali cause di malattia e di danno al DNA. (39)
Poiché lo stress ossidativo è stato rilevato circa 800 volte, il fatto che si produce è ben documentato. In parole povere, i radicali liberi possono determinare danni al DNA delle cellule e provocare il cancro. Una quantità eccessiva di calcio nelle cellule provoca stress ossidativo e sovraccarico infiammatorio. Il calcio è una molecola importante per la trasmissione di segnali nelle cellule, e normalmente i suoi livelli vengono mantenuti molto bassi.


CEM, morbo di Alzheimer, autismo e salute mentale

Nel BioInitiative Report 2012, i dottori Zoreh Davanipour ed Eugene Sobel affermano:

“Ora esistono le prove del fatto che (i) alti livelli di beta amiloide periferico costituiscono un fattore di rischio per il morbo di Alzheimer (MA), e (ii) l’esposizione da media a alta ai campi elettromagnetici con frequenze molto basse [Extra-Low-Frequency Magnetic Field o ELF MF nell’originale, NdT] può far aumentare la proteina beta amiloide periferica”. (40)

Scrivono inoltre:

“Esistono prove considerevoli, sugli animali e in vitro, del fatto che la melatonina protegge contro il morbo di Alzheimer. Pertanto, è senz’altro possibile che livelli bassi di produzione di melatonina siano associati a un aumento del rischio di MA.” (41)

Vi sono forti prove che dimostrano come l’esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici sia associata a una diminuzione della produzione di melatonina. Secondo il dottor Pall, sappiamo che anche malattie come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer sono provocate da calcio in eccesso nelle cellule. Lo studioso in questione osserva che, con il crollo della barriera emato-encefalica, la prima preoccupazione è rappresentata dall’impatto sui neuroni del cervello. Egli sostiene che vi siano molti casi documentati di persone che sviluppano la demenza tra i trenta e i cinquant’anni. (42)

Nel suo studio del 2008, un ricercatore indipendente sulle radiazioni elettromagnetiche (REM), il dottor Stephen J. Genuis della Facoltà di Medicina dell’Università di Alberta, in Canada, mette in evidenza il seguente caso di studio.

“Un diciassettenne con una storia triennale di pensieri intrusivi collegati a temi religiosi credeva di aver commesso peccati imperdonabili ed era convinto che il diavolo lo avrebbe mandato subito all’inferno. Oltre a sintomi depressivi crescenti, l’adolescente mostrava una sempre maggiore aggressività nei confronti dei propri genitori. I genitori, nominalmente religiosi, portarono il figlio a ricevere consigli spirituali, ma senza successo. Gli psichiatri gli diagnosticarono, tra l’altro, uno stato di confusione mentale. I farmaci psicotropi non riuscirono a controllare i sintomi ma provocarono numerosi effetti collaterali. Delle valutazioni relative al livello di esposizione per l’essere umano rilevarono misure di Gauss estremamente elevate (≥200 mGauss) in corrispondenza della testa del letto dell’adolescente, poiché l’ingresso elettrico alla casa era immediatamente adiacente alla camera, proprio accanto al suo letto. Gli fu cambiata stanza, e tutte le altre fonti di esposizione a campi elettromagnetici furono minimizzate. Nel giro di 12 settimane, i pensieri intrusivi diminuirono in maniera considerevole, la sintomatologia dell’umore si attenuò, la somministrazione del farmaco fu sospesa e i genitori riferirono che loro figlio era diventato un ragazzo affabile e motivato. In seguito si verificò un unico episodio di aggravamento dei sintomi immediatamente successivo a quattro ore di lavoro online nel laboratorio informatico di una scuola superiore; i sintomi decaddero entro 72 ore di deliberato allontanamento da campi elettromagnetici. Tutti i sintomi negativi sparirono completamente nel giro di 6 mesi e, negli ultimi due anni, il ragazzo non ha avuto più problemi del genere.” (43)

In relazione all’epidemia di autismo, nel 2013 la dottoressa Martha Herbert, neurologa pediatrica del Massachusetts General Hospital, e Cindy Sage, co-curatrice dei rapporti BioInitiative del 2007 e del 2012, delinearono un ampio spettro di sintomi di autismo corrispondenti a sintomi noti di esposizione a dispositivi wireless, tra cui il danno genetico allo sperma, le mutazioni e l’infiammazione del canale del calcio. (44)
Secondo il dottor Pall esistono almeno 10 gruppi di ricerca diversi secondo cui i campi elettromagnetici svolgono un ruolo importante nell’epidemia di autismo. Egli sostiene che l’epidemia di autismo sia provocata dai CEM che agiscono attraverso i canali del calcio e da sostanze chimiche che operano tramite i recettori NMDA. (45)
Nel suo studio del 2016 sui campi magnetici e i loro effetti neuropsichiatrici, il dottor Pall espone i cinque criteri necessari per stabilire un rapporto di causa-effetto, e dimostra che le prove disponibili li avallano tutti. (46)

Il dottor Pall ha risolto il puzzle relativo al modo in cui i CEM influenzano la nostra biologia attraverso effetti non-termici: i CEM attivano i canali del calcio voltaggio-dipendenti (Voltage Gated Calcium Channels o VGCC). Lo scienziato osserva che 

“la prova fondamentale è rappresentata dai 26 studi in cui gli effetti di queste microonde e di questi CEM a frequenza più bassa sono stati bloccati o in gran parte attenuati da inibitori dei canali del calcio!... Esistono quasi un migliaio di studi che dimostrano gli effetti dei CEM creati dalle microonde sui flussi di calcio e sulle segnalazioni del calcio nelle cellule, effetti spiegabili dall’attivazione di VGCC. Uno studio importante (Pilla, 2012) (47) ha spiegato come l’aumento di calcio intracellulare (Ca2+) sembra essere quasi istantaneo, e ciò dimostra un effetto diretto”. (48)


Fine della prima parte
(tratta integralmente da NEXUS New Times n. 127, aprile - maggio 2017)

Continua...

… su NEXUS New Times n. 128 (disponibile in edicola o nel nostro shop):

[CLICCA QUI PER INFO E ACQUISTO]


L’autrice:

Donna Fisher è autrice di quattro libri sui campi elettromagnetici: Silent Fields: The Growing Cancer Cluster Story (2008); More Silent Fields: Cancer and the Dirty Electricity Plague (2009); Dirty Electricity and Electromagnetic Radiation (2011); e Light that Heals: Energy Medicine Today & Beyond (2014). Il suo articolo "Elettricità sporca e il legame con il cancro" è stato pubblicato su NEXUS nr. 84. Attualmente offre assistenza alle donne in un gruppo per il cancro al seno sul posto di lavoro, e tiene conferenze presso medici e professionisti sanitari, educatori, responsabili per la salute e la sicurezza sul lavoro e rappresentanti sindacali. È contattabile per email all’indirizzo donna@donnafisher.net. Per maggiori informazioni è possibile visitare il suo sito web all’indirizzo www.donnafisher.net.


Note:

1. Environmental Health Trust (EHT), "France: New National Law Bans WIFI In Nursery School!", febbraio 2015, http://tinyurl.com/ohl2oxu
2. ibid.
3. EHT, "International Policy Briefing: Radiofrequency Radiation in Communities and Schools…", dicembre 2016, http://tinyurl.com/hpfoxmw
4. Lee, S. et al., "2.45 GHz radiofrequency fields alter gene expression in cultured human cells", FEBS Letters 2005 agosto; 579(21):4829-36, http://tinyurl.com/gt5f5gh
5. Havas, Magda, PhD, "Open letter – WiFi in Libraries", 12 gennaio 2010, http://tinyurl.com/zx3a95q
6. Havas, Magda, video, commento dal minuto 2:05, http://generationzapped.com/
7. Microwavenews.com, "IARC: Cell Phone Radiation Is a Possible Human Carcinogen", 3 giugno 2011, aggiornato il 25 novembre 2015, http://tinyurl.com/7jcs4wx
8. Meyl, Konstantin, DNA and Cell Resonance, INDEL, Villingen-Schwenningen, Germany, 2011, seconda edizione., p. 39
9. Havas, Magda, "Safe Baby Monitors", 24 novembre 2015, http://tinyurl.com/zy79bwp
10. Blank, Martin, PhD, Overpowered: What Science Tells Us About the Dangers of Cell Phones and Other WiFi-Age Devices, Seven Stories Press, New York, 2014, e-book, loc. 3218
11. EHT, "Children and Wireless FAQs", http://tinyurl.com/j78p8em
12. ibid.
13. ibid.
14. Havas, Magda, "Open Letter to Parents, Teachers, School Boards Regarding Wi-Fi Networks in Schools", 2 maggio 2012, citazione contenuta nella lettera aperta del 5 maggio 2009, http://tinyurl.com/jrs8qtu
15. EHT, "…Children and Wireless Radiation", http://tinyurl.com/he8yf88
16. Becker, Robert O., MD, Cross Currents: The Promise of Electromedicine, the Perils of
Electropollution
, Tarcher, New York, 1990, p. 206
17. ibid.
18. op. cit., p. 215
19. Conversazione personale con la dottoressa Magda Havas in occasione della 4M Conference, Las Vegas, dicembre 2015
20. Milham, Samuel, MD, e L. Lloyd Morgan, "A New Electromagnetic Exposure Metric: High
Frequency Voltage Transients Associated with Increased Cancer Incidence in Teachers in a California School
", American Journal of Industrial Medicine 2008;
51:579-586, http://tinyurl.com/hkf4sa9
21. ibid.
22. EHT, "Children and Wireless FAQs", op. cit.
23. Lennart Hardell e Michael Carlberg, "Using the Hill viewpoints from 1965 for evaluating strengths of evidence of the risk for brain tumors associated with use of mobile and cordless phones", Rev. Environ. Health 2013; 28(2-3):97-106
24. http://www.magdahavas.com/biography; Magda Havas et al., studio del 2010 presso http://tinyurl.com/hg3q6gj
25. https://www.emfscientist.org
26. Blank, Martin, video all’indirizzo http://www.emfscientist.org
27. EMFscientist.org, "International Appeal: Scientists Call For Protection from Non-ionizing Electromagnetic Field Exposure", http://tinyurl.com/nkgwu7y
28. Blank, Overpowered, op. cit., loc. 88
29. op. cit., loc. 359
30. op. cit., loc. 1660
31. Havas, Magda, "When theory and observation collide", 29 novembre 2016, http://tinyurl.com/hbn4wfy
32. Havas, Magda, "When theory and observation collide: Can non-ionizing radiation cause cancer?", Environmental Pollution febbraio 2017; 219:501-505, http://tinyurl.com/hvx5lef
33. Blank, Overpowered, op. cit., locs 336, 348
34. op. cit., loc. 88
35. op. cit., loc. 699
36. Blank, Martin, presentazione in occasione del programma del Commonwealth
Club of California intitolato "The Health Effects of Electromagnetic Fields", 18 novembre 2010, commento dal min. 9:07 del video disponibile presso Mercola.com, http://tinyurl.com/6pej59g
37. Mercola, Joseph, MD, "Caution: Cell Phone Use Can Double Your Risk of Getting a Brain Tumor", 19 gennaio 2011, http://tinyurl.com/6pej59g
38. Blank, Martin, commento dal min. 15:50 mins del video, http://tinyurl.com/6pej59g
39. Pall, Martin L., PhD, "Electromagnetic fields act via activation of voltage-gated calcium channels to produce beneficial or adverse effects", J. Cell. Mol. Med. Agosto 2013; 17(8):958-965,
http://tinyurl.com/jnfgkqg; corrispondenza personale con Donna Fisher, ottobre 2015
40. Davanipour, Zoreh, DVM, PhD, e Eugene Sobel, PhD, The BioInitiative 2012 Report, Sezione 13, "ELF MF – Melatonin Production – Alzheimer's Disease and Breast Cancer", p. 16, http://tinyurl.com/jqv2xts
41. op. cit., p. 20
42. Pall, Martin L., corrispondenza con Donna Fisher, ottobre 2015
43. Genuis, Stephen J., "Fielding a current idea: exploring the public health impact of electromagnetic radiation", Public Health febbraio 2008; 122(2):113-124, http://tinyurl.com/jqfjdgr
44. Herbert, Martha R. e Cindy Sage, "Autism and EMF? Plausibility of a pathophysiological link", Pathophysiology 2013; 20(3):191-209,211-234, http://tinyurl.com/zzt6y6p, http://tinyurl.com/gmvhnb5
45. Pall, Martin L., "The Autism Epidemic is Caused by EMFs, Acting via Calcium Channels and Chemicals Acting via NMDA-Rs: Downstream Effects Cause Autism", video presso http://www.donnafisher.net, Presentazione Powerpoint all’indirizzo http://tinyurl.com/ze9kwax
46. Pall, Martin L., "Microwave frequency electromagnetic fields (EMFs) produce widespread
neuropsychiatric effects including depression", J. Chem. Neuroanat. Settembre 2016; 75 (PartB):43-51, http://tinyurl.com/ofj2em5
47. Pilla, A.A., "Electromagnetic fields instantaneously modulate nitric oxide signaling in challenged biological systems", Biochem. Biophys. Res. Commun. 28 settembre 2012; 426(3):330-33, http://tinyurl.com/zc2dlra
48. Pall, Martin L., presentazione Powerpoint presso http://tinyurl.com/ze9kwax


ARTICOLI CORRELATI: