Persino Michael E. Salla, fondatore di Exopolitics.org e in passato sostenitore di Julien e dei suoi messaggi, si è pubblicamente dissociato dall’iniziativa. In effetti la sua storia, condita di interventi bellici preventivi extraterrestri volti a impedire sul nascere possibili conflitti nucleari in Medio Oriente, non aiuta certo ad esaminare spassionatamente la questione e le autorità naturalmente si guardano bene dall’avallare anche la possibilità che un evento del genere possa verificarsi. Tutto sotto controllo.Nondimeno, gli scienziati non sanno darsi una spiegazione soddisfacente dei motivi per i quali, a partire dal 1995, la cometa ha iniziato a frantumarsi: potete osservare da voi come ormai, più che di una cometa, si possa parlare di uno “sciame” di varie decine di frammenti più o meno grossi.
{mosimage}
I sostenitori della teoria dell’Universo Elettrico, come Wallace Thornhill, suggeriscono che le comete siano una sorta di accumulatori: quando il nucleo “scarica”, la cometa si disgrega. Ma indipendentemente dal fatto che la cometa si sia frantumata elettricamente o sia stata “aiutata” da qualcuno “là fuori”, rimane il fatto che in rotta verso la Terra non c’è un singolo corpo bensì decine di pezzi più o meno grandi. Come qualcuno ha suggerito in una discussione nel nostro forum, una cosa è sparare su un bersaglio un singolo priettile, ben altra sparare una rosa di pallini come quelli che si usano per la caccia. La possibilità che uno o più pallini finiscano nel bersaglio è infinitamente più elevata. Sulla base di queste considerazioni, l’eventualità che un frammento di cometa colpisca la superficie terrestre è sì improbabile, ma non certo impossibile. Nell’antichità pare sia successo in Germania con conseguenze tutt’altro che positive, come potete leggere qui: http://ulisse.sissa.it/s7_22ott04_5.jspAllo stato attuale delle cose, una catastrofe di origine celeste sarebbe soltanto la ciliegina sulla torta. L’Accademia Cinese delle Scienze ha appena annunciato che a causa del riscaldamento globale i ghiacciai del Tibet si stanno sciogliendo con una tale rapidità che si ridurranno del 50% ogni decennio, andando ad alimentare con la loro acqua il Fiume Giallo. Come se non bastasse, proprio sopra il Tibet si starebbe formando un gigantesco buco nell’ozono, esteso per ben due milioni e mezzo di chilometri quadrati.Per quanto riguarda i ghiacciai, qualche foto potrà raccontare più di mille parole: ad esempio, osservate come si presentava il Glacier Bay National Park in Alaska negli anni ‘40:
{mosimage}
Ecco come la stessa zona si presentava nel 2004:
{mosimage}
Non so precisare la località ritratta in queste due foto, ma penso rendano bene l’idea…
{mosimage}
Date le premesse, e considerando l’incredibile, persistente attività relativa a scie chimiche nei nostri cieli e in quelli altrui, potete immaginare quanto sia felice di apprendere che l’impianto HAARP di Gakona, in Alaska, è stato finalmente completato con l’installazione di 180 torri di trasmissione complete di doppia antenna dipolare, che collegate insieme funzionano come una gigantesca antenna trasmittente capace di irradiare una potenza effettiva pari a… 3,6 milioni di watt!Anche la situazione internazionale si sta surriscaldando: l’amministrazione USA si rifiuta di intavolare colloqui diretti con la Corea del Nord e soprattutto con l’Iran, che si era persino offerto di riaprire i propri impianti nucleari alle ispezioni internazionali. Recentemente la Svezia ha rifiutato di far partecipare la propria aeronautica ad una serie di esercitazioni in Italia, denominate “Volcanex 2006”, a causa della presenza dell’aviazione israeliana; un portavoce del ministero degli esteri svedese ha dichiarato: “Lo scopo dell’operazione è prepararsi alla cooperazione internazionale per mantenere la pace mondiale. La partecipazione di Israele muta i prerequisiti dell’esercitazione. Attualmente esso non sta agendo in nome della pace, e pertanto non dovrebbe prendervi parte.” Potete immaginare le reazioni di Tel Aviv, ma quel che è peggio è che nei pochi casi in cui la notizia è stata data in Italia, ci si è ben guardati dal chiarire a fondo le motivazioni del governo svedese. A questo si aggiunga una serie di rapporti secondo i quali sin dall’Aprile del 2003 in Iraq erano attive delle cellule del Mossad che, in cooperazione con gli USA, hanno assassinato non meno di 350 scienziati e più di 200 personalità accademiche irachene.Vogliamo poi spendere due parole su quella vergognosa produzione cinematografica che dovrebbe ricostruire i drammatici eventi del famoso Volo 93, realizzata e propagandata in pompa magna anche nel nostro paese? Intanto va detto che il sito ufficiale del film ha dovuto chiudere il forum, sommerso da interventi assai documentati e decisamente critici nei confronti della versione ufficiale rappresentata nel film. Recentemente poi l’ipotesi che in realtà il Volo 93 sia stato abbattuto ha trovato nuova linfa, in quanto sarebbe emerso il pilota responsabile dell’abbattimento. Si tratterebbe del maggiore Rick Gibney, che a bordo di uno dei tre F-16 degli Happy Hooligans decollati su allarme dalla base di Langley alle 9 e 38 dell’11 settembre 2001 e indirizzati verso la Pennsylvania, avvistato il bersaglio alle 9 e 57, dopo aver ricevuto conferma degli ordini sparò due missili Sidewinder distruggendo il velivolo in volo esattamente alle 9 e 58. Per questa azione ha ricevuto una decorazione del Congresso. Va detto che se le cose stanno così, il maggiore Gibney non ha alcuna responsabilità diretta nell’accaduto: stava eseguendo gli ordini, non aveva idea di cosa stesse succedendo o di cosa fosse il suo bersaglio. È stato ingannato come innumerevoli altri. Come ben sappiamo, le responsabilità di quegli atti criminali vanno ricercate altrove, molto più in alto.Ma visto che siamo in campo aeronautico, ricordate l’innovativa tecnologia “stealth” sviluppata dai russi alla quale avevo fatto cenno tempo fa? Mi è tornata in mente quando ho letto che durante delle recenti esercitazioni alcuni velivoli militari russi (TU-160 Blackjack, Tu-95 Bear e Tu-22 Blinder) sono riusciti a violare indisturbati lo spazio aereo statunitense in corrispondenza dell’oceano Artico presso il Canada. Sembra che le forze aeree USA non siano riuscite ad avvistarli né col radar né visivamente…