"La qualità dell'informazione è minata dal tempo sempre più risicato che i colleghi possono dedicare alla "lavorazione" della notizia. [..]  La qualità è sempre frutto di un sistema virtuoso, in cui tutti si assumono le proprie responsabilità: nel nostro caso giornalisti e editori devono allinearsi per tutelarla. Fra i comportamenti più preoccupanti che emergono dall'esame dei fascicoli vi è il fenomeno del "taglia e incolla", un vero e proprio furto del lavoro altrui, sempre più comune nel web. Un comportamento che viola il dovere di lealtà e buona fede, così come accade quando l'informazione maschera commistioni e conflitti d'interesse".

Questa ammissione e denuncia è stata fatta da Fiorenza Coppari, Presidente del Consiglio di disciplina territoriale dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto, durante l'assemblea annuale di bilancio dell'Ordine regionale tenutasi all'hotel Bologna di Mestre (Ve) il 21 Marzo scorso.

Parole che condividiamo, e che marcano la differenza tra il giornalismo e la semplice diffusione, senza accurata verifica, di notizie, copia-incollate dalle agenzie di stampa (e non solo) senza le necessarie verifiche.
Una estesa disamina di questo fenomeno, non solo italico ma ormai globale, l'ha fatta Leon Horton nel suo articolo Leggendo tra le… bugie. Le pubbliche relazioni, la propaganda e la stampa, pubblicato su NEXUS New Times n.126 (che potete trovare in edicola e presso il nostro shop), di cui abbiamo riportato un estratto qui.

A queste riflessioni, ci sarebbero da aggiungere delle considerazioni sul ruolo, nella crisi del giornalismo, anche degli strumenti informatici: se da un lato essi sembrano favorire una diffusione delle notizie capillare e una possibilità di verifica prima impensabile (come vi stanno permettendo di poter leggere questo pezzo), dall'altro, se non utilizzati con discernimento, sembrano anche favorire la dispersione e l'ulteriore frammentazione delle verità, sia per chi legge sia per chi fa informazione, così come la sempre maggiore commistione tra informazione e pubblicità, diventata quasi la prassi nell'informazione in rete.

Per questo vi segnaliamo anche la Lettera aperta scritta da Alberto Roccatano all'allora Direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, il 15 dicembre 2010, oggi più attuale di ieri (la potete leggere qui).

Ancora una volta, il fatto che qualcuno si accorga di questi problemi è un ulteriore segnale che il buon giornalismo esiste ancora.

Buona lettura e buone riflessioni finesettimanali.