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Ernst Zündel è stato arrestato in Canada,
Siegfrid Verbeke in Belgio, German Rudolf negli USA. Tutti e tre sono stati
estradati in Germania dove subiranno un processo per aver espresso
pubblicamente opinioni che si discostano dalla storiografia ufficiale gradita
agli attuali padroni del mondo.
Siamo proprio, come aveva lucidamente
previsto George Orwell, al tempo dello psicoreato. E il "Grande
Fratello" controlla tutti e, attraverso i suoi molteplici tentacoli,
riesce a colpire in ogni parte del mondo.
I giornali titolano a più colonne che
"Irving ha negato l'Olocausto". E questo è proprio il modo di
snaturare il vero significato dell'arresto dello studioso inglese.
Quelle che sono le conclusioni storiche -
qualunque esse siano - cui è giunto il personaggio in questione, dopo aver
pubblicato migliaia e migliaia di pagine ricche di documentazioni,
ricostruzioni e testimonianze, rappresentano un argomento da dibattere su
riviste specializzate, in aule universitarie, in convegni e simposi. Mai nelle
aule dei tribunali.
Nessuno cada nel trabocchetto: l'arresto
di Irving non deve servire per focalizzare e qualunquisticamente criminalizzare
il contenuto delle ricerche revisioniste; deve invece evidenziare il fatto che
il potere mondialista si arroga illegittimamente il diritto di carcerare e
processare degli uomini solo perché questi si sono liberamente espressi su
libri, riviste, pubbliche conferenze o Internet.
È una questione che riguarda tutti.
Nessuno escluso.
Oggi la scusa è quella dell'Olocausto,
domani potrebbero ingabbiare chi mettesse in dubbio l'esistenza delle armi di
distruzione di massa di Saddam Hussein o le responsabilità di Osama Bin Laden
negli attentati dell'11 settembre 2001, o chi denunciasse l'uso del fosforo a
Falluja.
L'attuale repressione manifesta solo il
criminale delirio d'onnipotenza di quelle forze internazionali che condizionano
il mondo attraverso la finanza, le banche centrali, l'uso spregiudicato del
potere, degli eserciti e dei servizi segreti e, soprattutto, il totale controllo
delle fonti d'informazione.
Gli uomini liberi staranno ancora,
passivamente, a guardare? O, ognuno nel proprio àmbito e secondo le proprie
possibilità, cominceranno a manifestare sdegno e ribellione? Se sarà così, come
ci auguriamo, l'arresto di Irving potrebbe rivelarsi un potente boomerang.
Il fronte della lotta per la libertà oggi
si trova dove, in nome di qualsiasi forma di psicoreato, si colpisce un uomo
che pensa e vuole continuare a manifestare il proprio pensiero.
Libertà!
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