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MISSION IMPOSSIBLE di Tom Bosco PDF Stampa E-mail
05/03/2008

Mi ha sorpreso non poco apprendere da una delle testate scientifiche più blasonate d’America, Popular Mechanics, che la società Zero Pollution Motors (ZPM) ha annunciato l’inizio della produzione della prima auto ad aria compressa al mondo per gli Stati Uniti entro la fine del 2009 o l’inizio del 2010. L’azienda, che detiene le licenze della lussemburghese MDI, ha ottenuto i diritti per la costruzione del primo di svariati impianti modulari per la produzione di circa 10.000 auto.
Se tutto questo vi suona familiare, è perché è esattamente quanto avrebbe dovuto accadere in Italia svariati anni fa. In occasione del nostro primo Convegno di NEXUS, nel lontano 2001, presentammo in anteprima assoluta nazionale due modelli completi e un telaio di queste auto ad aria compressa, e l’amministratore delegato della neonata Eolo Italia annunciò in quella sede l’imminente avvio della costruzione del primo impianto di produzione, se non ricordo male dalle parti di Viterbo. Chiunque ha seguito la vicenda sa bene com’è andata a finire: un intervento dei beni culturali per l’apparente ritrovamento di reperti archeologici nel sito di costruzione ritardò e infine, di fatto, pose termine all’iniziativa, impedendo la creazione di un importante indotto economico e industriale e negando a migliaia di persone la possibilità di acquistare una di quelle rivoluzionarie macchinette che tanto avevano eccitato la loro fantasia e il loro personale impegno a favore di un ambiente più salubre.
Come potete vedere, i modelli più recenti si presentano assai bene, tanto tecnologicamente quanto sotto il profilo delle prestazioni e del design.

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Si dice che il modello della foto sia stato radicalmente modificato nel propulsore, al punto da avere un’autonomia di circa 1.500 chilometri e una velocità sino a 154 Km/h (mi associo ai giornalisti della testata, che ci crederanno solo quando la guideranno di persona…) grazie a un rivoluzionario concetto denominato “dual energy” grazie al quale il propulsore, oltre ad essere alimentato dalla normale aria compressa contenuta nei serbatoi, riceve una spinta supplementare quando la vettura supera i 55 Km/h grazie a una camera di riscaldamento che si attiva, riscaldando l’aria compressa di passaggio e aumentandone in tal modo il volume, e di conseguenza l’autonomia e la velocità della vettura. Ovviamente, il riscaldamento è ottenuto tramite la combustione di circa trenta litri di combustibile (benzina, etanolo o biocarburante) quindi non si tratta di una vera e propria auto ad aria compressa: la si potrebbe classificare come una “ibrida”, sebbene di gran lunga più efficiente delle tanto celebrate giapponesi (se vi capita, fatevi un giro su una Prius e sappiatemi dire… io l’ho fatto, e sono tutt’altro che entusiasta.) e in effetti, sia per l’ambiente che per il portafoglio, una vetturetta così di questi tempi cascherebbe a fagiolo… e poi, nessuno vieta di utilizzarla soltanto in modalità ad aria compressa, per esempio nell’utilizzo cittadino.
Ad ogni modo per gli automobilisti, soprattutto quelli britannici, si prospettano tempi ancora più duri: l’ultima trovata di un governo sempre più orwelliano è una particolare telecamera a raggi infrarossi in grado di valutare quante persone vi sono a bordo di un veicolo misurando la quantità di fluidi corporei che contiene.
 
 
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Questa iniziativa dovrebbe scoraggiare l’utilizzo improprio delle cosiddette corsie “car-sharing” (destinate alle automobili dei lavoratori che le condividono per recarsi al lavoro) da parte degli automobilisti che cercano di ingannare le normali telecamere di sorveglianza viaggiando con dei manichini a bordo…
Un’altra disdicevole iniziativa del governo britannico sembra sia l’educazione sessuale obbligatoria ai bambini a partire dai cinque anni: una commissione valuterà “l’età giusta per iniziare l’insegnamento dei messaggi chiave e dei contenuti che i bambini dovrebbero ricevere ai vari stadi”. Non so cosa ne pensiate voi, ma io trovo tutto questo agghiacciante…
Spostiamoci negli Stati Uniti, dove infuriano le primarie presidenziali cui tanto spazio dedicano giornali e televisioni per raccontarci la sfida Clinton-Obama. Quest’ultimo appare ormai designato a furor di popolo, perlomeno in base agli ultimi successi, a diventare il candidato democratico delle prossime elezioni, ma è interessante andare a vedere chi sono e quanto hanno donato i suoi primi cinque finanziatori:
Goldman Sachs              - $421.763  
UBS                              - $296.670
Lehman Brothers           - $250.630
National Amusements    - $245.843
JPMorgan Chase            - $240.788

Capito l’antifona?

Nel frattempo, l’aeronautica militare a stelle e strisce ha subito un duro colpo all’orgoglio e al portafoglio quando alcuni giorni fa, presso la base Andersen a Guam, il loro fiore all’occhiello, un bombardiere “invisibile” B-2 Spirit del 509° stormo, di stanza presso la base Whiteman in Missouri, è precipitato miseramente andando completamente distrutto, malgrado i piloti siano riusciti a salvarsi col sistema di espulsione e siano in buone condizioni fisiche, anche se non giurerei altrettanto sul loro morale, dopo aver perso un velivolo che costa al contribuente la stratosferica cifra di circa un miliardo e duecento milioni di dollari...

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Ha destato una certa attenzione in alcuni giornali statunitensi la scoperta di un curioso capitolo contenuto nella “Guida al controllo dei disastri” dei Vigili del Fuoco, un volume di 600 pagine che tratta ogni argomento relativo, dagli incendi alle alluvioni ai disastri aerei, e dovrebbe essere reperibile nelle caserme dei pompieri in tutti gli Stati Uniti.
Il capitolo 13 del libro è intitolato “Attacco nemico e potenziale UFO” e descrive quanto potrebbe accadere nel caso di un UFO precipitato. Gli autori, i vigili del fuoco in pensione M. Kramer e Charles W. Bahme, tra le altre cose scrivono:

“Sarebbe una negligenza non dare qualche spazio al ruolo che le stazioni dei vigili del fuoco potrebbero avere nel caso dell’inaspettato arrivo di UFO nelle loro comunità… In uno scenario meno ottimistico, potreste avere problemi al motore mentre vi recate sul posto, nonché perdere il contatto radio con la vostra centrale. Di notte, i vostri fari potrebbero spegnersi, il centro abitato potrebbe subire un black-out e i vostri generatori portatili potrebbero non funzionare nel tentativo di usarli per ventilatori e lampade portatili.”

Accidenti, sembra la descrizione delle scene topiche di “Incontri Ravvicinati del III Tipo”… e a questo proposito (per chi ha seguito i miei interventi precedenti), sarete lieti di sapere che l’ultima circolare di Richard Boylan annuncia trionfalmente che gli Altimariani sono atterrati! Ebbene sì: gli attesi dodici specialisti ambientali dal pianeta Altimar sono giunti sulla Terra il mese scorso e sarebbero già al lavoro. La minaccia della “Cabala” rende impossibile la loro presentazione pubblica in questo momento, per ovvi motivi di sicurezza, ma Boylan afferma che non appena le condizioni lo permetteranno, fra un po’ di tempo, si occuperà personalmente di presentarli al mondo.
Che dire? Forse l’amministrazione napoletana potrebbe valutare la possibilità di contattare il Dr. Boylan per vedere se c’è la possibilità di un loro passaggio dalle parti del Vesuvio… ma temo sarebbe una “mission impossible” persino per loro!
 
Tom Bosco
 


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