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CIELI DI PIOMBO E NUVOLE ROSA PDF Stampa E-mail
04/11/2008


jesusobamie


Trovo sorprendente come la “febbre” del voto che designerà il prossimo presidente degli Stati Uniti, che in questo momento imperversa nei giornali e nelle televisioni nostrane al punto che sembra quasi che le sorti del pianeta siano legate agli esiti di queste elezioni, abbia confuso e scompaginato qualsiasi serio tentativo di analizzare obiettivamente questo evento, lasciando ai margini questioni estremamente importanti quali, ad esempio, i finanziatori e i patrocinatori dei due candidati (dopo l’appoggio di Colin Powell, ultimamente Obama ha incassato anche quello della Goldman Sachs, e questo la dice lunga sul tipo di politica che ci si può legittimamente attendere dal candidato afroamericano) ma ancor più il problema dei sistemi di votazione elettronica tuttora utilizzati in numerosi stati degli USA. Nel suo complesso, l’opinione pubblica è del tutto all’oscuro del fatto che le precedenti elezioni del 2004, che contrapponevano a George W. Bush il democratico John Kerry, furono pesantemente e palesemente falsate dalle controverse macchine per il voto elettronico, prodotte e gestite dalla Diebold, e questo malgrado certe malversazioni relative alle elezioni presidenziali del 2000 (allora a farne le spese fu Al Gore, in seguito “premiato” con un Nobel…) fossero già state esaurientemente documentate in un film di grande successo, Farheneit 911 di Michael Moore, che ricevette anche un Oscar. Il fatto che su questo importante aspetto non si sia mai aperto alcun serio dibattito sugli organi di informazione (sic) chiarisce al di là di ogni ragionevole dubbio che nel migliore dei casi oggidì il giornalismo è caratterizzato da un pressappochismo e una mediocrità senza pari, e nel peggiore che si tratti di prostituzione della peggior specie, considerando le conseguenze a livello sociale della mancanza di un’informazione corretta, esauriente e imparziale.
Nel frattempo, missili statunitensi hanno colpito due abitazioni nel Pakistan nord-occidentale, uccidendo 27 persone, mentre in Iraq il generale Petraeus, evidentemente non contento del raid terroristico che giorni fa, in Siria, ha lasciato sul terreno i cadaveri di otto civili inermi (tra cui quattro bambini), preannuncia la possibilità di nuove “operazioni” oltre il confine, nel quadro di una strategia che non preclude alle forze armate l’opzione di intervenire all’interno dei confini di un paese straniero qualora questo sia sospettato di ospitare elementi o fazioni “ostili” agli interessi statunitensi (l’amministrazione USA ha dichiarato che nell’operazione in Siria sarebbe stato eliminato Abu Ghadiya, il “solito” leader di Al-Qaeda).
Questi eventi apparentemente senza senso non mi suonano affatto come i tragici colpi di coda della fallimentare amministrazione Bush, quanto piuttosto i prodromi di quelli a venire: Kevin Rudd, primo ministro australiano, ha recentemente affermato che “un attacco nucleare renderebbe insignificante l’11 settembre”, una criptica dichiarazione che va ad aggiungersi a quella di John Biden, il candidato democratico alla vicepresidenza che ad una cena per la raccolta di fondi si è lasciato sfuggire che se venisse eletto, Barak Obama potrebbe essere messo alla prova da una “crisi internazionale” che lo costringerebbe a “decisioni impopolari”. Singolare il fatto che le affermazioni di Biden siano state confermate da due grossi calibri come Colin Powell e Madeline Albright: Powell ha addirittura delineato una finestra temporale tra il 21 e il 22 gennaio, pur non specificando la natura dello scenario. E non sono i soli. Gordon Brown, primo ministro britannico, ha parlato di “un altro grande complotto in preparazione” e di una “enorme minaccia”. Bernard Kouchner, ministro degli esteri francese, ritiene che Israele attaccherà l’Iran, magari con armi nucleari. Insomma, cosa stanno cercando di comunicare tutti questi politici di alto livello da tutte le parti del mondo? Cosa si profila all’orizzonte?
I canali mediatici cinesi stanno dando grande rilevanza ad un recente incontro tra la Rand Corporation e il Pentagono: l’azienda, controllata dai Rockefeller e dalla Ford/Carnegie Foundation, apparentemente avrebbe suggerito che un conflitto contro una grossa potenza mondiale rivitalizzerebbe l’economia aiutando nel contempo l’attuale élite finanziaria a mantenere il controllo sugli Stati Uniti. Sembra che i direttori della Rand abbiano chiesto che i fondi stanziati dal governo a sostegno del sistema bancario vengano utilizzati per finanziare una nuova guerra: non si conosce esattamente la nazione da attaccare, ma si parla di Russia, Cina, Iran e forse persino il Giappone, dato che detiene gran parte del debito statunitense (a me sembra assai inverosimile, ma…hai visto mai? In questi anni è accaduto davvero di tutto…) mentre il fatto che l’obiettivo dovrebbe essere di grande importanza geopolitica escluderebbe la Corea del Nord.
Dati gli oscuri presagi, come dovremmo interpretare il misterioso fenomeno apparso una decina di giorni fa nei cieli di Londra?
 
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Tra lo stupore generale, una strana nuvola luminescente di colore rosa è rimasta sospesa sopra la città per quasi un’ora, prima di dissolversi e sparire. Che si tratti di una semplice stranezza meteorologica o qualcosa di più, spero comunque sia di buon auspicio per i difficili tempi che verranno…
 


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